Pinacoteca civica Francesco Podesti

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Pinacoteca civica Francesco Podesti
Bosdari-Ancona.jpg
Palazzo Bosdari
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAncona
IndirizzoVia Pizzecolli, 17 (ingresso temporaneo: vicolo Foschi)
Caratteristiche
TipoPinacoteca
FondatoriFrancesco Podesti
Apertura1884

Coordinate: 43°37′15″N 13°30′40″E / 43.620833°N 13.511111°E43.620833; 13.511111

Ritratto di Francesco Podesti conservato in Pinacoteca.

La Pinacoteca civica "Francesco Podesti" di Ancona è sorta nel 1884. La sua istituzione è dovuta soprattutto al fervido interessamento del pittore anconetano Francesco Podesti, al quale la raccolta d'arte è stata ben presto dedicata. Raccoglie alcuni dipinti di valore universale per la storia dell'arte italiana e altri di grande interesse per la comprensione della pittura nelle Marche dal XIV al XIX secolo.

La pinacoteca, nonostante la sua importanza, è stata chiusa dal 2011 al 2015 per lavori di ampliamento e ristrutturazione, ed è stata riaperta solo parzialmente nel giugno del 2016[1][2]. Sono comunque visibili i dipinti più importanti; non è ancora nota la data di riapertura totale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario delle collezioni è costituito dalle opere degli enti religiosi soppressi dopo l'Unità italiana e dai dipinti e cartoni donati dal pittore titolare. Successivamente le collezioni si arricchirono grazie a donazioni da parte delle famiglie nobili della città, che nel corso dei secoli avevano raccolto nei loro palazzi un notevole patrimonio artistico. Acquisizioni mirate, soprattutto di opere moderne, hanno infine portato la Pinacoteca alla consistenza attuale[3].

La prima sede fu l'ex convento di San Domenico; poi, nel 1927, la pinacoteca fu trasferita all'ex convento di San Francesco alle scale. Durante la Seconda guerra mondiale, Pasquale Rotondi, soprintendente alle Gallerie delle Marche, sfidando ogni tipo di difficoltà, nascose i maggiori capolavori della Pinacoteca, insieme a quelli delle altre città delle Marche e di Venezia, nella rocca di Sassocorvaro, per salvarli da razzie e bombardamenti[4][5]. Fu un intervento provvidenziale, in quanto la sede della pinacoteca fu distrutta dai bombardamenti del 1943.

Nel periodo della Ricostruzione molti dipinti della pinacoteca rimasero in deposito ad Urbino; il ritorno di queste opere nella loro sede originaria è stato opera soprattutto del fervido interessamento di Pietro Zampetti, critico d'arte e, per anni, soprintendente alle gallerie delle Marche. Il primo passo compiuto dal professor Zampetti per la riapertura della pinacoteca fu compiuto nel 1950, quando tornarono in città i capolavori della collezione civica, in occasione dell'inaugurazione della mostra "Pittura veneta nelle Marche". Il secondo passo fu la riapertura della pinacoteca, nel 1958, ospitata nel medievale Palazzo degli Anziani, lo stesso in cui era stata allestita la grande mostra del 1950. Nel 1973 venne inaugurata la nuova ed attuale sede, Palazzo Bosdari, antica e prestigiosa dimora nobiliare.

Palazzo Bosdari[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Pinacoteca, Palazzo Bosdari, è di origine medievale, come mostra, tra l'altro, la presenza della base di un torre in pietra calcarea, visibile al piano di vicolo Foschi. Passò poi nel '600 alla famiglia Cresci.

Prese il nome e l'aspetto attuale quando, intorno al 1550 fu acquistato da Didone Bosdari, mercante la cui famiglia era originaria di Ragusa, ma che aveva ascendenze albanesi o erzegovesi[6]. Il ricco mercante, per rendere più prestigioso il palazzo che aveva scelto come sua dimora, commissionò la decorazione pittorica dei soffitti ed una ristrutturazione di tutto il palazzo, con progetto attribuito all'artista manierista Pellegrino Tibaldi, che avrebbe eseguito anche gli affreschi del piano nobile[7]. L'attribuzione è dovuta agli elementi in comune con il Palazzo Ferretti, altra dimora nobiliare situata nello stesso rione, ove il Tibaldi negli stessi anni[8]. Rimase di proprietà della famiglia Bosdari, aggregata alla nobiltà anconitana nel 1726, sino agli anni trenta del Novecento, quando passò alla famiglia Giacchetti e infine, nel 1963, al Comune di Ancona, che lo acquisì allo scopo di collocarvi le collezioni della Pinacoteca[6].

Elemento caratterizzante il palazzo è il cortile, porticato su due lati, arricchito da due pozzi e con due eleganti portali gemelli in pietra che conducono alle sale del pian terreno. Uno scalone di semplice concezione porta alle sale del piano nobile, affrescato con figure allegoriche, putti e stemmi alternati a «quadri riportati» di paesaggi[8]. Dalla torretta sommitale da cui si può godere di una ampia vista sul rione San Pietro e sul porto[9]. La facciata su via del Comune (via C. Pizzecolli) ha tre ordini di finestre a diversa trabeazione.

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Vergine incoronata, di Olivuccio di Ciccarello.

Le opere più importanti a livello nazionale sono quelle di Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Orazio Gentileschi, Guercino, Carlo Maratta. Notevole è anche la collezione delle opere di Francesco Podesti, dono dell'autore, che fu il più acceso promotore dell'istituzione della pinacoteca[10].

Fondamentali per lo studio della pittura nelle Marche è il nucleo di dipinti di Olivuccio di Ciccarello, figura principale della scuola di pittura di Ancona, che fiorì tra Trecento e Quattrocento[11][12]; importante anche la presenza di opere di Arcangelo di Cola ed Andrea Lilli.

Altri importanti autori presenti con le loro opere nella pinacoteca sono: Giacinto Brandi, Angelo Caroselli, Antonio Circignani, Domenico Corvi, Domenichino, il Sassoferrato, Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Ciro Ferri, Francesco Foschi, Antonio Tempesta, Antonio Zanchi.

Opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Dipinti
Dipinti collocati fuori sede

Si segnalano per la loro importanza i seguenti dipinti di proprietà della Pinacoteca collocate fuori sede:

Stampe

Tra le stampe sono da segnalare:

Sculture antiche

Tra le sculture antiche la Pinacoteca possiede una serie di bassorilievi medievali di Margaritone d'Arezzo, che originariamente decoravano la facciata del Palazzo degli Anziani; alcuni di essi sono esposti in sede, altri all'interno del palazzo dal quale essi provengono.

Galleria di opere[modifica | modifica wikitesto]

Galleria di Arte Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Monumento commemorativo della Notte dei cristalli a Gottinga; è un'opera di Corrado Cagli il cui modello è conservato nella Pinacoteca.

Palazzo Bosdari accoglie anche la Galleria d'Arte Moderna, sino al 2011 afflitta da una grave mancanza di spazio ed ora parzialmente riaperta (vedi capitolo "Ampliamento degli spazi espositivi").

Dipinti

I più importanti pittori presenti con le loro opere sono: Getulio Alviani, con una delle sue superfici a testura variabile in alluminio, Bruno da Osimo, con nove incisioni, Anselmo Bucci, con due oli di soggetto parigino, Nino Caffè, con una natura morta, Corrado Cagli, con tre dipinti, Massimo Campigli, con un'opera del secondo periodo parigino, Bruno Cassinari, con un dipinto di soggetto marino, Enzo Cucchi, Adolfo De Carolis, con tre xilografie e un disegno, Virgilio Guidi, Carlo Levi, Pio Pullini, Ivo Pannaggi, Orfeo Tamburi, Luigi Veronesi. È presente anche un acuto autoritratto di Amerigo Asciutti, pittore anconitano dell'ultimo Ottocento[13].

Sculture

Tra le sculture si segnalano le opere di: Remo Bianco, Corrado Cagli, di cui è esposto il modellino del monumento eretto a Gottinga per commemorare la Notte dei cristalli, Aristodemo Costoli, Edgardo Mannucci, Augusto Murer. Inoltre la galleria conserva diversi lavori di Valeriano Trubbiani, tra cui il bozzetto metallico della "Mater Amabilis", uno dei monumenti moderni più noti di Ancona: i "rinoceronti" di Piazza Pertini. Sono presenti anche opere degli importanti scultori anconetani Mentore Maltoni e Vittorio Morelli; di quest'ultimo da segnalare è il ritratto di fra' Paolo Mussini, l'artista del primo Novecento del quale Ancona conserva notevoli dipinti nella chiesa dei Cappuccini.

Ampliamento degli spazi espositivi[modifica | modifica wikitesto]

La nuova scala interna, nell'ala di Palazzo Bonomini

Dal primo gennaio 2012 la Pinacoteca e la Galleria d'Arte Moderna sono chiuse per permettere il completamento dei lavori di restauro e di ampliamento della sede, che occuperà anche l'edificio adiacente a Palazzo Bosdari: Palazzo Bonomini; la riapertura era prevista ad ottobre dello stesso anno, ma nell'autunno del 2015 le collezioni erano ancora chiuse al pubblico. Al termine dei lavori ci saranno cinque sale in più e uno spazio per le mostre temporanee (nei piani sottostanti il cortile di ingresso). Da decenni i più illustri esponenti della cultura cittadina lamentavano la carenza di spazi a Palazzo Bosdari[14]. L'ampliamento permetterà finalmente di dare una risposta all'esigenza di esporre le opere antiche di grandi dimensioni e le opere moderne relegate nei magazzini; inoltre renderà possibili nuove acquisizioni[15].

Un primo risultato dei lavori di ampliamento è stato, nel 2016, l'apertura di un nuovo ingresso in vicolo Foschi, a pochi metri dal porto e dalle banchine di ormeggio dei traghetti: le migliaia di turisti in attesa di imbarco possono finalmente visitare le collezioni artistiche in modo più agevole. Dal nuovo ingresso un ascensore di circa ventisei metri conduce alle sale di esposizione e, in futuro, anche alla torretta della pinacoteca, nella quale verrà allestito un bar con vista panoramica sul porto e sui rioni più antichi della città. Dopo la riapertura i lavori continueranno con il restauro dei dipinti rinascimentali che abbelliscono i soffitti del palazzo[16][17].

Riapertura parziale del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Nell'attesa dell'apertura completa, il 9 giugno 2016 sono state riaperte alcune sale [18], dove è stata esposta una selezione di alcuni dipinti, tra cui le pale del Tiziano, del Lotto, del Guercino, del Gentileschi e la madonna del Crivelli.
A seguito dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento sono emersi anche alcuni tratti di antiche mura interne ed una torre medievale, entrambe visibili e visitabili nelle immediate adiacenze del nuovo ingresso lato porto nel vicolo Foschi.
La data della riapertura totale non risulta ancora nota.[19].
La parziale riapertura del 2016 ha presentato un nuovo allestimento delle opere, e alcune nuove sale; l'ingresso principale è per ora chiuso e per ora si accede solo dal vicolo Foschi, vicino alla storica chiesa di Santa Maria della Piazza, nei pressi del porto [20].
Il nuovo allestimento è caratterizzato dalla presentazione affiancata di opere antiche e moderne, legate da temi o suggestioni particolari.

In occasione della riapertura parziale, è stata trasferita in pinacoteca l'opera di Francesco Podesti Il Giuramento degli Anconetani, originariamente dipinta per il Palazzo degli Anziani, sede comunale. Il dipinto ricorda la resistenza della Repubblica Marinara di Ancona contro l'esercito imperiale di Federico Barbarossa, capitanato da Cristiano di Magonza.

Galleria d'immagini - gli spazi dell'ampliamento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Resto del Carlino - riapertura Pinacoteca Podesti
  2. ^ Sito del Comune di Ancona
  3. ^ Costanza Costanzi, Pinacoteca Civica "F. Podesti" e Galleria d'Arte Moderna, della collana Musei d'Italia, Meraviglie d'Italia, Calderini editore, Bologna 1999
  4. ^ Dal diario di Pasquale Rotondi, in: Salvatore Giannella e Pier Paolo Mandelli, L'Arca dell'Arte Editoriale Delfi
  5. ^ RAI2 "La storia siamo noi"
  6. ^ a b
    • Costanza Costanzi, Daniela Pennacchioli, Daniele Diotallevi, Maria Grazia Donzelli, Ancona: Pinacoteca civica "F. Podesti", Galleria d'arte moderna, Calderini, 1999 (pagina XVII). ISBN 9788882191658.
    • Informazioni sulla torre: Graziella De Florentiis, Architettura fortificata nelle Marche: mura, torri, rocche, castelli, edizioni Silvana, 1985, Senza ISBN.
  7. ^ AA.VV. Marche edito a Milano dal TCI nel 1979
  8. ^ a b Soprintendenza alle gallerie e opere d'arte delle Marche, Restauri nelle Marche: Testimonianze, acquisti e recuperi, edizioni AGE, 1973. Senza ISBN.
  9. ^ Gianni Volpe, Chiostri, cortili e corti delle Marche: l'architettura degli spazi segreti, edito da Banca delle Marche, 1999. Senza ISBN.
  10. ^ Michele Polverari (a cura di) Francesco Podesti, Electa editrice, MIlano 1996
  11. ^ Pietro Zampetti, in Francesco Podesti, Electa editrice, Milano 1996, pagina 34
  12. ^ Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Fedierico Motta editore, Milano 2008, ISBN 978-88-7179-607-9
  13. ^ Rivista di Ancona: rassegna del Comune , Anno 9 (1966), n.1, Pagine 37-42
  14. ^ Pietro Zampetti, in Ancona, Pinacoteca Civica "F. Podesti" e Galleria d'Arte Moderna, della collana Musei d'Italia, Meraviglie d'Italia, Calderini editore, Bologna 1999
  15. ^ http://www.cultura.marche.it
  16. ^ Dal sito del Comune di Ancona www.comune.ancona.it
  17. ^ La notizia dell'apertura della torretta è data dalla stessa progettista dell'ampliamento della Pinacoteca, l'architetto Anna Giovannini: vedi la pagina http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&articolo_id=250778
  18. ^ Corriere - Riapertura Pinacoteca Podesti
  19. ^
  20. ^ * Riapertura della Pinacoteca il 09-06-2016 - dal sito del Comune di Ancona, su comune.ancona.gov.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guide della pinacoteca
    • senza autore, Elenco dei cartoni e quadri della Pinacoteca Francesco Podesti in Ancona, Tipografia C. Tabossi, 1902
    • senza autore, Catalogo della Pinacoteca civica di Ancona, Tip. Sonciniana, 1920
    • Giuseppe Marchini, La pinacoteca comunale "Francesco Podesti," di Ancona, La Pinacoteca comunale, 1960
    • Costanza Costanzi, volume Ancona - Pinacoteca civica F. Podesti, della collana Musei d'Italia - Meraviglie d'Italia, Editore Calderini, 1999
  • Testi dedicati alle singole opere
    • Giovanna Bonasegale La Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, Il Lavoro editoriale, 1984
    • Giovanna Bonasegale Ritratto di Francesco Arsilli di Sebastiano del Piombo, Il Lavoro Editoriale, 1985
    • Giovanna Bonasegale Pittei, Luciano Arcangeli, Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento, Bonsignori, 1985
    • Michele Polverari, Tiziano: la pala Gozzi di Ancona - il restauro e il nuovo allestimento espositivo, Grafis Ed., 1988
    • Michele Polverari, La circoncisione: una tavola attribuita a Carlo da Camerino, CNA, 1989
    • Michele Polverari, Carlo da Camerino, Pinacoteca comunale, 1989
    • Michele Polverari, Tiziano: la crocefissione di Ancona, Confartigianato Provincia di Ancona, 1990
    • Michele Polverari, Lorenzo Lotto: la Pala dell'Alabarda, Comune di Ancona, 1992

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Questo museo aderisce all'Associazione Sistema Museale della Provincia di Ancona.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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