Isaiah Thomas

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Isaiah Thomas
Isaiah Thomas (34300573362).jpg
Thomas con la maglia dei Boston Celtics durante i playoff 2017
Nome Isaiah Jamar Thomas
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 175 cm
Peso 84 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Playmaker
Squadra Cleveland Cavaliers
Carriera
Giovanili
2008-2011 Wash. Huskies
Squadre di club
2011-2014 Sacramento Kings 216 (3.314)
2014-2015 Phoenix Suns 46 (701)
2015-2017 Boston Celtics 179 (4.422)
2017- Cleveland Cavaliers
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 23 agosto 2017

Isaiah Jamar Thomas (Tacoma, 7 febbraio 1989) è un cestista statunitense, professionista nella NBA con i Cleveland Cavaliers.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome, Isaiah, deriva da una vicenda particolare: il padre, tifoso dei Los Angeles Lakers, scommise con gli amici che se la squadra californiana avesse perso le NBA Finals 1989 contro i Detroit Pistons, avrebbe chiamato il figlio con il nome del playmaker avversario, Isiah. I Pistons vinsero la serie, ma a quel punto intervenne la madre, aggiungendo una "a" al nome, per renderlo più biblico (il profeta Isaia).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Sacramento Kings (2011-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Isaiah Thomas nel dicembre 2013 coi Sacramento Kings

Dopo una buona carriera universitaria nei Washington Huskies (16,4 punti, 3,5 rimbalzi, 4,0 assist e 1,2 palle recuperate di media a partita nell'arco di tre stagioni), è stato scelto nel Draft NBA 2011 dai Sacramento Kings con la sessantesima ed ultima scelta. Pur essendo stato scelto nell'ultima posizione del draft, ha fornito subito un buon apporto alla squadra californiana, entrando stabilmente in quintetto da dopo la pausa di febbraio per l'All-Star Game. In seguito alle sue buone prestazioni ha vinto in due distinte occasioni (nei mesi di marzo e aprile) il premio come migliore matricola del mese della Western Conference: si tratta di un record, dal momento che nella storia della NBA nessun giocatore scelto all'ultima posizione nel draft era riuscito ad ottenere tale riconoscimento. A fine stagione viene inserito nel NBA All-Rookie Second Team.

Il 12 gennaio 2013 segna il suo massimo di punti in carriera in una singola partita NBA (34) contro i Miami Heat. Il successivo 15 febbraio gioca nel Rookie Challenge dell'All-Star Game, nel quale segna 18 punti e serve 10 assist ai compagni in 21 minuti di gioco.[1] Nel suo secondo anno da professionista disputa complessivamente 79 partite, 62 delle quali in quintetto base, con medie di 13,9 punti, 2,0 rimbalzi e 4,0 assist in 26,9 minuti di media a partita.

Il 9 dicembre 2013 ha fatto 12 assist in una partita vinta per 112-97 contro i Dallas Mavericks; si tratta del suo record in una singola partita;[2] eguaglia questo record il 22 febbraio, in una vittoria casalinga per 105-98 contro i Boston Celtics.[3] Il 19 gennaio 2014 ha segnato 38 punti in una sconfitta per 108-93 sul campo degli Oklahoma City Thunder; si tratta del suo massimo di punti segnati in carriera in una singola partita NBA.[4] Il 18 marzo 2014 ha fatto registrare la prima tripla doppia in carriera, mettendo a referto 24 punti, 11 rimbalzi e 10 assist.[5] A causa di un infortunio ha saltato 10 delle ultime 12 partite di regular season, chiudendo la stagione con medie di 20,3 punti, 2,9 rimbalzi, 6,3 assist, 1,3 palle recuperate e 0,1 stoppate a partita (tutti massimi in carriera) in 34,7 minuti giocati di media a partita.

Phoenix Suns (2014-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 luglio 2014 firma un contratto sign-and-trade con i Kings e viene ceduto ai Phoenix Suns in cambio di 7 milioni di dollari e i diritti su Alex Oriakhi. Il 14 agosto 2015 si sottopone con successo ad una artroscopia del suo polso destro per un infortunio subito l'anno precedente. Nel suo esordio con la maglia dei Suns registra 23 punti 3 assist e 1 rimbalzo nella vittoria contro i Los Angeles Lakers per 119-99. Nella gara successiva disputatasi il 31 ottobre 2014 mette di nuovo a referto 23 punti diventando il quarto giocatore dei Phoenix Suns, dopo Tom Chambers, A.C. Green e Tom Gugliotta a segnare almeno 23 punti nelle prime due gare di esordio con la squadra dell'Arizona.

Dopo aver saltato 8 incontri a causa di un infortunio alla caviglia, rientra in campo il 12 dicembre mettendo a segno 10 punti nella sconfitta per 103-105 contro i Detroit Pistons. Il 21 gennaio mette a segno il suo season-high segnando 27 punti nella vittoria per 118 a 113 contro i Portland Trail Blazers. Il 5 febbraio partecipa all'NBA Skills Challenge diventando così il più basso giocatore ad avervi preso parte.

Boston Celtics (2015-2017)[modifica | modifica wikitesto]

Thomas durante la stagione 2016-2017

Il 19 febbraio 2015 viene ceduto ai Boston Celtics in cambio di Marcus Thornton e una prima scelta protetta al draft 2016. Tre giorni dopo, partendo dalla panchina, mette a segno 21 punti e 5 rimbalzi nel suo debutto con la maglia dei Celtics. Il 2 marzo viene nominato giocatore della settimana della Eastern Conference. Il 25 marzo rientra in campo dopo aver saltato 8 partite a causa di una ferita nella zona lombare, mettendo a segno quattro punti nella sconfitta contro i Miami Heat per 86-93. L'8 aprile, mettendo a referto 34 punti, registra il suo nuovo season-high; questa performance lo aiuta ad essere nominato per la seconda volta giocatore della settimana della Eastern Conference. Nel suo esordio ai playoff mette a segno 22 punti, 10 assist e 5 rimbalzi nella sconfitta contro i Cleveland Cavaliers.[6] Il 24 aprile 2016 è il giorno del suo career-high (nei playoff) raggiunto in gara 3 contro gli Atlanta Hawks, in cui segna 42 punti, con 12/24 al tiro e 5/12 da tre punti. Grazie alla sua prestazione, Boston vincerà la prima partita della serie, portandosi sul momentaneo 2-1, per poi essere eliminata.

Il 30 dicembre 2016, nella vittoria contro i Miami Heat, mette a referto un nuovo career-high con 52 punti (6/13 da 2, 9/13 da 3, 13/13 tl), 29 dei quali nell'ultimo quarto dell'incontro. Thomas diviene, così, il quinto giocatore della franchigia a superare i 50 punti in un incontro. Il 4 gennaio 2017 nella gara vinta 115-104 contro gli Utah Jazz, oltre ad aver segnato 29 punti, realizza il proprio career-high di assist servendone 15.[7] Il 16 febbraio, con i 29 punti messi a referto contro i Chicago Bulls, diventa il primo nella storia dei Celtics a superare quota 20 punti per più di 40 partite consecutive, superando il precedente record di John Havlicek, che durava dalla stagione 1971-1972.[8] Il 3 maggio 2017 Thomas segna 53 punti (di cui 29 nei 17 minuti finali) in gara 2 nelle semifinali della Eastern Conference contro i Washington Wizards. Diventa così il primo giocatore nella storia dei Boston Celtics ad aver superato quota 50 sia in regular season che nei playoff. Nella conferenza stampa post-partita, il playmaker di Boston dedica questo suo successo alla scomparsa sorella Chyna (deceduta in un incidente stradale il 15 aprile) che avrebbe compiuto, la stessa notte, 23 anni. Kobe Bryant, dopo la gara, coniò quello che a tutti gli effetti potrà essere il suo soprannome definitivo, The Mighty IT (Il Potente IT).[9][10] Tra l'altro lo stesso Kobe diede molti consigli a Thomas per i playoffs.[11][12]

Cleveland Cavaliers (2017-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 agosto 2017 Thomas passa ai Cleveland Cavaliers in una trade che lo vede coinvolto insieme ai compagni di squadra Jae Crowder e Ante Žižić, oltre che ad una prima scelta al Draft 2018 ed una seconda al Draft 2020. I Celtics ricevono in cambio Kyrie Irving[13], giocatore che ormai da tempo era in rotta con i Cavs e il suo ex compagno di squadra LeBron James[14][15].


Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Regular Season[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra PG PI MPG FG°/° 3P°/° FT°/° RPG APG SPG BPG PPG
2011-2012 Sacramento Kings 65 37 25,5 44,8 37,9 83,2 2,6 4,1 0,8 0,1 11,5
2012-2013 Sacramento Kings 79 62 26,9 44,0 35,8 88,2 2,0 4,0 0,8 0,0 13,9
2013-2014 Sacramento Kings 72 54 34,7 45,3 34,9 85,0 2,9 6,3 1,3 0,1 20,3
2014-2015 Phoenix Suns 46 1 25,7 42,6 39,1 87,2 2,4 3,7 1,0 0,1 15,2
2014-2015 Boston Celtics 21 0 26,0 41,1 34,5 86,1 2,1 5,4 0,6 0,0 19,0
2015-2016 Boston Celtics 82 79 32,0 42,8 35,9 87,1 3,0 6,2 1,1 0,1 22,2
2016-2017 Boston Celtics 76 76 33,8 46,3 37,9 90,9 2,7 5,9 0,9 0,2 28,9
Carriera 441 309 30,0 44,3 36,7 87,6 2,6 5,2 1,0 0,1 19,1

Playoffs[modifica | modifica wikitesto]

Anno Squadra PG PI MPG FG°/° 3P°/° FT°/° RPG APG SPG BPG PPG
2015 Boston Celtics 4 0 29,8 33,3 16,7 96,9 3,0 7,0 0,8 0,0 17,5
2016 Boston Celtics 6 6 36,7 39,5 28,3 80,9 3,0 5,0 0,7 0,8 24,2
2017 Boston Celtics 15 15 34,7 42,5 33,3 82,0 3,1 6,7 0,9 0,1 23,3
Carriera 25 21 34,4 40,6 30,2 84,2 3,1 6,3 0,8 0,3 22,6

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Second Team: 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barkley, Shaq to draft teams for BBVA Rising Stars Challenge. NBA URL consultato in data 29 gennaio 2013
  2. ^ Referto partita NBA.com
  3. ^ Referto partita NBA.com
  4. ^ Referto partita NBA.com
  5. ^ Referto partita NBA.com
  6. ^ Celtics at Cavaliers, su NBA.com. URL consultato il 13 aprile 2016.
  7. ^ NBA LEAGUE PASS | NBA.com, su watch.nba.com. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  8. ^ Sky Sport, NBA, Bulls all'ultimo respiro. Wizards ancora ok. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  9. ^ Kobe Bryant on Twitter, in Twitter. URL consultato il 21 maggio 2017.
  10. ^ (EN) Kobe Bryant is helping the Celtics during their postseason winning streak, in For The Win, 3 maggio 2017. URL consultato il 21 maggio 2017.
  11. ^ Michele Ipprio, Kobe: "Sono felice di aver aiutato Isaiah Thomas", su NBARELIGION.COM, 10 maggio 2017. URL consultato il 21 maggio 2017.
  12. ^ Sky Sport, NBA, il segreto di Isaiah? Le telefonate con Kobe. URL consultato il 21 maggio 2017.
  13. ^ (EN) Celtics Acquire Four-Time All-Star Kyrie Irving, Boston Celtics, 22 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.
  14. ^ Cavs: durante i playoff Irving non avrebbe parlato con nessun compagno per più giorni in fila, Sportando, 11 agosto 2017. URL consultato il 23 agosto 2017.
  15. ^ Cavs get 2nd-rounder to seal Kyrie-Isaiah deal, in ESPN.com. URL consultato il 04 settembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]