Jimmy Butler

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Jimmy Butler
Jimmy Butler - Rio 2016.jpg
Jimmy Butler con la Nazionale statunitense ai Giochi di Rio 2016
Nome Jimmy Butler III
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 201 cm
Peso 105 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia / ala piccola
Squadra Chicago Bulls
Carriera
Giovanili
2004-2008 Tomball High School
2008-2011 Marquette G. Eagles
Squadre di club
2011- Chicago Bulls 372 (5.591)
Nazionale
2016 Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Rio de Janeiro 2016
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2 Febbraio 2017

Jimmy Butler III (Houston, 14 settembre 1989) è un cestista statunitense.

Jimmy Butler, conosciuto anche come Gess, compie la sua maturazione sportiva alla Marquette University, per poi venire scelto come 30° al draft 2011 della NBA dai Chicago Bulls, squadra professionistica nella quale milita tutt'ora.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Jimmy Butler fa dell'atletismo e della grande versatilità il suo punto di forza. Al college sotto la guida di Brent Williams viene impiegato in ogni fase del gioco, riveste il ruolo di ala grande e addirittura di centro, dove ha la possibilità di sviluppare capacità in post basso e al rimbalzo, senza comunque tralasciare le doti da esterno.

Questo background lo ha portato, una volta approdato ai Chicago Bulls, a mettere in mostra nella massima serie, sia le sue notevoli doti difensive (viene inserito nel secondo miglior quintetto difensivo della NBA nella stagione 2014, 2015 e 2016), sia una media realizzativa costantemente in crescita, fino ad arrivare ai 20,4 punti a partita che nel febbraio 2015 gli garantiscono la presenza agli NBA All-Star game, mentre la media attuale è di 25,4 punti a partita.

Il 7 maggio 2015 gli viene assegnato il premio NBA Most Improved Player Award, divenendo il primo giocatore della franchigia a vincere questo premio.

Nella stagione 2015-16 fissa il suo career high di punti il 18 dicembre 2015 a quota 43, nella sconfitta in casa contro i Detroit Pistons dopo quattro tempi supplementari finita 147 a 144 per gli ospiti. Un nuovo record lo fissa nella partita in trasferta (finita 115 a 113 per i Bulls) contro i Toronto Raptors il 3 gennaio 2016 segnando 42 punti nella seconda metà della gara, battendo così il record della franchigia di 39 punti segnati in una frazione di gara realizzato da Michael Jordan il 16 febbraio 1989 contro i Milwaukee Bucks.

Il 15 gennaio 2016 sigla un nuovo career-high points, nella partita fuori casa contro i Philadelphia 76ers, mettendo a referto ben 53 punti. Un anno dopo, il 2 gennaio 2017, segna 52 punti nella vittoria casalinga sugli Charlotte Hornets divenendo così il primo giocatore della franchigia dopo Michael Jordan a realizzare almeno 50 punti allo United Center. Il 19 gennaio 2017 entra a far parte, per la Eastern Conference, del quintetto iniziale che disputerà l'NBA All-Star game.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jimmy Butler nasce a Houston, nel quartiere di Tomball, il 14 settembre 1989. All'età di 13 anni la madre lo manda fuori di casa, dicendogli "Non mi piace la tua faccia. Devi andartene" (come riferirà poi Butler in un'intervista nel 2011). Da lì, per un certo periodo di tempo, Butler vive ogni settimana in casa di un amico diverso, fino al suo incontro con Jordan Leslie, che lo sfida a una gara di 3 punti. I due diventano subito amici e Jimmy va a stare casa sua, dove viene accolto come un membro della famiglia. Nonostante in casa c'erano altri 6 figli, la madre e il patrigno di Leslie, che inizialmente erano contrari ad ospitare Jimmy, accolsero il ragazzo sotto il loro tetto in pochi mesi. Butler avrebbe detto più avanti che "Mi hanno accettato nella loro famiglia. E non per via della pallacanestro. Lei (Michelle Lambert, madre di Leslie) era una donna amabile. Aveva già fatto cose del genere. Non potevo crederci".

Prima del Draft 2011, un general manager NBA disse che "La sua storia è una delle più eccezionali che io abbia mai visto in tutti i miei anni di pallacanestro. Ci sono state un sacco di momenti nella sua vita in cui era prossimo a fallire. Ogni volta è riuscito a superare ogni enorme avversità. Quando parli con lui - che è molto restio a parlare della sua vita - hai subito la sensazione che questo ragazzo abbia la grandezza dentro di sé".

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

NBA[modifica | modifica wikitesto]

Second Team: 2014, 2015, 2016
2015, 2016, 2017

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • Medaglia d'oro ai Giochi Olimpici Rio 2016

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]