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Il meraviglioso mago di Oz

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Il meraviglioso mago di Oz
Titolo originaleThe Wonderful Wizard of Oz
Altri titoliIl mago di Oz, Nel Regno di Oz
Frontespizio della prima edizione
AutoreLyman Frank Baum
1ª ed. originale1900
1ª ed. italiana1944
Genereromanzo
Sottogenerefantastico, per ragazzi
Lingua originaleinglese
AmbientazionePaese di Oz
ProtagonistiDorothy Gale
Coprotagonisti
AntagonistiMalvagia Strega dell'Est, Malvagia Strega dell'Ovest
Altri personaggiMago di Oz, Buona Strega del Nord, Buona Strega del Sud, Munchkin, Zia Emma, Zio Henry
SerieLibri di Oz
Seguito daIl meraviglioso paese di Oz

Il meraviglioso mago di Oz (titolo orig. The Wonderful Wizard of Oz) è un celebre romanzo per ragazzi di L. Frank Baum, originariamente illustrato da William Wallace Denslow e pubblicato per la prima volta da George M. Hill Company a Chicago il 1º settembre 1900.[1] È il primo capitolo della serie di libri di Oz. Il libro racconta le avventure della bambina Dorothy nel magico Paese di Oz, dopo che lei e il suo cane Totò sono stati spazzati via da un tornado che colpì il Kansas, dove, orfana dei genitori, abitava assieme agli zii. Il titolo è talvolta abbreviato in Il mago di Oz (The Wizard of Oz), che è anche il titolo del musical del 1902 e del celebre film del 1939 prodotto dalla MGM.

Origine del titolo

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Una leggenda piuttosto diffusa circa l'origine del nome Oz è che l'autore l'abbia tratto dalle lettere che comparivano sul dorso di due raccoglitori: A-N, O-Z. Secondo altri sarebbe un'abbreviazione del termine inglese ounce (ovvero oncia). Secondo il Club Internazionale del Mago di Oz[2] Maud Baum, la vedova dell’autore, affermò in una lettera a Jack Snow che il nome "Oz" fu inventato di sana pianta.

Può anche essere ipotizzata una provenienza "geografica": infatti, "אוז" (Oz) è il nome di un luogo biblico, che appare nella Bibbia ebraica in riferimento alla terra di Giobbe (in ebraico "איוב", Iyyov). Questo suggerisce che "Oz" sia una parte del suo mondo o un'area geografica adiacente a quella in cui si trova Giobbe, insomma un "altrove". Secondo questa interpretazione è possibile ipotizzare che Oz rappresenti un altrove, un posto non noto e lontano come era lontana e sconosciuta la terra originaria di Giobbe. A questo riguardo è possibile anche ricordare che l'incipt del testo di Giobbe in inglese suona proprio: "In the land of Uz".

Storia editoriale

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(A sinistra) copertina della prima edizione del 1900, pubblicata da George M. Hill Company, Chicago, New York; (a destra) quarta di copertina della prima edizione del 1900.

La prima edizione fu pubblicata da George M. Hill il 1º settembre 1900[1] e si avvalse delle illustrazioni di W. W. Denslow. L'opera è stata poi ripubblicata innumerevoli volte (talvolta semplicemente con il titolo The Wizard of Oz, ovvero Il mago di Oz) e tradotta in numerose lingue. Il testo del romanzo originale è divenuto di dominio pubblico a partire dal 1956.

Il successo di quest'opera diede inizio alla serie dei Libri di Oz, composta da numerosi sequel ambientati sempre nel Paese di Oz inventato da Baum: i primi furono scritti in collaborazione con lo stesso illustratore W. W. Denslow, il cui sodalizio, però, durò solo per pochi libri, mentre almeno 14 di essi ebbero come unico autore lo stesso Baum.

Il meraviglioso mago di Oz venne tradotto in circa cinquanta lingue diverse. In alcuni casi l'opera ebbe un tale successo da essere addirittura rimaneggiata per adattarsi meglio alla cultura locale. Per esempio esistono versioni hindu dell'opera in cui, per motivi religiosi, il Taglialegna di latta divenne un serpente.

Uno degli adattamenti più originali fu quello del traduttore sovietico Aleksandr M. Volkov (1939), che aggiunse diversi episodi, incluso uno in cui la protagonista (chiamata Ellie anziché Dorothy) viene rapita da un orco. L'opera di Volkov ha persino un titolo leggermente diverso (Il mago della Città di Smeraldo). Volkov scrisse anche altre opere ambientate nel Paese di Oz. In seguito l'opera originale di Baum fu ritradotta in russo in modo più fedele all'originale di Baum.

In Italia il libro venne pubblicato per la prima volta con il titolo Nel Regno di Oz nel 1944 dalla S.A.I.E., che dal 1947 si occupò di pubblicare altri quattro romanzi della serie.[3][4] La traduzione italiana, a cura di Maria Luisa Agosti Castellani, era già in preparazione dalla metà degli anni trenta.[5]

Il romanzo è preceduto da una prefazione dove Baum chiarisce di aver tentato, con la stesura di questo libro, di riformare la struttura della fiaba e il ruolo ad essa affidata fino a quel momento. Grandi autori di fiabe, quali i fratelli Grimm oppure Hans Christian Andersen, avevano infatti scritto fiabe piene di situazioni stravaganti e fantastiche, popolati da orchi, mostri e fate, sempre con l'intento di insegnare una morale al giovane pubblico, in modo da educarlo attraverso il divertimento. Baum si dice convinto che questo tipo di favola moraleggiante appartenga al passato. Secondo lui, infatti, la fiaba non deve contenere necessariamente una morale, ma deve semplicemente meravigliare e divertire i bambini.

Dorothy arriva nel Paese dei Munchkin, accolta dalla Buona Strega del Nord.

Dorothy è una bambina orfana che vive in Kansas con la zia Emma e con lo zio Henry nella loro modesta fattoria, assieme al cane Toto. Un giorno un tornado approccia la fattoria, ma mentre gli zii si riparano nel rifugio anti-tornado, Dorothy si attarda per recuperare Toto da sotto il letto, e la casa viene sollevata dalla tromba d'aria con la ragazza e il cane all'interno. Incredibilmente intatta, la casa di Dorothy atterra infine nel Paese dei Munchkin (tradotti in alcune edizioni italiane anche come Succhialimoni,[6] Ghiottoni,[7] Mastichini,[8] Rosicchiotti o Golosetti[9]) abitata da curiosi individui rigorosamente vestiti di blu.

Con loro vi è la Buona Strega del Nord che si complimenta con Dorothy per avere annientato la Malvagia Strega dell'Est, rimasta schiacciata dall'abitazione. Come ricompensa, alla ragazza sono date le Scarpette d'Argento della strega defunta. Le spiega, poi, di trovarsi nel paese di Oz, dove esistono quattro importanti streghe, di cui due buone (padrone delle terre del Nord e Sud) e due cattive (l'ex-padrona delle terre dell'Est e quella dell'Ovest). Dorothy esprime subito il desiderio di tornare nel Kansas dagli zii, al che la strega, dopo aver manifestato meraviglia per quello strano luogo mai sentito prima, le consiglia di recarsi dal grande Mago di Oz, il mago più potente di tutto il paese, che risiede nella capitale al centro del paese, nella Città di Smeraldo.

I tre personaggi che si uniscono a Dorothy durante il suo viaggio alla Città di Smeraldo: a sinistra lo Spaventapasseri, al centro il Taglialegna di latta e a destra il Leone codardo.

Le raccomanda pertanto di seguire la «strada di mattoni gialli» che la porterà dritta alla sede del mago. Prima di partire la strega bacia Dorothy sulla fronte, che la proteggerà da ogni male. Lungo il cammino, a Dorothy e Toto si uniranno tre compagni di viaggio: uno Spaventapasseri senziente, un munchkin taglialegna ricostruito con la latta (ribattezzato nei seguiti come Nick Chopper) e un leone codardo, che decidono di accompagnare la bambina nella speranza di poter fare anche loro delle richieste al mago di Oz, rispettivamente un cervello, un cuore e il coraggio.

La Città di Smeraldo

Dopo aver affrontato diverse avventure insidiose (tra cui i mostruosi Kalidah, il superamento di un burrone e l'attraversamento di un pericoloso torrente), casualmente grazie agli attributi che i protagonisti sostengono di mancare, Dorothy, Toto e il Leone sono messi al tappeto da un prato di velenosi papaveri. Poco dopo taglialegna di latta soccorre la regina dei topi di campagna da un predatore, ed essa, indebitata, si offre di aiutare la compagnia, cominciando con il trasportare il pesante leone fuori dal campo fiorito. Il giorno seguenti, i cinque giungono alla Città di Smeraldo. Qui Dorothy e i suoi compagni vengono invitati a indossare speciali occhiali per non essere accecati dalla potente luce verde che riveste ogni persona e ogni cosa nella città (in realtà sono proprio le lenti verdi a filtrare l'intero paesaggio in modo che tutto appaia di quel colore).

Giunti a palazzo, il "Grande e Terribile Oz" (come lui stesso si definisce) li riceve uno alla volta, e ad ognuno appare sotto diverse sembianze (a Dorothy come una grande testa; allo Spaventapasseri come una donna splendida; al Taglialegna di latta come un bizzarro mostro; al Leone come una sfera infuocata). ll Mago promette di aiutarli solo dopo che avranno ucciso la Malvagia Strega dell'Ovest che regna sul Paese dei Winkies (tradotti anche come Martufi[6] o Gialloni[7]), i cui abitanti sono soliti vestire di giallo.

La Cattiva Strega dell'Ovest
Dorothy scioglie la Strega Cattiva dell'Ovest

Preoccupati, ma speranzosi per essere così vicini alla meta, il gruppo accetta la missione. Durante il viaggio, Dorothy e i compagni devono affrontare numerosi avversari, mandati dalla Strega dell'Ovest per ucciderli: lupi (mozzati dalla scure del Taglialegna di latta), cornacchie (uccise dallo Spaventapasseri), api nere (che muoiono spezzando i pungiglioni contro la corazza del Taglialegna) e l'esercito dei Winkie (che fuggono terrorizzati all'udire il ruggito del Leone codardo). Furibonda, la Strega è costretta a sfruttare l'ultimo desiderio concessole dal magico Cappello Dorato, un copricapo che le permette di comandare per tre sole volte le Scimmie Alate. Queste smantellano il Taglialegna di latta e lo Spaventapasseri, catturando il Leone (che la Strega vuole farne il suo animale), ma non osano fare del male a Dorothy, riconoscendo il segno del bacio della Strega Buona del Nord, e si limitano a condurla, insieme a Toto, al castello della Strega Cattiva.

Qui, la Strega scopre che la bimba indossa le Scarpette d'Argento, dotate di magiche proprietà che Dorothy ignora e intende prendergliele, ma sapendo di non poterle torcere neanche un capello (per via del bacio impresso sulla fronte), la Strega dell'Ovest costringe la bambina a lavorare per lei in qualità di serva. Il Leone viene tenuto a digiuno in gabbia finché non acconsentirà a trainare la carrozza della Strega, ma lui continua a rifiutarsi, complice Dorothy, che ogni notte gli porta segretamente un po' di cibo. Quando la Strega finalmente riesce a far inciampare Dorothy e a prendere una delle Scarpette d'Argento, la bambina, indispettita, le getta addosso un secchio d'acqua, che inaspettatamente uccide la Strega, liquefacendola. I Winkie, felici di essersi liberati della tiranna, aiutano Dorothy a riassemblare lo Spaventapasseri e il Taglialegna, chiedendo a quest'ultimo di diventare loro re: egli accetta, ma non prima di avere aiutato Dorothy a tornare a casa nel Kansas.

I cinque vengono trasportati dalle Scimmie Alate alla Città di Smeraldo
Il vero aspetto del Mago di Oz

Usando il Cappello d'Oro sottratto alla Strega Cattiva dell'Ovest Dorothy invoca le Scimmie Alate, che portano lei e i suoi compagni alla Città di Smeraldo, raccontando durante il viaggio la loro storia di schiavitù per mano di una irascibile maga. Il Mago di Oz inizialmente rifiuta di incontrarli, ma in seguito alla minaccia di un attacco delle Scimmie Alate è costretto a ricevere gli eroi. Dorothy e i suoi scoprono che il Mago non è altro che un vecchio ventriloquo proveniente da Omaha, giunto nella terra di Oz dopo essere andato alla deriva con la sua mongolfiera, venendo così confuso dai paesani di Oz come un potente mago, riuscendo a mantenere la bugia (e tenere a bada le streghe malvagie) grazie ai suoi trucchi di prestigiazione.

Pur essendo un comune mortale, il Mago aderisce al rispettare il patto, sebbene sostiene ai compagni di Dorothy che loro sono in possesso degli attributi che sostengono di non possedere, ma i tre sono impassabili: voglliono comunque una prova fisica della loro intelligenza, sentimento e coraggio. Così, allo Spaventapasseri il mago inserisce nella testa un pugno di crusca e spilli e la passa come "intelligenza acuta", al Taglialegna apre il petto e inserisce un cuore di seta e al Leone somministra una bevanda che sostiene essere coraggio liquido. Per risolvere la situazione di Dorothy, il Mago decide di costruire una nuova mongolfiera e di partire con lei e tornare a casa, passando il comando della capitale al saggio Spaventapasseri. Al momento di partire, però, Toto sfugge ancora dalle braccia di Dorothy che, per rincorrerlo, non fa in tempo a raggiungere la mongolfiera, oramai librata in cielo con il solo Mago a bordo, incapace di tornare indietro essendo il fuoco della fonte di calore non regolabile.

Con il Mago andato per Dorothy calano le speranze di tornare a casa, nemmeno le Scimmie Alate posso aiutarla, siccome non possono lasciare i magici confini di Oz. I guardiani della città, però, offrono una soluzione: chiedere aiuto a Glinda, la Strega Buona del Sud regnante sul Paese dei Quadling (tradotti anche come Gingillini,[6] Grassoni[7] o Quadrelli[9]), i cui abitanti sono soliti vestire di rosso.

Dorothy assieme ai suoi zii nel Kansas

Tutta la compagnia si rimette quindi in viaggio, affrontando nuovamente numerosi pericoli lungo la via, come quello degli alberi guerrieri che sbarrano loro la strada (e che grazie all'accetta del Taglialegna di latta il gruppo riesce a passare incolume). I cinque arrivano nella città di porcellana, dove incontrano la graziosa Principessa di porcellana. In seguito, Leone codardo uccide un ragno gigantesco che terrorizza gli animali della foresta, venendo eletto loro re. Egli acconsente, ma decide di stabilirsi nella foresta solo quando Dorothy sarà partita.

I quattro arrivano nel paese delle Teste-Martello, strani esseri umanoidi senza braccia ma con le gambe, un collo allungabile e una micidiale testa a martello. Dorothy e i suoi amici superano il paese ostile volando con le Scimmie Alate. Al palazzo di Glinda, questa si fa raccontare le vicende della ragazza e, in cambio del Cappello Dorato (con cui chiederà alle Scimmie di condurre gli amici di Dorothy ai loro rispettivi regni), la Strega rivela che Dorothy ha sempre posseduto gli strumenti per tornare a casa: le magiche Scarpette d'Argento che, infatti, possono portarla anche fuori dai confini di Oz. Dopo un saluto accorato ai suoi compagni di viaggio Dorothy prende in braccio Toto, batte per tre volte uno contro l'altro i tacchi delle Scarpette d'Argento e torna finalmente a casa nel Kansas, dove riabbraccia i suoi zii, perdendo però nel tragitto le scarpette.

Lettura del romanzo in chiave politica

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La fama raggiunta dalla fiaba ha portato il romanzo all'attenzione di numerosi studiosi, molti dei quali, già dai primi anni del '900, iniziarono a vedere in essa un'allegoria o una metafora degli eventi politici, economici e sociali degli Stati Uniti d'America di quegli anni. Gli studiosi hanno esaminato quattro diverse versioni della fiaba: il romanzo del 1900[10], il musical di Broadway del 1902[11], il film di Hollywood del 1939[12] e i numerosi romanzi sul paese di Oz scritti dopo il 1900 da Baum e altri[13], dando vita a un filone di saggi e articoli incentrati sull'interpretazione politica del romanzo di Baum. Per la produzione di Broadway del 1902, inoltre, Baum stesso inserì espliciti riferimenti a personaggi politici di spicco come il presidente Theodore Roosevelt e altre personalità politiche[14].

Le interpretazioni politiche si concentrano sulle prime tre versioni e sottolineano la stretta relazione tra le immagini lì evocate, nonché la trama stessa, e gli interessi politici del tempo. Una di queste interpretazioni è dello storico statunitense Henry Littlefield, che nel suo articolo-saggio The Wizard of Oz: Parable on Populism[15] del 1964 considera Il meraviglioso mago di Oz nato come allegoria del dibattito sulla politica monetaria degli Stati Uniti d'America dell'ultimo decennio del 1800[15], periodo in cui, secondo quanto i biografi riferiscono, Baum era stato un attivista politico con uno speciale interesse per la questione monetaria dell'oro e dell'argento, mentre l'illustratore William Wallace Denslow era un fumettista editoriale a tempo pieno per un importante quotidiano.

Negli Stati Uniti America, tra il 1873 ed il 1895 vi fu una massiccia quanto imprevista deflazione, che causò un crollo drastico dei prezzi e, quindi un aumento del potere d'acquisto della moneta statunitense (del 23% circa). Poiché la maggior parte dei contadini dell'ovest del paese era indebitata con le banche dell'est, quando i prezzi diminuirono aumentò di fatto il valore reale dei debiti e le banche si arricchirono considerevolmente a spese degli agricoltori. Alcuni politici populisti, tra cui William Jennings Bryan, cominciarono a sostenere che la soluzione fosse la libera coniazione dell'argento. Gli Stati Uniti d'America in quel periodo seguivano un regime di Gold standard, nel quale il valore di una moneta si fissava con un controvalore in oro; l'assunzione dell'argento come moneta da affiancare all'oro (sistema bimetallico) avrebbe potuto aumentare l'offerta di moneta complessiva, innescando così l'inflazione e riportando a livelli normali i prezzi. Ciononostante Bryan, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d'America dopo il presidente Cleveland, perse le elezioni a favore del repubblicano William McKinley e gli Stati Uniti d'America continuarono con il vecchio sistema Gold standard, mettendo da parte l'idea di liberalizzare l'argento. Secondo la teoria di Littlefield la Strada di mattoni gialli rappresenterebbe il Gold standard, mentre la città di Oz prenderebbe il nome dall'abbreviazione di oncia (Oz), unità di misura dell'oro e dell'argento.

La compagnia assieme a Glinda, la Strega Buona del Sud

Un altro storico economista statunitense, Hugh Rockoff, considerava il romanzo di Baum come un'allegoria della demonetizzazione dell'argento del 1873 e, nell'edizione dell'agosto 1990 del Journal of Political Economy, propose la sua identificazione dei personaggi del romanzo con i seguenti elementi della realtà politico-sociale del tempo[16]:

Adattamenti, citazioni e parodie

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Il primo adattamento del romanzo fu in forma di musical, intitolato The Wizard of Oz e curato dagli stessi Baum e Denslow (con musiche di Paul Tietjens); il musical andò in scena a Chicago nel 1902 e a New York l'anno successivo, diventando un grande successo di Broadway. Il testo fu rimaneggiato da Baum e da Glen MacDonough, che ne fecero una versione più orientata a un pubblico adulto, con numerosi riferimenti politici. Tra gli adattamenti musical moderni più noti vi sono: The Wiz del 1974 e Wicked del 2003, tratto dal romanzo Strega - Cronache dal Regno di Oz in rivolta. Al celebre film del 1939 è invece dedicato l'omonimo musical, debuttato nel 2011.

Una scena del film Il mago di Oz (The Wizard of Oz) del 1939, con Judy Garland.
  • Dorothy e Totò vengono citati nel testo della canzone La Vie Boheme del musical Rent di Jonathan Larson.
  • Il nome del gruppo musicale heavy metal spagnolo Mägo de Oz è ispirato a questo libro.
  • Uno degli album solisti di Ozzy Osbourne, ex frontman dei Black Sabbath, prende il nome di Blizzard of Ozz, chiaro richiamo a Wizard of Oz
  • Il testo di Home brano della band americana Breaking Benjamin è chiaramente basato su quest'opera
  • All'opera è dedicato il gioco di ruolo del 2008 The Wizard of Oz: Beyond the Yellow Brick Road, sviluppato da Media.Vision per Nintendo DS.
  • Dorothy Gale, il Taglialegna di latta, lo Spaventapasseri e il Leone codardo sono personaggi giocabili in Code Name: S.T.E.A.M. per Nintendo 3DS, in cui appare anche Ozma.
  • Dorothy Gale, l'Uomo di Latta, lo Spaventapasseri, il Leone codardo e la malvagia Strega dell'Ovest sono presenti nel videogioco LEGO Dimensions; con il pacchetto aggiuntivo Wicked Witch Fun Pack si rendono giocabili la suddetta strega e una scimmia volante.
  • Il Leone, lo Spauracchio (Spaventapasseri) e l'Uomo di Latta sono nemici incontrabili nella Biblioteca Inversa del videogioco Castlevania: Symphony of the Night. Nell'edizione per PlayStation 4 è stato loro dedicato un trofeo chiamato "Addio sentiero dorato..." in riferimento al sentiero di mattoni dorati percorso da Dorothy nel libro. Il trofeo si ottiene uccidendo almeno una volta ognuno dei tre nemici.
  • Il film di fantascienza Zardoz di John Boorman, del 1974 è, per spunti e trama, legato al romanzo; lo stesso nome "Zardoz" è una contrazione di "Wi-zard of Oz".
  • Nel film del 1990 Cuore selvaggio di David Lynch vi sono ricorrenti citazioni del romanzo.
  • Nel film del 1996 Twister l'apparecchiatura che dovrà analizzare un tornado dall'interno facendosene catturare viene chiamata "La piccola Dorothy".
  • Nel libro La sfera del buio di Stephen King i protagonisti Roland, Eddie, Susannah, Jake e Oy lungo il loro percorso nel Kansas incontrano uno strano palazzo di vetro di colore verde (riferimento alla Città di Smeraldo) per entrare nel quale devono indossare delle scarpe di colore rosso e battere i tacchi tre volte; infine essi entrano in una grande sala in cui è presente un trono dal quale scaturisce una voce profonda che quando gli viene chiesto di farsi riconoscere risponderà «Io sono Oz, Oz il grande! Oz il potente!».
  • Alcune streghe dall'aspetto della Strega dell'Ovest e gli alberi parlanti compaiono nel franchise di Shrek.
  • Il Mago di Oz è stato parodiato spesso nelle serie di Disney Channel. Nella serie TV Raven la protagonista e i suoi amici interpretano l'opera di Baum in una recita scolastica nell'episodio "Se avessi un lavoro", mentre nell'episodio "Sogni in brodo" Raven sogna di entrare nel film e di interpretare il personaggio di Dorothy. Nell'episodio "Accadde a Kettlecorn" della serie Zack e Cody sul ponte di comando Bailey sogna di essere Dorothy e rivive l'incontro con lo Spaventapasseri e gli altri personaggi della storia.
  • Greg Heffley, protagonista di Diario di una schiappa, nel primo libro fa una recita scolastica basata sul romanzo (o sul film del 1939 dato che c'è la scena degli alberi), scena ripresa anche nell'omonimo film.
  • Nel film Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro del 2009 vengono fatti vari riferimenti al Mago di Oz: il protagonista, in grado di portare nel mondo reale personaggi e situazioni leggendo ad alta voce i libri, legge una copia de Il mago di Oz facendo materializzare il ciclone, la casa di Dorothy e anche il cagnolino Totò.
  • La Perfida Strega dell'Ovest e le sue scimmie volanti compaiono tra i cattivi della Zona Fantasma reclutati da Joker nel film d'animazione LEGO Batman - Il film (2017).
  • Il romanzo è parodiato nell'episodio "Kate in Oz" della serie animata prescolare Kate e Mim-Mim.
  • La storia è parodiata nella serie animata La casa di Topolino (2006-2016) nell'episodio "Il mago di Dizz".
  • In The LEGO Movie 2 - Una nuova avventura (2019) durante la fuga di Emmet e Rex, il primo si trova abbracciato in mezzo ai protagonisti della fiaba mentre si mettono a camminare saltellando, come citazione al film del 1939.

Edizioni italiane

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  • Nel Regno di Oz, traduzione di Nini Agosti Castellani, illustrazioni di M.L. Ferro Pellizzari, Roma, S.A.I.E., 1944. - illustrazioni di William Wallace Denslow, Milano, BUR-Rizzoli, 1978; Milano, Fabbri Editori, 2001; Collana Classici illustrati, ill.ni di L. Salerni, Milano, Rizzoli, 2014, ISBN 978-88-170-7777-4.
  • Il mago di Oz, traduzione di Adele Levi, illustrazioni di Arturo Bonfanti, Collezione Corticelli, Milano, Mursia, 1949.
  • Il mago di Oz, traduzione di Emma Sarocchi, illustrazioni di L. Maraja, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1957. - illustrazioni di Carlo Galleni, Fabbri Editori, 1986.
  • Il meraviglioso Mago di Oz, trad., prefazione e note di Masolino D'Amico, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1978.
  • Il Meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Perla Surianesi, Bergamo, Juvenilia, 1992.
  • Il mago di Oz, traduzione di Francesca Pacchiano, Novara, De Agostini, 1998-2025. - Roma, Newton Compton, 2015.
  • Il Mago di Oz, traduzione di Sara M. Sollors, con testo a fronte, a cura di Alide Cagidemetrio, Collana Letteratura universale. Frecce, Venezia, Marsilio, 2004, ISBN 978-88-317-8539-6.
  • Il mago di Oz, traduzione di Cecilia Martini, illustrazioni di Lilya Munasypova, Roma, Robin, 2011.
  • Il Meraviglioso Mago di Oz, Introduzione e trad. di Beatrice Masini, Illustrazioni di Simona Cordero, Roma, Fanucci, 2012.
  • The Wonderful Wizard of Oz. Il Meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Wirton Arvel, edizione bilingue con testo a fronte, Kentauron, 2013.
  • Il meraviglioso mago di Oz, a cura di Stella Sacchini, Collana Universale Economica. I Classici, Milano, Feltrinelli, 2014, ISBN 978-88-07-90149-2. - Colognola ai Colli, Gribaudo, 2017-2020.
  • Il meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Simona Mambrini, Usborne Publishing, 2016, ISBN 978-14-749-1657-8.
  • in: I Libri di Oz, trad. e curatela di Chiara Lagani, Collana I Millenni, Torino, Einaudi, 2017, ISBN 978-88-06-23348-8.
  • Il meraviglioso Mago di Oz, ill. da MinaLima, Milano, L'Ippocampo, 2021, ISBN 978-88-672-2620-7.
  • Il Meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Laura Ferlini, Illustrazioni di Miles Kelly, Doremi Junior, 2021, ISBN 978-88-614-2703-7.
  • Il mago di Oz, collana Young, traduzione di S. Pinto, Roma, Curcio, 2023, ISBN 978-88-686-8702-1.
  • Il Meraviglioso Mago di Oz, collana Young, traduzione di Mirko Zilahy, Roma, Gallucci Bros., 2023, ISBN 978-88-362-4927-5. - ill.ni di W.W. Denslow, Prefazione di Olimpia Zagnoli, Collana Classici BUR Deluxe, Milano, Rizzoli, 2025, ISBN 978-88-171-9685-7.
  • Il meraviglioso Mago di Oz, traduzione di S. De Stefani, Roma, Theoria, 2025, ISBN 978-88-549-8441-7.
  1. 1 2 Notes and News, in The New York Times, 27 ottobre 1900, p. 741.
  2. (EN) Internazional Wizard of Oz Club, su ozzclub.org.
  3. Strenne natalizie nelle vetrine dei librai, in Giornale di Trieste, 21 dicembre 1947, p. 3.
  4. L. Frank Baum, The Annotated Wizard of Oz: The Wonderful Wizard of Oz, a cura di Michael Patrick Hearn, illustrazioni di W. W. Denslow, New York, Clarkson N. Potter, 1973, p. 377.
  5. admin, Il mago di Oz di L.Frank Baum – Cinelibro S.A.S. del 1950 illustrato con immagini del film “The Wizard of Oz” (1939) di Victor Fleming, su Umberto Cantone, 22 settembre 2015. URL consultato il 19 agosto 2024.
  6. 1 2 3 Nel Regno di Oz, traduzione di Nini Agosti Castellani, illustrazioni di M.L. Ferro Pellizzari, Roma, S.A.I.E., 1944.
  7. 1 2 3 Il mago di Oz, collana Collezione Corticelli, traduzione di Adele Levi, illustrazioni di Arturo Bonfanti, Milano, Mursia, 1949.
  8. Il mago di Oz, traduzione di Emma Sarocchi, illustrazioni di L. Maraja, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1957.
  9. 1 2 Il Meraviglioso Mago di Oz, traduzione di Perla Surianesi, Bergamo, Juvenilia, 1992.
  10. (EN) Gretchen Ritter, Silver slippers and a golden cap: L. Frank Baum's The Wonderful Wizard of Oz and historical memory in American politics, in Journal of American Studies, vol. 31, agosto 1997, pp. 171-203, DOI:10.1017/s0021875897005628.
  11. (EN) Mark Evan Swartz, Oz Before the Rainbow: L. Frank Baum's "The Wonderful Wizard of Oz" on Stage and Screen to 1939, The Johns Hopkins University Press, 2000.
  12. (EN) James Olson, Historical Dictionary of the Great Depression, 1929–1940, Greenwood, 2001.
  13. (EN) Michael Patrick Hearn, The Annotated Wizard of Oz, W. W. Norton & Company, 2000.
  14. (EN) Quentin P. Taylor, Money and Politics in the Land of Oz, in The Independent Institute Review, IX, n. 3, 2005, pp. 413-426.
  15. 1 2 (EN) Henry Littlefield, The Wizard of Oz: Parable on Populism, in American Quarterly, vol. 16, n. 1, 1964, pp. 47-58.
  16. (EN) Hugh Rockoff, The "Wizard of Oz" as a Monetary Allegory, in Journal of Political Economy 98, n. 4, agosto 1990, pp. 739-760, DOI:10.1086/261704.
  17. Paperina nel fantastico mondo di OT, su coa.inducks.org.
  18. Paperino e il mago del DOS, su coa.inducks.org.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 183869923 · LCCN (EN) n81036429 · GND (DE) 4357615-1 · BNF (FR) cb13747365q (data) · J9U (EN, HE) 987007585866305171