Ventriloquo

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Uno spettacolo di ventriloquia per bambini al Children's museum di Pueblo (Colorado)

Il ventriloquo è una persona in grado di emettere una o più voci senza muovere i muscoli facciali, illudendo lo spettatore che la voce sia emessa da qualcos'altro, ad esempio un pupazzo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'arte del ventriloquo (detta il ventrilòquio, o la ventriloquìa) è stata spesso erroneamente associata all'arte di parlare con il diaframma. Il ventriloquio è però un'illusione: l'artista sostituisce tutte quelle consonanti (dentali, bilabiali, eccetera) che non possono essere pronunciate senza un evidente movimento facciale con suoni simili che non richiedono alcun movimento della bocca. Utilizzando un pupazzo con bocca mobile, il ventriloquo contribuisce a distogliere l'attenzione dal suo viso, dando l'impressione che sia il pupazzo a parlare.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La ventriloquia, attualmente, è solo un'arte dello spettacolo, ma in passato era associata a funzioni e significati rituali, essendo utilizzata, ad esempio, da stregoni, sacerdoti e sciamani, quale medium in grado di permettere la rivelazione dalla sfera divina o ultrasensibile, veicolandone il messaggio e permettendo, ad esempio, la divinazione. La tecnica divinatoria basata sulla ventriloquìa si definisce gastromanzia. Le tecniche del ventriloquio si prestavano anche come mezzo truffaldino offerto a praticanti senza scrupoli per ottenerne soldi attraverso l'inganno a danno della credulità dei propri interlocutori.

Tutte queste implicazioni potevano conferire all'arte del ventriloquo un certo rilievo sociale ed economico. Un famoso ventriloquo (engastrimita), nell'antica Grecia, fu Euricle di Atene, praticante della gastromanzia, citato da Platone[1] e Aristofane[2]. Proprio le implicazioni economiche della sua arte spiegano come egli possa essere giunto al punto di fondare una vera e propria scuola[3][4].

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura di massa, alcuni ventriloqui hanno raggiunto notevole notorietà sfruttando le potenzialità del mezzo televisivo. Tra i più famosi ventriloqui ci sono lo spagnolo José Luis Moreno e il suo pupazzo Rockfeller[5], e l'americano Jeff Dunham.

In Italia tra i ventriloqui più famosi vi sono Pietro Ghislandi e Dario Bandiera. Invece, contrariamente all'opinione comune, Raffaele Pisu non agiva come ventriloquo con il suo popolare pupazzo Provolino negli anni 60-70. Infatti Pisu animava il personaggio ma la voce era fuori campo (dapprima di Oreste Lionello e poi di Franco Latini).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Platone, Sofista, XXXVII
  2. ^ Aristofane, Le vespe, 1017-1020
  3. ^ Vincenzo Mastrangeli, Ventriloquia, Universo del Corpo (2000) Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  4. ^ Ventriloquio, Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  5. ^ Jose Louis Moreno e il corvo Rockfeller

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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