Castello della Mandria

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Castello della Mandria
ParcoMandria BorgoCastello retro.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Località Venaria Reale
Coordinate 45°08′46.97″N 7°35′59.28″E / 45.14638°N 7.5998°E45.14638; 7.5998Coordinate: 45°08′46.97″N 7°35′59.28″E / 45.14638°N 7.5998°E45.14638; 7.5998
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1708
1861 (ingrandimenti)
Stile Barocco piemontese
Realizzazione
Architetto Michelangelo Garove
Filippo Juvarra
Ernesto Melano
Appaltatore Vittorio Amedeo II
Vittorio Emanuele II
Proprietario Piemonte Bandiera.png Regione Piemonte
Proprietario storico Casa Savoia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Castello della Mandria
(EN) Residences of the Royal House of Savoy
ParcoMandria AppartamentiReali.jpg
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Borgo Castello situato all'interno del parco naturale La Mandria fu residenza sabauda a partire dagli anni '60 dell'Ottocento, quando il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II decise di stabilirsi qui per la vicinanza con la città di Torino che sarebbe diventata a breve la prima capitale d'Italia e per poter vivere lontano dalla Corte con la sua amante prima, e moglie morganatica poi, Rosa Vercellana. Inoltre il re qui si potrà dedicare alla sua grande passione: la caccia. A questo scopo fa cingere il parco con una cinta muraria lunga circa 27 km ancora oggi esistente e vi inserisce all'interno diverse razze animali. Al Borgo Castello vi lavorarono gli architetti Domenico Ferri, per quanto riguarda gli interni, Barnaba Panizza e il ticinese Leopoldo Galli, per l'esterno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Retro di Borgo Castello
Ala che ospita gli uffici dell'ente parco

La storia del Borgo Castello è di molto anteriore all'arrivo di Vittorio Emanuele II. I primi interventi risalgono ai primi anni del Settecento, più precisamente al 1708 quando il duca di Savoia Vittorio Amedeo II incarica l'architetto Michelangelo Garove di realizzare una struttura destinata all'allevamento dei cavalli. Successivamente, sarà Filippo Juvarra a lavorarvi nel corso degli anni '20 del Settecento. Nel 1860, su richiesta di Vittorio Emanuele II, iniziano i lavori di ingrandimento e allestimento degli appartamenti reali oggi restaurati e visitabili, ai quali lavora anche Ernesto Melano, che lo trasformano in complesso di 35.000 m2, che si presenta oggi come un rettangolo di 280 metri per 100 con tre corti interne.

Nel 1861 si realizzano nella tenuta i due casini di caccia, la Villa dei Laghi e La Bizzarrìa. Sempre in quel periodo Vittorio Emanuele II fonda un Giardino di acclimatazione sull'esempio di quelli londinesi e parigini, in cui animali estranei alla fauna piemontese possono trovare un ambiente a loro favorevole. Lo scopo era principalmente venatorio ma anche economico-commerciale. Contemporaneamente si posano le fondazioni della manica neogotica e Vincenzo Vela scolpisce il gruppo in pietra raffigurante un cavallo marino che lotta con un tritone, posta nella fontana al centro della prima corte.

Gli edifici sono tutti in cotto, come per Palazzo Carignano. Con la morte di Vittorio Emanuele II, avvenuta nel 1878, la tenuta viene ereditata dal figlio Umberto I che deciderà di disfarsene e negli anni '80 dell'Ottocento la venderà alla famiglia, da poco nobilitata al titolo di marchesi, Medici del Vascello. Questi tentarono in un primo periodo di dar vita ad un'azienda agricola, ma il terreno della Mandria non era adatto ad essere coltivato, così in un secondo periodo si dedicheranno all'allevamento che invece darà buoni frutti tanto che la tenuta vede crescere sempre di più i suoi abitanti, che arriveranno ad essere circa 1000, dando vita così ad una vera e propria comunità. Nel secondo dopoguerra però i marchesi si vedranno costretti a vendere dei lotti di terreno, una parte andrà alla FIAT che ne farà una pista di collaudo, altri due lotti diventeranno campi da golf e in un'altra porzione sorgerà un esclusivo centro residenziale. Nel 1976 la Regione Piemonte acquista il castello e oltre 1300 ettari di parco, istituendovi il Parco Regionale La Mandria. Nel 1995 acquisterà la Villa dei Laghi che i Medici del Vascello avevano venduto ad una famiglia di finanzieri milanesi, i Bonomi Bolchini. Dal 1997, il corpo degli appartamenti e la manica neogotica sono stati iscritti alla lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità come parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude Fino ai primi mesi del 2016 il Borgo Castello della Mandria versa in stato di abbandono, poiché i lavori di trasformazione e recupero in chiave turistico-terziaria degli edifici ottocenteschi sono stati interrotti e non più ripresi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Pernice (a cura di), l'Appartamento di Vittorio Emanuele II, febbraio 2008, Celid, Torino

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]