Associazione Calcio Femminile Diadora

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A.C.F. Diadora
Calcio Football pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Giallo e Rosso.svg Giallo, rosso
Dati societari
Città Valdobbiadene
Nazione Italia Italia
Confederazione Europa UEFA
Federazione Flag of Italy.svg F.I.G.C.F.
Fondazione 1969
Scioglimento1978
Stadio Comunale di Valdobbiadene
( posti)
Palmarès
ScudettoScudetto
Scudetti 2
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L'Associazione Calcio Femminile Diadora è stata una società calcistica femminile, attiva a Valdobbiadene tra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta. Vanta nel suo palmarès due scudetti vinti nelle stagioni 1976 e 1977.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il club fu fondato nel 1969 come Associazione Calcio Femminile Valdobbiadene dai quattro amici trevigiani Gianfranco Cappellin, Bruno Fontana, Mario Vidori e Vito Zalla.[1]

La squadra fu affidata ai tecnici Romeo Andreazza e Lucio Valle[1] e debuttò nel campionato U.I.S.P. 1970 terminando al quarto posto nel girone triveneto.[1]

Importante per il club di piazza Marconi fu l'opera svolta dal dinamico Gianfranco Cappellin, vera "anima" del club giallorosso sia come co-fondatore che direttore sportivo[2] e consigliere di federazione dal 1972 al 1975.[3]

Iscrittosi al campionato di Serie B 1971, il Valdobbiadene vinse il girone triveneto e terminò al 2º posto delle finali nazionali di categoria, piazzamento che le valse la promozione al campionato qualificazione di Serie A 1972.

Non qualificato alla nuova Serie A, fu inserito nel girone D della nuova Serie A Interregionale 1973 (l'attuale Serie B). Vinto il girone disputò le finali per la promozione che perse in finale contro l'A.C.F. Alaska di Veglie. Proprio la finale le garantì il ritorno nalla massima categoria nazionale.

Dopo due stagioni in Serie A, in cui non fu mai messa in discussione la sua permanenza, il direttivo cambiò radicalmente i propri obbiettivi: acquisì le calciatrici più forti della Gamma 3 di Padova (Susanne Augustesen, Novellina Babetto, Conchi Sánchez, Wilma Seghetti ed Elisabetta Vignotto) e con queste vinse due scudetti consecutivi.

Il club, che fino al 1976 si era chiamato A.C.F. Valdobbiadene, fu acquistato dal gruppo Diadora che chiese ed ottenne il cambio di denominazione con il suo nome al posto di "Valdobbiadene": A.C.F. Diadora.

Dopo aver vinto il secondo campionato consecutivo nel 1977 la Diadora si era già iscritta in Serie A,[4] ed aveva già passato il primo turno della Coppa Italia 1978 vincendo il proprio girone, quando decise di rinunciare al campionato di Serie A e di sospendere definitivamente l'attività sportiva.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Coppola, p. 209.
  2. ^ Coppola,  elenco dei dirigenti e cariche societarie p. 68.
  3. ^ Comunicati ufficiali conservati dalla Fiammamonza e Comitato Regionale Lombardia.
  4. ^ Comitato Nazionale Gare, comunicato ufficiale n. 11 del 1º aprile 1978.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lino Coppola, Rassegna del calcio femminile, Salerno, Arti Grafiche Boccia S.r.l., 1972, pp. 69 (quadri del 1972) e 207 (storia del club).
  • Salvatore Lo Presti, Almanacco del calcio mondiale da edizione '88-'89 ad oggi, Torino, S.E.T., pp. varie in "Calcio Femminile - story".
  • Luca Barboni e Gabriele Cecchi, Annuario del calcio femminile, vari editori, 5 edizioni dal 1998/99 al 2002/03.
  • Gazzettino di Venezia edizione di Treviso, quotidiano conservato dalla Biblioteca Comunale di Borgo Cavour a Treviso.