Aladdin e il re dei ladri

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Aladdin e il re dei ladri
Saluk.jpg
Sa'Luk in una scena del film
Titolo originaleAladdin and the King of Thieves
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata78 min
Genereanimazione
RegiaTad Stones
SoggettoMark McCorkle, Robert Schooley
SceneggiaturaMark McCorkle, Robert Schooley
ProduttoreJeannine Roussel, Tad Stones
MusicheMark Watters
AnimatoriMike Stapleton, Dick Dunn, Andrew Brooks, Marek Kochout, Morris Lee, Ariel Ferrari, Walter Micati, Steven Taylor, Mac Monks, Warwick Gilbert, Ian White, Ty Bosco, Paul McAdam, Manny Banados
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Aladdin e il re dei ladri (Aladdin and the King of Thieves) è un film di animazione della Disney del 1996, terzo ed ultimo capitolo della saga dopo Aladdin e Il ritorno di Jafar e anche dopo il corso della serie animata.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Aladdin e Jasmine stanno per convolare a nozze. Il ragazzo, in un momento di malinconia, racconta al Genio di aver avuto un padre che è scappato quando era piccolo, lasciandogli solo un pugnale come ricordo. Nonostante i giovani siano pronti a sposarsi, la cerimonia viene interrotta dall'assalto dei Quaranta Ladroni, il cui capo si chiama Cassim, il quale punta ad un misterioso scettro presente tra i doni di nozze. Sgominata la banda di ladroni, casualmente Iago scopre che lo scettro contiene un Oracolo: Aladdin chiede dove sia suo padre, e l'Oracolo gli risponde che suo padre è prigioniero nel mondo del Quaranta Ladroni.

Aladdin, Iago e Abu montano sul tappeto per inseguire le tracce dei Ladroni. Ritrovati al mare, scoprono che, grazie alla parola d'ordine "Apriti Sesamo", sono in grado di dividere le acque e raggiungere un'isola, il loro covo. Aladdin si fa sorprendere dai Ladroni, e scopre che Cassim altri non è che suo padre, scappato anni addietro per cercar fortuna. Tuttavia la legge dei ladroni impone che Aladdin si scontri contro Sa'Luk, uno dei più sanguinari e pronto all'ammutinamento: questo viene infine buttato accidentalmente giù da una scogliera e dato per morto, così il suo posto tra i Quaranta è preso da Aladdin.

Cassim spiega ad Aladdin di essere scappato dalla famiglia anni addietro con l'obiettivo di trovare la Mano di Mida, un potente artefatto in grado di trasformare in oro qualsiasi cosa che tocchi, e con essa tornare e dare un futuro migliore alla moglie e al figlio. L'Oracolo avrebbe potuto aiutarlo nella ricerca, ed ecco il motivo dell'assalto a palazzo. Aladdin lo perdona per la sua assenza e lo invita al suo matrimonio come ospite, nella speranza di fargli abbandonare la vita da ladro.

Sa'Luk, intanto, è sopravvissuto e comunica al capo delle guardie, Razoul, l'ubicazione e il modo per entrare nel covo dei Ladroni. Le guardie penetrano nel covo catturando tutti i ladri, tranne Cassim e Aladdin che si erano già allontanati. A palazzo Cassim viene presentato al resto del gruppo e accolto, ma il suo reale piano, in combutta con Iago, era rubare lo scettro dell'Oracolo. Il Sultano non può far altro che imprigionarli a vita. Aladdin riesce ancora a farli evadere, ma non li segue al covo, preferendo assumersi le proprie responsabilità verso Jasmine. Sa'Luk, al covo, medita vendetta assieme agli ultimi sette ladroni non imprigionati. Sa'Luk cattura Cassim e lo costringe a mostrare a tutti l'oracolo, che rivela loro l'esatta posizione della Mano di Mida, l'Isola Evanescente. L'isola è costituita da un grande edificio in marmo in cui è contenuta la Mano, costruito sopra il guscio di una tartaruga di mare, che di tanto in tanto emerge sempre in un posto diverso.

Iago riesce a scappare dal gruppo e a condurre Aladdin e i suoi compagni da Cassim. Si riconciliano e raggiungono la Mano proprio quando la tartaruga sta iniziando a sommergersi. Improvvisamente vengono attaccati dal perfido Sa'Luk il quale minaccia di uccidere Aladdin se Cassim non gli cede la mano. Allora Cassim lancia la mano a Sa'Luk, il quale, non conoscendo la leggenda, l'afferra e muore trasformandosi in una statua d'oro. Il gruppo riesce quindi a fuggire dalla tartaruga appena in tempo, prima che si immerga del tutto, grazie al tappeto volante.

Cassim ha visto che la Mano di Mida è un oggetto meschino e ammette di aver sbagliato dopo tutto questo tempo a cercarla, rivelando a suo figlio che il suo vero tesoro era lui, così lancia via la mano dorata, mentre la banda dei Quaranta Ladroni viene così sgominata per sempre, dato che la mano è caduta sulla loro barca ed è diventata, di conseguenza, tutta d'oro ma troppo pesante per galleggiare. Così, appena tornano a casa, il Sultano dimostra clemenza nel rigiudicare Iago e Cassim, graziando il pappagallo ed esiliando il padre di Aladdin.

Finalmente Aladdin e Jasmine si sposano quella stessa notte. Dopo aver assistito al matrimonio da un angolo, Cassim accetta Iago come compagno di viaggio e parte nuovamente per il mondo per rifarsi una nuova vita, promettendo di tornare un giorno a fare visita ad Aladdin.

Viene riproposta una versione della canzone "Le notti d'oriente" e viene mostrato come la storia di Aladdin finisca proprio come era iniziata, con il mercante apparso all'inizio del primo film, che termina di raccontare la storia del giovane.

Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

  • C'è una festa qui ad Agrabah (There's a Party Here in Agrabah, Part I): Cantata dal Genio, gli abitanti, Iago e i ladri, riguarda i preparativi del matrimonio di Aladdin e Jasmine;
  • C'è una festa qui ad Agrabah - Reprise (There's a Party Here in Agrabah, Part II): Cantata da Aladdin e Jasmine, riprende le note della canzone dal punto di vista degli sposi;
  • Le mie radici (Out of Thin Air): Cantata da Aladdin e Jasmine in previsione del loro futuro;
  • Benvenuto tra noi (Welcome to the Forty Thieves): È la canzone di benvenuto dei ladri per Aladdin dopo la sconfitta di Sa'Luk;
  • Come figlio e papà (Father and Son): Cantata dal genio per far comprendere a Cassim la fortuna di aver trovato Aladdin;
  • Sei con me o no? (Are You In or Out?): Cantata da Sa'Luk per indurre i ladri a ribellarsi a Cassim;
  • Notti d'Oriente - Reprise (Arabian Nights Reprise): Cantata sempre dal mercante, è la canzone conclusiva del film.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Progetto originale[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima versione della storia, Aladdin doveva ritrovare il suo perduto fratello maggiore nella persona del principale antagonista, ovvero lo stregone Mozenrath, sovrano della lontana Terra delle Sabbie Nere e secondo cattivo principale nella serie animata dopo Abis Mal. Nell'episodio 37 si scopre infatti che Mozenrath fu allevato dallo stregone Destano, precedente signore del suo regno, ma non viene rivelato chi sono i suoi veri genitori e se è figlio unico.

Siccome però Jonathan Brandis, il doppiatore di Mozenrath, non voleva riprendere il ruolo, l'idea fu abbandonata e i produttori ne approfittarono per distinguersi dalla serie animata. Così Mozenrath fu sostituito da due nuovi personaggi: il buon Cassim come padre di Aladdin e capo dei quaranta ladroni, e il perfido Sa'Luk come vero e unico antagonista principale.[1]

L'unico collegamento con la serie TV è alla fine: tra gli invitati al matrimonio è possibile riconoscere il principe Uncouthma con la moglie Brawnhilda e il figlio Bud, Sadira, il capitano Murk, il re Mamood con l'assistente Wazeer e altri personaggi.

Citazioni e note[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Mozeranth su Agrabah's Enemis, su fortunecity.com (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2001).

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