Zona d'operazioni delle Prealpi

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Zona d'operazioni delle Prealpi
Reichsadler der Deutsches Reich (1933–1945).svg Flag of the NSDAP (1920–1945).svg
Mappa di localizzazione
Zona d'operazioni delle Prealpi.svg
Informazioni generali
Nome ufficiale Zona d'operazioni delle Prealpi
Operationszone Alpenvorland
Nome completo Zona d'operazioni delle Prealpi
Capoluogo Bolzano
Dipendente da Terzo Reich
Evoluzione storica
Inizio 6 novembre 1943 con Franz Hofer
Fine 25 aprile 1945
Causa occupazione alleata
Preceduto da Succeduto da
Trentino-Alto Adige
Provincia di Belluno
Trentino-Alto Adige
Provincia di Belluno

La Zona d'operazioni delle Prealpi o OZAV (acronimo del tedesco Operationszone Alpenvorland) fu una suddivisione territoriale che comprendeva le province italiane di Bolzano, Trento e Belluno, che furono sottoposte ad amministrazione militare del Terzo Reich. Fu istituita durante la seconda guerra mondiale, nell'autunno 1943.

Analogamente in Istria, in Carniola, a Trieste, a Gorizia e in Friuli fu istituita una zona d'operazioni del litorale adriatico.

Indice

Storia[modifica]

In data 10 settembre 1943, il Führer, Adolf Hitler, ordinò l'occupazione delle province da parte del Terzo Reich, andando a costituire la Operationszone Alpenvorland, ovvero la Zona operativa delle Prealpi. L'area era affidata a Franz Hofer, in qualità di Commissario Supremo, il quale aveva pieni poteri, compreso quello di vita e di morte: rispondeva solo e direttamente a Hitler.

Repubblica Sociale Italiana - Le aree segnate in verde facevano ufficialmente parte della R.S.I. ma erano considerate dalla Germania zone di operazione militare e sottoposte a diretto controllo tedesco[1]

Il 6 novembre 1943, il commissario Hofer istituì a Bolzano il "Sondergericht für die Operationszone Alpenvorland", ovvero un speciale tribunale, che aveva competenza nel caso in cui il reo o la parte lesa fosse un cittadino appartenente al Reich.[2]

Il commissario Hofer nominò prefetto a Trento l'avvocato Adolfo Bertolini e a Bolzano Peter Hofer,[3] poi sostituito nel dicembre 1943 da Karl Tinzl.[4]

L'Alpenvorland durò fino al 25 aprile 1945.

Provincia di Belluno[modifica]

Nella provincia di Belluno l'occupazione, affidata a truppe composte in buona parte da arruolati altoatesini (compreso il secondo battaglione del SS-Polizei-Regiment "Bozen") e dai trentini del Cst (Corpo di sicurezza trentino). Nel biennio dell'Alpenvorland la provincia di Belluno visse momenti molto duri (il 10% dei prigionieri al lager di Bolzano venivano da questa provincia), oltre alle ristrettezze economiche. Alla fine della guerra Belluno conterà un migliaio di morti (di cui 86 impiccati, 127 fucilati e 11 uccisi dalle sevizie), circa trecento feriti, 1600 deportati e 7000 internati (dati dalla motivazione della Medaglia d'oro conferita alla città di Belluno per tutta la provincia il 16 marzo 1947).

Gli ebrei[modifica]

Con la costituzione della Zona operativa delle Prealpi, iniziò la deportazione degli ebrei, avallata dalla politica fascista che in virtù delle leggi razziali del 1938 aveva preparato le liste della popolazione ebraica. In tutta l'Italia, fu proprio in Alto Adige che si verificarono i primi arresti di ebrei e quindi la loro deportazione, e per la maggior parte transitavano per il Campo di transito di Bolzano.[5]

Note[modifica]

  1. ^ en.wiki/Italian Social Republic
  2. ^ Cfr. Gerald Steinacher, Das "Sondergericht für die Operationszone Alpenvorland" 1943-1945, in Südtirol im Dritten Reich, Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag, 2003, pp. 259-274.
  3. ^ Portava lo stesso cognome del Gauleiter Franz Hofer ma non ne era parente.
  4. ^ Su di lui v. Annuska Trompedeller, Karl Tinzl (1888–1964). Eine politische Biografie, Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag, 2007. ISBN 978-3-7065-4322-4
  5. ^ Cfr. Cinzia Villani, Zwischen Rassengesetzen und Deportation - Juden in Südtirol, im Trentino und in der Provinz Belluno 1933-1945, Innsbruck, Wagner, 2003. ISBN 3-7030-0382-0

Bibliografia[modifica]

  • (DE) Michael Wedekind, Nationalsozialistische Besatzungs- und Annexionspolitik in Norditalien 1943 bis 1945 - die Operationszonen "Alpenvorland" und "Adriatisches Küstenland" (Militärgeschichtliche Studien, 38), Monaco, Oldenbourg, 2003. ISBN 3-486-56650-4
  • (DE) Margareth Lun, NS-Herrschaft in Südtirol - die Operationszone Alpenvorland 1943-1945 (Innsbrucker Forschungen zur Zeitgeschichte, 22), Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag, 2004. ISBN 3-7065-1830-9
  • Luciani, Luciano (2004). Gli avvenimenti alla frontiera nord-orientale:l'Alpenvorland e l'AdriatischesKüstenland (1943-45). Rivista della Guardia di Finanza (n. 2): pp. 591-646.
  • Lorenzo Baratter, Le dolomiti del terzo Reich, Mursia, 2005. ISBN 9788842534631
  • (DEIT) Andrea di Michele (a cura di), Die Operationszone Alpenvorland im Zweiten Weltkrieg (Veröffentlichungen des Südtiroler Landesarchivs, 29), Bolzano, Athesia, 2009. ISBN 978-88-8266-573-9

Voci correlate[modifica]