Villa d'Este (Cernobbio)

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Coordinate: 45°50′42.04″N 9°04′45.91″E / 45.84501°N 9.07942°E45.84501; 9.07942

Villa d'Este
VillaDEste.jpg
Villa d'Este a Cernobbio col suo ampio parco, vista da Brunate
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Cernobbio
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1565 - 1570
Uso albergo
Realizzazione
Architetto Pellegrino Tibaldi
 


Villa d'Este, in origine Villa del Garovo, è una residenza patrizia rinascimentale situata sulle rive del Lago di Como nel comune di Cernobbio. Sia la villa che il parco di 25 acri che la circonda sono stati modificati sostanzialmente rispetto alla costruzione originariamente destinata come residenza estiva per il Cardinale di Como. Sin dal 1873, il complesso è stato destinato ad albergo di lusso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gerardo Landriani Capitani, Vescovo di Como, costruì qui un convento femminile nel 1442, presso il torrente Garovo. Un secolo dopo, il Cardinale Tolomeo Gallio lo demolì e commissionò all'architetto Pellegrino Tibaldi la costruzione di una residenza per uso personale. La Villa del Garovo, unitamente ai lussuosi giardini, fu costruita negli anni dal 1565 al 1570 e, mentre il cardinale era in vita, divenne il luogo di vacanze di politici, intellettuali ed ecclesiasti.

Alla morte di Gallio la villa fu ereditata dai familiari, i quali, durante gli anni, la lasciarono cadere in uno stato di fatiscenza. Dal 1749 al 1769 divenne un centro per esercizi spirituali dei Gesuiti, dopodiché fu prima acquistata dal conte Mario Odescalchi, indi, nel 1778 da un certo conte Marliani.

Nel 1784 passò alla famiglia milanese dei Calderari, la quale la sottopose ad importanti restauri e creò un nuovo giardino all'italiana, con un imponente ninfeo ed un tempio con una statua del diciassettesimo secolo raffigurante Ercole che scaraventa Licas nel mare. Dopo la morte del marchese Bartolomeo Calderari, la villa passò alla consorte, Vittoria Peluso, già ballerina del Teatro alla Scala, conosciuta come la Pelusina, la quale convolò in seguito a nozze con un generale napoleonico, il conte Domenico Pino. Una piccola fortezza fu eretta nel parco in suo onore.[1]

Nel 1815 divenne la residenza di Carolina Amalia di Brunswick, Principessa del Galles, moglie separata del futuro re Giorgio IV, che l'acquistò con un rogito in cui procuratore fu Alessandro Volta; la villa venne denominata Nuova villa d'Este e il parco venne ridisegnato in stile inglese.

Fu convertita alla fine dell'Ottocento in un albergo dove confluiva la nobiltà e l'alta borghesia europea. Prese in quel momento definitivamente il nome di Villa d'Este, anche per sfruttare la fama internazionale dell'omonima villa di Tivoli.

Nel dopoguerra, tornò ad essere un rinomato luogo di appuntamenti mondani, e fu teatro del celebre delitto Bellentani, un fatto che ebbe grande risonanza nella stampa dell'epoca; la contessa Pia Bellentani, accusata di aver ucciso il suo amante, fu condannata a dieci anni di reclusione.[2] L'omonima società che gestisce l'albergo ha superato ampiamente i cento anni di vita per anni quotata al borsino o al terzo mercato, e poi sul mercato telematici Temex.

Presente[modifica | modifica sorgente]

Villa d'Este a Cernobbio vista dal lago

Villa d'Este è oggi un albergo destinato alla clientela più facoltosa, ed è inoltre meta di turismo congressuale di alto livello. Presso l'albergo si tiene annualmente il famoso Workshop Ambrosetti, punto di ritrovo per i massimi vertici della politica, della finanza e dell'industria internazionale. Sin dal 1928 tutti gli anni nel mese di aprile nei giardini della villa si svolge il rinomato concorso per veicoli d'epoca: il Concorso d'eleganza Villa d'Este.

Nel 2008 la rivista americana Travel + Leisure l'ha nominata il 15º miglior hotel in Europa e il 69º miglior hotel nel mondo;[3] nel giugno 2009, la rivista Forbes l'ha nominata il miglior hotel del mondo.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Touring club italiano, Lombardia: escluso Milano (Touring Editore, 1999), p. 298.
  2. ^ AA.VV, Storia d'Italia, Novara, DeAgostini, 1999, p. 553, ISBN 88-402-9440-6.
  3. ^ (EN) 2008 World's Best Awards, Travel and Leisure. URL consultato il 5 aprile 2009.
  4. ^ (EN) Jeff Koyen, Is this the world's best hotel?, Forbes, 9 giugno 2009. URL consultato il 26 giugno 2009.

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