Standard MSX

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altre voci che possono riferirsi alla stessa combinazione di 3 caratteri, vedi MSX (disambigua).
MSX
Sony HitBit HB-10P (White Background).jpg
Un HitBit-10-P, MSX prodotto da Sony
Classe di computer Home computer
Presentazione 1983 (MSX)
Fine commercializzazione 1995 (MSX turbo R)
CPU Zilog Z80
RAM di serie 16 KB
RAM massima 512 KB
SO di serie MSX-DOS, MSX BASIC

MSX è la denominazione di uno standard per degli Home computer degli anni 1980. Fu concepito da Kazuhiko Nishi, all'epoca vice direttore della filiale giapponese di Microsoft e fondatore della società ASCII, con l'intento di creare delle linee guida comuni per la costruzione di computer compatibili da parte di diversi produttori. Ispirati dal successo del VHS come standard per i videoregistratori, molti produttori hardware giapponesi, insieme a Philips e Spectravideo, costruirono e promossero i computer MSX. Qualsiasi software o dispositivo che recasse il logo MSX era compatibile con i prodotti MSX sviluppati da altri produttori aderenti al modello.

Nonostante il coinvolgimento di Microsoft, che realizzò sia l'interprete MSX BASIC sia il sistema operativo su disco MSX-DOS, questo progetto ebbe la sua base operativa in Giappone invece che negli Stati Uniti d'America, né Microsoft menzionò mai questo coinvolgimento nella sua storia aziendale, dando invece risalto ad altre collaborazioni, quali quella per i PC IBM[1] e quella per gli Apple Macintosh[1]. I computer MSX ebbero pochissima diffusione nei Paesi anglosassoni: negli Stati Uniti d'America furono prodotti solo in piccola quantità da Spectravideo mentre in Gran Bretagna furono commercializzati solo da Toshiba. Gli MSX furono principalmente venduti in Giappone, in Brasile ed in diversi Paesi dell'Europa: in Italia il modello più diffuso era il Philips VG-8020. Complessivamente si stima che ne siano stati prodotti circa 5 milioni di esemplari.

Lo standard[modifica | modifica wikitesto]

Lo standard di Nishi consisteva principalmente in un insieme di componenti che erano già disponibili per i produttori di computer (niente chip custom, quindi): la CPU principale era uno Zilog Z80 operante alla frequenza di 3,58 MHz; la grafica era fornita dal chip Texas Instruments TMS9918, già usato nel TI-99, con 16 KB di VRAM dedicata; l'audio era fornito dal chip sonoro General Instruments AY-3-8910, che controllava parzialmente anche le operazioni di Input/output; il controllo delle interfacce di I/O parallelo, come la gestione della tastiera, era affidato ad un Intel 8255 PPI (Programmable Peripheral Interface).

In realtà, nessuno di questi componenti rappresentava qualcosa di particolarmente avanzato, ma si trattava comunque di specifiche ragionevoli per costruire una buona macchina all'epoca in cui Nishi propose lo standard (1982) e già condivise da altri sistemi di quel periodo, come l'home computer ColecoVision (per il quale in seguito fu proposto anche un emulatore MSX software grazie al quale alcuni software potevano girare anche su questa macchina) o la console Sega SG-1000. Per ridurre i costi molti produttori utilizzavano un processore personalizzato detto "MSX-Engine", che integrava in un unico chip alcuni dei componenti dei sistemi MSX quali il PPI, un chip sonoro compatibile (YM2149) oltre ad altri componenti, alle volte anche la stessa CPU Z80. Nonostante l'idea alla base di queste specifiche fosse quella di contenere i costi, quasi tutti i computer MSX usavano una tastiera professionale al posto di una più economica tastiera con tasti in gomma, per cui alla fine il costo delle macchine saliva nuovamente. L'uso di questi componenti, insieme all'MSX-DOS di Microsoft, rendevano gli MSX dei buoni e competitivi home computer, anche se più cari delle offerte della concorrenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

SVI-728 della Spectravideo

Negli anni ottanta il Giappone era nel bel mezzo di un forte risveglio economico che molti, nel "mercato occidentale", pensavano fosse inarrestabile. Si temeva che le più grandi aziende giapponesi d'elettronica potessero essere in grado di appropriarsi di un mercato (quello dei computer) che gli occidentali avevano faticato così tanto per sviluppare, alla fine degli anni settanta.

Le grandi sinergie progettuali, unite alle notevoli capacità produttive delle aziende giapponesi, avrebbero consentito loro di sviluppare macchine migliori e più economiche rispetto a quelle prodotte dagli occidentali. Tuttavia, le aziende giapponesi, inizialmente, ignorarono il mercato degli home computer e furono riluttanti a sviluppare un qualsiasi prodotto per cui non vi fosse uno standard ben affermato temendo, a ragion veduta, che se ognuna di esse avesse presentato il proprio home computer (come accadeva in Europa e negli USA) la quantità di macchine, del tutto incompatibili tra loro, lanciate a contendersi il mercato, avrebbe impedito che vi fosse un vero vincitore, e sarebbe stata foriera di perdite anziché di profitti.

Quando lo standard MSX venne annunciato ed un gruppo di grandi aziende giapponesi annunciarono i loro piani per introdurre le relative macchine, ci fu un'ondata di panico nell'industria statunitense. Tuttavia, quando le macchine MSX iniziarono ad arrivare nel mercato occidentale (tardo 1984), ormai non erano più competitive: l'IBM aveva introdotto il PC IBM, la Apple aveva rinnovato completamente la propria linea di computer con i suoi Macintosh, mentre la Commodore aveva lanciato da un anno circa il suo Commodore 64 e, nel 1985, avrebbe immesso sul mercato il rivoluzionario Amiga.

Pertanto, l'MSX non divenne mai quello standard internazionale che i suoi creatori avevano sognato, proprio perché non riuscì a prendere piede negli Stati Uniti.

In Giappone ed in Corea del Sud l'MSX divenne il principale home computer degli anni '80. Ebbe larga diffusione anche in alcuni Paesi europei (specialmente in Olanda, ma anche in Spagna), in Brasile, in Argentina, nei Paesi arabi (ove era venduto col marchio Al-Alamiah) e nell'Unione Sovietica (cloni non ufficiali prodotti dalle fabbriche statali sovietiche).

L'esatto significato dell'abbreviazione "MSX" è ancora motivo di dibattito. Molti credono che stia per "MicroSoft eXtended", per via del linguaggio di programmazione incorporato (l'MSX BASIC) scritto specificamente da Microsoft per il sistema MSX. In realtà, Kazuhiko Nishi, in un'intervista rilasciata durante una sua visita a Tilburg in Olanda (2001), dichiarò che MSX sta per "Machines with Software eXchangeability" (macchine con software interscambiabile).[2] Il sistema operativo MSX-DOS per la gestione dei dischi era compatibile con il CP/M ed era molto simile all'MS-DOS. Così facendo, Microsoft pensò di promuovere l' MSX per un uso home e l'MS-DOS per un ambito lavorativo/ufficio.

L' MSX conobbe diverse evoluzioni nel corso degli anni: MSX 1 (1983), MSX 2 (1986), MSX 2+ (1988) ed MSX turbo R (1990). Le prime tre erano computer ad 8-bit basati sul microprocessore Z80, mentre l'MSX turbo R, pur mantenendo lo Z80 onde assicurare la compatibilità con i modelli precedenti, gli affiancava una sua evoluzione, l'R800, derivato dallo Zilog Z800. Il turbo R fu introdotto nel 1990 ma non ebbe un grande successo, poiché fu prodotto solo da Panasonic esclusivamente per il mercato giapponese e, soprattutto, non fu molto supportato dalle case produttrici di software. Nel 1995 la produzione di quest'ultimo computer della serie MSX cessò. Complessivamente furono venduti 5 milioni di computer MSX nel mondo.

Sviluppi recenti[modifica | modifica wikitesto]

L'1chipMSX, un sistema MSX-2 integrato in un unico chip.
  • Nel 2001 Kazuhiko Nishi ha cercato di far rinascere la passione per l'MSX grazie al progetto "MSX Revival", basato su un emulatore MSX chiamato "MSX PLAYer", il primo emulatore MSX ufficiale. All'epoca i diritti sull'MSX erano mantenuti da MSX Association.
  • Nel 2004 la società olandese Bazix ha annunciato di essere diventata la rappresentante europea di MSX Association, divenendo anche la referente inglese per le problematiche relative ai marchi ed alle licenze dell'MSX.
  • Grazie ad un accordo con la società giapponese D4 Enterprise, il 17 ottobre 2006 Bazix ha lanciato il sito WOOMB.Net (non più attivo) per la vendita di giochi MSX in inglese offerti sotto forma di eseguibili per Windows 9x/ME/2000, con una selezione iniziale di 14 titoli. In Giappone le vendite sono iniziate prima attraverso Project EGG.
  • Nell'agosto del 2006 D4 Enterprise ha anche presentato un nuovo sistema compatibile MSX-2 denominato "1chipMSX",[3] basato su un chip FPGA Altera Cyclone EP1C12Q240C8. L'1chipMSX è alloggiato in una confezione di plastica trasparente e può essere collegato ad un monitor oppure ad una TV, ha un ingresso per una tastiera PS/2, supporta le estensione audio MSX-MUSIC e Konami SCC+, offre 2 connettori per le cartucce MSX, presenta una porta per memorie SD/MMC (utilizzabili come dispositivi di memorizzazione esterna), emula un'unità dischi e può essere utilizzato per avviare l'MSX-DOS. Grazie al suo hardware programmabile tramite VHDL è possibile inserire nel dispositivo il supporto a nuove estensioni hardware lanciando semplicemente un programma di riconfigurazione direttamente dall'MSX-DOS. Il sistema ha anche 2 porte USB, utilizzabili dopo averne programmato il supporto tramite codice VHDL.
  • Nel 2006 Nintendo ha annunciato che i giochi MSX sarebbero stati disponibili per l'emulatore "Virtual Console" della sua Wii. Nel febbraio 2007 ha confermato la disponibilità (inizialmente per il solo mercato giapponese) dei giochi per la metà dell'anno.
  • Il 7 giugno 2008 la MSX Resource Center Foundation ha annunciato che i diritti sul marchio MSX sono passati da "MSX Association" a "MSX Licensing Corporation"[4] e cita come riferimento una pagina di registrazione del marchio sull'Ufficio delle Proprietà Intellettuali del Benelux, che riporta come scadenza della registrazione il 28/10/2013.[5] In quel periodo il sito di MSX Licensing Corp. (www.msxlc.com, non più raggiungibile) è stato cambiato per puntare al sito di ITNY & Partners (www.itny.jp, non più raggiungibile), che non faceva nessuna menzione alla licenza MSX. ITNY & Partners è una società che è stata diretta da Kazuhiko Nishi.
  • Il 26 ottobre 2008 Bazix ha annunciato di non rappresentare più MSX Association per via dei problemi legati all'esportazione del progetto MSX Revival al di fuori dei confini giapponesi, per via del passaggio del marchio da MSX Association a MSX Licensing Corporation e per l'assenza di progressi nello sviluppo della versione per i mercati occidentali del progetto 1chipMSX. Contemporaneamente il sito WOOMB.Net è stato messo offline.
  • Il 4 luglio 2008 il sito del contatto europeo di MSX Association (eur.msxa.org, non più raggiungibile), l'unico contatto ufficiale di MSX Association in Europa, ha annunciato che il marchio MSX ed i relativi diritti appartengono a MSX Licensing Corporation fin dal 1983 e che MSX Association, il cui amministratore è Kazuhiko Nishi, è una filiale operativa di MSX Licensing Corporation che gestisce i marchi, i loghi ed i diritti dell'MSX. Inoltre, stando alle dichiarazioni pubblicate, D4 Enterprise si rifiuta di pagare le royalty per il suo 1chipMSX e per le licenze sui software del "Project Egg", per cui tratterà direttamente con Nishi attraverso MSX Licensing Corporation.
  • Il 5 luglio 2008 il sito europeo di MSX Association pubblica un annuncio in cui si afferma che D4 Enterprise sta illegalmente vendendo il suo 1chipMSX. Nello stesso annuncio si dichiara che Bazix non è più la rappresentante europea di MSX Association.

Curiosità sull'MSX[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spectravideo SV-328, sul cui hardware è stato sviluppato lo standard MSX
  • Lo standard MSX nacque dopo che Kazuhiko Nishi ebbe visto i computer SV-318 e SVI-328 di Spectravideo. Questi erano realizzati da una joint venture di 3 aziende: Spectravideo, che curava la parte progettuale e di marketing; Bondwell (Hong Kong), che li produceva; ASCII Corporation di Nishi, che sviluppava il software di sistema. Nishi intravide il potenziale dell'SV-328 e chiese ed ottenne da Spectravideo la licenza per poter utilizzare i suoi computer come base per un nuovo standard. Dopo l'accordo, Spectravideo iniziò ad inserire il logo "MSX" nelle pubblicità commerciali dell'SV-318 e dell'SV-328 dichiarando anche che questi computer avrebbero permesso di utilizzare il software scritto per i prossimi computer MSX, anche se ciò non era del tutto vero: anche se utilizzati come base di partenza per gli MSX, rispetto a questi computer gli SV-318/328 presentavano alcune differenze, prima fra tutte il BIOS integrato. Successivamente Spectravideo vendette i propri diritti sull'hardware del nuovo standard a Microsoft, di cui ASCII Corporation era la rappresentante per il mercato giapponese.[6]
  • I computer MSX 1 erano molto simili alle console videogiochi Colecovision e Sega SG-1000. In comune avevano il chip video e la CPU Z80 oppure il suo clone NEC 780C, mentre il chip audio dell'MSX 1 era un semplice perfezionamento di quello del ColecoVision. Non bisogna stupirsi, pertanto, del fatto che alcuni giochi (ad esempio, Antartic Adventure e Zaxxon) siano praticamente identici su entrambe le piattaforme, a parte qualche dettaglio sonoro. Esisteva anche un emulatore ColecoVision per MSX.
  • Allo stesso modo, i computer MSX 2 erano molto simili alla console Sega Master System: le due macchine condividevano la stessa CPU e lo stesso processore sonoro, mentre il chip video era nel caso del Sega un semplice perfezionamento del Texas Instruments TMS9928 (già montato da MSX 1 e ColecoVision), e nel caso dell'MSX 2 un'evoluzione un pochino più spinta rispetto a quanto fatto da Sega (infatti la tavolozza cromatica era di 512 colori contro i soli 64 della console Sega e la risoluzione standard "per i giochi" era di 256x212 contro 256x192) sempre del medesimo TMS9928. Anche in questo caso venne prodotto (ovviamente senza troppi sforzi) un emulatore - si trattava però di un emulatore "non ufficiale" prodotto da un'azienda belga senza i dovuti permessi, e proprio a causa di ciò non ebbe grossa diffusione.
  • Gran parte dei più divertenti e famosi giochi per l'MSX furono scritti dalla software house giapponese Konami: oltre alle famose saghe di Metal Gear, Castlevania e Gradius, possiamo ricordare Knightmare, Magical Tree, Konami's Soccer, Konami's Ping Pong e Konami's Tennis, nonché, per finire, il tie-in The Goonies.
  • Poiché il processore dell'MSX, lo Zilog Z80A, poteva indirizzare fino a un massimo di 64 KB, l'allocazione di default dell'MSX prevedeva che i primi 32 KB fossero destinati alla ROM BASIC ed i successivi 32 KB alla RAM. Macchine destinate all'uso dell'MSX-DOS avevano 64 KB di RAM complessiva, ma i primi 32 KB dovevano essere disabilitati per poter consentire il funzionamento della ROM BASIC. Pertanto, se il computer effettuava il boot dell'MSX-DOS, la ROM BASIC veniva disabilitata e l'intero spazio d'indirizzamento di 64 KB veniva destinato alla mappatura della RAM.
  • Il manuale d'uso del mouse della Philips riportava, sulla copertina, una forzata traduzione in italiano di "mouse", cioè "sorcio". All'epoca tale insolita traduzione passava abbastanza inosservata data l'ancora scarsa diffusione di questi dispositivi di puntamento.
  • L'MSX-DOS era compatibile con diversi software della sua controparte più famosa (l'MS-DOS), fra cui il dBase II, il Turbo Pascal versione 3 e Wordstar. Questo spinse diverse aziende brasiliane, alla fine degli anni '80, ad adottare l'MSX come un economico computer per uso 'ufficio'. Poiché il comparto video originale dell'MSX 1 aveva la risoluzione della modalità testuale limitata a 40×25 caratteri, vennero creati dei kit d'espansione che aggiornavano il display ad 80×25 caratteri, dando all'MSX un aspetto più professionale. Tuttavia, in Brasile, gli MSX 2 e successivi non ebbero lo stesso successo dei primi MSX come computer ad uso ufficio, poiché quel mercato fu ben presto 'invaso' da svariati cloni taiwanesi dei PC IBM.
  • I giochi dell'MSX 1 venivano messi in commercio principalmente sotto forma di cartucce e cassette. Alla fine degli anni '80, epoca in cui era in commercio l'MSX 2 (che, nella maggior parte dei modelli, era dotato di dischi da 3½"), i floppy presero il posto delle vecchie cassette.
  • Nel 1984-1985 i modelli di punta dello standard MSX erano gli home computer con la maggiore capacità RAM in assoluto, anche se ciò non venne mai ben compreso: il cosiddetto modello "da 64K" disponeva infatti in realtà di 64 KB di RAM più 16 KB di RAM video, ovvero il 25% in più dei 64 KB che il Commodore 64 dedicava indifferentemente a RAM, video e ROM. Allo stesso modo, grazie ai 16 KB aggiuntivi di VRAM, i più economici modelli cosiddetti "da 48K" avevano una capacità di fatto equivalente a quella del Commodore 64, mentre i cosiddetti modelli "da 32K" avevano in realtà la stessa RAM del Sinclair ZX Spectrum 48 KB.
  • Lo standard MSX 2 era ritenuto all'epoca qualcosa a metà strada tra un 8 ed un 16 bit a causa delle sue caratteristiche avanzate (prima tra tutti l'unità dischi da 3,5" incorporata). Pertanto, nel 1988, i giochi per MSX 1 venivano recensiti su Zzap! (rivista dedicata agli 8 bit) mentre quelli per MSX 2 trovavano posto su The Games Machine insieme a quelli di Amiga, Atari ST ed Archimedes.
  • L'MSX ha anche avuto un certo successo nelle applicazioni musicali con un modello lanciato dalla Yamaha, il CX5M (dotato di sintetizzatore integrato con tecnologia FM), che può considerarsi - ancor prima del mitico Atari - un vero e proprio precursore dell'Home recording su personal computer.

Produttori di computer MSX[modifica | modifica wikitesto]

VG-8020, il modello più diffuso in Italia, marchiato Philips ma prodotto in Giappone dalla Yashica

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

MSX 1[modifica | modifica wikitesto]

Il TMS9918 non può gestire più di due colori per ogni linea orizzontale di 8 pixel. Questo limite dà luogo ad un noto artefatto noto come "color spill", dove l'uso di un terzo colore altera il colore dei pixel visualizzati.
  • Processore: Zilog Z80A con frequenza di 3,58 MHz
  • ROM: 32 kB
  • RAM: da un minimo di 16 kB ad un massimo di 64 kB, e con opportune cartucce e software poteva gestire fino a 1 MB (in Europa vennero commercializzati solo modelli con 32, 48 e 64 kB di RAM)
  • Processore Video: Famiglia Texas Instruments TMS9918
    • Video RAM: 16 kB
    • Modalità testo: 32×24 caratteri
    • Risoluzione: 256×192 pixel a 16 colori scelti da una tavolozza di 16, con la limitazione che ogni linea orizzontale di 8 pixel poteva avere solo 2 colori.
    • Sprite: 32, 1 colore, massimo 4 per linea orizzontale
  • Chip sonoro: General Instruments AY-3-8910 (PSG)
    • 3 canali ad onda quadra + rumore bianco.
    • Inviluppo ADSR programmabile.
    • Tonalità selezionabile con una risoluzione di 12 bit.
    • Vari videogiochi in cartuccia contenevano anche un chip aggiuntivo SCC o SCC+, che aggiungeva altri 5 canali sonori oltre ad implementare la logica di mappatura della memoria necessaria ad interfacciare ROM di dimensioni fino a 4 Mbit. Ogni canale è pilotato da un sample di 32 byte che ne definisce la forma d'onda. La differenza tra le due versioni è che nella prima i canali 4 e 5 condividono un solo sample di 32 byte, mentre nella seconda i 5 canali sono tutti indipendenti.

MSX 2[modifica | modifica wikitesto]

Un modello MSX2 (Philips NMS8250) con il gioco Gradius in esecuzione.
  • Processore: Zilog Z80A con frequenza di 3,576 MHz
  • ROM: 48 kB
    • BIOS + Extended BIOS (32 kB)
    • MSX BASIC V2.0 (16 kB)
    • DiskROM (16 kB) (opzionale)
  • RAM: da un minimo di 64 kB sino a 256 kB, e potevano essere gestiti fino a 4 MB (le versioni europee erano di solito dotate di 128 kB, mentre le versioni giapponesi avevano più spesso soli 64 kB)
  • Processore Video: Yamaha V9938
    • Video RAM: minima 64 kB - molte macchine montavano 128 kB, con i quali si attivavano nuovi modi grafici, ed era inoltre possibile montare addirittura 192 KiB (in quest' ultimo caso non si avevano ulteriori nuovi modi grafici, ma la macchina impiegava la memoria aggiuntiva come banco dati, per velocizzare la grafica, in particolar modo quella 3D)
    • Modalità testo: 80×24 e 32×24 caratteri
    • Risoluzione: il modo più utilizzato era il 256×212 pixel a 16 colori scelti senza limitazioni da una tavolozza di 512 - con 128 kB di Video RAM diventavano disponibili anche un modo 512×212 pixel a 16 colori da una tavolozza di 512, ed un modo 256×212 con 256 colori su schermo (tavolozza fissa di 256 colori) che funzionava solo con pixel statici ma consentiva comunque di creare immagini fisse di notevole impatto per l'epoca.
    • Risoluzione massima: 512×424 pixel interlacciati (16 colori da una palette di 512) e 256×424 pixel interlacciati (256 colori)
    • Sprite: 32, a 16 colori, massimo 8 per linea orizzontale
  • Chip sonoro: General Instruments AY-3-8910 (PSG)
    • 3 canali + rumore bianco
    • Una certa diffusione ebbero i moduli aggiuntivi Philips MSX Audio e Panasonic FM-PAC (conosciuto anche come MSX Music), che erano rispettivamente un chip Yamaha OPL-1 (MSX Audio) e la sua versione "light" OPLL (MSX Music) - entrambi aggiungevano 9 canali FM Stereo, dando alla macchina capacità sonore in grado di rivaleggiare con quelle del Commodore Amiga. La versione giapponese FM-PAC / MSX Music verrà poi prevista di serie per il successivo standard MSX2+.

Naturalmente, come già per l'MSX, l'MSX2 poteva utilizzare anche i chip audio aggiuntivi SCC ed SCC+.

  • Clock chip

MSX 2+[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine che mostra le potenzialità grafiche dell'MSX2+ quando viene usata la tavolozza YJK.
  • Commercializzato solo in Giappone
  • Prodotto solo da Panasonic, Sanyo e Sony
  • Processore: Zilog Z80A con frequenza di 3,576 MHz
  • ROM: 64 kB
    • BIOS + Extended BIOS (32 kB)
    • MSX BASIC V3.0 (16 kB)
    • DiskROM (16 kB)
    • Kun-BASIC (16 kB) (opzionale)
    • Kanji ROM (opzionale)
  • RAM: minima 64 kB, tipicamente 128 kB, di norma potevano avere fino a 4 MB
  • Processore Video: Yamaha V9958
    • Video RAM: 128 kB
    • Modalità testo: 80×24 e 32×24 caratteri
    • Risoluzione: 512×212 pixel (16 colori da una palette di 512) e 256×212 pixel (19268 colori YJK)
    • Risoluzione massima: 512×424 pixel interlacciati (16 colori da una palette di 512) e 256×424 pixel interlacciati (19268 colori YJK)
    • Sprite: 32, a 16 colori, massimo 8 per linea orizzontale
    • Registri per scrolling orizzontale e verticale (scrolling hardware)
  • Chip sonoro: General Instruments AY-3-8910 (PSG)
    • 3 canali + rumore bianco
  • Chip sonoro aggiuntivo: Yamaha YM2413 (OPLL) (MSX-Music)
    • 9 canali FM o 6 canali FM + 5 per effetti batteria
    • 15 strumenti preimpostati + 1 personalizzabile
  • Clock chip

MSX turbo R[modifica | modifica wikitesto]

  • Commercializzato solo in Giappone
  • Prodotto solo ed esclusivamente da Panasonic
  • Processore: R800 a 16 bit, architettura RISC, frequenza di 28,636 MHz (con possibilità di portarlo a 40 MHz tramite sostituzione del generatore di clock interno)
  • Processore: Zilog Z80A con frequenza di 3,576 MHz (per compatibilità verso il basso)
  • ROM: 96 kB
    • BIOS + Extended BIOS (48 kB)
    • MSX BASIC V4.0 (16 kB)
    • DiskROM (16 kB)
    • Kun-BASIC (16 kB)
    • Kanji ROM (256 kB)
    • Firmware (4 MB)
  • RAM: 256 kB (FS-A1ST) o 512 kB (FS-A1GT), 4 MB come massimo
    • Con aggiunti 16 kB di memoria SRAM (che si manteneva anche dopo lo spegnimento, grazie ad una batteria)
  • Processore Video: Yamaha V9958
    • Video RAM: 128 kB
    • Modalità testo: 80×24 e 32×24 caratteri
    • Risoluzione: 512×212 pixel (16 colori da una palette di 512) e 256×212 (19268 colori YJK)
    • Risoluzione massima: 512×424 pixel interlacciati (16 colori da una palette di 512) e 256×424 pixel interlacciati (19268 colori YJK)
    • Sprite: 32, 16 colori, massimo 8 per linea orizzontale
    • Registri per scrolling orizzontale e verticale (scrolling hardware)
  • Chip sonoro: General Instruments AY-3-8910 (PSG)
    • 3 canali + rumore bianco
  • Chip sonoro aggiuntivo: Yamaha YM2413 (OPLL) (conosciuto anche come "MSX Music")
    • 9 canali FM o 6 canali FM + 5 per effetti batteria
    • 15 strumenti preimpostati + 1 personalizzabile
  • Chip sonoro aggiuntivo: PCM
    • 8 bit a singolo canale (senza DMA), massimo 16KHz
    • Microfono incorporato
  • MIDI in/out (solo nel modello FS-A1GT)
  • Clock chip
  • unità dischi da 3,5"

Periferiche[modifica | modifica wikitesto]

Unità dischi[modifica | modifica wikitesto]

I sistemi MSX generalmente non offrivano un'unità dischi integrata per cui i giochi erano pubblicati principalmente su cartuccia e su cassetta. Le unità dischi erano disponibili sotto forma di cartucce di espansione contenenti l'interfaccia hardware per la gestione dei drive e una ROM che estendeva il BIOS del computer (l'interfaccia software), connesse ad un case esterno contenente il drive. In Sud America molti di questi sistemi usavano i floppy disk da 5¼" mentre in Europa il formato più diffuso era quello da 3½". In Giappone alcuni sistemi MSX1 integravano un'unità da 3½" come il Matsushita (Panasonic) CF-3000.

I computer MSX2 furono rilasciati nel 1985: questi sistemi offrivano spesso (ma non sempre) un'unità da 3½" integrata e, di conseguenza, il supporto più popolare per i giochi divenne proprio questo formato.

I floppy da 3½" formattati con un MSX erano compatibili direttamente con l'MS-DOS per via dello stesso file system usato (anche se alcuni dettagli erano diversi, come il codice del settore di boot ed il sistema per segnare i file cancellati). Derivando dall'MS-DOS 1, anche l'MSX-DOS 1 non aveva il supporto per le subdirectory.[7]

MSX-Audio[modifica | modifica wikitesto]

  • Yamaha Y8950, noto anche come
    • Panasonic: MSX-Audio (nome standard)
    • Philips: Music Module (senza BIOS MSX-Audio)
    • Toshiba: MSX FM-synthesizer Unit (assenza di RAM campione e del BIOS MSX-Audio)
  • 9 canali FM o 6 canali FM + 5 effetti batteria
  • registrazione e riproduzione in ADPCM
  • 32 KB di memoria RAM campione, che poteva essere espansa a 256 KB

MSX-Music[modifica | modifica wikitesto]

  • Yamaha YM2413 (OPLL), noto anche come:
    • MSX-Music (nome standard)
    • Panasonic: FM-PAC
    • Zemina: Music Box
    • Checkmark: FM-Stereo-Pak
  • 9 canali FM o 6 canali FM + 5 effetti batteria
  • 15 strumenti pre-impostati, 1 personalizzabile
  • Integrato come nuovo standard nei computer MSX2+ e MSX TurboR

Emulatori[modifica | modifica wikitesto]

I computer MSX sono emulati su molte piattaforme moderme. Molti degli emulatori derivano da o sono ancora basati sul codice di fMSX[8], un emulatore MSX multipiattaforma scritto da Marat Fayzullin che gira su Unix, Windows, Macintosh, Symbian, MS-DOS, Amiga. Siccome il codice sorgente di fMSX è aperto ma non è libero[9], molti emulatori hanno rimosso il codice dell'emulatore dello Z80 di Fayzullin dai loro prodotti per evitare questioni legali.

L'unico emulatore ufficiale dell'MSX, MSXPLAYer, non è più sviluppato a causa della chiusura di MSX Association che lo pubblicava: si trova ancora su internet anche se la versione disponibile, la "Release 1", è del 22/09/2001.[10]

Alcuni titoli dell'MSX sono emulati sul Nintendo Wii tramite l'emulatore Virtual Console.

L'emulatore MESS è un altro emulatore multipiattaforma che emula diverse macchine MSX, MSX2 e MSX2+.

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni modelli di MSX prodotti:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "The History of Microsoft - 1984", Channel 9. URL consultato il 28/10/10.
  2. ^ Conferenza di Kazuhiko Nishi a Tilburg (2001), MSX.org, 2001. URL consultato il 28/10/10.
    (EN)
    « Nishi says that he is well aware of the fact that MSX is interpreted differently by many people. Some say it is MicroSoft eXtended, but others say it is Matsushita, Sony and (X)others. But Nishi tells the audience it really stands for Machines(hardware) with Software eXchangeability. »
    (IT)
    « Nishi afferma che è ben conscio del fatto che MSX è interpretato in maniera differente da diverse persone. Alcuni dicono che stia per "MicroSoft eXtended", altri per "Matsushita, Sony and (X)others". Ma Nishi riferisce alla platea che il vero significato è "Machines(hardware) with Software eXchangeability". »
  3. ^ 1chipMSX, D4 Enterprise. URL consultato il 28/10/10.
  4. ^ Passaggio dei diritti MSX a MSX Licensing Corp., MSX.org. URL consultato il 29/10/10.
  5. ^ BOIP.int, http://register.boip.int/bmbonline/details/trademark/show.do?markID=37573&markNumber=396134&markNumberType=REG. URL consultato il 29/10/10.
  6. ^ Roger Samdal, Storia di SpectraVision. URL consultato il 13/01/2013.
  7. ^ FAQ sull'MSX-DOS2. URL consultato il 29/10/10.
  8. ^ Homepage dell'emulatore fMSX. URL consultato il 30/10/10.
  9. ^ fMSX FAQ. URL consultato il 30/10/10.
  10. ^ MSXPLAYer su Emuwiki.com. URL consultato il 30/10/10.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

informatica Portale Informatica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di informatica