Silvio Bagolini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Silvio Bagolini

Silvio Bagolini (Bologna, 4 agosto 1914Bologna, 26 settembre 1976) è stato un attore italiano di cinema, teatro e televisione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eclettico attore caratterista italiano del cinema, del teatro e della televisione,consegue la licenza liceale e si iscrive alla facoltà di architettura pur senza conseguire la laurea. Appassionato di recitazione, ha l'occasione di interpretare il ruolo di protagonista nel film sperimentale Verde nei prati con il quale partecipa, nel 1934, ad un concorso indetto dal Cineguf di Bologna.

Abbandonata definitivamente l'università, si trasferisce a Roma per frequentare il neonato Centro sperimentale di cinematografia. Il suo esordio sul set avviene quando Bagolini ha 22 anni, nel 1936, con il film La danza delle lancette di Mario Baffico. Da allora, fino agli anni settanta, interpreta una quantità innumerevole di pellicole divenendo uno dei caratteristi più noti ed apprezzati del cinema italiano.

Dotato di una fisiognomica unica ed originale - il suo volto allungato dalle guance incavate ed il mento pronunciato difficilmente si dimenticano - sicuramente non bello od aitante, risulterà l'attore ideale nei ruoli di uomini timidi, spesso scapoli ed in difficoltà con l'altro sesso ma quasi mai negativi. Bagolini era in possesso di una voce molto particolare che evidenziava le sue origini emiliane, recita accanto ai comici più importanti della storia del cinema nazionale, da Totò ad Alberto Sordi, da Ugo Tognazzi a Walter Chiari, da Erminio Macario a Carlo Dapporto sino a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Ma sarà compagno di lavoro anche di Massimo Girotti, Amedeo Nazzari, Gino Cervi, Roberto Villa, Vittorio De Sica Marcello Mastroianni; proprio al fianco di quest'ultimo, di cui fu compagno in svariati film, esegue una delle sue interpretazioni più significative in Un ettaro di cielo del 1959.

In questa pellicola l'attore bolognese veste i panni di un candido e gentile uomo di campagna (Germinal) residente in un minuscolo e sperduto paesino, ai cui abitanti un abile truffatore (Mastroianni, appunto) era riuscito a spillare i miseri e sudatissimi risparmi, vendendo a ciascuno di loro un ettaro di cielo, con la garanzia che, dopo morti, sarebbe divenuto di loro eterna e privata proprietà. Sarà appunto l'ingenuo e disarmante candore e una smisurata fiducia nella bontà umana di Germinal a costringere l'imbroglione a prendere coscienza di sé, ritornando sulla retta via.

Bagolini apparirà anche in televisione in svariati sceneggiati - curiosamente assieme a Paolo Ferrari e Sergio Tofano prenderà parte a Il giornalino di Gian Burrasca del 1964 dopo che, nel 1943, tutti e 3 erano apparsi nel film Gian Burrasca dello stesso Tofano - ma anche in teatro soprattutto in commedie di rivista.

Sposatosi nel 1941 con Adele Conca, non trascurò mai la sua adolescenziale passione per l'arte dedicandosi anche alla pittura e scultura e partecipando a diverse mostre.

Ritiratosi dalla attività di recitazione diviene, un paio d'anni prima della morte, direttore di uno stabilimento di filatura.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Silvio Bagolini, a sinistra nel ruolo di Giudizio, accanto a Franco Interlenghi (Moraldo) in una sequenza de I vitelloni

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori Gremese editore Roma 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]