Radio Days

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il gruppo musicale, vedi Radio Days (gruppo musicale).
Radio Days
Radiо Days.png
una scena del film
Titolo originale Radio Days
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1987
Durata 84 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Woody Allen
Soggetto Woody Allen
Sceneggiatura Woody Allen
Produttore Robert Greenhut
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Radio Days è un film del 1987 diretto da Woody Allen. Il film guarda indietro alla vita delle famiglie statunitensi durante gli anni d'oro della radio.

Allen racconta le storie della sua gioventù, sebbene lui non compaia mai al pubblico. Il giovane Allen è impersonato da Seth Green. È l'unico che vede insieme le due compagne storiche di Allen: Mia Farrow e Diane Keaton.

È stato presentato fuori concorso al 40º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'esilarante incipit vede due ladri saccheggiare una casa mentre i padroni sono fuori. Squilla il telefono, uno dei due non resiste alla tentazione e risponde: si trova in diretta a un quiz radiofonico, il presentatore gli fa ascoltare tre motivi suonati dall'orchestra, il ladro li indovina tutti. I proprietari tornano a casa e la trovano svuotata, ma il mattino dopo arriva un camion pieno di elettrodomestici vinti al quiz.
Il film è montato come una serie di brevi episodi che vedono protagonista una famiglia ebrea nella New York City degli anni Trenta e fino al 1943, liberamente ispirati all'infanzia del regista. La voce narrante off (nell'originale, quella di Woody Allen) racconta come la radio influenzò la vita degli americani prima della diffusione della TV.
La famiglia del narratore vive nella zona residenziale del distretto Queens, a Rockaway Beach; ogni membro trova negli show della radio una fuga dalla realtà ascoltando gossip su celebrità, leggende dello sport, letture di romanzi celebri, e soprattutto canzoni. In un episodio lo zio Abe si reca infuriato dai vicini di casa comunisti per chiedergli di spegnere la radio e rispettare la festività ebraica, e torna dopo ore indottrinato sulla lotta di classe e dichiarando la religione “oppio dei popoli”. In un altro la zia Bea, perennemente in cerca di marito, si ritrova in un'auto in panne insieme a uno spasimante proprio durante la famosa trasmissione radiofonica di Orson Welles che simula un'invasione di marziani negli USA, trasposizione di un romanzo di H.G. Wells. Il giovane narratore sogna a occhi aperti (in uno degli episodi è influenzato da The Shadow, L'uomo ombra), biasimato non solo dai genitori ma anche dal rabbino per avere utilizzato a fini personali i fondi raccolti a favore degli ebrei tedeschi durante il nazismo. La trama mescola le esperienze del narratore con gli aneddoti contemporanei e le leggende delle celebrità della radio. Sally, aspirante stellina, assiste a un omicidio mafioso e viene rapita dal sicario che si rivela un ex vicino di casa. Uno degli ultimi episodi (il film è composto da quasi 200 parti[2]) racconta la radiocronaca in diretta del tentativo di salvataggio di Polly Phelps, una bambina caduta in un pozzo, terminato con il suo decesso, ispirato alla storia vera di Kathy Fiscus

Recensione[modifica | modifica sorgente]

Questo film, come il precedente Manhattan, è un altro omaggio di Woody Allen alla sua amata New York. Secondo alcuni critici, tra cui Tullio Kezich[3], ha delle somiglianze con Amarcord di Federico Fellini.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film rende omaggio ai classici degli anni 30 e 40, e svolge un ruolo molto importante nella trama. Perfino l'adattamento radiofonico di Orson Welles su La guerra dei mondi, che fece il suo successo, svolge una parte nella vita di Bea.

Awards e Nomination[modifica | modifica sorgente]

1988 Academy Awards (Oscar)[modifica | modifica sorgente]

1988 BAFTA Film Awards[modifica | modifica sorgente]

1988 Writers Guild of America Awards[modifica | modifica sorgente]

  • Candidato per – WGA Screen Award per la migliore sceneggiature scritta direttamente per lo schermo: Woody Allen

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1987, festival-cannes.fr. URL consultato il 25 giugno 2011.
  2. ^ Florence Colombani, “Woody Allen”, ed. Cahiers du Cinéma, 2010, ISBN 9782866425890
  3. ^ repubblica.it, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/05/17/radio-days-amarcord-di-woody-allen.html. URL consultato l'8 nov 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema