Amore e guerra (film 1975)

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Amore e guerra
Amore e guerra.jpg
Woody Allen in una scena del film
Titolo originale Love and Death
Paese di produzione USA
Anno 1975
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere commedia
Regia Woody Allen
Soggetto Woody Allen
Sceneggiatura Woody Allen
Produttore Charles H. Joffe
Casa di produzione United Artists
Distribuzione (Italia) United Artists
Fotografia Ghislain Cloquet
Montaggio Ron Kalish Ralph Rosenblum
Effetti speciali Kit West
Musiche Sergei Prokofiev (musiche non originali)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Amore e guerra (Love and Death) è un film del 1975 scritto, diretto e interpretato da Woody Allen.

Ambientato nella Russia del XIX secolo, è ironicamente tratto dal romanzo Guerra e pace di Tolstoj, anche se non mancano i clins d'œil a Dostoevskij.

Il film è stato girato in Francia e in Ungheria; dopo questo film Allen non ha più realizzato per i successivi vent'anni pellicole al di fuori dall'America fino a Tutti dicono I Love You, del 1996.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Russia, inizio del XIX secolo. Boris Grushenko è un giovane un po' particolare; i suoi due fratelli, Ivan e Mikhail, sono forti e spavaldi, mentre lui è goffo, codardo, intellettuale, e vorrebbe scrivere poesie. Boris è innamorato di sua cugina Sonja, bellissima e intelligente, con la quale ha complesse discussioni filosofiche. Sonja confida a Boris di essere innamorata di suo fratello Ivan, ma quest'ultimo decide di sposarsi con un'altra donna. Sonja allora, per ripicca, concede la sua mano a uno squallido e noioso commerciante d'aringhe.

Un giorno giunge la notizia dell'invasione dell'Austria da parte di Napoleone e Boris, riluttante al combattimento, viene forzato ad arruolarsi nell'esercito dello Zar. Finito l'addestramento, appena prima di partire per il fronte, Boris reincontra Sonja, la quale gli racconta che il suo matrimonio è infelice e che ha innumerevoli amanti. Boris va in battaglia e per puro caso diventa un eroe di guerra. Poi ha una relazione con la bellissima contessa Aleksandrovna, e per questo viene sfidato in duello dall'amante di lei, un abilissimo tiratore. Boris allora confessa il suo amore a Sonja, il cui marito nel frattempo è morto, e le chiede di sposarlo se sopravviverà al duello. Sonja accetta, sapendo che probabilmente egli verrà ucciso.

Invece Boris sopravvive e i due si sposano; inizialmente Sonja è freddissima con lui ma col tempo si innamora, e proprio quando i due iniziano a essere felici insieme, Napoleone conquista la Russia. Sonja decide di assassinare Napoleone e i due prendono il posto di Don Francisco, un diplomatico spagnolo, e di sua sorella e si fanno ricevere dall'imperatore. Sonja seduce Napoleone e lo porta in camera sua, dove però Boris cade preda di dilemmi morali e non ha il coraggio di ucciderlo. Per via di intrighi di palazzo quello era in realtà solo un sosia dell'imperatore, che viene assassinato per sbaglio da un francese, intento a togliere la vita proprio a Don Francisco. La colpa viene fatta cadere su Boris che viene arrestato, mentre Sonja riesce a fuggire. Mentre è in cella Boris riceve la visita di un angelo che gli confida che verrà graziato dall'imperatore. Ma le cose non vanno come previsto e a Boris non resta che salutare Sonja, fare un ultimo malinconico monologo e allontarsi danzando con la morte.

Temi e stile[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto ai film precedenti, Woody Allen in questo caso privilegia una comicità più verbale e meno fisica, abbandonando quasi del tutto le caratteristiche slapstick dei primi film, soprattutto del precedente Il dormiglione: «Da un film in cui il linguaggio del corpo assumeva un grande spazio si passa a un cinema di parola in cui il filo delle lame è acuminato come quello delle battute»[1]. Il film è così tutto basato su dialoghi molto brillanti, con un gran numero di battute, e su continue parodie e riferimenti alla cultura russa ed europea in generale. Le musiche infatti sono del compositore russo Sergei Prokofiev, e ci sono riferimenti al cinema di Ejzenstejn e di Bergman e alla letteratura di Dostoevskij e di Tolstoj.

Da questo film ha inizio l'allontanamento di Allen dall'umorismo puro, in direzione di commedie più sofisticate e complesse e, a tratti, drammatiche. Tra le varie battute emerge infatti l'inquietudine esistenziale di Allen, specialmente riguardo alla paura della morte (evocata per tutta la durata del film a partire dal titolo originale), il rapporto con le donne e con la società. «La citazione, la parodia, il nonsense, la contaminazione dei generi, sono ormai funzioni di un discorso più complesso sui fondamenti della vita»[2]. Molte delle situazioni del film si basano su contrapposizioni di elementi opposti come codardia/eroismo, matrimonio/sessualità, restaurazione/rivoluzione, pubblico/privato[1][2].

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • La pellicola, datata 1975, presenta una citazione più o meno volontaria al celebre Frankenstein Junior di Mel Brooks, datato 1974. Infatti Boris, all'affermazione «Poteva andare peggio» risponde: «Be', poteva piovere». In modo molto simile il dottor Frankenstein, parlando al servo Igor, aveva detto: Dottor Frankenstein: "What a filthy job!" Igor: "Could be worse" (potrebbe andare peggio) Dottor Frankenstein: "How?" (come?) Igor: "Could be raining" (potrebbe piovere)
  • Diversi dialoghi del film ricordano i drammi da camera di Ingmar Bergman, uno dei miti di Allen, in particolare le battute sui "campi di grano" e l'ultima scena con Diane Keaton («Amare è soffrire», ecc.). L'ultima inquadratura di quella scena, con i due volti che si sovrappongono, è una parodia di Persona dello stesso Bergman, mentre gli incontri e i dialoghi con la morte in persona, così come la danza macabra alla fine del film ricordano le situazioni analoghe de Il settimo sigillo, sempre di Bergman.
  • Le inquadrature delle statue di leoni durante la scena d'amore tra Boris e Sonja sono una parodia di una scena simile di La corazzata Potëmkin, del maestro russo Sergej M. Ejzenštejn, ma in quel caso la scena era di una battaglia.
  • Dalla televisione e dalla comicità dei Monty Python sembra invece venire la figura dello "scemo del villaggio" che in quanto tale sembra quasi svolgere una vera e propria professione, tanto da dover partire per presenziare ad un "congresso di scemi del villaggio". Il tema era stato trattato all'interno del Monty Python's Flying Circus nello sketch L'idiota nella società rurale, andato in onda nella settima puntata della seconda stagione. In tale episodio per queste figure professionali era previsto anche un corso universitario.

Citazioni letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando Boris cerca di comporre una poesia scrive la frase: «I should have been a pair of ragged claws scuttling across the floors of silent seas» per poi appallottolare il foglio e buttarlo, dicendo che era troppo sentimentale; la frase è tratta dalla poesia Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock di T. S. Eliot.
  • La discussione filosofica tra Boris e Sonja è tratta dagli scritti dei filosofi russi Georges Gurdjieff e Pëtr Demianovič Uspenskij.
  • Quando Boris parte per la guerra lo vediamo armato di retino e collezione di farfalle; è un riferimento allo scrittore russo Vladimir Nabokov, che era anche entomologo e collezionava farfalle.
  • Quando il padre di Boris va a trovare il figlio in prigione i due hanno questo dialogo (in versione originale e nel doppiaggio italiano):
(EN)

« Padre: Remember that nice boy next door, Raskolnikov?
Boris: Yeah.
Padre: He killed two ladies.
Boris: What a nasty story.
Padre: Bobik told it to me. He heard it from one of the Karamazov brothers.
Boris: He must have been possessed.
Padre: Well, he was a raw youth.
Boris: Raw youth, he was an idiot!
Padre: He acted insulted and injured.
Boris: I heard he was a gambler.
Padre: You know, he could be your double!
Boris: Really, how novel! »

(IT)

« Padre: Ricordi quel bravo ragazzo nostro vicino, Raskolnikov?
Boris: Si.
Padre: Ha ucciso due signore.
Boris: Ma che brutta storia.
Padre: A me lo ha detto Bobik. Lo ha saputo da uno dei fratelli Karamazov.
Boris: Atti inconsulti di ossessi.
Padre: Non aveva né guerra né pace.
Boris: O forse era solo un idiota.
Padre: Aveva una faccia da umiliato e offeso.
Boris: Io sapevo che era un giocatore.
Padre: Potrebbe essere il tuo sosia!
Boris: La realtà romanzesca! »

Il dialogo cita numerose opere del grande scrittore russo Dostoevskij: Raskolnikov è il protagonista del capolavoro Delitto e castigo, così come I fratelli Karamazov sono protagonisti del romanzo omonimo. Gli altri titoli citati nella versione in inglese sono A Nasty Story (Una brutta storia), The Possessed (I demoni o Gli ossessi), A Raw Youth (L'adolescente), The Idiot (L'idiota), The Insulted and Injuried (Umiliati e offesi), The Gambler (Il giocatore) e The Double (Il sosia). Nella versione italiana si mantengono tutti i riferimenti tranne L'adolescente, che viene sostituito da Guerra e pace di Tolstoj. La battuta finale di Boris, in entrambe le lingue, sottolinea la natura "romanzesca" dei fatti citati nel dialogo.

Anacronismi[modifica | modifica wikitesto]

Nel film sono presenti diversi anacronismi, inseriti da Allen con intento comico:

  • Woody Allen nel film indossa i suoi classici occhiali con montatura moderna, mentre a quei tempi gli occhiali non avevano ancora le stanghette: l'anacronismo è sottolineato da uno scambio di battute in cui Boris chiede a Sonja: «Credi che Dio indossi gli occhiali?» al che lei risponde: «Non con quella montatura».
  • Quando Boris viene arruolato nell'esercito russo l'istruttore delle reclute è un uomo di colore, cosa alquanto improbabile.
  • Durante una battaglia compare un venditore ambulante di hot dog ("frittelle" nella versione italiana) con accento newyorkese (nella versione originale).
  • Ancora durante la battaglia Boris compare con due cheerleader con tanto di pon-pon e magliette con la scritta "Russia".
  • Nella versione originale quando Sonja confessa a Boris di essere innamorata di suo fratello Ivan, questi gli risponde che egli ha una mentalità da uomo di Neanderthal, il quale però al tempo di Napoleone non era ancora stato scoperto.
  • Boris, mentre contesta il piano della moglie Sonja di uccidere Napoleone, cita Superman.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b recensione di Giancarlo Zappoli
  2. ^ a b Elio Girlanda & Annamaria Tella, Woody Allen, Il Castoro Cinema 2003

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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