Museo Thyssen-Bornemisza

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Coordinate: 40°24′58″N 3°41′42″W / 40.416111°N 3.695°W40.416111; -3.695

Thyssen-Bornemisza
Facciata del Museo Thyssen-Bornemisza
Facciata del Museo Thyssen-Bornemisza
Tipo Arte
Indirizzo Palacio de Villahermosa, Paseo del Prado 8
Sito http://www.museothyssen.org

Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid è un'importante pinacoteca e centro culturale della capitale spagnola. Si trova lungo il Paseo del Prado, a pochi passi dal museo del Prado.

È stato acquistato dal governo spagnolo nel luglio del 1993 e della sua collezione facevano parte ulteriori ottanta pezzi di arte medievale, rinascimentale e barocca, poi successivamente trasferiti al Palazzo Reale di Pedralbes (Barcellona).

Le circa ottocento opere che vi sono attualmente conservate spaziano dal Rinascimento italiano, alla pittura moderna.

L'apparato pittorico del museo proviene da una raccolta privata della famiglia del magnate tedesco dell'acciaio Thyssen-Bornemisza, che conobbe poi fasti economici nel periodo bellico del secondo conflitto mondiale.

Le opere attualmente presenti erano precedentemente collocate in un museo a Lugano, in Svizzera. Con il matrimonio del barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza con una donna spagnola la raccolta venne trasferita in un palazzo madrileno dono del governo.

La più bella fontana del Prado, la fuente de Apalo (1803), disegnata da Ventura Rodriguez, è fronteggiata dal palazzo che ospita il Museo Thyssen-Bornemisza.

Il museo[modifica | modifica sorgente]

Il tardo-settecentesco palacio de Villahermosa fu trasformato in sede di una banca dopo i pesanti interventi dei primi del Novecento; grazie al ripristino di Rafael Moneo ha ritrovato splendore e una funzione nobile, dal momento che ospita circa 800 opere della collezione Thyssen (altre 80 sono esposte nel monastero di Pedralbes a Barcellona). Rastrellando i mercati internazionali per un settantina d'anni, i baroni Thyssen hanno messo insieme una delle maggiori raccolte private del mondo (anche se parte della critica ha puntualmente storto il naso, parlando di opere minori) acquisita dallo Stato nel 1993 e qui presentata su tre piani, con inizio del percorso al secondo piano.

Dopo il Cristo e la Samaritana di Duccio di Buoninsegna, il Dittico dell'Annunciazione di Jan van Eyck e una Madonna col Bambino di Petrus Christus, ha inizio una straordinaria serie di ritratti: il Ritratto di Giovanna Tornabuoni di Domenico Ghirlandaio, Giovane in preghiera di Hans Memling, Uomo di Antonello da Messina, Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane, Caterina d'Aragona di Juan de Flandes, Giovane cavaliere sullo sfondo di un paesaggio di Vittore Carpaccio, Giovane di Raffaello, Il doge Francesco Venier di Tiziano, Donna di Hans Baldung. Tra le molte opere di Lucas Cranach il vecchio spicca la Ninfa della fonte. Quindi Gesù tra i dottori di Albrecht Dürer, Riposo dalla fuga in Egitto di Joachim Patinir, San Gerolamo nel deserto di Tiziano; un gruppo di opere di El Greco, Santa Caterina d'Alessandria (una delle prime prove di Caravaggio), seguita dalla Pietà dello Spagnoletto e dal San Sebastiano, scultura di Gian Lorenzo Bernini. Seguono la Madonna col Bambino, di Bartolomé Murillo; La morte di Giacinto, del Guercino; i vedutisti Canaletto e Francesco Guardi; Venere e Cupido, di Pieter Paul Rubens; Ritratto di Jacques Le Roy, di Antoon van Dyck; Uomo che legge, di Gerard ter Borch.

Al primo piano, la Famiglia davanti a un paesaggio, di Frans Hals, è seguita dalla pittura sette-ottocentesca: John Constable (L'esclusa), Francisco Goya (Asensio Julià), Gustave Courbet. Ben rappresentati impressionismo e post-impressionismo: Edgar Degas (Ballerina che dondola), Édouard Manet (Amazzone), Vincent van Gogh (Les Vessenots a Auvers), Paul Gauguin (Mata Mua), Paul Cézanne (Contadino); seguono la pittura Fauves, Edvard Munch (Tramonto con Laura), espressionismo e la Neue Sachlichkeit (Mercato dei cavalli, di Max Pechstein; Metropolis, di George Grosz). Infine, il pianterreno è dedicato in parte alle avanguardie storiche dal futurismo al cubismo (Vasilij Kandinskij, Piet Mondrian, Juan Gris, Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger) sia alle esperienze postbelliche della pittura nord-americana, dall'espressionismo astratto alla Pop art: Jackson Pollock, Mark Rothko, Francis Bacon, Edward Hopper, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Richard Estes.

Le opere principali[modifica | modifica sorgente]

Canaletto
Caravaggio
Vittore Carpaccio
Bramantino
Correggio
Albrecht Dürer
Domenico Ghirlandaio
Tiziano Vecellio, Madonna col Bambino, 1545 ca
Tiziano
Paolo Uccello
Vincent van Gogh
Jan van Eyck

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