Joachim Patinir
Joachim Patinir, o Patinier o Patiner (Dinat o Bouvignes, 1485 circa – Anversa, 1524), è stato un pittore olandese, principalmente attivo ad Anversa.
Specializzato in paesaggi e soggetti storici, fu uno dei primi specialisti nella rappresentazioni di vedute, raccogliendo l'eredità della scuola danubiana[1].
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Biografia [modifica]
Formatosi a Bruges presso Gérard David, si trasferì ad Anversa dove nel 1515 si iscrisse alla locale gilda dei pittori. Una mancanza quasi assoluta di documentazione sulla sua vita a la sua opera rende particolarmente difficile la ricostruzione della sua attività, aggravata dalla confusione che si è accumulata nei secoli riguardo alle numerose opere non autografe ed alle mediocri derivazioni di seguaci e copisti[2]. Solamente cinque quadri sono firmati dall'artista, anche se molti altri lavori gli sono stati attribuiti, grazie ad una certa affinità stilistica; a tal riguardo basti pensare che solo il Prado, a Madrid ne espone ventuno.
In gioventù dovette sicuramente ammirare guardare alle opere di Hieronymus Bosch, dal quale riprese il gusto visionario e la particolare capacità di evocare scenari fantastici facendo uno di dettagli realistici assemblati in maniera fantasiosa[2]. La sua evoluzione artistica lo condusse dalla produzione di opere paesaggistiche contenenti figure di grandi dimensioni, fino ad una miniaturizzazione delle stesse, tale da renderle elementi di un microcosmo[3].
Gradualmente i paesaggi presero il sopravvento, giocati su corposi toni del verde e del blu cobalto, con accesi contrasti tra parti di territorio serenamente abitate e parti selvagge, sconvolte da una natura bizzarra e densa di suggestioni[2].
Se la sua arte eccelleva, come si è detto, nel paesaggio, più limitato era nella pittura di figure, che considerava certamente un soggetto poco attraente, più che altro un pretesto per mettere in scena le sue ambiziose vedute naturali. Per questa ragione si legò ai principali maestri anversesi, tra cui in particolare Quentin Metsys, al quale chiese talvolta di dipingere le figure nelle sue opere[2].
Fu zio di Herri met de Bles, col quale contribuì a creare lo stile paesaggistico.
Opere principali [modifica]
- Battesimo di Cristo, olio su tavola, 59,5x77 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum
- Tentazione di sant'Antonio, 1515 circa, olio su tavola, 155x173 cm, Madrid, Museo del Prado
- Paesaggio con la fuga in Egitto, 1515-1516, olio su tavola, 32x58 cm, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
- Paesaggio con san Girolamo, 1515-1519, olio su tavola, 74x91 cm, Madrid, Museo del Prado
- Passaggio agli Inferi, 1515-1524 circa, olio su tavola, 64x103 cm, Madrid, Museo del Prado
- San Girolamo nel deserto, 1520 circa, olio su tavola, 78x137 cm, Parigi, Musée du Louvre
- San Girolamo in un paesaggio roccioso, 1520 circa, olio su tavola, 36,5x34 cm, Londra, National Gallery
- San Cristoforo trasporta il Bambin Gesù, 1520 circa, olio su tavola, 48x59,5 cm, Anversa, Rockox House
- Trittico, 1520 circa, olio su tavola, 118x81 cm (pannello centrale), 121x36 cm (laterali), New York, Metropolitan Museum of Art
- Paesaggio con la fuga in Egitto, 1524 circa, olio su tavola, 51x96 cm, San Pietroburgo, Ermitage
- Paesaggio con la fuga in Egitto, olio su tavola, 17x21 cm, Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten
- Paesaggio col riposo durante la fuga in Egitto, olio su tavola, 68x83 cm, Zagabria, Strossmayer Gallery
- Paesaggio con la predica di san Giovanni Battista, tavola, 36,5x45 cm, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts
- Riposo durante la fuga in Egitto, tavola, 121x177 cm, Madrid, Museo del Prado
- Paesaggio roccioso con san Girolamo, olio su tavola, 47,2x37,3 cm, Anversa, Museum Mayer van den Bergh
Note [modifica]
- ^ Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999, pag. 179. ISBN 88-451-7212-0
- ^ a b c d Zuffi, cit., pag. 331.
- ^ "Atlante della pittura - Maestri fiamminghi" di Luigi Mallé, ediz. De Agostini, Novara, 1965 (alla pag.37 - voce "Joachim Patinir")
Bibliografia [modifica]
- Stefano Zuffi, Il Cinquecento, Electa, Milano 2005. ISBN 88-370-3468-7
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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