Joachim Patinir

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Cristoforo trasporta il Bambin Gesù (1520 circa), Monastero dell'Escorial
San Girolamo in un paesaggio roccioso, Londra
Battesimo di Cristo, Vienna

Joachim Patinir, o Patinier o Patiner (Dinat o Bouvignes, 1485 circa – Anversa, 1524), è stato un pittore fiammingo, principalmente attivo ad Anversa.

Specializzato in paesaggi e soggetti storici, fu uno dei primi specialisti nella rappresentazioni di vedute, raccogliendo l'eredità della scuola danubiana[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi a Bruges presso Gerard David, si trasferì ad Anversa dove nel 1515 si iscrisse alla locale gilda dei pittori. Una mancanza quasi assoluta di documentazione sulla sua vita a la sua opera rende particolarmente difficile la ricostruzione della sua attività, aggravata dalla confusione che si è accumulata nei secoli riguardo alle numerose opere non autografe ed alle mediocri derivazioni di seguaci e copisti[2]. Solamente cinque quadri sono firmati dall'artista, anche se molti altri lavori gli sono stati attribuiti, grazie ad una certa affinità stilistica; a tal riguardo basti pensare che solo il Prado, a Madrid ne espone ventuno.

In gioventù dovette sicuramente ammirare guardare alle opere di Hieronymus Bosch, dal quale riprese il gusto visionario e la particolare capacità di evocare scenari fantastici facendo uno di dettagli realistici assemblati in maniera fantasiosa[2]. La sua evoluzione artistica lo condusse dalla produzione di opere paesaggistiche contenenti figure di grandi dimensioni, fino ad una miniaturizzazione delle stesse, tale da renderle elementi di un microcosmo[3].

Gradualmente i paesaggi presero il sopravvento, giocati su corposi toni del verde e del blu cobalto, con accesi contrasti tra parti di territorio serenamente abitate e parti selvagge, sconvolte da una natura bizzarra e densa di suggestioni[2].

Se la sua arte eccelleva, come si è detto, nel paesaggio, più limitato era nella pittura di figure, che considerava certamente un soggetto poco attraente, più che altro un pretesto per mettere in scena le sue ambiziose vedute naturali. Per questa ragione si legò ai principali maestri anversesi, tra cui in particolare Quentin Metsys, al quale chiese talvolta di dipingere le figure nelle sue opere[2].

Fu zio di Herri met de Bles, col quale contribuì a creare lo stile paesaggistico.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999, pag. 179. ISBN 88-451-7212-0
  2. ^ a b c d Zuffi, cit., pag. 331.
  3. ^ "Atlante della pittura - Maestri fiamminghi" di Luigi Mallé, ediz. De Agostini, Novara, 1965 (alla pag.37 - voce "Joachim Patinir")

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 95803268 LCCN: n81068576

pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pittura