Il male
| Il Male | |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Lingua | italiano |
| Fondazione | 1977 |
| Chiusura | 1982 |
| Direttore | Pino Zac, Vincino |
Il male è stata una delle più importanti riviste satiriche italiane. Fu fondata da Pino Zac (nome d'arte di Giuseppe Zaccaria), e diretta, dal quarto numero in poi, da Vincino. Tra i partecipanti della prima ora furono da annoverarsi i disegnatori Angese, Enzo Sferra, Jacopo Fo, Vauro Senesi, Cinzia Leone, il grafico Francesco Cascioli e lo scrittore Angelo Pasquini.
Dapprima nominato Il quaderno del sale divenne, poi, Il male per un accordo con il distributore Parrini. Il male ebbe come fonte satirica d'ispirazione il giornale satirico parigino Le Canard enchaîné, dal quale Pino Zac proveniva. Un ruolo importante nella fondazione del giornale e nella sua direzione fu svolto da Vincenzo Sparagna, che collaborò con la testata fino 1980, quando andò a fondare, con altri, Frigidaire. Il settimanale cessò le pubblicazioni nel marzo 1982.
Indice |
[modifica] Storia
Il male nacque nel settembre 1977 a Roma. Fondatori: Pino Zac, Sergio Saviane, Jacopo Fo, Riccardo Mannelli, Vauro Senesi, Vincino, Perini. Alla direzione fu posto Lillo Calogero Venezia.
Nelle pagine de Il male i lettori trovavano vignette e articoli giornalistici. Una delle più brillanti invenzioni del settimanale fu l'imitazione a più riprese delle prime pagine dei quotidiani, con titoli assolutamente demenziali ma verosimili; molti caddero nell'inganno, e il giornale passò alla storia del costume.
Assieme a racconti, poesie farneticanti e interviste - vere e fasulle - il settimanale fu contraddistinto dalla ferocia dei suoi fumetti e delle sue vignette, alcune delle quali pubblicate persino sotto pseudonimo, per evitare denunce. Ebbe moltissimi sequestri e più di cento processi per "offese a capo di stato estero" (il papa, definito Giampaolo II), "vilipendio", "diffusione di materiale osceno" e altro.
Riscosse un grande successo, e la sua satira corrosiva gli procurò una storia tormentata di ritorsioni e censure. Fra le beffe più famose de Il Male quella cui si prestò Ugo Tognazzi, del quale veniva annunciato l'arresto con l'accusa di essere il capo delle Brigate Rosse[1][2]: su falsi di diversi quotidiani (Paese Sera, Il Giorno e La Stampa) escono le immagini del noto attore ammanettato e scortato da agenti in divisa, tra i quali si riconosce uno dei redattori.
| « Rivendico il diritto alla cazzata! » | |
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(Ugo Tognazzi spiegando il suo arresto)
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O anche il posizionamento a Villa Borghese (Roma) di un busto in marmo di Giulio Andreotti, subito sequestrato dalla polizia. Alla "cerimonia" era presente anche l'attore Roberto Benigni il quale ricevette una denuncia per aver deriso il cognome del funzionario di Pubblica Sicurezza, Pompò, giunto sul posto per la rimozione.
Da ricordare anche il numero con "Dieci grammi di droga gratis" (contenente una bustina di pepe), o il falso numero de la Repubblica dal titolo "Lo Stato si è estinto" durante i funerali di Aldo Moro. Sollevò un certo clamore anche il finto numero del Corriere dello Sport - Stadio, dove si annunciava l'annullamento del titolo argentino ai Mondiali del '78, in seguito alla segnalazione per doping di alcuni calciatori olandesi, una voce realmente circolata dopo la sconfitta azzurra contro la nazionale olandese, giunta alla finale. L'evento causò l'ira di Giorgio Tosatti, all'epoca direttore del Corriere dello Sport - Stadio, il quale affermò che lo sport e il calcio non andavano infangati.
Nel settembre 1978, al termine di un congresso del PCI, apparve un falso de l'Unità dove l'allora segretario Enrico Berlinguer annunciava la rottura con la Democrazia cristiana e quindi la fine del compromesso storico. Seguì nell'inverno dello stesso anno un falso del Corriere della Sera che annunciava l'incontro di una delegazione ONU con degli extraterrestri ("Arrivano da un'altra galassia") e sei mesi dopo, in concomitanza delle elezioni politiche anticipate del 1979, con la notizia "La Democrazia Cristiana abbandona". Una copia giunse persino in Parlamento, ma deliziò i lettori del settimanale.
Nel frattempo, durante la guerra tra Cina e Vietnam, a seguito della liberazione della Cambogia dal regime di Pol Pot, un'edizione straordinaria de La Repubblica con tanto di foto di fungo atomico, annuncia lo scoppio di un terzo conflitto mondiale. I falsi erano credibili per l'impaginazione e la grafica. Superato lo stupore iniziale, il lettore si dilettava nella lettura di intere colonne di articoli dal sapore satirico insieme alle versioni rivedute e corrette d'inserti pubblicitari allora conosciuti.
Proseguendo sulla stessa linea, anni dopo il mensile Frigidaire realizzò un falso numero della Pravda, recante in copertina il disegno di Gaetano Liberatore che ritraeva un soldato dell'Armata Rossa che spezzava il kalashnikov, sotto il titolo "La guerra è finita, torniamocene a casa". Copie della falsa Pravda (tradotte in russo grazie all'aiuto di Natalia Ginzburg) vennero affisse nottetempo per le vie di Kabul, allora occupata dall'Armata Rossa, fruttando una condanna a morte in contumacia per alcuni dei redattori.
La nascita de Il male aprì una stagione in cui molti editori, di varie tendenze politiche, pubblicarono vari giornali satirici, che quasi sempre ebbero vita breve. Alcuni esempi: Il Peccato, La Peste, Lira di Dio, Perestrojka, La pecora nera, Senza quore.
Alcuni degli autori che pubblicarono su Il male furono:
- Karen (Jacopo Fo),
- Roberto Perini, tra i fondatori.
- Cinzia Leone, tra i fondatori, oltre che de Il male, anche dell'Avventurista,
- Tanino Liberatore,
- Andrea Pazienza,
- Filippo Scozzari,
- Stefano Tamburini,
- Bruno D'alfonso,
- Pino Zac,
- Francesco Cascioli, autore dei fotomontaggi della rivista.
Il comico Daniele Luttazzi, parlando del periodo dal 1978 ai primi anni '80, ha dichiarato: «Oggi è quasi impossibile pensare che all'epoca esistesse un settimanale satirico come Il male, veramente all'avanguardia, avanti di 50 anni, insomma divertentissimo»[3].
Il direttore, Lillio Calogero Venezia, è stato il secondo giornalista del dopoguerra, dopo Giovannino Guareschi, a finire in carcere per diffamazione a mezzo stampa.
Martedì 25 maggio 2010, Vauro, Vincino e Massimo Caviglia hanno trascorso alcune ore fuori da Palazzo Montecitorio truccati da "morti viventi" per coinvolgere alcuni politici nell'iniziativa di promozione del ritorno de "Il Male". Tuttavia, durante la giornata Vauro ha dichiarato che quando e come "Il Male" sarà resuscitato rimane un segreto[4].
Il 26 luglio 2010 l'intenzione di tornare in edicola è confermata dalla nascita del sito ilmaleagain.it[5] con una pagina dedicata anche sul sito de Il Fatto Quotidiano[6]. Tuttavia una data certa del ritorno non è ancora stata confermata.
[modifica] Note
- ^ Curiosità. Ugo Tognazzi è il capo delle Brigate Rosse
- ^ Sbatti il falso in prima pagina. Storia dei "falsi giornali" dal Male al Lunedì della Repubblica
- ^ Dichiarazione rilasciata durante un'intervista nella trasmissione Extra, sulla rete All Music, l'8 febbraio 2005
- ^ Vauro, il ritorno del "Male"
- ^ Video di presentazione
- ^ Il ritorno del Male
[modifica] Bibliografia
- Vincenzo Sparagna, Falsi da ridere. Dal Male a Frigidaire, dalla Pravda a Stella Rossa, dal Corriere all'Unità, da Repubblica al Lunedì della Repubblica, Malatempora, 2000. ISBN 88-8210-237-8
- Vincenzo Sparagna, L'avventura del "Male", in Primo Moroni, Nanni Balestrini. L'orda d'oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale. Feltrinelli, 2003. pp. 596-598. ISBN 88-07-81462-5.
- Filippo Scòzzari. Prima pagare poi ricordare. Da «Cannibale» a «Frigidaire». Storia di un manipolo di ragazzi geniali. Roma, Coniglio Editore, 2004. [1]
- Vincino (a cura di). Il male. 1978-1982. I cinque anni che cambiarono la satira Raccolta di alcune delle copertine e vignette più feroci. Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 88-17-01413-3.
[modifica] Voci correlate
- Cannibale (rivista, 1977-1979)
- Frigidaire (rivista, 1980-1986)
- Le Canard enchaîné
- Bertoldo (rivista, 1936-1943)
- I personaggi RanXerox e Zanardi
- Fumetto alternativo
- Movimento del '77
[modifica] Collegamenti esterni
- Il male raccontato da uno dei protagonisti, con foto e vignette
- Note di Vincenzo Sparagna
- articolo di Calogero Venezia, che racconta in prima persona la sua vicenda giudiziaria
- Il Male Again, che anticipa il ritorno della pubblicazione