Hanriot HD.1

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hanriot HD.1
Un Hanriot HD.1 statunitense al termine della guerra
Un Hanriot HD.1 statunitense al termine della guerra
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Emile Dupont
Costruttore Francia Hanriot
Italia Macchi
Data primo volo giugno 1916
Data entrata in servizio estate 1917
Utilizzatore principale Italia Regio Esercito
Altri utilizzatori Francia Armée de terre
Francia Aéronautique navale
Belgio Aviation Militaire
Esemplari 1 126
100 della Hanriot francesi
125 della Hanriot belga
901 della Macchi
Dimensioni e pesi
Lunghezza 5,85 m
Apertura alare 8,70 m
Altezza 2,94 m
Superficie alare 18,20
Peso a vuoto 446 kg
Peso carico 652 kg
Propulsione
Motore un rotativo Le Rhône 9Jb
Potenza 120 CV (89,5 KW)
Prestazioni
Velocità max 184 km/h al livello del mare
178 km/h a 2 000 m (6 560 ft)
Velocità di salita a 1 000 m in 2 min 59 s
Raggio di azione 360 km
Tangenza 6 000 m (19 685 ft)
Armamento
Mitragliatrici una Vickers calibro 7,7 mm

i dati sono estratti da The Complete Book of Fighters[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

L'Hanriot HD.1 era un aereo da caccia biplano monoposto prodotto in Francia dalla Société Anonyme des Appareils d'Aviation Hanriot (ma utilizzato prevalentemente in Italia nella versione prodotta dalla Macchi e in Belgio) durante la prima guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Questo fu il primo aereo realizzato dalla Société Anonyme des Appareils d'Aviation Hanriot, meglio conosciuta come Hanriot. Il primo prototipo decollò nel giugno del 1916.

Il progetto fu realizzato da Emile Dupont , dopo un incontro col comandante della missione italiana per l'aeronautica che gli indico i difetti dei Nieuport allora in servizio e i possibili miglioramenti, che lo dotò di una cellula alare simile a quella del Sopwith 1½ Strutter, sul cui progetto aveva lavorato René Hanriot, responsabile della società francese.

Un Macchi-Hanriot HD.1 dell'aviazione italiana

L'aereo era costituito in gran parte di legno (con l'eccezione dell'impennagio di coda in tubi d'acciaio) ed era rivestito in tela e duralluminio, utilizzato per il tronco anteriore della fusoliera. Il motore, un Le Rhône rotativo con 9 cilindri, non era tra i più evoluti e così l'Aviation Militaire gli preferì gli SPAD S.VII.

La Francia permise la vendita di aerei e licenza di costruzione alla Regia Aeronautica e permise alla Macchi di realizzarli. La società italiana ne produsse in tutto 901 a partire dal novembre del 1916. 125 HD.1 francesi furono invece veduti all'aviazione militare belga.

Al termine del primo conflitto mondiale 16 aerei italiani furono acquistati dalla Schweizerische Fliegertruppe, designazione in lingua tedesca dell'allora nascente arma aeronautica svizzera, ancora integrata nell'esercito.

Altri furono acquistati invece da paesi dell'America Latina.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi aerei il motore fu sostituito con un Le Rhône rotativo da 9 cilindri ma in grado di erogare una potenza di 130 CV (96,9 KW). Vi furono anche alcuni prototipi dotati di due mitragliatrici ma questo minava notevolmente la maneggevolezza del velivolo.

Fu creata una versione di HD.1 apposita per l'Aviation Maritime. Questo era dotato di un motore Clerget rotativo da 130 CV (96,9 KW) e rimase di stanza a Dunkerque.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
Belgio Belgio
bandiera Regno d'Italia
Svizzera Svizzera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Green e Swanborough 1995

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) William Green, Gordon Swanborough, The Complete Book of Fighters, 1st Edition, New York, Smithmark Publishing, settembre 1995, ISBN 0-83173-939-8.
  • (EN) C.G. Grey, Michael J. H. Taylor, Jane's Fighting Aircraft of World War I, London, Random House Group Ltd. [1990], 2001, ISBN 1-85170-347-0.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]