Sopwith 1½ Strutter

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Sopwith 1½ Strutter
Sopwith 1½ Strutter
Sopwith 1½ Strutter
Descrizione
Tipo Multiruolo
Equipaggio 2
Costruttore Sopwith Aviation Company
Data primo volo Dicembre 1915
Data entrata in servizio 1916
Esemplari 4.500 Francia, 1.439 Gran Bretagna
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,7 m
Apertura alare 10,21 m
Altezza 3,12 m
Superficie alare 32,14
Carico alare 30,34 kg/
Peso a vuoto 570 kg
Peso carico 975 kg
Peso max al decollo 975 kg
Propulsione
Motore Un rotativo Clerget 9B
Potenza 130 CV (97 kW)
Prestazioni
Velocità max 164 km/h
Raggio di azione 565 km
Armamento
Mitragliatrici Una Vickers calibro .303 sul muso e una Lewis calibro .303 per il passeggero.
Bombe Fino a 100 kg.

[senza fonte]

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Il Sopwith 1½ Strutter fu un biplano britannico multiruolo impiegato nella Prima guerra mondiale[1]. È importante perché fu il primo velivolo di costruzione inglese a due posti e con una mitragliatrice sincronizzata, in grado cioè di fare fuoco attraverso l'elica in rotazione. Venne utilizzato anche dalla Aeronautica Militare francese.

Indice

Storia [modifica]

Sviluppo [modifica]

Progettato dalla Sopwith Aviation Company, originariamente per servire nelle file del Royal Naval Air Service, il 1 ½ Strutter fu soprannominato così perché ciascuna delle ali superiori era connessa con la fusoliera tramite due paia di montanti tubolari, ove un paio era esattamente la metà dell'altro come lunghezza e formavano una struttura a "W" se visti di fronte[1]. Il velivolo disponeva di freni aerodinamici posti nell'ala inferiore ed utilizzava come propulsore un motore rotativo Clerget 9B.

L'armamento principale era costituito da una mitragliatrice Vickers fissa calibro .303 sul muso e da quattro bombe di 25 kg ciascuna. Nella versione biposto, il passeggero poteva utilizzare una mitragliatrice Lewis calibro .303 montata su un supporto rotante Scarff. Nel dicembre del 1915 la Vickers-Challenger produsse un meccanismo di sincronizzazione tra l'elica e le mitragliatrici poste sul muso in dotazione al Royal Flying Corps e dopo alcune settimane anche la Scarff-Dibovski ne produsse uno simile; entrambe le meccaniche vennero montate sul 1 ½ Strutter finché non fu possibile standardizzare adeguatamente il sistema di sincronizzazione Ross. Comunque bisogna tener presente che simili miglioramenti tecnici non erano ancora lo stato dell'arte e capitava di sovente che malfunzionamenti portassero al danneggiamento, o addirittura alla completa distruzione, dell'elica del velivolo.

I primi esemplari prodotti vennero realizzati senza la mitragliatrice sul muso a causa della mancata fornitura delle armi da parte della Vickers, ci furono anche rallentamenti causati nella produzione del supporto rotante Scarff, per via della sua recente invenzione. Per sopperire a ciò vennero inizialmente utilizzati alcuni vecchi supporti sempre della Vickers in via provvisoria.

Il progetto iniziale prevedeva anche una versione del velivolo come bombardiere leggero, con il posto del passeggero eliminato per consentire un maggior stivaggio di carburante e bombe.

Impiego operativo [modifica]

Il prototipo biposto volò nel dicembre 1915[2] e la produzione in massa iniziò nel 1916 con le prime consegne effettuate nel Febbraio dello stesso anno. Alla fine di Aprile cinque 1½ Strutter furono impiegati come scorta per i bombardieri Caudron G.4 e Breguet Bre 14 B2 durante missioni di bombardamento al suolo[3][4]. Il War Office ordinò altri velivoli alla Sopwith da assegnare al Royal Flying Corps, ma questa fu precedentemente contattata anche dalla marina inglese che desiderava l'intera produzione di 1½ Strutter; pertanto l'ordine del War Office fu evaso solo in Agosto. Poiché la Battaglia della Somme venne pianificata per la fine di Giugno divenne chiaro che la priorità nella fornitura dei velivoli sarebbe dovuta andare al War Office, a causa di questo errore logistico la marina inglese dovette trasferire alcuni 1½ Strutter al RFC e più precisamente al 70º squadrone che giunse al fronte nei primi giorni di Luglio.

I piloti del 70º squadrone si trovarono bene, inizialmente, con il nuovo velivolo; infatti il 1½ Strutter si dimostrò superiore al Fokker E.I permettendo di eseguire pesanti missioni di attacco nel territorio tedesco. Sfortunatamente, con il passare del tempo, nuovi aerei furono messi in campo e l'arrivo del tedesco Albatros D.I rese il 1½ Strutter completamente superato anche se venne ancora utilizzato per delle missioni di ricognizione. Come la maggior parte dei velivoli prodotti dalla Sopwith, il 1½ Strutter aveva una struttura molto fragile e non permetteva di eseguire manovre azzardate durante i duelli aerei. Gli ultimi esemplari furono prodotti alla fine dell'Ottobre 1917[5].

Questo però non comportò la "morte" dell'aereo. La sua stabilità di volo e l'ampio raggio d'azione ne facevano il perfetto candidato alla difesa della patria e infatti servì proprio in questo ruolo nei squadroni 37°, 44° e 78° ove spesso fu modificato in monoposto per migliorarne le prestazioni; l'abitacolo venne spostato in una posizione più arretrata, dietro le ali, e le mitragliatrici sostituite con modelli sincronizzati. In questa versione venne ribattezzato "Sopwith Comic".

La Royal Naval Air Service utilizzò diversi 1½ Strutter sia come bombardieri (nel Mar Egeo, Macedonia e Francia) che come aerei da trasporto; in questo ruolo fu noto come "Ship's Strutter" e fu utilizzato su portaerei e altre navi della marina inglese. Inoltre fu utilizzato con successo come aereo-scuola o come velivolo privato da ufficiali anziani.

Il più grande utilizzatore del Sopwith, tuttavia, fu l'aeronautica militare francese. Nell'Ottobre 1916 era evidente che i bombardieri Farman e Breguet erano completamente obsoleti, pertanto furono effettuati ordini corposi alla Sopwith per il suo 1½ Strutter, richiesto in tre differenti versioni: SOP. 1A2 (ricognitore biposto), SOP 1B2 (bombardiere biposto) e SOP 1B1 (bombardiere monoposto)[6]. In mancanza di un'alternativa migliore, i velivoli francesi rimasero in servizio per molto più tempo rispetto agli altri e non furono rimpiazzati da altri mezzi fino all'inizio del 1918. Diversi esemplari furono venduti alla Russia, ove furono utilizzati sia dai sovietici che dall'Armata Bianca, e anche ad altre nazioni alla fine della guerra.

Varianti [modifica]

  • Sopwith Type 9400: la designazione originale dell'Ammiragliato.
  • Sopwith Type 9700: altra designazione dell'Ammiragliato.
  • Sopwith Two-seater: la designazione originale dei Royal Flying Corps.
  • Sopwith 1½ Strutter: biplano bombardiere, da ricognizione o caccia, mono o biposto.
  • Sopwith Comic: caccia da difesa, monoposto.
  • Ship Strutter: versione navale.
  • SOP. 1: versione in dotazione all'aeronautica militare francese.

Esemplari attualmente esistenti [modifica]

Sopwith num. 556 in mostra al Musée de l'air et de l'espace.
Belgio 
Num. 88, Koninklijk Legermuseum/Musee Royal de l'Armee, Brussels.
Francia 
Num. 556, Musee de l'Air et de l'Espace, aeroporto Paris Le Bourget.
Francia 
Num. 2897, Association Memorial Flight, Paris (in restauro nel 2006).

Utilizzatori [modifica]

bandiera Afghanistan
  • Ottenuti pochi aerei nel 1921 e dismessi nel 1925.
Australia Australia
  • Utilizzato come aereo-scuola.
Belgio Belgio
Estonia Estonia
Operò con un solo esemplare ex-sovietico[7].
Francia Francia
Giappone Giappone
Lettonia Lettonia
operò con almeno tre velivoli ex-sovietici.[8]
Lituania Lituania
Paesi Bassi Paesi Bassi
Polonia Polonia
operò con tre aerei catturati ai sovietici nel 1919-1920[9].
Romania Romania
Impero russo Impero russo
Russia Russia
RSFS Russa RSFS Russa
URSS URSS
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Note [modifica]

  1. ^ a b Lake 2002, p. 40.
  2. ^ Bruce 28 September 1956, p.544.
  3. ^ Bruce 28 September 1956, p.545.
  4. ^ Thetford 1978, p.292
  5. ^ Bruce 5 October 1956, p.588.
  6. ^ a b c d Bruce 5 October 1956, p.590.
  7. ^ Gerdessen 1982, p.64, 76
  8. ^ Richard Humberstone, Latvian Air Force 1918-1940, Blue Rider Publishing, London, 2000, ISBN 1-902851-04-8
  9. ^ Kopański, Tomasz Jan: Samoloty brytyjskie w lotnictwie polskim 1918-1930 (British aircraft in the Polish air force 1918-1930), Bellona, Warsaw 2001, ISBN 83-11-09315-6, p.73-78 (in Polish)

Bibliografia [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]