Lioré et Olivier LeO 451

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Lioré et Olivier LeO 451
riproduzione in scala del LeO 451 nella livrea Aéronavale
riproduzione in scala del LeO 451 nella livrea Aéronavale
Descrizione
Tipo bombardiere medio
Equipaggio 4
Progettista Jean Mercier [1]
Costruttore Francia SNCASE
Data primo volo 21 ottobre 1938 [2]
Data entrata in servizio 16 agosto 1939 [2]
Data ritiro dal servizio settembre 1957 [3]
Utilizzatore principale Francia Armée de l'air
Altri utilizzatori Francia di Vichy ALA l'armistice
Esemplari 602
Sviluppato dal Lioré et Olivier LeO 45
Dimensioni e pesi
Lunghezza 17,17 m [4]
Apertura alare 22,52 m [4]
Altezza 5,24 m [4]
Superficie alare 68,00
Peso a vuoto 7 813 kg [4]
Peso carico 11 398 kg [4]
Propulsione
Motore 2 radiali Gnome & Rhône 14N-46/47
Potenza 1 140 CV (838,5 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 365 km/h al livello del mare [4]
495 km/h a 4 800 m
Velocità di salita a 5 000 in 14 min
Autonomia 2 300 km
Tangenza 9 000 m
Armamento
Mitragliatrici una MAC 1934 M39 calibro 7,5 mm fissa nel muso[2][4]
una MAC 1934 calibro 7,5 mm dorsale brandeggiabile [4]
Cannoni un Hispano-Suiza HS.404 calibro 20 mm
Bombe fino a 1 500 kg
Note dati riferiti alla versione LeO 451

i dati sono estratti da Aviafrance[5] integrati dove indicato

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Il Lioré et Olivier LeO 451 era un bombardiere medio bimotore ad ala bassa sviluppato dall'azienda francese Lioré et Olivier negli anni trenta e successivamente prodotto dalla Société nationale des constructions aéronautiques du sud-est (SNCASE).

Sviluppo dell'originario prototipo LeO 45, fu, nella sua versione LeO 451, l'unica delle versioni previste a raggiungere la produzione di serie. Venne utilizzato principalmente dall'Armée de l'air, l'aeronautica militare francese, e dall'Aéronautique navale, la componente aerea della Marine nationale, nel periodo precedente a durante la prima fase della Seconda guerra mondiale, poi dall'aviazione militare della Francia del Regime di Vichy.

Al termine del conflitto rimase in servizio fino al settembre 1957.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

L'aereo fu concepito dal gruppo di progettazione diretto da Jean Mercier[1] come bombardiere strategico della seconda generazione per l'aeronautica militare francese di nuova costituzione. A differenza dei suoi predecessori che si basavano sulle mitragliatrici per la protezione, il progetto mirò ad ottenere un'elevata velocità di crociera ad alta quota. L'idea era che l'alta velocità avrebbe costretto i caccia nemici ad attacchi rimanendo all'inseguimento in posizione posteriore all'aereo, che per questa ragione fu dotato di un cannone di coda con un arco di tiro molto libero, grazie alla configurazione con timoni gemelli.

Vincitore del concorso francese del 1934 per un bombardiere a cinque posti di nuova generazione, ebbe uno sviluppo travagliato a causa di alcune difficoltà di messa a punto e incertezze relative anche alla progettazione basica: il progetto infatti richiedeva una macchina a cinque posti, ma alla fine per ottenere migliori prestazioni venne riprogettata come quadriposto.

Il prototipo, denominato LeO 45-01, effettuò il primo volo il 16 gennaio 1937 e fece notare subito le sue eccellenti prestazioni, nonostante alcuni problemi di stabilità: 480 km/h in volo livellato a 4.000 m di quota e 624 km/h a 1.800 m dopo una leggera picchiata da 5.000 m. Questi dati dimostrarono l'ottima aerodinamicità e robustezza del progetto, e altri collaudi in seguito giunsero ad oltre 500 km/h in volo orizzontale. I piani di coda vennero di continuo modificati assumendo varie conformazioni, sempre più simili a quelle in uso sulle macchine americane coeve

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il LeO 451 era presente in soli cinque esemplari allo scoppio delle ostilità nel settembre 1939, ma entro il 10 maggio successivo ne vennero prodotti non meno di 220 e alcune decine erano in servizio in reparti di prima linea. Durante le battaglie contro i caccia e la contraerea tedesca, nemmeno le loro prestazioni furono sufficienti a metterle totalmente al sicuro e circa 50 esemplari vennero distrutti in aria, mentre almeno altrettanti andarono persi al suolo già nei primissimi bombardamenti tedeschi degli aeroporti. Un LeO riuscì ad abbattere due Messerschmitt Bf 110 con il cannone dorsale in un solo combattimento. In un'altra battaglia quattro macchine francesi su tredici di una formazione intercettata vennero abbattute dai Bf 109; grazie anche alla notevole superiorità in prestazioni, i caccia tedeschi riuscivano spesso ad approfittare delle zone cieche delle armi difensive, mentre per i francesi la situazione era sempre più disperata e di solito non avevano caccia di scorta per i loro bombardieri.

Il LeO 451 venne successivamente impiegato contro gli italiani anche con missioni effettuate in pieno giorno con numerosi raid su Vado, Novi Ligure, perfino sopra Palermo. Una fonte (enciclopedia "mach 1") riporta anche del bombardamento su di un idroscalo in Sardegna con la distruzione di 7 idrovolanti.
Se contro i tedeschi non riuscì a sopravvivere e tanto meno a fermare le avanzate nemiche, contro gli italiani sarebbe stato senza dubbio capace di operare in maniera micidiale (come d'altra parte le poche missioni eseguite dimostrarono) se non altro perché non esistevano praticamente caccia italiani abbastanza veloci da intercettarlo, né un apparato di difesa aerea degno di questo nome (particolarmente la mancanza di radio e radar si faceva sentire).
Se poi contro l'avanzata tedesca i bombardieri francesi erano costretti a eseguire le loro missioni in ambito tattico, spesso a bassa quota, contro gli italiani l'aereo eseguì azioni strategiche (a medie quote), molto meno prevedibili e certamente le migliori per esaltare le qualità di un bombardiere medio come questo, invece di volare letteralmente "sulle canne dei cannoni" nemici.

Inoltre bisogna considerare che in 45 giorni di guerra, prima della caduta, furono prodotte non meno di 220-250 macchine, ovvero circa cinque al giorno. È da notare anche che questo dato industriale superasse da solo l'intero valore ottenuto dalle linee di montaggio dei diversi bombardieri italiani (dalle caratteristiche complessive oltretutto decisamente inferiori) e si ponesse in concorrenza con quello dei migliori bombardieri dell'epoca.

In tutto alla data dell'armistizio erano stati quindi completati 452-497 esemplari, mentre altri 150 furono poi costruiti nel periodo successivo all'occupazione nazista ed impiegati dall'aviazione e dalla marina della Repubblica di Vichy. Finita la guerra contro i tedeschi, i bombardieri entrarono in azione contro gli Alleati nel 1942 in Nord Africa.

I tedeschi non erano particolarmente interessati al Lioré, ma alcuni 451 vennero convertiti in aerei da trasporto per carburante e truppe. Altri furono assegnati alla Regia Aeronautica. In particolare, 12 macchine vennero assegnate a un’unità di attacco al suolo, anche se non vennero in pratica impiegati in combattimento.[6] L'unità era il 51º Gruppo Autonomo da Bombardamento Terrestre, che non ne fece impiego pratico: le macchine, fortemente volute dagli italiani, si rivelarono assai malridotte e senza supporto tecnico), altri furono impiegati soprattutto come trasporti in Germania, ma con armamento ridotto a 2 sole mitragliatrici. I tedeschi apprezzavano la possibilità di caricare per esempio 8 fusti da 200 litri di benzina. Sempre in Germania finirono presumibilmente anche le macchine ricevute in un primo momento dagli italiani. In seguito, il 21 maggio 1943, la Regia Aeronautica accettò di scambiare un lotto di 39 Lioré et Olivier LeO 451, catturati da truppe italiane nella fabbrica SNCASE a Ambérieu-en-Bugey, (Lione), alla Luftwaffe - che sosteneva fossero esemplari di una sua commessa - in cambio di uno stock di 30 Dewoitine D.520. [7] Alcuni esemplari restarono in servizio anche nel dopoguerra, talvolta rimotorizzati con motori americani da 1.200 CV. Gli ultimi due LeO 451 furono radianti nel settembre del 1957, dopo esser stati usati come aerei da collegamento.

Questa longevità faceva d'altra parte delle capacità intrinseche di questo aeroplano, che era stato previsto per essere riprodotto in un'intera famiglia con motori fino a 1.600 CV di potenza (LeO 458) e che fu un velivolo travolto dagli eventi storici piuttosto che dalle proprie carenze tecniche.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'aereo era un monoplano bimotore, con doppia deriva caudale ed era interamente metallico ad esclusione delle superfici di controllo.

I motori erano dei potenti stellari, derivati da un modello comune anche a quelli che in Italia vennero prodotti su licenza per macchine quali il Fiat B.R.20. La dotazione di carburante ammontava a 3.340 litri ed era totalmente sistemata nell'ala, assai allungata ed in posizione elevata rispetto alla fusoliera.

Il velivolo aveva un unico pilota a causa della riduzione della sezione della fusoliera per ragioni aerodinamiche, l'operatore radio era alle sue spalle, privo di comandi di volo, mentre a poppa, dietro il vano portabombe c'era l'alloggiamento per il mitragliere; il puntatore, infine, stava nel muso in un confortevole spazio con un sofisticato mirino periscopico, un modello prodotto dalla Bronzavia.

L'armamento consisteva in un cannone Hispano-Suiza HS-404 da 20 mm in torretta semiretrattile dorsale, di una postazione retrattile ventrale dotata di mitragliatrice da 7,5 mm e di un'altra mitragliatrice anteriore fissa, con 300 colpi.
Il vano portabombe era al centro della fusoliera e poteva trasportare 1.000 kg di carico bellico, ma vi erano anche attacchi per ordigni subalari, 2 da 200 chili, con ciò il carico massimo poteva giungere a 1.400 chili.

In definitiva il prezzo da pagare per delle prestazioni di almeno 30-40 km/h superiori a quelle di qualunque altro bombardiere dell'epoca era la presenza di un solo pilota e le armi difensive in sistemazione retrattile, che non consentivano la difesa quando non erano estese e non consentivano la massima velocità quando erano azionate.

L'aereo francese aveva parecchi punti di contatto con l'Handley Page Hampden inglese, (noto anche come "valigia volante" per la forma squadrata) ma era molto più veloce e aerodinamico.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Le versioni realizzate furono ben poche anche perché fece giusto in tempo ad entrare in servizio prima della capitolazione della Francia; tuttavia almeno alcuni progetti sono degni di nota:

  • LeO 451: modello standard del velivolo, prodotto in circa 580 esemplari, nei modelli M navalizzati (dispositivi di galleggiamento d'emergenza in caso d'ammaraggio), T allestiti per il trasporto.
  • LeO 453: rimotorizzati con motori Pratt & Whitney R-1830 americani da 1.200 CV, 40 macchine modificate o costruite nel dopoguerra.
  • Leo 457: versione da alta quota con tre persone in abitacolo pressurizzato, motori HS a 12 cilindri in linea. Non completato.
  • LeO 458: progetto con motori Wright GR-2600-A5B Cyclone 14 da 1.600 CV in numerosi sottotipi ma non completato.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Francia Francia
Francia di Vichy Francia di Vichy
Germania Germania
operò con alcuni esemplari catturati.
bandiera Regno d'Italia
operò con 27 esemplari, alcuni utilizzati dal 51º Gruppo Autonomo B.T. [2]
Stati Uniti Stati Uniti
operò con alcuni esemplari catturati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lioré et Olivier LeO 451 in Virtual Aircraft Museum.
  2. ^ a b c d Bombardieri della seconda guerra mondiale, pp. 140-141.
  3. ^ a b Angelucci e Matricardi 1978, pag. 254.
  4. ^ a b c d e f g h Liore-et-Olivier LeO 45 in Уголок неба.
  5. ^ Lioré et Olivier LeO 451 in Aviafrance.
  6. ^ Angelucci e Matricardi 1978, pag. 255.
  7. ^ Dimensione Cielo 1972, p. 66.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Angelucci, Enzo e Paolo Matricardi. World Aircraft: World War II, Volume I (Sampson Low Guides). Maidenhead, UK: Sampson Low, 1978.
  • Guston, Bill. Bombardieri della seconda guerra mondiale. Gruppo Editoriale Fabbri, Milano, 1981.
  • (EN) Danel, Raymond. The Lioré et Olivier LeO 45 Series Aircraft in Profile 173. Leatherhead, Surrey, UK: Profile Publications Ltd., 1967.
  • (FR) Danel, Raymond e Cuny, Jean. LeO 45, Amiot 350 et autre.. Docavia n°23. Editions Larivière.
  • (FR) Danel, Raymond e Cuny, Jean. L'aviation française de bombardement et de renseignement 1918-1940. Docavia n°12. Editions Larivière.
  • AA.VV. Aerei italiani nella Seconda guerra mondiale - Caccia Assalto 3. Dimensione Cielo. Edizioni Bizzarri, Roma, 1972.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]