Scout (aeronautica)

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Il termine scout, inteso come descrizione di una classe di aerei militari, è entrato in uso poco prima della prima guerra mondiale, riferito ad un velivolo leggero (normalmente monoposto) da ricognizione, inizialmente disarmato. Gli "Scout" erano generalmente sviluppi di aerei da competizione dell'epoca prebellica. Durante la prima fase del conflitto, le prestazioni in velocità di questo tipo di velivoli rispetto ai loro contemporanei venne valutato come un vantaggio, innanzitutto per riuscire ad essere un bersaglio più difficile da colpire dalle postazioni a terra e poi per la capacità di fornire tempestivamente i rapporti sulla ricognizione aerea effettuata, piuttosto che combattere direttamente contro gli avversari.

Solo dopo poco tempo dall'inizio delle ostilità si ritenne tuttavia di dover effettuare degli esperimenti che prevedevano il montaggio di armamenti anche a questa tipologia di velivolo, per consentire loro di riuscire a sostenere un combattimento aereo. Durante i primi mesi del 1916 vennero equipaggiati diversi tipi di scout con una mitragliatrice che sparava anteriormente, nella direzione della linea di volo, ponendo le basi di quelli che sarebbero diventati i più specializzati aerei da caccia.

In francese e tedesco l'utilizzo di questo tipo di velivoli venne denominato chasseur (cacciatore), ma nella Royal Flying Corps e nella successiva Royal Air Force "scout" rimase il termine normalmente utilizzato per definire questa tipologia di velivolo da combattimento fino agli anni venti. Il termine "caccia" era già stato utilizzato, ma in questo periodo faceva riferimento specificatamente ai velivoli biposto, come il Sopwith 1½ Strutter o il Bristol Fighter.

Questa terminologia ("scout" o a volte "fighting scout" per i caccia monoposto) possono essere trovate in molte fonti contemporanee, comprese le rappresentazioni, precursori degli attuali air show, di combattimenti aerei della prima guerra mondiale riportati nella collana di libri Biggles, avventura fantastiche con protagonista James Bigglesworth scritte dall'ufficiale della RAF William Earl Johns, nei quali anche i velivoli francesi e tedeschi vengono definiti "scout".

La terminologia sopravvive ancor oggi in diverse pubblicazioni tecniche riguardanti il periodo del primo conflitto mondiale.

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