Cloruro di renio(III)
| Cloruro di renio(III) | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| Cloruro di renio(III), nonacloruro di trirenio | |
| Nomi alternativi | |
| Tricloruro di renio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | ReCl3 |
| Massa molecolare (u) | 292,56 |
| Aspetto | solido cristallino rosso scuro |
| Numero CAS | [] |
| Numero EINECS | |
| PubChem | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 4,80 |
| Solubilità in acqua | idrolizza |
| Temperatura di ebollizione | >550 °C (>773 K) dec |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| Frasi H | 315, 319, 335 |
| Consigli P | 261, 302+352, 305+351+338, 321, 405, 501 |
Il cloruro di renio(III), o tricloruro di renio, è il composto inorganico di formula minima ReCl3, ma che in realtà è costituito da unità Re3Cl9. In condizioni normali è un solido cristallino inodore di colore rosso scuro. In questo composto il renio è nello stato di ossidazione +3. Si può usare come precursore per la sintesi di complessi di renio.
Indice |
Struttura e proprietà [modifica]
Molecole di formula ReCl3 non esistono. Allo stato cristallino il tricloruro di renio è composto da unità cluster ben definite Re3Cl9, con simmetria D3h, connesse tra loro da atomi di cloro a ponte. Re3Cl9 è diamagnetico, indicando che il frammento Re3 è legato da doppi legami Re=Re. La distanza Re–Re risulta di 249 pm.[1][2] Il composto è poco volatile, ma per sublimazione sotto vuoto forma un vapore di colore verde, suggerendo che il cluster Re3Cl9 non sia stabile allo stato vapore.[2] La struttura Re3Cl9 si mantiene anche per dissoluzione in vari solventi; una possibile eccezione è la struttura dimera che si forma in acido acetico.[3]
Sintesi [modifica]
Re3Cl9 fu descritto per la prima volta nel 1932.[4] Si ottiene per decomposizione termica del cloruro di renio(V), che in realtà è un dimero, Re2Cl10.[2] Si può inoltre ottenere per reazione tra cloruro di solforile e renio polverizzato con o senza aggiunta di cloruro di alluminio, per decomposizione termica di sali dell'acido esaclororenico(IV),[1] o per riscaldamento di Re2(O2CCH3)4Cl2 in corrente di HCl gas.[5]
Reattività [modifica]
Re3Cl9 è solubile in acqua, ma si idrolizza lentamente formando Re2O3 idrato.[2] L'unità Re3Cl9 è piuttosto robusta e rimane integra in varie reazioni chimiche, come esemplificato nel caso delle seguenti reazioni con basi di Lewis:[6]
Con cloruri dei metalli alcalini si ottengono composti tipo M[Re3Cl10], M2[Re3Cl11] e M3[Re3Cl12].[6]
Indicazioni di sicurezza [modifica]
ReCl3 è disponibile in commercio. Il composto è irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle. Non ci sono dati che indichino proprietà cancerogene. Viene considerato poco pericoloso per le acque.[7]
Note [modifica]
- ^ a b Cotton et al. 1999, p. 979
- ^ a b c d Greenwood e Earnshaw (1997), p. 1053
- ^ Colton 1965
- ^ Geilnann et al. 1932
- ^ Lincoln e Wilkinson 1980
- ^ a b Housecroft e Sharpe 2008
- ^ Alfa Aesar. Scheda di dati di sicurezza del cloruro di renio(III). URL consultato in data 26 gennaio 2012.
Bibliografia [modifica]
- R. Colton, Chemistry of rhenium and technetium, Londra, Interscience Publishers, 1965.
- F. A. Cotton, G. Wilkinson, C. A. Murillo e M. Bochmann, Advanced Inorganic Chemistry, 6a ed., Wiley-Interscience, 1999. ISBN 978-0471199571
- W. Geilnann, F. W. Wriuce e W. Biltz. (1932). . Nachr. Ges. Wiss. Göttingen: 579.
- N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the elements, 2a ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997. ISBN 0-7506-3365-4
- C. E. Housecroft e A. G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3a ed., Harlow (England), Pearson Education Limited, 2008. ISBN 978-0-13-175553-6
- R. Lincoln e G. Wilkinson (1980). Trirhenium Nonachloride. Inorg. Synth. 20: 44. DOI:10.1002/9780470132517.ch12. URL consultato in data 25 gennaio 2012.
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