Tricloruro di cromo

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Il tricloruro di cromo o cloruro di cromo(III) è il composto chimico di formula CrCl3. Esiste in forme diverse a seconda del grado di idratazione. Anidro, è un solido cristallino viola inodore, insolubile in acqua. Esiste inoltre il tricloruro di cromo esaidrato, che si può isolare in tre isomeri differenti.

Tricloruro di cromo anidro, CrCl3[modifica | modifica wikitesto]

Tricloruro di cromo
Chromium(III)-chloride-purple-anhydrous-sunlight.jpg
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare CrCl3 (anidro)
Massa molecolare (u) 158,36 g/mol
Aspetto solido viola
Numero CAS [10025-73-7]
Numero EINECS 233-038-3
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,87 (25 °C)
Solubilità in acqua insolubile
Temperatura di fusione 1150 °C (1423 K)
Temperatura di ebollizione 1300 °C (1573 K) decomposizione
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302
Consigli P 262 [1]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il CrCl3 anidro ha una struttura cristallina tipo YCl3, con un impacchettamento pseudo cubico compatto degli ioni cloruro, mentre gli ioni Cr3+ riempiono due terzi delle cavità ottaedriche disponendosi uno strato sì e uno no. L'assenza di cationi su strati alternati rende debole il legame tra strati adiacenti, e quindi i cristalli di CrCl3 si sfaldano facilmente lungo questi piani, e il solido ha un aspetto a scaglie.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

Il CrCl3 anidro si può ottenere per alogenazione diretta del cromo metallico con cloro, o indirettamente trattando l'ossido di cromo(III) con cloro in presenza di carbonio a 800 °C; in questo caso si forma monossido di carbonio come prodotto secondario:[2]

Cr2O3 + 3C + 3Cl2 → 2CrCl3 + 3CO

Lo si può preparare anche trattando l'esaidrato con cloruro di tionile.

Reattività[modifica | modifica wikitesto]

CrCl3 è un composto stabile. Come la maggior parte dei composti di Cr(III), è chimicamente piuttosto inerte, mentre nello stato di ossidazione vicino il Cr(II) è più reattivo. Ad esempio, CrCl3 solido è insolubile in acqua, ma si scioglie facilmente in presenza di un riducente che permetta la formazione di quantità catalitiche di Cr(II). Una volta sciolto in acqua si formano inizialmente i cationi complessi [Cr(H2O)4Cl2]+.

CrCl3 è un acido di Lewis, classificato duro secondo la teoria HSAB. Forma un gran numero di addotti del tipo [CrCl3L3]z, dove L è una base di Lewis. Ad esempio, reagisce con la piridina, C5H5N, per formare un addotto:

CrCl3 + 3C5H5N → CrCl3(C5H5N)3

Fuso con cloruri dei metalli alcalini come il cloruro di potassio, CrCl3 forma complessi ottaedrici come K3CrCl6 e K3Cr2Cl9 (in questa ultima specie il cromo è ancora ottaedrico, ma ci sono tre ponti cloro che uniscono i due atomi di cromo).

CrCl3 è usato come precursore di molti composti inorganici e complessi del cromo. Un esempio particolare è quello del dibenzenecromo, composto di struttura simile al ferrocene:

CrCl3 dibenzenechromium.png

In sintesi organica il CrCl3 è usato per preparare in situ il cloruro di cromo(II), reagente molto usato per ridurre alogenuri alchilici e per la sintesi di alogenuri (E)-alchenilici. Di solito la reazione è condotta usando due moli di CrCl3 per ogni mole di litio alluminio idruro, ma se è possibile operare in ambiente acido acquoso possono bastare zinco e acido cloridrico:

CrCl3 CrCl2.png

CrCl3 è stato usato in reazioni organiche anche come acido di Lewis, ad esempio per catalizzare reazioni di Diels-Alder.[3]

Tricloruro di cromo esaidrato, CrCl3•6H2O[modifica | modifica wikitesto]

Tricloruro di cromo
Chromium(III) chloride green hexahydrate.jpg
Nome IUPAC
Tricloruro di cromo esaidrato
Nomi alternativi
Cloruro di cromo(III) esaidrato
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare CrCl3•6H2O
Massa molecolare (u) 266,45 g/mol
Aspetto solido verde scuro
Numero CAS [10060-12-5]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,76 (20 °C)
Solubilità in acqua 58 g/100ml (20 °C)
Temperatura di fusione 356 (83 °C)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302
Consigli P 262 [4]

Le forme idrate si possono preparare sciogliendo il metallo in acido cloridrico. Alla formula CrCl3•6H2O corrispondono tre diversi composti, che costituiscono un caratteristico caso di isomeria detta "di idratazione", per via della diversa posizione dell'acqua dentro o fuori la sfera di coordinazione. Le formule di struttura sono:

  • [Cr(H2O)4Cl2]Cl•2H2O di colore verde scuro, è la forma più comune, reperibile in commercio. I dati riportati nel riquadro a fianco si riferiscono a questo isomero.
  • [Cr(H2O)5Cl]Cl2•H2O di colore verde chiaro;
  • [Cr(H2O)6]Cl3 di colore violetto.

Dal punto di vista chimico le tre situazioni si possono distinguere per titolazione in soluzione acquosa con AgNO3, che provoca la precipitazione di 1, 2 o 3 ioni cloruro, rispettivamente.

L'isomero verde scuro è solubile in acqua e in alcool, insolubile in etere dietilico. Si usa come materiale di partenza per la sintesi di altri composti di cromo (anche coloranti). Viene inoltre usato come mordente nell'industria tessile. Sciolto in acqua, il catione complesso [Cr(H2O)4Cl2]+ reagisce lentamente: i leganti cloruro vengono sostituiti progressivamente dal solvente:

[Cr(H2O)4Cl2]+ → [Cr(H2O)5Cl]2+ → [Cr(H2O)6]3+

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

I composti di Cr(III) sono molto meno tossici di quelli di Cr(VI), tuttavia le varie forme di CrCl3 sono pericolose in caso di contatto con la pelle, ingestione o inalazione.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scheda del cloruro di cromo su IFA-GESTIS
  2. ^ D. Nicholls, Complexes and first-row transition elements, London, Macmillan Press, 1975, ISBN 0-333-17088-1.
  3. ^ G. Calvet, M. Dussaussois, N. Blanchard e C. Kouklovsky, Lewis acid-promoted hetero Diels-Alder cycloaddition of α-acetoxynitroso dienophiles in Org. Lett., vol. 6, nº 14, 2004, pp. 2449–2451, DOI:10.1021/ol0491336.
  4. ^ scheda del cloruro di cromo su IFA-GESTIS
  5. ^ Scheda di sicurezza del CrCl3 anidro. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  6. ^ Scheda di sicurezza del CrCl3 esaidrato. URL consultato il 29 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. N. Greenwood, A. Earnshaw, Chemistry of the elements, 2ª ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997, ISBN 0-7506-3365-4.

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