Diclorometano

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Diclorometano
formula di struttura
Nomi alternativi
cloruro di metilene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare CH2Cl2
Massa molecolare (u) 84,93 g/mol
Aspetto liquido incolore
Numero CAS [75-09-2]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,33 (20 °C)
Solubilità in acqua 13 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione −95 °C (178 K)
Temperatura di ebollizione 40 °C (313 K) (1013 hPa)
Indicazioni di sicurezza
Limiti di esplosione 13 - 22 Vol%
Temperatura di autoignizione 605 °C (878 K)
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine

attenzione

Frasi H 351
Consigli P 281 - 308+313 [1]

Il diclorometano (o cloruro di metilene, abbreviato anche in DCM) è un composto chimico appartenente alla categoria degli alogenuri alchilici e largamente utilizzato come solvente per la chimica organica. La sua struttura è analoga a quella del metano, ma con due atomi di idrogeno sostituiti da altrettanti atomi di cloro. A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore e volatile dall'odore dolciastro. Sebbene il diclorometano sia considerato nocivo e potenzialmente cancerogeno, esso è comunque meno pericoloso del cloroformio, un altro solvente clorurato strettamente correlato al diclorometano, e pertanto ha rimpiazzato quest'ultimo come solvente in molti ambiti.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il diclorometano è stato preparato per la prima volta nel 1840 dal chimico francese Henri Victor Regnault, che fu in grado di isolarlo da una miscela di clorometano e cloro esposta alla luce solare.

A livello industriale la produzione del diclorometano avviene facendo reagire metano, oppure clorometano, con cloro gassoso ad una temperatura di 400-500 °C. In tali condizioni termiche sia il metano, sia il clorometano subiscono una serie di reazioni che vanno a dare progressivamente l'accumulo di altri prodotti clorurati.

CH4 + Cl2CH3Cl + HCl
CH3Cl + Cl2 → CH2Cl2 + HCl
CH2Cl2 +Cl2CHCl3 + HCl
CHCl3 + Cl2CCl4 + HCl

Il risultato di questi processi chimici è una miscela di clorometano, diclorometano, cloroformio e tetracloruro di carbonio, composti che possono essere successivamente separati tramite distillazione.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche di volatilità e la sua abilità di sciogliere un gran numero di tipologie di composti organici fanno del diclorometano un solvente ideale per molti processi chimici. Viene largamente utilizzato per la rimozione di vernice e grasso e, nell'industria alimentare, viene impiegato per la rimozione della caffeina dal caffè e per la preparazione di estratti di luppolo ed altri aromi. Poiché il diclorometano è molto volatile esso viene impiegato come propellente spray per aerosol e come agente schiumogeno per la preparazione di espansi poliuretanici. Tuttavia, a causa dei crescenti dubbi legati agli effetti sulla salute umana, si cercano prodotti alternativi che possano sostituire il diclorometano in molte di queste applicazioni.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Nonostante sia il meno tossico fra i solventi clorurati semplici, l'uso del diclorometano non è scevro da rischi. Un'esposizione cronica al diclorometano potrebbe portare all'insorgenza del cancro, con dati che collegano questo solvente a casi di cancro a livello di polmoni, fegato e pancreas in animali da laboratorio. Per tali risultati si accantonò nel Regno Unito, dopo che erano stati sperimentati con successo impianti pilota, l'idea di utilizzarlo per sgrassare le farine di carne, a favore della semplice spremitura: le temperature raggiunte in tale processo comportarono la mancata inattivazione dei prioni e l'esplosione del fenomeno mucca pazza. Un contatto prolungato del diclorometano con la pelle può causare la dissoluzione di parte del tessuto di natura lipidica della pelle, con conseguenze che vanno dalla semplice irritazione all'ustione chimica.

In molti paesi su tutti i prodotti contenenti diclorometano devono essere apposte etichette indicanti i possibili rischi per la salute. Tuttavia il diclorometano viene spesso confuso con solventi per la rimozione dello smalto che potrebbero essere invece applicati con rischi minori sulla pelle.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ scheda del diclorometano su IFA-GESTIS
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