Bison bison

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Bisonte americano
American bison k5680-1.jpg
Bison bison
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Bovidae
Sottofamiglia Bovinae
Genere Bison
Specie B. bison
Nomenclatura binomiale
Bison bison
(Linnaeus, 1758)
Areale

Leefgebied bizon.JPG

Il bisonte americano (Bison bison (Linnaeus, 1758)) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Bovidi. Di questo mammifero vivono in Nord America due sottospecie: B. b. bison, il bisonte delle pianure centrali, e B. b. athabascae, il bisonte delle foreste dell'Alaska e del Canada nordoccidentale.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il bisonte ha una struttura fisica particolare, con la parte anteriore del corpo più sviluppata dei quarti posteriori. A causa di questa conformazione presenta una gobba piuttosto pronunciata. La testa è grossa e tondeggiante ed è avvolta da una fitta peluria scura. Una peluria più chiara avvolge anche la parte anteriore del tronco, mentre i quarti posteriori sono quasi glabri. Le corna, relativamente piccole rispetto a quelle di altri bovidi, sono ricurve verso l'alto. Le dimensioni variano tra i 210 e i 350 cm di lunghezza. I maschi, più grossi delle femmine, possono raggiungere anche i 190 cm di altezza al garrese e pesano in media 750-900 kg.

Il bisonte bianco[modifica | modifica sorgente]

È noto che in passato fossero presenti degli esemplari di bisonte bianco, cioè esemplari con una propria colorazione bianca del pelo non dovuta all'albinismo. I geni per tale colore del pelo si ritenevano perduti in quanto per decenni non si sono visti animali nati con questa colorazione quasi leggendaria. Invece nel 1994 è nata una femmina in un allevamento del Wisconsin con il manto bianco e gli occhi scuri (particolare che ha permesso di escludere che l'animale fosse albino). La femmina è stata chiamata "Miracolo" (Miracle) per sottolineare l'importanza dell'evento ma anche l'inaspettata sorpresa da esso causata[2].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il suo habitat tipico è la grande prateria nordamericana, che un tempo il bisonte abitava in giganteschi branchi di migliaia di individui. La sua distribuzione andava dal nord del Messico al sud del Canada. Con l'arrivo dei colonizzatori europei, che lo chiamarono suggestivamente "Buffalo", iniziò una spietata caccia al bisonte, che veniva effettuata anche per privare gli indiani di un'importante fonte di nutrimento.

Cumulo di teschi di bisonte cacciati nel West, 1870 circa

I cacciatori di bisonti, all'epoca dei pionieri, divennero molto famosi, tanto che alcuni entrarono nella storia. Basti pensare al leggendario Buffalo Bill, alias William Frederick Cody, che si vantava di averne abbattuti oltre 4000. All'inizio della caccia, in Nordamerica vivevano 70 milioni di esemplari. In poco più di un secolo, essi si ridussero a seicento superstiti, condannati ad una sicura estinzione se molte associazioni naturaliste, come ad esempio l'associazione Amici del Bisonte, fondata nel 1901, non si fossero prodigate per salvaguardarli. Oggi vivono nelle riserve e nei parchi nazionali dall'Alaska al Messico circa 50.000 bisonti; la specie rimane tuttavia iscritta nella lista delle specie a rischio.

Bisonte del 1887. Montaggio in sequenza di fotografie di Eadweard Muybridge

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Nelle grandi praterie americane, i bisonti si muovono in branchi, spesso molto numerosi. Questi passano la maggior parte del tempo pascolando e ruminando. Le femmine adulte e i loro piccoli vivono in gruppi organizzati gerarchicamente, guidati da una femmina dominante. I maschi, di solito, vivono in gruppi a parte e si uniscono alle femmine solo nella stagione degli accoppiamenti. Il bisonte non è territoriale ed è indotto a migrare dai mutamenti di stagione e per la ricerca di cibo. Nonostante la loro grande mole, i bisonti possono correre fino a 60 chilometri orari. Durante l'inverno i bisonti resistono al freddo grazie alla pelliccia, ma sono costretti a scavare nella neve per trovare il cibo. Il loro senso dell' udito e dell' olfatto sono eccellenti e fondamentali per individuare i pericoli.

Nella stagione degli accoppiamenti, i maschi ingaggiano accaniti combattimenti per il possesso delle femmine. Le femmine raggiungono la maturità sessuale già a 2 anni, i maschi di solito molto più tardi. Tra i bisonti maschi i rapporti omosessuali sono più comuni di quelli eterosessuali.[3]

La gestazione dei bisonti dura circa 9 mesi, al termine dei quali nasce un solo piccolo, che viene allattato per un intero anno. In natura, i principali nemici del bisonte sono i lupi e gli orsi. Tuttavia, grazie alla sua mole e al fatto che vive in branchi numerosi, il bisonte può comunque difendersi efficacemente anche da questi animali. La durata media della vita del bisonte americano è di 20-25 anni.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Il bisonte in cattività viene riprodotto ed allevato con successo ed ultimamente se ne sta avendo un aumento proprio grazie a questo allevamento che porta alcuni esemplari ad essere reintrodotti in natura. Altri vengono allevati per le carni che vengono ritenute ottime, per l'utilizzo delle pelli, dell'ossame e persino dell'apparato tendineo. Alcuni lo tengono in cattività come animale ornamentale da giardino. L'ibrido tra il bisonte e il bovino domestico, chiamato beefalo (dall'incrocio dei termini anglosassoni beef carne di manzo, e buffalo bufalo, spesso usato per designare familiarmente il bisonte), è allevato per la carne e presenta interessanti vantaggi, unendo la rusticità del bisonte con il rapido accrescimento delle razze bovine domestiche.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Purtroppo risente ancora della caccia, dell'inquinamento ed in parte anche del disboscamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Gates, C. & Aune, K. 2008, Bison bison in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ È nato in USA un bisonte bianco (15 gennaio 1995) - Corriere della Sera
  3. ^ Roberto Furlani. «Il bisonte? È il più gay tra gli animali». Corriere della Sera, 12 dicembre 2006. URL consultato in data 5 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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