Bison bonasus

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Bisonte europeo
Bison bonasus (Linnaeus 1758).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Bovidae
Genere Bison
Specie B. bonasus
Nomenclatura binomiale
Bison bonasus
(Linnaeus, 1758)

Il bisonte europeo (Bison bonasus Linnaeus, 1758) è una specie eurasiatica di bisonte. È il più grande animale terrestre rimasto in Europa; misura generalmente 2,8 – 3 m di lunghezza e 1,8 - 2,2 m d'altezza e pesa 300 – 920 kg. È più piccolo del bisonte americano (Bison bison), suo stretto parente, ed ha anche una peluria sul collo meno folta, ma ha coda e corna più lunghe. Diversamente da quello americano, il bisonte europeo vive solo nelle foreste.

In passato il bisonte europeo fu cacciato fino alla totale scomparsa in natura, ma in seguito esemplari allevati in cattività sono stati reintrodotti in vari stati dell'Unione europea: il più famoso e numeroso è costituito dalla mandria che vive nella Foresta di Białowieża in Polonia e Bielorussia. Ha pochi predatori (escluso l'uomo); solo pochi resoconti del XIX secolo parlano di attacchi da parte di lupi e orsi. Venne descritto per la prima volta in modo dettagliato da Carlo Linneo nel 1758. Alcune descrizioni successive lo considerano conspecifico del bisonte americano. Non va confuso con l'uro, l'antenato estinto del bue domestico.

Nel 1996 la IUCN classificava il bisonte europeo tra le specie in pericolo. Ora, invece, viene considerato una specie vulnerabile. In passato, soprattutto durante il Medioevo, veniva ucciso comunemente per ricavarne cuoio e corni per bere.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine latino bisōn (da cui deriva l'italiano bisonte e l'inglese Wisent) deriva quasi sicuramente dalla parola germanica wisunt.

Differenze con il bisonte americano[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene a prima vista siano molto simili, vi è un certo numero di differenze tra il bisonte europeo e quello americano. Il bisonte europeo ha 14 paia di costole, mentre quello americano ne ha 15[2]. Gli esemplari adulti sono più alti di quelli americani ed hanno zampe più lunghe[3]. Tendono ad avere abitudini alimentari da brucatore, piuttosto che da animale da pascolo come i cugini americani, a causa della differente struttura del collo. Rispetto al bisonte americano, in quello europeo, quando il collo è in posizione naturale, il naso si trova più avanti rispetto alla fronte. Il corpo della specie europea è meno ricoperto di peli, sebbene la coda sia più pelosa di quella del bisonte americano. Le corna del bisonte europeo sono rivolte in avanti rispetto al piano della testa, il che rende questa specie più adatta a combattere incrociando le corna, così come i bovini domestici, diversamente dal bisonte americano, che preferisce la carica[4]. Il bisonte europeo è meno addomesticabile di quello americano e si incrocia con i bovini domestici meno facilmente[5].

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Bison bonasus nello zoo di Praga

Struttura sociale e comportamento territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il bisonte europeo è un animale sociale e può vivere sia in gruppi misti che in branchi di soli maschi. I gruppi misti comprendono i piccoli, i giovani di 2 - 3 anni, i vitellini, i maschi semiadulti ed eventualmente un unico maschio adulto. Le dimensioni delle mandrie variano a seconda dei fattori ambientali, ma in media comprendono 8 - 13 esemplari ciascuna. I raggruppamenti formati da soli maschi sono composti da meno esemplari e in media comprendono solo due individui. Le mandrie di bisonte europeo non sono unità familiari. I vari gruppi interagiscono tra loro frequentemente, combinandosi e separandosi rapidamente dopo essersi scambiati alcuni membri[6] .

Le dimensioni dei territori occupati dai maschi sono in correlazione con l'età: quelli dei giovani maschi di 5 - 6 anni tendono ad essere più vasti di quelli dei maschi più vecchi. Questa specie non difende i confini del proprio territorio e le aree occupate dai vari gruppi spesso si sovrappongono. Il nucleo dei territori è solitamente situato nelle vicinanze di prati o di fonti d'acqua[6] .

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione degli amori va da agosto a ottobre. I maschi di 4 - 6 anni, sebbene sessualmente maturi, non possono accoppiarsi, poiché tale privilegio spetta solo ai maschi più vecchi. Le femmine solitamente hanno un periodo di gestazione di 264 giorni e mettono quasi sempre al mondo un unico piccolo per volta[6] .

In media, alla nascita i maschi pesano 27,6 kg e le femmine 24,4. Fino ai 6 anni le dimensioni dei maschi crescono in proporzione all'età. Sebbene le femmine abbiano un elevato tasso di crescita nel primo anno di vita, esso è relativamente più lento di quello dei maschi di 3 - 5 anni. I maschi raggiungono la maturità sessuale a due anni, mentre le femmine a tre[6] .

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Placca magdaleniana raffigurante un bisonte (17.000 – 9000 a.C.; grotta di Bédeilhac, Ariège)

In tempi storici il bisonte europeo viveva in tutta l'Europa occidentale, centrale e sud-orientale, fino al Volga e al Caucaso. Si incontrava anche in Asia, in parte dei territori che oggi fanno parte della Federazione Russa. Il suo areale diminuì sempre più in seguito all'espandersi degli insediamenti umani, che avanzarono da ovest, sud e nord. La prima popolazione a scomparire, nell'VIII secolo, fu quella della Gallia. Nell'XI secolo scomparve dalla Svezia settentrionale e nel XII secolo dall'Inghilterra meridionale. Sulle Ardenne e sui Vosgi sopravvisse fino al XV secolo.[6]

Scheletro di bisonte europeo

In Europa orientale sopravvisse più a lungo, ma pian piano scomparve anche da quella regione. In Transilvania l'ultimo bisonte morì nel 1790. Nelle regioni nord-orientali i rappresentanti di questa specie erano di proprietà dei sovrani di Polonia, dei granduchi di Lituania e degli zar di Russia. A metà del XVI secolo il re Sigismondo I di Polonia introdusse la pena di morte per chiunque cacciasse di frodo il bisonte. Nonostante queste severe misure la popolazione continuò a ridursi sempre nel corso dei successivi quattro secoli.

Molti bisonti caddero vittime della prima guerra mondiale: quando le truppe tedesche occuparono Bialowieza uccisero 600 di questi animali per la carne, il cuoio e le corna. Verso la fine della guerra uno scienziato tedesco si rivolse agli ufficiali, sostenendo che se tale situazione continuava la specie si sarebbe ben presto estinta; con il ritiro delle truppe le uccisioni terminarono, ma erano rimasti solamente 9 bisonti.[7] In Polonia l'ultimo esemplare venne ucciso nel 1919, mentre l'ultimo esemplare selvatico di questa specie venne ucciso dai bracconieri nel 1927 nel Caucaso occidentale. Ne erano rimasti, allora, solamente meno di 50, tutti quanti negli zoo.

Per facilitare l'allevamento in cattività il dr. Heinz Heck introdusse il primo studbook per una specie non domestica: inizialmente, nel 1923, sotto forma di un semplice elenco, poi, a partire dal 1932, di pubblicazione vera e propria.[8]

Le femmine di bisonte europeo si riconoscono per le corna con le punte convergenti. Esemplare nel centro per la conservazione di San Cebrián de Mudá in Spagna.

Incroci e genetica[modifica | modifica wikitesto]

Un maschio allo Zoo di Minsk

In cattività il bisonte europeo può vivere fino a 30 anni,[9] ma in natura la sua speranza di vita è più breve. Le femmine sono in grado di riprodursi tra i quattro e i venti anni, mentre i maschi solo tra i sei e i dodici. I membri di questa specie occupano territori vasti fino a 100 km² e alcune mandrie preferiscono stabilirsi nei prati e nelle radure della foresta.

Il bisonte europeo può incrociarsi con quello americano. Il frutto di un programma di incroci portato avanti da alcuni scienziati tedeschi andò distrutto nel corso della seconda guerra mondiale. Questo programma era strettamente collegato ai successi ottenuti dalla creazione dei bovini di Heck. Gli individui incrociati nati in altri zoo vennero eliminati dai registri ufficiali negli anni '50. Un programma effettuato dai russi portò alla creazione di una mandria selvatica di animali ibridi, i quali tutt'oggi vivono nella riserva della Biosfera del Caucaso (550 esemplari nel 1999).

Esistono anche ibridi ottenuti dall'incrocio tra il bisonte europeo e i bovini domestici. Queste due specie si incrociano con facilità, ma il piccolo non è in grado di nascere in maniera naturale (prima del parto, infatti, il vitellino non si pone nella corretta posizione e deve essere fatto nascere col parto cesareo). Nel 1847 una mandria di ibridi tra bisonti e bovini, detti żubroń, venne creata da Leopold Walicki. Si riteneva che questi animali costituissero un'alternativa più economica e duratura dei bovini domestici. Gli esperimenti condotti dall'Accademia Polacca delle Scienze sono continuati fino alla fine degli anni '80. Sebbene tale programma avesse avuto successo, essendo stato in grado di creare un animale resistente che può essere allevato anche in zone agricole marginali, alla fine è stato abbandonato. L'unica mandria di żubroń sopravvissuta è composta solo da pochi esemplari che vivono nella Foresta di Białowieża (Polonia).

Si riconoscono tre sottospecie di bisonte europeo:

  • il bisonte di pianura – Bison bonasus bonasus (Linnaeus, 1758) – della Foresta di Białowieża;
  • il bisonte dei Carpazi (Bison bonasus hungarorum) – estinto;
  • il bisonte del Caucaso (Bison bonasus caucasicus) – estinto, sebbene un esemplare proveniente dal Caucaso occidentale, un maschio chiamato Kaukasus, fosse uno dei 12 esemplari fondatori delle mandrie odierne.

Le mandrie odierne discendono da due linee separate – una comprendente solo esemplari di Bison bonasus bonasus (tutti discendenti da soli sette animali) e l'altra comprendente tutti e 12 gli antenati, compreso un maschio di Bison bonasus caucasicus. È stato riscontrato solo un basso tasso di depressione da inincrocio dovuto al cosiddetto «collo di bottiglia» genetico: esso comporta piccole variazioni sulla crescita scheletrica degli esemplari femmina e un leggero incremento della mortalità infantile. La variabilità genetica continua a restringersi. Diversamente dai cinque maschi originari, quelli odierni possiedono un unico cromosoma Y, invece che due.

Salvezza dall'estinzione e reintroduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il bisonte europeo ha potuto essere salvato dall'estinzione grazie agli esemplari presenti negli zoo. Quando il programma di riproduzione ebbe inizio, nel 1923, molti esemplari non erano più in età fertile. Si costituirono due gruppi per complessivi dodici esemplari:

  • il primo, costituito da due maschi e cinque femmine, tutti della sottospecie di pianura (linea di discendenza pura);
  • il secondo, costituito dall'unico maschio della sottospecie del caucaso e da quattro femmine della sottospecie di pianura (linea di discendenza ibrida).

Il primo gruppo è sempre stato tenuto geneticamente separato dal secondo e ora (anno 2010) sono costituiti entrambi da circa 2.000 esemplari ciascuno (in totale, quindi, circa 4.000), in parte negli zoo e in parte in natura, ma sempre allo stato semibrado, salvo che alla Foresta di Białowieża, dove vivono anche allo stato selvatico.

La reintroduzione in natura del bisonte europeo, iniziata nel 1951, ha avuto grande successo. La Foresta di Białowieża, in Polonia e Bielorussia, dà attualmente rifugio a 800 esemplari selvatici[10] provenienti dal gruppo "puro" di pianura. La specie si incontra anche in Russia, in alcune riserve forestali del Caucaso occidentale e nella Riserva Naturale di Prioksko-Terrasny.

Altre mandrie, sempre allo stato semibrado, vivono anche in Polonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Romania, Russia, Slovacchia, Lettonia, Kirghizistan, Moldavia (dal 2005)[11], Spagna (dal 2010)[12] e in Danimarca (dal 2012).[13] Sono attualmente in corso progetti per reinserire due mandrie in Germania settentrionale, nella Riserva Naturale degli Oostvaardersplassen, nel Flevoland (Paesi Bassi), Francia e in Lombardia.[14] Esemplari sparsi si trovano anche in altri 30 Paesi.

A causa del loro corredo genetico limitato sono ritenuti estremamente vulnerabili a malattie come l'afta epizootica e pertanto i ricercatori mirano alla costituzione sia di nuovi nuclei separati gli uni dagli altri, sia, in genere, di incrementarne ulteriormente il numero, per favorire la diversificazione genetica grazie a meccanismi quali il crossing-over; ambedue le misure tentano di esaltare al massimo possibile i risultati di reincrocio dei geni superstiti. La sopravvivenza naturale della specie pura a lungo termine resta comunque problematica. In via di ibridazioni o di trasferimenti di geni per ingegneria genetica dalla specie americana sono possibili arricchimenti ed integrazioni del corredo genetico, ma in tal caso, in senso stretto, non si tratterebbe più di "specie pura".

Specie importante per l'economia locale[modifica | modifica wikitesto]

Il reinserimento di mandrie di bisonti allo stato semibrado in vari stati europei non è legata solamente da esigenze di conservazione della specie, ma anche dalla volontà di incrementare il turismo rurale. Ovunque portato, il bisonte attrae turisti e curiosi, che normalmente pagano un biglietto di alcuni euro per entrare in contatto, anche solo visivo, con questi animali. Inoltre, i maschi non più dominanti, che vivono isolati, sono normalmente venduti a zoo oppure abbattuti a pagamento, a un prezzo che si aggira sui diecimila euro a capo. Parte dei fondi così ricavati sono utilizzati per le spese di mantenimento delle mandrie allo stato semibrado e alla conservazione della specie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Perzanowski, K., Krasinski, Z.A., Krasinska, M., Pucek, Z. (Bison Red List Authority), Temple, H. & Hilton-Taylor, C. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Bison bonasus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ The Penny Cyclopædia of the Society for the Diffusion of Useful Knowledge by Society for the Diffusion of Useful Knowledge (Great Britain), published by C. Knight, 1835
  3. ^ Trophy Bowhunting: Plan the Hunt of a Lifetime and Bag One for the Record Books, by Rick Sapp, Edition: illustrated, published by Stackpole Books, 2006, ISBN 0-8117-3315-7, 978-0-8117-3315-1
  4. ^ American Bison: A Natural History, By Dale F. Lott, Harry W. Greene, ebrary, Inc, Contributor Harry W. Greene, Edition: illustrated, Published by University of California Press, 2003 ISBN 0-520-24062-6, 978-0-520-24062-9
  5. ^ Zoologist: A Monthly Journal of Natural History, By Edward Newman, James Edmund Harting, Published by J. Van Voorst, 1859
  6. ^ a b c d e European Bison (Bison Bonasus): Current State of the Species and Strategy for Its Conservation By Zdzsław Pucek, Published by Council of Europe, 2004, ISBN 92-871-5549-6, 978-92-871-5549-8
  7. ^ Lake Pape – Bison from the WWF
  8. ^ Colin Tudge, Last Animals at the Zoo, Washington, D.C., Island Press, 1992, ISBN 1-55963-158-9.
  9. ^ Luísa Medeiros, Female Wisent in Brasília Zoo may be the species oldest in Correioweb, 3 settembre 2009. URL consultato il 3 settembre 2009.(in Portuguese)
  10. ^ Gabriela Baczynska, FEATURE-Climate change clouds fate of ancient Polish woods in Reuters, 28 settembre 2008. URL consultato il 28 settembre 2008.
  11. ^ Bison in the Republic of Moldova
  12. ^ El bisonte europeo se reimplanta en España
  13. ^ Denmark's Bornholm island gets rare bison from Poland, bbc.co.uk, 7 giugno 2012. URL consultato il 9 giugno 2012.
  14. ^ Italia prevé copiar el modelo de conservación del bisonte europeo de Palencia

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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