Dust Bowl

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Una tempesta di sabbia si avvicina a Stratford (Texas) nel 1935.

Con il termine Dust Bowl (in inglese: conca di polvere) si indica una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada tra il 1931 e il 1939[1], causate da decenni di tecniche agricole inappropriate e dalla mancanza di rotazione delle colture. Il terreno fertile delle Grandi Pianure era esposto ad arature profonde che finivano per distruggere l'erba che ne assicurava l'idratazione. Durante la siccità, il suolo si seccò diventando polvere, e venne soffiato via verso est, principalmente in grandi nuvole nere. Talvolta queste nuvole di polvere oscuravano il cielo fino a Chicago, e gran parte della terra rimossa si perse completamente nell'Oceano Atlantico. Questo disastro ecologico causò un esodo da Texas, Kansas, Oklahoma, e dalle grandi pianure circostanti, con oltre mezzo milione di americani che restarono senza casa.[2] Molti migrarono ad ovest in cerca di lavoro. Il termine può anche indicare l'area geografica colpita dal fenomeno, corrispondente alla regione compresa tra Texas, Kansas, Oklahoma, Colorado e Nuovo Messico.

Scenario[modifica | modifica wikitesto]

Tempesta di polvere a Spearman (Texas), 14 aprile 1935.

È noto il fatto che ci fosse instabilità economica nell'agricoltura durante gli anni 1920, a causa della sovrapproduzione che fece seguito alla I guerra mondiale. Le forze di mercato nazionali e internazionali durante la guerra avevano fatto sì che gli agricoltori spingessero lo sfruttamento agricolo oltre i suoi limiti naturali. Terre sempre più marginali, che oggi verrebbero considerate inadatte alla coltivazione, vennero sfruttate per catturare i profitti derivanti dalla guerra.

Con le loro terre sterili e le case requisite a causa di debiti non pagabili, molte famiglie contadine si arresero e partirono. La migrazione fu drastica; il 15% della popolazione dell'Oklahoma si spostò ad ovest, e i migranti venivano generalmente indicati come "Okies", che venissero o meno dall'Oklahoma. Le stime più alte per il numero di americani dislocati arrivano a 2,5 milioni, ma la cifra più bassa di 3-400.000, basata sulla popolazione di 2,3 milioni di abitanti dell'Oklahoma all'epoca è più probabile. Questo processo migratorio da allora non si è mai completamente arrestato e ha determinato lo spopolamento delle Grandi Pianure degli Stati Uniti d'America.

Macchinari sepolti dalla polvere. Dallas (Sud Dakota), maggio 1936.

L'11 novembre 1933, una tempesta di polvere molto forte strappò via la superficie del terreno dei campi del Sud Dakota, in una serie di disastrose tempeste di polvere di quell'anno. Quindi l'11 maggio 1934, una forte tempesta di polvere durata due giorni rimosse grandi quantità della superficie del terreno delle Grandi Pianure, in una delle peggiori di queste tempeste nel Dust Bowl. Le nuvole di polvere arrivarono fino a Chicago, dove lo sporco cadeva come neve, scaricando l'equivalente di 1,8 kg di detriti per ogni abitante della città. Diversi giorni dopo, la stessa tempesta raggiunse alcune città dell'est, come Buffalo, Boston, New York e Washington DC. Quell'inverno sul New England cadde della neve rossa.

Il 14 aprile 1935, noto come la "Domenica Nera", si ebbe una delle peggiori tempeste nel Dust Bowl, che provocò danni estesi, e trasformò il giorno in notte. Testimoni riportarono che in certi punti non si riusciva a vedere a due metri di distanza.

Durante i primi 100 giorni della presidenza di Franklin D. Roosevelt, vennero implementati programmi governativi per ripristinare l'equilibrio ecologico della nazione. Il governo statunitense stava istituendo il Soil Conservation Service, l'odierno Natural Resources Conservation Service.

La crisi umanitaria venne documentata da fotografi della Farm Security Administration; tra questi la più famosa fu Dorothea Lange. Dopo il picco massimo del 1935, per effetto delle politiche di equilibrio adottate dalla Amministrazione, il fenomeno perse di intensità fino a pressoché scomparire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) NASA explains Dust Bowl drought, Sito della NASA. URL consultato il 03-07-2009.
  2. ^ First Measured Century: Interview: James Gregory

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Timothy Egan, The Worst Hard Time: The Untold Story of Those Who Survived The Great American Dust Bowl, Houghton Miflin Company, New York, 2006, ISBN 0-618-34697-X.
  • Paul Bonnifield, The Dust Bowl: Men, Dirt, and Depression, University of New Mexico Press, Albuquerque, 1978, ISBN 0-8263-0485-0
  • Katelan Janke, Survival in the Storm: The Dust Bowl Diary of Grace Edwards, Dalhart, Texas, 1935, Scholastic, settembre 2002, ISBN 0-439-21599-4
  • John Steinbeck, The Grapes of Wrath, The Viking Press, New York, prima edizione 1939.

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