Vingt mille lieues sous les mers

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Vingt mille lieues sous les mers
Titolo originale Vingt mille lieues sous les mers
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 1907
Durata 18 min
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33 : 1
Genere fantascienza, avventura, fantastico
Regia Georges Méliès
Soggetto dal romanzo di Jules Verne
Sceneggiatura Georges Méliès
Casa di produzione Star Film
Interpreti e personaggi

Vingt mille lieues sous les mers (scritto anche 20000 Lieues sous les mers e conosciuto anche come Deux Cents Milles sous les mers ou le Cauchemar du pêcheur) è un cortometraggio del 1907 diretto da Georges Méliès. Costituisce uno dei primi adattamenti cinematografici del romanzo omonimo Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne (nel 1905 era già uscito negli Stati Uniti un 20,000 Leagues Under the Sea diretto da Wallace McCutcheon).

Divenne una delle prime pellicole a colori quando fu colorata a mano, fotogramma per fotogramma, da alcune operaie.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato in un oceano pieno di creature fantastiche, in cui il capitano Nemo (interpretato dal Méliès), dentro il suo sommergibile Nautilus, deve combattere contro dei granchi, ippocampi e una piovra gigantesca.

Ad un certo punto del viaggio, Nemo esce dal Nautilus per compiere un'esplorazione, ma viene aggredito da un gruppo di sirene che gli impediscono di nuotare. L'uomo si agita, si dibatte e poi si sveglia: era stato tutto un sogno.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Georges Méliès ha impiegato il corpo di ballo dello Châtelet per il film, girato negli studi di Montreuil dove furono impiegati ingegnosi macchinari per i numerosi effetti speciali.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

  • Francia 1907

Altri titoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 20,000 Lieues sous les mers (titolo alternativo)
  • Twenty Thousand Leagues Under the Sea - Stati Uniti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jane Barnwell, Production design: architects of the screen, Wallflower Press, 2004, p. 106, ISBN 1903364558.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]