Mattinata

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Mattinata
comune
Mattinata – Stemma
(dettagli)
Mattinata – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
SindacoMichele Prencipe (lista civica) dal 27/05/2014
Territorio
Coordinate41°43′N 16°03′E / 41.716667°N 16.05°E41.716667; 16.05 (Mattinata)Coordinate: 41°43′N 16°03′E / 41.716667°N 16.05°E41.716667; 16.05 (Mattinata)
Altitudine75 m s.l.m.
Superficie73,48 km²
Abitanti6 285[1] (28-2-2017)
Densità85,53 ab./km²
Comuni confinantiMonte Sant'Angelo, Vieste
Altre informazioni
Cod. postale71030
Prefisso0884
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT071031
Cod. catastaleF059
TargaFG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 404 GG[2]
Nome abitantimattinatesi
PatronoSanta Maria della Luce
Giorno festivo15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mattinata
Mattinata
Mattinata – Mappa
Posizione del comune di Mattinata nella provincia di Foggia
Sito istituzionale
Panorama

Mattinata (Matinata toponimo storico, Matenéte in dialetto locale) è un comune italiano di 6.285 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. posto nel Golfo di Manfredonia. Situata sulla costa meridionale del promontorio del Gargano, si affaccia nel golfo di Manfredonia ed è una località balneare più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education e delle "vele" della Guida Blu di Legambiente.

Geografia fisica[edit | edit source]

Territorio[edit | edit source]

Il territorio di Mattinata si estende su di una superficie di quasi 72 km2 compreso nel Parco Nazionale del Gargano. Il centro abitato è adagiato in una conca verdeggiante di ulivi circondata da mare e boschi. Il tratto di mare che va da Mattinata a Vieste è noto per le sue bianche falesie, per i faraglioni e per i suoi anfratti e grotte alcune delle quali ancora non completamente esplorate.

Mattinata è adagiata su due colline, Coppa Madonna e Castelluccio, circondata dal Monte Saraceno a sud, dal Monte Sacro a Nord, dalla pianura di oliveti e dal mare ad est e da Monte Sant'Angelo ad ovest.

Nel suo territorio si possono rinvenire 61 specie di orchidee, alcune delle quali crescono esclusivamente nella zona, che costituiscono un'attrattiva per appassionati e studiosi di botanica.

Storia[edit | edit source]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Apeneste , Matinum e Storia del Gargano.

Fino alla prima dell'Ottocento il nome del paese è stato Matinata: con tale toponimo il centro è ricordato nei documenti storici e nelle carte geografiche più antiche. Il nome Matinata deriva dalla tribù dauna dei Matinates ex Gargani che Plinio il Vecchio riporta nella Naturalis Historia (III 185).

Nel Theatrum geographicum di Claudio Tolomeo è indicato il toponimo di derivazione greco Apeneste[3], con il significato di "nascente" o "sorgente" riferito plausibilmente all'alba. Apeneste sorse probabilmente in una contrada dell'odierna Mattinata detta Agnuli. La favorevole posizione sulla costa, il ritrovamento di diverse monete di origine greca e la presenza di notevoli reperti archeologici di origine dauna nel sito di Monte Saraceno a poca distanza dal probabile sito di Apeneste fanno supporre che la cittadina fosse un centro di commerci e scambi fra le popolazioni greche, navigatori e colonizzatori, e le locali popolazioni dauno-iapige che si erano insediate nel territorio presumibilmente all'inizio dell'età del ferro.

Con la sconfitta di Pirro del 275 a.C.) l'Apulia fu colonizzata dai romani. È probabile che il villaggio di Apeneste abbia preso il nome di Matinum (derivante dalla dea del mattino o dell'aurora Mater Matuta), conservando peraltro nel nome latino lo stesso significato dell'originale nome greco. Resti di una villa romana, di epoca tardo latina e dai caratteristici muri in opus reticulatum e di resti di fabbricati semisommersi dal mare sono tuttora visibili in contrada Agnuli e nel litorale antistante. Intorno al 980 d.c. la città scompare dalle citazioni e dalle carte geografiche, probabilmente distrutta dalle incursioni saracene del periodo oppure a causa di un fortissimo terremoto ipotizzabile per il fatto che molte rovine di Matinum si trovano sommerse dal mare.

L'attuale centro cittadino di Mattinata sorge sulle colline antistanti la baia, a circa un chilometro e mezzo dal sito dell'antica Matinum e iniziò a svilupparsi grazie ad alcuni montanari che per il clima mite, "scesero a valle" (a flussi regolari) a partire dal XVI-XVII secolo. Otto secoli di buio profondo fra la scomparsa dell'antica Matinum e la nascita di Mattinata sono un solco troppo profondo per poter ipotizzare una connessione diversa dal solo toponimo, che con ogni probabilità, deriva dalla toponomastica del territorio sopravvissuta lungo i secoli.

Ancora nella prima metà dell'Ottocento il borgo era costituito da pagliai, dimore semplicissime generalmente monocamerali costruite con muri a secco e usati dai pastori per lo svernamento in località dal clima meno rigido di quello dei monti circostanti. La costruzione di Palazzo Mantuano, iniziata nel 1840, è il primo segno di un sviluppo urbanistico di un certo rilievo. Da questo primitivo nucleo e con la costruzione delle prime strade di collegamento con i centri circostanti (il primo collegamento stradale con Monte Sant'Angelo viene completato solo intorno al 1893) si sviluppa un borgo agricolo che negli anni cinquanta del Novecento diventa un piccolo comune indipendente.

Monumenti e luoghi d'interesse[edit | edit source]

Centro storico[edit | edit source]

Pagliaio Rione Iunno

Il centro storico del paese si trova nella sua parte bassa ed è chiamato "Junno". Presenta alcuni esemplari di una tipica costruzione in pietre a secco, detta pagghiére ("pagliaio"), che risalgono alla metà del sec. XVIII. Si tratta di costruzioni basse, a base rettangolare, costituite da pietre calcaree locali, grezze, incastrate l'una sull'altra. Il "pagliaio" di campagna ha invece base più frequentemente circolare ed è una primitiva costruzione preistorica della civiltà contadina. Veniva usato come rifugio per gli uomini e gli animali domestici. Poi anche, evidentemente, come locale per mettere la paglia. Per l'aspetto e la tecnica di costruzione della "tholos" o falsa cupola (a cerchi di pietre orizzontali gradatamente aggettanti, cioè via via più interni man mano che si sale), questo "pagliaio" è da accomunare ai trulli di Alberobello e ai nuraghi sardi. La falsa cupola sembra risalire alle tombe della civiltà micenea.

Palazzo Mantuano[edit | edit source]

Palazzo Mantuano
Palazzo Mantuano

Sito nello Junno è il Palazzo Mantuano, costruito nel 1840 e allora sede di una delle famiglie più influenti di Mattinata. Restaurato di recente, come memoria del passato, conserva la cornice del portone principale. Attualmente è sede della biblioteca multimediale comunale, dove vengono anche ospitate numerose mostre di artisti.

Rione Iunno[edit | edit source]

Rione Iunno vicoli di sera
Rione Iunno vicoli di sera

A passeggio tra le piccole e strette vie di questo storico quartiere, risalendo le numerose scalinate in pietra, specie nelle ore serali, si riesce ancora a cogliere le affascinanti e a volte misteriose atmosfere di tempi lontani.in fin dei conti è una versione in miniatura del più famoso Rione Junno della vicina Monte Sant'angelo

Palazzo Barretta[edit | edit source]

Palazzo Barretta

Risalente agli inizi del Novecento il palazzo signorile Barretta è così chiamato dal nome del facoltoso proprietario terriero Giovanni Barretta che lo abitava. La tradizione vuole che la sua famiglia si sia estinta con lui, ultimo rappresentante della famiglia e senza discendenti. Sito in corso Matino, dal 4 agosto 1955 il palazzo è oggi sede dell'amministrazione comunale.

Necropoli del Monte Saraceno[edit | edit source]

Nella baia di Mattinata naufragò in seguito ad una tempesta Archita di Taranto (filosofo, matematico, politico, scienziato, stratega, musicista, astronomo, uomo di stato nonché generale greco antico), come ci riferisce il poeta Orazio "...Te maris et terrae numeroque carentis harenae / mensorem cohibent, Archyta / pulveris exigui prope litus parva Matinum / munera..." (Traduzione: "...Te misuratore del mare e della terra e delle immensurabili arene, coprono, o Archita, pochi pugni di polvere presso il lido Matino...").

Tombe Daune su Monte Saraceno
Tombe Daune su Monte Saraceno
Monte Saraceno

Sul Monte Saraceno una necropoli di 500 tombe testimonia la presenza della civiltà dei Dauni, appartenente agli Iapigi (una tribù degli Illiri) di cui numerosi reperti sono conservati nel museo civico di Mattinata e in quello di Manfredonia. La Necropoli di Monte Saraceno: dal Sellino Cavola una panoramica strada sterrata che apre la vista sulla Piana di Mattinata, conduce all'estremità del Monte nella cui roccia sono incavate le 500 tombe della necropoli dell'antica Matino. Le tombe, a forma di utero, rievocano il rito del ritorno alla vita prenatale. In esse i morti erano posti rannicchiati con gli oggetti a loro più cari. Coprivano le tombe lastre di pietra, le note “Stele Daune”, sormontate da teste, scudi e falli, secondo l'entità e l'importanza del defunto.

Abbazia SS. Trinità Monte Sacro[edit | edit source]

Capitello Abbazia SS. Trinità Monte Sacro
Abbazia SS. Trinità Monte Sacro

Sul Monte Sacro (874 m s.l.m.) si possono ammirare i ruderi di un'antichissima abbazia benedettina SS.Trinità. Di difficile accesso, raggiungibile soltanto attraverso un sentiero che si inerpica per la montagna, di essa si conservano ancora le mura di cinta, numerosi capitelli e archi. L'intero complesso, composto da una chiesa abbaziale a tre navate e dal convento, è in stile romanico. Al suo interno vi era una cappella dedicata a San Michele Arcangelo e un battistero a pianta quadrata. Le prime tracce dell'esistenza dell'abbazia risalgono al 1058: una bolla di Stefano IX, designava Monte Sacro come cella dell'Abbazia Benedettina di Santa Maria di Calena a Peschici. Divenne Abbazia nel 1138 ed ebbe vasti possedimenti, tanto che la sua influenza si estendeva fino al Tavoliere delle Puglie. Intorno al 1300 iniziò il suo declino. Terremoti e saccheggi hanno fatto di essa quella che oggi ammiriamo.

L'Abbazia Monte Sacro si è classificata terza nel 6º Censimento 2012 I Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano con il totale di 50.071 preferenze.

Convento Pulsanese della Sperlonga[edit | edit source]

Convento Pulsanese della Sperlonga

Il Convento Pulsanese della Sperlonga. In una valle, tra gli ulivi, allo sbocco di una irta e suggestiva gola, si trovano i resti del Convento di S. Stefano (presente secondo una bolla papale già dal 1177), del XIV sec. ben rappresentato dal bel portale su cui era posta una statua del Re David che suonava la lira.

Villa Romana[edit | edit source]

Gli antichi frantoi romani in località Agnuli. A pochi metri dal mare, all'imbocco del porticciolo, risaltano i resti di fabbriche (e un'alta presenza di doli di raccolta) per la produzione di olio, del I-V secolo d.C. Le mura sono composte di pietre quadrate esaltano l'ordinata tecnica muraria dei piccoli mattoni posti a reticolo e i pavimenti a spina di pesce.

Resti Villa Romana Agnuli

Baia di Vignanotica[edit | edit source]

La baia di Vignanotica è una spiaggia di ciottoli, caratterizzata dalla presenza di molteplici grotte scavate dal mare nella costa alta, a circa 18 km da Mattinata in direzione di Vieste. Si raggiunge attraverso un sentiero costeggiato da pini d'Aleppo e macchia mediterranea, un tempo l'accesso era solo via mare.

Baia dei Mergoli[edit | edit source]

Di particolare bellezza è la Baia dei Mergoli (o dei Faraglioni), fra Mattinata e Vignanotica. La presenza delle alte scogliere, dei "due Faraglioni" (residui di roccia calcarea lavorati dalla natura), delle foreste di pini e della spiaggia di ciottoli bianchi, è emblema del territorio costiero del Gargano e uno dei posti della Puglia più rinomati e conosciuti.

Società[edit | edit source]

Tratto di costa fra Mattinata e Vieste

Evoluzione demografica[edit | edit source]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[edit | edit source]

La presenza straniera al 31 dicembre 2012[5] è di 180 persone. Nel 2007,[5] la presenza straniera era di 84 persone.

Cultura[edit | edit source]

Eventi[edit | edit source]

Maria S.S.della Luce
Corso Matino

La festa patronale dedicata a Santa Maria della Luce si tiene dal 14 al 16 settembre. La festa inizia ufficialmente la mattina del 14, annunciando l'evento con fuochi pirotecnici e suono di campane. Per le vie cittadine passa la banda che annuncia l'inizio dei festeggiamenti. La via principale del paese, corso Matino, viene addobbata con delle arcate di luci. Il programma dei festeggiamenti prevede di solito concerti di musica classica e leggera. L'ultimo giorno per le vie cittadine vengono portati in processione il quadro che raffigura la Madonna e le statue di Sant'Antonio e di San Michele Arcangelo. Tutto si conclude a sera inoltrata con lo spettacolo di fuochi pirotecnici. La prima volta che si è festeggiata è stata il 16 settembre 1894, per rendere omaggio a Santa Maria della Luce per la protezione dopo i lunghi e forti terremoti che hanno interessato Mattinata dal 20 aprile 1892 al 14 febbraio 1894[6]

Il 21 settembre (san Matteo) i mattinatesi si raccolgono in una piccola chiesa situata in località Funni per dare onore al Santo.

L'ultimo sabato di ogni aprile mentre si festeggia la Madonna dell'Incoronata, una processione parte da Mattinata per raggiungere la chiesetta fuori paese.

Si svolge a Mattinata il Premio Ambiente Faraglioni di Puglia.

Media[edit | edit source]

L'informazione per Mattinata è curata dal sito "Mattinata.it" e dalle testate giornalistiche "Manfredonianews" e "Stato Quotidiano".

L'informazione via etere è curata dalle emittenti "Radio Manfredonia Centro" e "Manfredonia TV".

Persone legate a Mattinata[edit | edit source]

  • Maria Ciuffreda, (Mattinata, 21 giugno 1899 - Manfredonia, 28 febbraio 2011 è rientrata nella lista dei supercentenari[7] italiani per aver vissuto 111 anni e 252 giorni.

Cinema[edit | edit source]

A Mattinata sono state girate parti dei seguenti film/fiction:

Geografia antropica[edit | edit source]

Quartieri[edit | edit source]

I quartieri che costituiscono il paese di Mattinata sono:

  • Coppa Madonna
  • Iunno
  • Concezione
  • Castelluccio
  • Coppa
  • Lamione
  • Chicco
  • Incoronata

Economia[edit | edit source]

Mattinata vive principalmente di turismo ma l'allevamento di bestiame e l'agricoltura occupano un numero considerevole di addetti soprattutto durante i mesi di magra turistica.

Oliveti digradanti verso il mare

La coltura principale di tutto il territorio è l'ulivo, ma sono ancora presenti in buona quantità mandorle, fichi, fioroni, prugne, melecotogne, melograni, cachi, agrumi e tantissimi fichi d'India che in estate colorano di rosso i puntoni. Nelle campagne mattinatesi crescono allo stato selvatico capperi, asparagi, origano, funghi e finocchio che possono essere raccolti in estate nelle annate piovose ma anche in pieno inverno quando le condizioni climatiche lo consentono.

L'allevamento invece riguarda piccole aziende con un numero di capi da essere gestito principalmente dai componenti del nucleo familiare, e riguardano bovini di razza podolica o nostrana ma anche bovini di razza meticcia; capre di razza garganica di colore nero con grosse corna; ma anche maiali, asini, muli, cavalli, pecore e galline, tutti allevati principalmente allo stato brado.

Amministrazione[edit | edit source]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 agosto 1955 Giuseppe Scirpoli - Sindaco
Lorenzo Fischetti - Sindaco
Francesco Paolo Prencipe - Sindaco
Berardino Arena - Sindaco
Francesco Ciuffreda Sindaco
Giuseppe Argentieri - Sindaco
Luigi Totaro Sindaco
Michele Di Bari - Sindaco
1995 1999 Gianfranco Piemontese - Sindaco Dimissioni anticipate[8]
2000 2010 Angelo Iannotta Lista civica "Mattinata Viva" Sindaco
30 marzo 2010 11 febbraio 2014 Lucio Roberto Prencipe Lista civica "SiAmo Mattinata" Sindaco Dimissioni anticipate[9]
13 febbraio 2014 27 maggio 2014 Carmela Palumbo - Commissario prefettizio
27 maggio 2014 in corso Michele Prencipe Lista civica "Mattinata Riparte" Sindaco

Altre informazioni amministrative[edit | edit source]

Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

Galleria d'immagini[edit | edit source]

Note[edit | edit source]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Claudio Tolomeo, III libro del Theatrum geographicum: "Apulorum Dauniorum in Ionio pelago Salapia, Sipus, Apenestae, Garganus Mons. Et iuxta sinum Adriaticum Hyrium
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b dati ISTAT
  6. ^ tratto da libro di (Don) Salvatore Prencipe, "Mattinata, la nuova Matinum".
  7. ^ Mattinata.it :: Nonna Maria, 110 anni e un posto nel guinness
  8. ^ Dimissioni (1997 - 1999)
  9. ^ Il Sindaco Prencipe rassegna le dimissioni (2014)

Bibliografia[edit | edit source]

  • Ciro Angelillis, Mattinata nel Monte Gargano (Saggio storico), Foggia, Il Rinnovamento, 1948.
  • Salvatore Prencipe, L'Abbazia benedettina di Monte Sacro nel Gargano, S. Maria C. V., Tip. S. Del Prete, 1952.
  • Salvatore Prencipe, Vocabolarietto etimologico garganico, Monte Sant'Angelo - Mattinata, Marigliano (Na), Ist. Tip. "Anselmi", 1965.
  • Salvatore Prencipe, Mattinata la nuova "Matinum", Marigliano (Na), Ist. Tip. "Anselmi", 1967.
  • Francesco Granatiero, U iréne, Roma, Dell'Arco, 1983 – Si può leggere o scaricare [1]
  • F. Granatiero, Grammatica del dialetto di Mattinata, Foggia, Edigraf, 1986 – Si può leggere o scaricare [2]
  • F. Granatiero, La préte de Bbacucche [La pietra di Bacucco]. Poemetto, intr. di G. Tesio, Mondovì, «Ij babi cheucc», 1986. Poi in «Diverse lingue», 11, 1992 – Si può leggere o scaricare [3]
  • F. Granatiero, Dizionario del dialetto di Mattinata - Monte Sant'Angelo, Foggia, Studio Stampa, 1993.
  • F. Granatiero, Énece, pref. di Pietro Gibellini, Udine, Campanotto, 1994 – Si può leggere o scaricare [4]
  • F. Granatiero, Iréve, Monte Sant'Angelo, Comunità Montana del Gargano, 1995.
  • F. Granatiero, L'endice la grava, pref. di Cosma Siani, Comune di Mattinata, 1997 – Si può leggere o scaricare [5]
  • F. Granatiero, Arcanué, Dizionario dei proverbi di Mattinata - Monte Sant'Angelo, Foggia, Centro Grafico Francescano, 2001.Granatiero
  • F. Granatiero, Scúerzele, poesie garganiche di Mattinata (1995-2000), Cofine, Roma, 2002.
  • F. Granatiero, Bbommine, pref. di Franco Pappalardo La Rosa, Novi Ligure, Joker, 2006.
  • F. Granatiero, Passéte, con nota critica di G. Tesio, Novara, Interlinea, 2008.
  • F. Granatiero, La chiéve de l'úrte, con nota critica di G. Tesio, Novara, Interlinea, 2011.
  • F. Granatiero, Vocabolario dei dialetti garganici, Foggia, Grenzi, 2012
  • Luigi Gatta, Mattinata frazione di Monte Sant'Angelo tra '800 e '900, I vol. L'Ottocento, Foggia, Grenzi, 1996; II vol. Il Novecento, ibidem, 2007.
  • Luigi Gatta, La Chiesa abbaziale Santa Maria della Luce in Mattinata, Mattinata, Basso, 2009.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, L'Abbazia benedettina della SS. Trinità di Monte Sacro nel territorio di Mattinata: note architettoniche e monumentali, Monte Sant'Angelo, Estratto da «Garganostudi», 1986.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, Matinates, Mattinata, Basso, 2007.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, Quédde che vita vite e qquédde che sínda sínde..., Mattinata, Basso, 2010.
  • Antonio Francesco Paolo Latino, La pubblicistica mattinatese: scrittori e giornalisti, libri e giornali, Foggia, Estratto da «La Capitanata», 2010.

Altri progetti[edit | edit source]

Collegamenti esterni[edit | edit source]

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