Tippi Hedren

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Tippi Hedren
Alfred Hitchcock's Marnie Trailer - Tippi Hedren.jpg
Tippi Hedren
Altezza165 cm
Occhiverdi
CapelliBiondi

Tippi Hedren, pseudonimo di Nathalie Kay Hedren (New Ulm, 19 gennaio 1930), è un'attrice ed ex modella statunitense scoperta dal regista Alfred Hitchcock. È anche la madre dell'attrice Melanie Griffith.

Tippi Hedren signature.jpg

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in provincia, nel Minnesota, da Bernard Carl (1893-1979), piccolo negoziante di origini svedesi, e Dorothea Henrietta (nata Eckhardt) Hedren (1899-1994), maestra di origini tedesca e norvegese. Ha una sorella maggiore, Patricia Louise, nata nel 1926. Nathalie Kay divenne presto una apprezzata fotomodella-indossatrice, attiva già alla fine degli anni quaranta, prima a Los Angeles (ove si era trasferita la famiglia) ed in seguito a New York; la sua prima pubblicità fu per la nota marca di sigarette Chesterfield. Prima di essere scoperta da Alfred Hitchcock e di diventare famosa come "Tippi" Hedren aveva preso parte ad un solo film nel 1950, appena ventenne, interpretando peraltro una semplice comparsa e dunque non accreditata nei titoli. Il maestro inglese la notò per puro caso nell'ottobre del 1961 nell'ambito di uno spot pubblicitario per la bevanda dietetica Sego, apparso in televisione. Fu colpito in particolare dalle movenze, dall'eleganza del volto e dai capelli biondi, tutte caratteristiche della donna-tipo prediletta dal regista: egli, in accordo con la moglie e collaboratrice Alma Reville, si convinse di trovare in lei una valida erede della sua attrice-musa per eccellenza Grace Kelly, che dopo avere lavorato anche con lui in tre fortunati film ed essere divenuta principessa di Monaco nel 1956, aveva dovuto abbandonare il cinema, apparentemente per sempre.

Una volta contattata da vari funzionari della casa produttrice Universal Pictures ed evitando inizialmente di rivelarle il suo nome, il regista la incontrò e non esitò ad affidarle il complesso ruolo di Melanie Daniels, protagonista del suo nuovo e atteso film Gli uccelli (1963), affiancandola a giovani attori emergenti e come lei provenienti dalla televisione (Suzanne Pleshette e Veronica Cartwright) e già affermati tanto al cinema quanto in teatro (Rod Taylor e Jessica Tandy). Neo divorziata dal primo marito e trasferitasi nuovamente in California insieme alla figlioletta Melanie, dopo la firma di un contratto in esclusiva per 500 dollari la settimana fu lo stesso Hitchcock a guidarla subito e, tra l'altro, a imporle il nome d'arte Tippi, suggerito dal vezzeggiativo svedese tupsa ("piccolina") con cui veniva affettuosamente chiamata dal padre sin da bambina.

Tippi Hedren nel 1965

Data la scarsissima esperienza recitativa, limitata alle sole apparizioni pubblicitarie in televisione, fu per lei necessario un lento e costante apprendistato, che comprendeva numerose sessioni di trucco, costosi provini girati insieme a Martin Balsam, nei quali si replicavano alcune scene tratte da celebri pellicole del regista, un ricco guardaroba anche personale e il diretto coinvolgimento in ogni fase della preparazione del film: un trattamento particolare e raramente riservato dal regista ad altre sue "attrici-feticcio", anche se negli anni immediatamente precedenti (1956-1960) egli curò molto la recitazione di Vera Miles, Eva Marie Saint, Janet Leigh e soprattutto di Kim Novak. Nel suo primo vero film, girato nel periodo marzo-luglio 1962, la Hedren ebbe spesso a che fare con riprese estenuanti e, dato il soggetto, con variegati stormi di uccelli impazziti, alcuni meccanici o solo disegnati sulla pellicola, ma in molti casi in carne e ossa e che ovviamente non si comportarono sempre come previsto dalla sceneggiatura.

Durante le scene in cui veniva brutalmente attaccata da una moltitudine informe di gabbiani e di corvi lanciati contro la sua figura all'interno di un'auto in sosta e di una cabina telefonica, i cui vetri si frantumarono davvero provocandole alcuni graffi al volto, e nella soffitta di una fattoria isolata, l'attrice dovette dimenarsi in modo così frenetico e compulsivo da arrivare, in quest'ultima circostanza, a un vero esaurimento nervoso e al riposo in ospedale, che impose l'interruzione forzata delle riprese per vari giorni. Fu un evento inedito nei film di Hitchcock; nel frattempo, per la scena immediatamente successiva, l'attrice venne sostituita da una controfigura. Il film ebbe ovunque un grande battage pubblicitario, curato dallo stesso regista, e venne presentato anche fuori concorso al Festival di Cannes, garantendo così una improvvisa visibilità alla sua protagonista, nonostante la sua scarsa esperienza di attrice. Nel 1964 la Hedren ottenne sia il premio di Photoplay, come migliore attrice rivelazione dell'anno, sia una candidatura per il Golden Globe come migliore attrice esordiente, premio che effettivamente vinse condividendolo con Elke Sommer e Ursula Andress. Il personaggio di Melanie Daniels resterà il ruolo centrale e più celebre della sua carriera.

L'anno successivo a Gli uccelli, Alfred Hitchcock, dopo avere cercato di ingaggiare e istruire altre giovani e misconosciute attrici bionde (tra cui Joanna Moore e Claire Griswold, neo moglie del regista Sydney Pollack), e pur con qualche esitazione, finì per affidarle il ruolo di una donna repressa e cleptomane nel film Marnie al fianco di Sean Connery, che all'epoca impersonava il leggendario ruolo del primo James Bond del cinema. Inizialmente, per il ruolo della protagonista femminile, il regista cercò insistentemente di convincere anche la principessa di Monaco Grace Kelly a tornare sulle scene dopo alcuni anni, la quale, pur lusingata, venne convinta per varie ragioni a declinare l'offerta. La lavorazione del film risultò molto difficile e traumatica per la Hedren, ancor più rispetto all'esperienza precedente, non solo perché Hitchcock tentava di trasformarla in una perfetta copia della "perduta" Kelly, ma soprattutto per la pesante attenzione nei suoi confronti. Hitchcock sviluppò infatti una vera e propria ossessione personale per la giovane attrice, che non si limitava solo al suo lavoro ma si estendeva anche alla vita privata, tanto che voci sul set raccontavano che la lavorazione, data l'estrema tensione, a un certo punto proseguisse senza una comunicazione diretta tra i due interessati, ma solo tramite interposta persona.

La Hedren, che a quel punto il regista nominava semplicemente come "La Ragazza", e che peraltro era impegnata nell'imminente matrimonio con il proprio agente (1964), resistette, consapevole che quel ruolo, molto difficile per una come lei con pochissima esperienza nel cinema alle spalle, le avrebbe consentito di avere una brillante carriera, se la sua recitazione nel tempo fosse risultata gradita a pubblico e critica. Alla fine della lavorazione però, dato il rifiuto deciso alle sue ripetute e, si dice, particolarmente insistenti avances, Hitchcock, che attraversava un periodo piuttosto critico nella propria gloriosa carriera e che pure aveva in mente per la Hedren un ulteriore terzo film da girare insieme tratto dalla commedia Mary Rose di J.M. Barrie, impedì all'attrice di lavorare ancora con lui o con qualunque altro produttore e regista. Fino al 1967 venne tenuta sotto contratto in esclusiva con la Universal, in cui ebbe solo sporadiche apparizioni in serie televisive minori, come I giorni di Bryan (1965) interpretato da Ben Gazzara, ma con la garanzia dei compensi già previsti. Come riferito dall'attrice nella sua recente autobiografia, Hitchcock impedì anche ai dirigenti della Universal di proporla tra le candidate al premio Oscar di quell'anno per la sua interpretazione in Marnie, che la stessa Hedren ha dichiarato essere la migliore della sua carriera.

Tippi Hedren in The Harrad Experiment (1973)

Sembra che per il netto divieto di Hitchcock, amareggiato oltretutto per il cocente insuccesso del film, anche il regista François Truffaut, grande estimatore del maestro inglese, nel 1966 dovette rinunciare alla Hedren per il ruolo della protagonista femminile in Fahrenheit 451, poi assegnato a Julie Christie. Per le stesse ragioni l'attrice non prese parte ai film I due seduttori (1964) di Ralph Levy e Mirage (1965) di Edward Dmytryk e in ruoli poi affidati rispettivamente a Shirley Jones e Diane Baker.

La storia del tormentato ma importante rapporto fra i due (e che si incontrarono l'ultima volta a Londra nel 1966) verrà poi pubblicamente raccontata dalla stessa attrice in varie circostanze dopo la morte del regista, avvenuta il 29 aprile 1980; tra queste occasioni vi fu anche un convegno internazionale di studi tenutosi a Roma nella primavera del 1980 e presieduto da François Truffaut. Dopo molti anni divenne il tema centrale del film per la TV di produzione britannica The Girl - La diva di Hitchcock (2012) di Julian Jarrold, tratto da un soggetto di Donald Spoto, ove i personaggi della Hedren e di Hitchcock sono stati interpretati da Sienna Miller e Toby Jones.

In seguito la carriera della Hedren non decollò mai pienamente e l'attrice resterà in genere legata, per il pubblico e la critica internazionale, alla sua complessa e famosa collaborazione con Hitchcock negli anni sessanta, di cui però verrà considerata e con crescente rispetto l'ultima vera diva bionda e fascinosa, in apparenza algida e sfuggente, anche per merito del rinnovato apprezzamento critico e televisivo dei suoi primi due celebri film.

Nel 1967 apparve nello sfortunato La contessa di Hong Kong diretto da Charlie Chaplin, ma in un ruolo non più da protagonista (e che la stessa Hedren sperava venisse ampliato dal regista al suo arrivo sul set a Londra) accanto ai divi Marlon Brando e Sophia Loren. Dopo la conclusione del contratto con la Universal la Hedren venne impiegata in pochi film minori e in ruoli anche inusuali, ovvero La grande rapina di Long Island (1968) di R.G. Springsteen, accanto a Christopher George, e gli inediti (in Italia) The Man and the Albatross (1969) di Jean-Pierre Decourt, Satan's Harvest (1970) di George Montgomery, Mr. Kingstreet's War (1971) di Percival Rubens, The Harrad Experiment (1973) di Ted Post e Allá donde muere el viento (1976) di Fernando Siro. Nel 1968 venne annunciata la sua partecipazione in un film da girare in Spagna e ambientato durante la guerra civile americana, dal titolo Seven Against Kansas e con la regia di David Friedkin, accanto a Farley Granger, Jeffrey Hunter, Richard Crenna e Robert Conrad, ma il progetto non andò in porto. Nel 1969 rifiutò il ruolo della protagonista femminile in Il terrore negli occhi del gatto di David Lowell Rich, poi assegnato a Gayle Hunnicutt. Nel 1975 rinunciò a impersonare l'infermiera Mildred Ratched con cui Louise Fletcher vinse il premio Oscar come migliore attrice protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman.

Tippi Hedren sul set de Gli uccelli II (1994)

Dopo una fase non breve e piuttosto incerta della propria carriera, divisa tra qualche cameo televisivo e pellicole cinematografiche di scarso successo o solo progettate, la Hedren ottenne un primo rilancio internazionale con il film Il grande ruggito (1981), una costosa produzione indipendente protrattasi per ben 11 anni, diretta dal marito di allora Noel Marshall, cui seguì Foxfire Light (1982) di Allen Baron, ove recitò insieme a Leslie Nielsen. Nel 1985 apparve nell'episodio pilota della fortunata serie TV Alfred Hitchcock presenta, e in seguito in altre note produzioni quali Hotel (1988) e La signora in giallo (1993). Nel 1994 fu tra gli interpreti, ricoprendo però un ruolo differente dall'originale, del sequel televisivo Gli uccelli II di Rick Rosenthal, che si rilevò piuttosto deludente. Nella stagione televisiva 1990-1991 venne inserita nel cast della celebre soap opera Beautiful nel ruolo di Helen MacLaine. A partire dal film Uno sconosciuto alla porta (1990) di John Schlesinger, di cui era protagonista la figlia Melanie Griffith, ormai lontana dai tempi dei vincolanti contratti con Hollywood e dall'allure hitchcockiano l'attrice viene riscoperta dai registi e da allora ha particolarmente intensificato la sua presenza sugli schermi, compresi quelli televisivi, pur se piuttosto in avanti con gli anni e in ruoli prevalentemente secondari.

Divenuta nel tempo convinta animalista e ambientalista, insieme ai suoi familiari la Hedren ha fondato nel 1972 la riserva naturale Shambala ad Acton, nel deserto della California, che promuove soprattutto la conoscenza e la protezione di tigri, leoni, leopardi e gatti selvatici; è tuttora diretta da un ente no profit appositamente costituito nel 1983. Sembra che per finanziare quel progetto l'attrice avesse inizialmente impegnato la costosa pelliccia di visone che indossava in varie scene del film Gli uccelli, e che ottenne poi in regalo dallo stesso Hitchcock.

Dopo avere scritto, in collaborazione con Theodore Taylor, il libro Cats of Shambala (1985), che trattava della sua esperienza durante le complesse riprese del film Il grande ruggito, in collaborazione con Lindsay Harrison nel 2016 ha pubblicato l'autobiografia Tippi. A Memoir, inedita in Italia. Nel 2018, quasi novantenne, la Hedren è tornata a fare la modella televisiva apparendo nelle vesti di una misteriosa indovina in occasione della nuova campagna pubblicitaria di Gucci Gioielli e orologi.

Dalla metà degli anni novanta la Hedren ha ricevuto vari premi e riconoscimenti, anche internazionali, tra cui nel 2003 una targa nella famosa Hollywood Walk of Fame.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Tippi Hedren si è sposata tre volte: nella prima giovinezza, dal 1952 al 1961, con il manager pubblicitario Peter Griffith da cui nel 1957 ha avuto la sua unica figlia, l'attrice Melanie Griffith, poi dal 1964 al 1982 con il proprio agente personale e regista Noel Marshall (e che la diresse anche in un film del 1981), e dal 1985 al 1995 con l'industriale nel settore dell'acciaio Luis Barrenechea. Negli anni 2002-2008 ha avuto una relazione con il veterinario Martin Dinnes. Nel 1985, a 55 anni di età, è diventata nonna di Alexander, nato dal matrimonio tra Melanie Griffith e il collega Steven Bauer. Nel 1989 è diventata nonna anche di Dakota Johnson, figlia di Melanie e dell'attore Don Johnson, e nel 1996 di Stella, nata durante il matrimonio della Griffith con l'attore spagnolo Antonio Banderas.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Tippi Hedren nel trailer de Gli uccelli (1963)
Tippi Hedren in Marnie (1964)
Tippi Hedren in La contessa di Hong Kong (1967)

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Cats of Shambala, 1985.
  • (EN) Tippi. A Memoir, 2016.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Hollywood Walk of Fame
  • 30 gennaio 2003

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Tippi Hedren è stata doppiata da:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN74037826 · ISNI (EN0000 0000 6311 2406 · Europeana agent/base/148282 · LCCN (ENn85048401 · GND (DE132179016 · BNF (FRcb13895084w (data) · NLA (EN35605125 · WorldCat Identities (ENlccn-n85048401