Governo Berlusconi IV: differenze tra le versioni

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* [[5 luglio]] [[2010]]: [[Aldo Brancher]], durante una dichiarazione spontanea al processo che lo vede coinvolto, annuncia le sue dimissioni da Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento <ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_05/brancher-milano-tribunale_241f0866-8808-11df-adfd-00144f02aabe.shtml|titolo = Brancher va dai giudici: «Mi dimetto»
* [[5 luglio]] [[2010]]: [[Aldo Brancher]], durante una dichiarazione spontanea al processo che lo vede coinvolto, annuncia le sue dimissioni da Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento <ref>{{Cita news|url=http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_05/brancher-milano-tribunale_241f0866-8808-11df-adfd-00144f02aabe.shtml|titolo = Brancher va dai giudici: «Mi dimetto»
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* [[14 Luglio]] [[2010]]: il sottosegretario all'economia [[Nicola Cosentino]] si dimette dal suo incarico. La settimana successiva il parlamento avrebbe dovuto votare una mozione di sfiducia nei confronti appunto di [[Nicola Cosentino|Cosentino]], indagato per illeciti riguardanti appalti sull'eolico. <ref> {{Cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2010/07/14/news/sfiducia_cosentino-5578170/?ref=HREA-1|titolo = Cosentino si dimette da sottosegretario|pubblicazione = repubblica.it|giorno = 14|mese = luglio|anno = 2010}}</ref>.
* [[14 luglio]] [[2010]]: il sottosegretario all'economia [[Nicola Cosentino]] si dimette dal suo incarico. La settimana successiva il parlamento avrebbe dovuto votare una mozione di sfiducia nei confronti appunto di [[Nicola Cosentino|Cosentino]], indagato per illeciti riguardanti appalti sull'eolico. <ref>{{Cita news|url=http://www.repubblica.it/politica/2010/07/14/news/sfiducia_cosentino-5578170/?ref=HREA-1|titolo = Cosentino si dimette da sottosegretario|pubblicazione = repubblica.it|giorno = 14|mese = luglio|anno = 2010}}</ref>.
* [[30 Luglio]] [[2010]]:33 deputati e 10 senatori, di area finiana inviano una lettera di dimissioni al capogruppo Cicchitto e costituiscono un nuovo gruppo parlamentare denominato "[[Futuro e Libertà. Per l'Italia]]"; garantiscono appoggio esterno condizionato al governo che perde la maggioranza assoluta alla camera.
* [[30 luglio]] [[2010]]: 33 deputati e 10 senatori, di area finiana inviano una lettera di dimissioni al capogruppo Cicchitto e costituiscono un nuovo gruppo parlamentare denominato "[[Futuro e Libertà. Per l'Italia]]"; garantiscono appoggio esterno condizionato al governo che perde la maggioranza assoluta alla camera.
* [[4 agosto]] [[2010]]: la Camera vota una mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario [[Giacomo Caliendo]] presentata dai gruppi [[Partito Democratico]] e [[Italia dei Valori]]. Il neocostituito gruppo [[Futuro e Libertà]] si astiene, assieme al [[Movimento per l'Autonomia]] e a settori dell'opposizione ([[Unione di Centro (attuale)|UdC]], [[Alleanza per l'Italia|ApI]]). La mozione viene respinta con 299 no, 229 sì e 75 astenuti: poiché i contrari non raggiungono la maggioranza assoluta, il Presidente del Consiglio valuta di richiedere lo scioglimento delle Camere.


== Note ==
== Note ==

Versione delle 10:18, 5 ago 2010

Template:Elezione Legislatura Template:Governo Repubblica Italiana

Il Governo Berlusconi IV si è costituito il 7 maggio 2008 ed è in carica dall'8 maggio 2008. È il sessantesimo governo della Repubblica.

La composizione del Consiglio dei Ministri è stata comunicata da Silvio Berlusconi il 7 maggio, contestualmente al conferimento dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dall'8 maggio 2009, con l'aggiunta del Ministro del Turismo e la nomina di 5 viceministri già sottosegretari, era formato da 22 ministri (12 con portafoglio, 10 senza), 5 viceministri, e 33 sottosegretari per un totale, incluso il Presidente del Consiglio, di 61 componenti. Dal 15 dicembre 2009, con la reistituzione del Ministero della Salute, il numero complessivo di membri del Governo rimane invariato ma la compagine governativa è ora formata da 23 ministri, di cui 13 con portafoglio e 10 senza, 4 viceministri e 33 sottosegretari. Il 1º marzo 2010 vengono nominati 4 nuovi sottosegretari e il numero di componenti sale pertanto a 65. Dal 18 giugno 2010, con la nomina del ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento, i ministri senza portafoglio sono passati a 11, per un totale di 24 ministri (due in meno del precedente governo Prodi II), a parità di numero complessivo di membri del Governo. In seguito però, il 5 luglio 2010, dopo un acceso dibattito politico, Aldo Brancher (Ministro senza portafoglio per la Sussidiarietà e il Decentramento) si è dimesso. Il numero di ministri senza portafoglio sono tornati ad essere 10, per un totale di 23 ministri.

Il governo Berlusconi IV nella formazione originaria

Composizione attuale del governo:

Partecipazione all'esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei Ministri:

Il Governo dispone all'inizio della legislatura di una larga maggioranza parlamentare di eletti nelle sue file nei due rami del Parlamento: 343 deputati e 174 senatori, frutto di un risultato del 46,8% alla Camera (17.063.874) e del 47,3% al Senato (15.507.549).

In Parlamento l'esecutivo gode dell'appoggio esterno di:

Il Governo Berlusconi IV nel momento del giuramento aveva un'età media di 52 anni; cinque ministri erano sotto i 40, di cui due con portafoglio. Rispetto al Governo precedente questo aveva tre anni di meno: 52,48 anni di media contro 55,65. Il ministro più giovane è una donna: Giorgia Meloni, Politiche Giovanili, 31 anni al momento del giuramento (tra l'altro la più giovane della storia della Repubblica). Di un anno più vecchia Mara Carfagna, Pari Opportunità. Under 40 è anche Raffaele Fitto, Affari regionali. Due poco più che trentenni anche tra i ministri con portafoglio: sono il nuovo Guardasigilli Angelino Alfano (37 anni) e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (34 anni).

La formazione del Governo Berlusconi IV è stata una delle più rapide della storia della Repubblica (appena 25 giorni dalle elezioni). Per la seconda volta nella storia politica dell'Italia repubblicana, l'incarico di formare il Governo è stato accettato senza la consueta "riserva" che l'incaricato pone al ricevimento del mandato, e la lista dei ministri è stata comunicata immediatamente dopo l'affidamento dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica. L'unico precedente era stato il governo Pella (1953).

La maggiore presenza di donne nel governo ha migliorato la posizione dell'Italia in rapporto al "gap" uomo-donna nella politica, portandola dalla 80ma alla 46ma posizione (su 130 paesi), ma rimanendo comunque dietro a gran parte dei paesi dell'Unione Europea.[2] Nel 2009 guadagna un'ulteriore posizione, piazzandosi al 45mo posto.[3]

Presidente del Consiglio dei Ministri

Silvio Berlusconi (FI-PdL)

Segretario del Consiglio dei Ministri

Gianni Letta (FI-PdL)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Paolo Bonaiuti (FI–PdL) con delega all'Editoria
Carlo Giovanardi (PL–PdL), con delega alla Famiglia, alla lotta alla droga ed al Servizio civile
Gianfranco Miccichè (FI–PdL), con delega al CIPE
Rocco Crimi (FI–PdL), con delega allo Sport
Michela Vittoria Brambilla (FI-PdL), con delega al Turismo (fino all'08/05/2009)
Guido Bertolaso (tecnico), con delega all'emergenza rifiuti in Campania[4], alla Protezione Civile ed ai Grandi eventi (dal 21/05/2008)

Ministri senza portafoglio

Rapporti con il Parlamento

Ministro Elio Vito (FI–PdL)
Sottosegretario Laura Ravetto (FI–PdL, dal 04/03/2010)

Riforme per il Federalismo

Ministro Umberto Bossi (LN)
Sottosegretario Aldo Brancher (FI–PdL, fino al 18/06/2010)

Sussidiarietà e Decentramento

Ministro Aldo Brancher (FI–PdL, dal 18/06/2010 al 05/07/2010)

Rapporti con le Regioni

Ministro Raffaele Fitto (FI–PdL)

Semplificazione Normativa

Ministro Roberto Calderoli (LN)
Sottosegretario Maurizio Balocchi (LN, fino al 14/02/2010[5]),
Francesco Belsito (LN, dal 19/02/2010[6])

Politiche Europee

Ministro Andrea Ronchi (AN–PdL)[7]

Pubblica Amministrazione e Innovazione

Ministro Renato Brunetta (FI–PdL)
Sottosegretario Andrea Augello (AN–PdL, dal 04/03/2010)

Attuazione del Programma di Governo

Ministro Gianfranco Rotondi (DCA–PdL)
Sottosegretario Daniela Santanchè (MPI–PdL, dal 04/03/2010)

Pari Opportunità

Ministro Mara Carfagna (FI–PdL)

Gioventù

Ministro Giorgia Meloni (AN–PdL)

Turismo

Incarico creato a far data dall'08/05/2009

Ministro Michela Vittoria Brambilla (FI–PdL, dall'08/05/2009)

Ministeri

Affari Esteri

Ministro Franco Frattini (FI–PdL)
Sottosegretari: Stefania Craxi (FI–PdL), Alfredo Mantica (AN–PdL), Vincenzo Scotti (MpA, dal 22/01/2010 aderisce a Noi Sud)

Interno

Ministro Roberto Maroni (LN)
Sottosegretari: Alfredo Mantovano (AN–PdL), Michelino Davico (LN), Nitto Francesco Palma (FI–PdL)

Difesa

Ministro Ignazio La Russa (AN-PdL)
Sottosegretari: Guido Crosetto (FI-PdL), Giuseppe Cossiga (FI-PdL)

Giustizia

Ministro Angelino Alfano (FI–PdL)
Sottosegretari: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI–PdL), Giacomo Caliendo (indipendente PdL)

Economia e Finanze

Ministro Giulio Tremonti (FI–PdL)
Viceministro Giuseppe Vegas (FI–PdL, dal 21/05/2009) con delega alle Finanze
Sottosegretari: Giuseppe Vegas (FI-PdL, fino al 21/05/2009), Luigi Casero (FI–PdL), Daniele Molgora (LN, fino al 20 maggio 2010), Sonia Viale (LN, a partire dal 20 maggio 2010[8]), Nicola Cosentino (FI–PdL, fino al 14/07/2010 [9]), Alberto Giorgetti (AN–PdL).

Sviluppo Economico

Il dicastero dello Sviluppo Economico accorpa anche il Ministero delle Comunicazioni ed il Ministero del Commercio Internazionale, ex Legge n. 244/2007.

Ministro Claudio Scajola (FI–PdL, fino al 04/05/2010)
Silvio Berlusconi ad interim (FI–PdL, dal 05/05/2010[10])
Viceministri Adolfo Urso (AN–PdL, dal 30/06/2009)[7] con delega al Commercio estero
Paolo Romani (FI-PdL, dal 30/06/2009) con delega alle Comunicazioni
Sottosegretari: Adolfo Urso (AN-PdL, fino al 30/06/2009), Paolo Romani (FI-PdL, fino al 30/06/2009), Ugo Martinat (AN-PdL, fino al 28/03/2009[5]), Stefano Saglia (AN-PdL, dal 30/04/2009)

Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Ministro Luca Zaia (LN) fino al 16/04/2010
Giancarlo Galan (FI-PdL) dal 16/04/2010
Sottosegretario: Antonio Buonfiglio (AN–PdL)[7]

Lavoro e Politiche Sociali

Ministro Maurizio Sacconi (FI–PdL)
Sottosegretario: Pasquale Viespoli (AN–PdL)[7]

Istituito il 13 dicembre 2009 in seguito allo scorporamento del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Salute

Ministro Ferruccio Fazio (indipendente PdL)
Sottosegretari: Francesca Martini (LN), Eugenia Roccella (AN-PdL)

Istituito il 13 dicembre 2009 in seguito allo scorporamento del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Infrastrutture e Trasporti

Ministro Altero Matteoli (AN–PdL)
Viceministro Roberto Castelli (LN, dal 21/05/2009) con delega alle Infrastrutture Ferroviarie, ai Trasporti Pubblici Locali Metropolitani, alla Navigazione Interna ed all'Expo 2015
Sottosegretari: Roberto Castelli (LN, fino al 21/05/2009), Bartolomeo Giachino (indipendente PdL), Mario Mantovani (FI–PdL), Giuseppe Maria Reina (MpA)

Il dicastero accorpa il Ministero delle Infrastrutture con il Ministero dei Trasporti, ex Legge n. 244/2007.

Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare

Ministro Stefania Prestigiacomo (FI–PdL)
Sottosegretario: Roberto Menia (AN–PdL)[7]

Istruzione, Università e Ricerca

Ministro Mariastella Gelmini (FI–PdL)
Sottosegretario: Giuseppe Pizza (DC-PdL), Guido Viceconte (FI-PdL, dal 04/03/2010)

Il dicastero accorpa il Ministero della Pubblica Istruzione con il Ministero dell'Università e della Ricerca, ex Legge n. 244/2007.

Beni e Attività Culturali

Ministro Sandro Bondi (FI–PdL)
Sottosegretario: Francesco Maria Giro (FI–PdL)

Cronologia

  • 7 maggio 2008: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affida a Silvio Berlusconi l'incarico di formare il governo, dopo le consultazioni iniziate il giorno precedente. Berlusconi accetta immediatamente presentando, contestualmente, la lista dei ministri[11].
  • 8 maggio 2008: Giuramento del Governo. A seguire, passaggio di consegne a Palazzo Chigi e primo Consiglio dei Ministri, con la nomina di Gianni Letta a segretario del Consiglio stesso, Antonio Tajani a Commissario Europeo (in sostituzione del neo-Ministro degli Esteri Franco Frattini) e Mauro Masi a segretario generale della Presidenza del Consiglio[12].
  • 12 maggio 2008: Nomina e giuramento dei 37 sottosegretari[13].
  • 13 maggio 2008: Il discorso del Presidente del Consiglio, Berlusconi, alla Camera dei deputati apre il dibattito sulla fiducia al nuovo governo nei due rami del Parlamento[14].
  • 14 maggio 2008: Ottiene la fiducia della Camera dei Deputati, con 335 sì, 275 no e 1 astenuto (presenti 611, votanti 610, maggioranza richiesta 306)[15]. Vota a favore anche il deputato Mario Baccini, eletto nelle liste dell'UdC.
  • 15 maggio 2008: Ottiene la fiducia del Senato della Repubblica con 173 sì, 137 no e 2 astenuti (presenti 313, votanti 312, maggioranza richiesta 157)[16].
  • 21 maggio 2008: Riunione del Consiglio dei Ministri a Napoli (prima volta nella storia repubblicana che il governo si riunisce nella città partenopea ma è la seconda che si riunisce fuori Roma: il primato spetta al secondo governo Prodi che si riunì alla Reggia di Caserta nel 2007, mentre nel 1943 i due esecutivi guidati da Pietro Badoglio si riunirono prima a Brindisi e poi a Salerno). Decisa la nomina di Guido Bertolaso a sottosegretario all'emergenza rifiuti e ai grandi eventi[17].
  • 24 giugno 2008: Il ministro Giulio Tremonti presenta il Documento di programmazione economica e finanziaria; in serata i parlamentari del Movimento per l'Autonomia comunicano la decisione di non votare la prima fiducia posta dal Governo, riguardante il decreto fiscale all'esame della Camera[18]. Il giorno successivo il Governo recepisce un odg[19] presentato dall'MPA che torna ad accordare la fiducia, votata dalla Camera con 326 sì, 260 no e 3 astenuti[20].
  • 25 giugno 2008: decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, abrogazione di alcune norme antiriciclaggio e anti-evasione.
  • 26 giugno 2008: Lodo Alfano. Legge formalmente nota con il nome "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato". La coincidenza della rapida approvazione di questo disegno legge con l'imminente conclusione del processo a Milano sulla corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills (condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione) che vedeva come coimputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha alimentato le proteste dell'opposizione.
  • 8 luglio 2008: La Camera approva il Dpef.
  • 15 luglio 2008: La Camera approva il decreto legge sulla sicurezza su cui il Governo aveva posto la fiducia (322 sì, 267 no, 8 astenuti).
  • 21 luglio 2008: Il Governo ottiene dalla Camera la fiducia posta sul maxi-emendamento alla manovra finanziaria (323 sì, 253 no)[21].
  • 1º agosto 2008: Il Senato vota la fiducia al Governo sul maxi-emendamento alla manovra finanziaria (170 sì, 129 no, 3 astenuti)[22].
  • 5 agosto 2008: In terza lettura la Camera vota la fiducia con 312 sì e 239 no e approva definitivamente il maxi-emendamento alla manovra finanziaria, che diventa la Legge 133/2008[23].
  • 7 ottobre 2008: La Camera accorda la fiducia sul decreto Gelmini sulla scuola. I sì sono 321, i no 255 e 2 gli astenuti[24]. Proteste dell'opposizione per il ricorso alla forma del decreto. Il Presidente Giorgio Napolitano, che già in estate aveva chiesto più discussione parlamentare[25], ribadisce, in una lettera al quotidiano La Stampa, la propria funzione di garanzia[26].
  • 22 ottobre 2008: Nuova fiducia dalla Camera, sul decreto legge Alitalia, con 309 sì, 250 no e 2 astenuti[27].
  • 13 novembre 2008: I deputati dei Liberal Democratici votano contro la Finanziaria 2009, lasciando così la maggioranza e passando all'opposizione[28].
  • 27 novembre 2008: Il deputato Francesco Pionati lascia l'UdC per appoggiare il Governo.
  • 2 dicembre 2008: Fiducia della Camera sul decreto sanità: 307 sì, 241 no.
  • 7 gennaio 2009: In serata la Camera vota la fiducia sul decreto Gelmini riguardante l'Università, in scadenza il 9 gennaio. 302 i voti favorevoli, 228 i contrari, 2 gli astenuti[29].
  • 13 gennaio 2009: Nuove tensioni nella maggioranza a seguito della posizione della questione di fiducia sul decreto legge anticrisi all'esame della Camera. Il Movimento per l'Autonomia esprime nuovamente riserve[30][31].
  • 14 gennaio 2009: La Camera vota la fiducia al governo sul decreto-legge anticrisi. 327 sì, 252 no, 2 astenuti. Vota a favore anche il Movimento per l'Autonomia[32], che però si astiene dalla votazione sul provvedimento finale[33].
  • 27 gennaio 2009: Il Senato vota la fiducia sul decreto anticrisi, in scadenza il giorno successivo, con 158 sì, 126 no e 2 astenuti[34].
  • 2 febbraio 2009: Il deputato Paolo Guzzanti lascia il PdL per il PLI e passa all'opposizione.
  • 6 febbraio 2009: Nel corso del dibattito sulle condizioni di Eluana Englaro il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge volto ad impedire la sospensione di alimentazione ed idratazione. Il Presidente della Repubblica non firma il decreto, giudicandolo incostituzionale. In serata, il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge che recepisce in toto il testo del decreto.
  • 11 febbraio 2009: Il Senato vota la fiducia sulla conversione in legge del c.d. "milleproroghe": 162 sì, 126 no[35].
  • 19 febbraio 2009: La Camera vota la fiducia sulla Legge 14/2009 che definitivamente converte il DL 207/2008, c.d. "Milleproroghe". 284 i sì, 243 i no[36].
  • 2 aprile 2009: La Camera vota la fiducia sul maxiemendamento al dl contenente misure a sostegno dei settori industriali in crisi: 298 sì, 235 no, 2 astenuti[37].
  • 8 aprile 2009: Il Senato vota la fiducia sul decreto legge circa gli incentivi industriali, che viene così convertito. Votano a favore 164 senatori, 119 votano contro, 2 si astengono[38].
  • 22 aprile 2009: Passa al Senato (261 sì, 3 no e un astenuto) il Decreto Maroni.
  • 8 maggio 2009: Sono nominati 5 viceministri, già sottosegretari, Vegas, Urso, Romani, Fazio e Castelli. Nella stessa seduta il CdM vara un disegno di legge di costituzione del nuovo ministero della Salute. Nella stessa giornata, la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, Michela Brambilla, è nominata Ministro senza portafoglio con la stessa delega e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano.
  • 13 maggio 2009: La Camera vota al Governo tre fiducie sugli altrettanti maxiemendamenti al ddl sulla sicurezza presentato dal ministro Maroni. Le votazioni registrano rispettivamente 316 sì e 258 no, 315 sì e 247 no, 315 sì e 237 no.
  • 10 giugno 2009: La Camera approva la fiducia posta dal Governo sul ddl Alfano, che restringe la possibilità per i pubblici ministeri di servirsi di intercettazioni telefoniche nelle indagini. I voti a favore sono 325, 246 i contrari, 2 gli astenuti. I gruppi parlamentari di opposizione si appellano al Presidente della Repubblica denunciando il sistematico ricorso del Governo al voto di fiducia[39].
  • 11 giugno 2009: La senatrice Adriana Poli Bortone lascia il Gruppo del PdL e si iscrive al Misto, costituendovi la componente "Io Sud". Nelle successive votazioni di fiducia si asterrà, votando quindi contro secondo il regolamento del Senato.
  • 1º luglio 2009: Il Senato approva due fiducie poste sul ddl sicurezza, già approvato con fiducia alla Camera il 13 maggio. La prima fiducia, posta sull'articolo 1 del testo, ottiene 164 sì, 124 no e 3 astenuti; la fiducia sull'articolo 2 registra 164 sì, 124 no e 4 astenuti[40].
  • 2 luglio 2009: Terza fiducia del Senato sul ddl sicurezza, approvata con 161 sì, 124 no, 2 astenuti[41].
  • 16 luglio 2009: Il MpA assume una posizione più critica nei confronti del Governo, dichiarando che voterà solo provvedimenti giudicati favorevoli al Mezzogiorno[42].
  • 24 luglio 2009: La Camera, con 285 sì e 250 no, approva la fiducia posta dal Governo sul decreto-legge anticrisi. Il Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud non partecipa alla votazione. Il decreto contiene anche il rifinanziamento delle missioni militari all'estero contro cui, a partire dallo stesso giorno e nei giorni successivi, si schiera tuttavia la Lega Nord.
  • 1º agosto 2009: Il Senato vota la fiducia sul decreto-legge anticrisi con 166 sì e 109 no. Il Movimento per le Autonomie non partecipa al voto.
  • 30 settembre 2009: Fiducia della Camera sullo scudo fiscale con 309 sì e 247 no.
  • 18 novembre 2009: Con 302 sì e 263 no la Camera vota la fiducia al governo sul decreto Ronchi (adempimento degli obblighi comunitari).
  • 16 dicembre 2009: La Camera vota la fiducia sulla legge Finanziaria 2010 con 307 sì e 271 no. Il MpA non partecipa al voto lamentando la disattenzione nei confronti del Sud.
  • 10 febbraio 2010: Il sottosegretario e Capo Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso presenta le dimissioni da tutti gli incarichi, dopo che è risultato indagato per concussione negli appalti per i "Grandi eventi" quali il G8 de L'Aquila e la ricostruzione in Abruzzo post-terremoto. Tuttavia il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[43].
  • 18 febbraio 2010: Il sottosegratario all'Economia Nicola Cosentino presenta le dimissioni dopo che da mesi è indagato per collusioni con la cosca camorristica dei "Casalesi". Tuttavia il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[44].
  • 4 marzo 2010: Sono nominati quattro nuovi sottosegretari: Daniela Santanchè, Andrea Augello, Laura Ravetto, Guido Viceconte[45][46].
  • 30 marzo 2010: Dopo la sconfitta alle elezioni regionali in Puglia, il ministro Raffaele Fitto si dimette dall'incarico. Tuttavia il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[47].
  • 16 aprile 2010: Giancarlo Galan è nominato Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano, a seguito delle dimissioni di Luca Zaia, eletto Presidente della Regione Veneto.
  • 4 maggio 2010: Claudio Scajola si dimette da ministro dello Sviluppo Economico a seguito dei sospetti circa la provenienza dei soldi con i quali aveva acquistato la sua abitazione a Roma[10]. Il giorno seguente il presidente Napolitano nomina il presidente Berlusconi ministro ad interim del dicastero.
  • 20 maggio 2010: Sonia Viale nominata sottosegretaria al posto di Daniele Molgora[8].
  • 30 maggio 2010: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma il testo della Manovra Economico-Finanziaria del maggio 2010 [48].
  • 18 giugno 2010: Aldo Brancher viene nominato Ministro per l'Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale (poi tramutato in Sussidiarietà e Decentramento) e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano.
  • 5 luglio 2010: Aldo Brancher, durante una dichiarazione spontanea al processo che lo vede coinvolto, annuncia le sue dimissioni da Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento [49].
  • 14 luglio 2010: il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino si dimette dal suo incarico. La settimana successiva il parlamento avrebbe dovuto votare una mozione di sfiducia nei confronti appunto di Cosentino, indagato per illeciti riguardanti appalti sull'eolico. [50].
  • 30 luglio 2010: 33 deputati e 10 senatori, di area finiana inviano una lettera di dimissioni al capogruppo Cicchitto e costituiscono un nuovo gruppo parlamentare denominato "Futuro e Libertà. Per l'Italia"; garantiscono appoggio esterno condizionato al governo che perde la maggioranza assoluta alla camera.
  • 4 agosto 2010: la Camera vota una mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Giacomo Caliendo presentata dai gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori. Il neocostituito gruppo Futuro e Libertà si astiene, assieme al Movimento per l'Autonomia e a settori dell'opposizione (UdC, ApI). La mozione viene respinta con 299 no, 229 sì e 75 astenuti: poiché i contrari non raggiungono la maggioranza assoluta, il Presidente del Consiglio valuta di richiedere lo scioglimento delle Camere.

Note

  1. ^ Il partito sancisce ufficialmente il passaggio all'opposizione il 17 novembre 2008; la prima sfiducia votata al Governo è del 14 gennaio 2009
  2. ^ Come mostrato in "The Global Gender Gap Report" del 2008 (pag. 13), rispetto al rapporto del 2007 (pag.11)
  3. ^ "The Global Gender Gap Report" del 2009 (pag. 16)
  4. ^ Delega esauritasi il 31 dicembre 2009.
  5. ^ a b Deceduto.
  6. ^ ilGiornale.it URL consultato il 20 febbraio 2010
  7. ^ a b c d e Abbandonò il PdL per aderire al nuovo gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia
  8. ^ a b "La leghista Viale sottosegretaria di Tremonti", la Repubblica
  9. ^ Il 18 febbraio 2010 le sue dimissioni sono state respinte dal Presidente del Consiglio.
  10. ^ a b Scajola lascia, l'interim al premier, TgCom
  11. ^ Cfr. Alfano alla Giustizia, Frattini agli Esteri, Corriere della Sera, 7 maggio 2008.
  12. ^ Cfr. Giura il governo Berlusconi IV, Corriere della Sera, 8 maggio 2008.
  13. ^ Cfr. Ecco i 37 sottosegretari, Repubblica, 12 maggio 2008.
  14. ^ Cfr. Claudia Fusani, Berlusconi: "Crescita e sicurezza". E vuole il dialogo con l'opposizione, Repubblica, 13 maggio 2008.
  15. ^ Cfr. Berlusconi: "Il dialogo se po' fa". E loda le aperture di Veltroni, Repubblica, 14 maggio 2008.
  16. ^ Cfr. Senato, il governo ottiene la fiducia, Corriere della Sera, 15 maggio 2008.
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  32. ^ Camera.it - Seduta n. 114 del 14/01/2009
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  40. ^ Il governo blinda il ddl sicurezza e incassa le prime 2 fiducie al Senato Repubblica.it - 01/07/2009
  41. ^ Ddl sicurezza, terzo sì al Senato Repubblica.it - 02/07/2009
  42. ^ MpA: governo disattende patti ANSA.it - 16/07/2009
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  44. ^ Cosentino lascia tutti gli incarichi. Ma Berlusconi respinge le dimissioni, in corriere.it, 18 febbraio 2010.
  45. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 84 del 1° marzo 2010, su governo.it, 01-03-2010.
  46. ^ GOVERNO: SOTTOSEGRETARI HANNO GIURATO, in repubblica.it, 04 marzo 2010.
  47. ^ Sconfitta in Puglia, Fitto si dimette da ministro, in ilgiornale.it, 30 marzo 2010.
  48. ^ Testo della Manovra Economico-Finanziaria maggio 2010, in http://radicalweb.org, 30 maggio 2010.
  49. ^ Brancher va dai giudici: «Mi dimetto», in corriere.it, 05 luglio 2010.
  50. ^ Cosentino si dimette da sottosegretario, in repubblica.it, 14 luglio 2010.

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