Paolo Bonaiuti

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Paolo Bonaiuti

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi

Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi

Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Area Popolare (NCD-UDC) (Dal 22/04/2014-attualmente)

In precedenza:

- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 21/04/2014)

Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Collegio Regione Lombardia
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XIII

- XIV

- XV

- XVI

Gruppo
parlamentare
XIII e XIV e XV:

Forza Italia

XVI:

Popolo della Libertà

Coalizione XIII:

Polo per le Libertà

XIV e XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione Toscana
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Nuovo Centrodestra (Da aprile 2014 - attualmente)

In precedenza:

Forza Italia (Dal 1996 al 2008)

Il Popolo della Libertà (Dal 2008 a novembre 2013)

Forza Italia (Da novembre 2013 ad aprile 2014)

Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Giornalista

Paolo Bonaiuti (Firenze, 7 luglio 1940) è un politico e giornalista italiano, esponente di Forza Italia e portavoce del Presidente Silvio Berlusconi nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi Berlusconi II, Berlusconi III e Berlusconi IV. Ha aderito all'esperienza del Popolo della Libertà e della rinata Forza Italia per poi confluire nel Nuovo Centrodestra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità. Capo del servizio economico del Giorno di Milano, dal 1975 è inviato speciale, prima per l'economia e la finanza, poi per gli avvenimenti di politica internazionale. Nel 1984 entra al Messaggero di Roma come inviato e come editorialista, seguendo soprattutto i vertici del G7, gli eventi bellici, firmando inchieste sull'Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino a Maastricht. Nel 1992 diventa vicedirettore vicario.

Ha collaborato anche con la BBC, con la Radio della Svizzera italiana e con altri media stranieri.

Molto critico nei confronti di Silvio Berlusconi all'epoca della sua entrata in politica, da vicedirettore del Messaggero il 7 gennaio 1994 scrisse un editoriale al vetriolo sulla "cacciata" di Montanelli dal Giornale, intitolato "Va in onda la liberaldemocrazia"[1].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Deputato di Forza Italia e del PdL[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 ha tuttavia intrapreso la carriera politica aderendo proprio a Forza Italia e venendo eletto deputato nelle sue liste. Rieletto nel 2001, diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, carica che conserva fino alla primavera del 2006.

Rieletto anche nella XV e nella XVI legislatura, viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'editoria il 22 maggio 2008.

Senatore del PdL-Forza Italia-NCD[modifica | modifica wikitesto]

È stato rieletto anche alle elezioni del 2013. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[2]. Dal 2014 fa parte del NCD.

Incarichi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

XIII Legislatura
  • Membro della VII Commissione permanente (Cultura) (dal 28 luglio 1998)
XIV Legislatura
  • Membro della III Commissione (Affari esteri e comunitari) (dal 20 giugno 2001 al 3 giugno 2002)
  • Membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) (dal 3 giugno 2002 al 27 aprile 2006)
XV Legislatura
  • Vicepresidente della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
  • Membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione)
XVI Legislatura
  • Membro della IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni), sostituito da Vincenzo Garofalo
XVII Legislatura
  • Membro della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (citazione presente in Wikiquote)
  2. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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