Paolo Bonaiuti

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Paolo Bonaiuti
Paolo Bonaiuti datisenato 2013.jpg

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi

Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Forza Italia (Da inizio legislatura al 21/04/2014)

- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa (Dal 22/04/2014 a fine legislatura)

Collegio Lombardia
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XIII - XIV - XV:

- Forza Italia

XVI:
- Il Popolo della Libertà

Circoscrizione Toscana
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico FI (1996-2009)
PdL (2009-2013)
FI (2013-2014)
NCD (2014-2017)
AP (2017-2018)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Giornalista

Paolo Bonaiuti (Firenze, 7 luglio 1940) è un politico e giornalista italiano, portavoce di Silvio Berlusconi nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi Berlusconi II, Berlusconi III e Berlusconi IV. Ha aderito all'esperienza di Forza Italia, del Popolo della Libertà e della rinata Forza Italia, per poi confluire nel Nuovo Centrodestra e in Alternativa Popolare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità. Capo del servizio economico del Giorno di Milano, dal 1975 è inviato speciale, prima per l'economia e la finanza, poi per gli avvenimenti di politica internazionale. Nel 1984 entra al Messaggero di Roma come inviato e come editorialista, seguendo soprattutto i vertici del G7, gli eventi bellici, firmando inchieste sull'Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino a Maastricht. Nel 1992 diventa vicedirettore vicario.

Ha collaborato anche con la BBC, con la Radio della Svizzera Italiana e con altri media stranieri. Molto critico nei confronti di Silvio Berlusconi all'epoca della sua entrata in politica, da vicedirettore del Messaggero il 7 gennaio 1994 scrisse un editoriale al vetriolo sulla "cacciata" di Montanelli da Il Giornale, intitolato Va in onda la liberaldemocrazia.[1].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Deputato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 intraprende la carriera politica aderendo proprio a Forza Italia e venendo eletto deputato nelle sue liste. Rieletto nel 2001, diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, carica che conserva fino alla primavera del 2006. Rieletto anche nella XV e nella XVI legislatura, viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'editoria il 22 maggio 2008.

Senatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quattro legislatura consecutive alla Camera dei deputati, alle elezioni politiche del 2013 viene eletto senatore con Il Popolo della Libertà nella circoscrizione Lombardia.[2]

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.[3]

Il 21 aprile 2014 abbandona Forza Italia ed aderisce al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.[4]

Il 18 marzo 2017, con lo scioglimento del Nuovo Centrodestra, confluisce in Alternativa Popolare.[5]

Incarichi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]
XIII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]
  • Membro della VII Commissione permanente (Cultura) (dal 28 luglio 1998)
XIV Legislatura[modifica | modifica wikitesto]
  • Membro della III Commissione (Affari esteri e comunitari) (dal 20 giugno 2001 al 3 giugno 2002)
  • Membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) (dal 3 giugno 2002 al 27 aprile 2006)
XV Legislatura[modifica | modifica wikitesto]
  • Vicepresidente della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
  • Membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione)
XVI Legislatura[modifica | modifica wikitesto]
  • Membro della IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni), sostituito da Vincenzo Garofalo
XVII Legislatura[modifica | modifica wikitesto]
  • Membro della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (citazione presente in Wikiquote)
  2. ^ Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 10 marzo 2019.
  3. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia, su Corriere della Sera, 16 novembre 2013. URL consultato il 10 marzo 2019.
  4. ^ Bonaiuti lascia Forza Italia, su ansa.it, 13 aprile 2014. URL consultato il 2 maggio 2019.
  5. ^ Ncd finisce, nasce Alternativa Popolare - Politica, in ANSA.it, 18 marzo 2017. URL consultato il 20 maggio 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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