Mario Baccini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Mario Baccini
Mario Baccini deputato.jpg

Ministro per la funzione pubblica
Durata mandato 2 dicembre 2004 –
4 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Mazzella
Successore Luigi Nicolais

Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 11 giugno 2001 –
2 dicembre 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Umberto Ranieri
Successore Donato Di Santo

Vicepresidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Franco Marini

Segretario della Camera dei deputati
Durata mandato 16 aprile 1994 –
7 maggio 1996
Presidente Irene Pivetti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII, XIV, XVI
Gruppo
parlamentare
UDC, Misto (2001-2006), Misto (2008-2013), PdL
Coalizione PdL (1994), PpL (1996), CdL (2001), Popolo della Libertà (2008)
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari
  • XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
UDC (2006-2007), Misto (2007-2008)
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione Lazio
Incarichi parlamentari
  • Vice-presidenza del Senato della Repubblica;
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (dal 2017)
In precedenza:
DC (1980-1994)
CCD (1994-2002)
UDC (2002-2008)
RpI (2008)
FCP (2008-2013)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2017)
Titolo di studio laurea in Scienze della comunicazione[1]
Università Libera Università Maria Santissima Assunta[1]
Professione Libero professionista

Mario Baccini (Roma, 14 dicembre 1957) è un politico italiano, ministro per la funzione pubblica dal 2004 al 2006.

Già esponente della Democrazia Cristiana, ha aderito al CCD e all'UDC, dalla quale è successivamente fuoriuscito per aderire alla Rosa per l'Italia; ha poi promosso la costituzione della Federazione dei Cristiano Popolari e nel 2013 è entrato nel Nuovo Centrodestra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Baccini inizia la sua carriera politica in qualità di consigliere comunale di Roma, come esponente della DC.

Eletto deputato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, allo scioglimento della DC, decide di aderire al Centro Cristiano Democratico (CCD) di Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella. Viene eletto, in quello stesso anno, deputato alla Camera, ricoprendo l'incarico di capogruppo del CCD nella IX commissione e di segretario di Presidenza della Camera. Successivamente è stato segretario del gruppo e coordinatore nazionale del CCD.

Alle elezioni politiche del 2001 viene riconfermato deputato nel collegio uninominale di Roma-Fiumicino, come candidato della coalizione di centrodestra, la Casa delle Libertà. Dal 2002 aderisce all'UDC. Nella formazione del governo guidato da Silvio Berlusconi viene nominato sottosegretario al Ministero degli Affari esteri.

Ministro della funzione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 3 dicembre 2004 ha assunto, invece, l'incarico di Ministro per la funzione pubblica, riconfermato dal terzo governo Berlusconi. Sul finire del 2005, il suo nome viene lanciato fra le candidature a sindaco di Roma: a fare la proposta furono i vertici dell'UDC che avevano indicato nella figura di Baccini il proprio candidato per le amministrative della primavera 2006. In un servizio realizzato dalle Iene (2005), viene messa in dubbio la laurea ad Honorem, acquistabile online.

L'Ente per il Microcredito[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, in qualità di sottosegretario al Ministero degli Affari esteri, costituisce il Comitato nazionale per il microcredito, di cui si proclama presidente. Il Comitato diviene poi nel 2011 Ente nazionale, con venti dipendenti e una dotazione di 1,8 miliardi l'anno. Mario Baccini percepisce dall'Ente che lui stesso ha istituito un emolumento pari a 108000,00 € (netto mensile 5100,00 €), con decorrenza 2009, dunque anche con sovrapposizione con lo stipendio da parlamentare (di cui ha beneficiato fino al 2013)[2]. Pochi mesi più tardi Mario Monti, nominato premier, avvia il taglio degli sprechi e cancella l'Ente presieduto da Baccini. Trascorre poco tempo e l'Ente torna in vita grazie ad un emendamento in Commissione Bilancio che ripristina il finanziamento.[3] In seguito l'Ente avrà finanziamenti anche dall'Europa.

In Senato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto al Senato della Repubblica, di cui è stato uno dei vicepresidenti. Il 30 gennaio 2008, insieme a Bruno Tabacci, ha lasciato l'UDC,[4][5] dissentendo rispetto alla posizione del partito in occasione del conferimento di un mandato esplorativo di governo a Franco Marini e al riavvicinamento di Pier Ferdinando Casini alle posizioni di Berlusconi in tale circostanza, all'indomani della caduta del Governo Prodi II. Nella stessa data crea con Bruno Tabacci il movimento politico "Rosa per l'Italia", per conto della quale si presenta come candidato sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 13 e 14 aprile, dove ottiene lo 0,8% dei consensi.

Di nuovo alla Camera[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2008 la Rosa per l'Italia si presenta nell'alleanza dell'Unione di Centro: Baccini viene eletto deputato. Al ballottaggio per il Comune di Roma decide personalmente di appoggiare il candidato di centro-destra Gianni Alemanno[6]. Il 14 maggio 2008, durante la discussione in aula sulla mozione di fiducia al Berlusconi IV ha annunciato di votare a favore, dimettendosi contestualmente da tutti gli incarichi del suo partito ed iscrivendosi al gruppo misto della Camera.

Il 20 giugno presenta il simbolo del suo nuovo movimento politico[7], che si dichiara interessato al percorso costituente del Popolo della Libertà. A metà ottobre 2008, questo percorso viene intrapreso definitivamente, annunciando la partecipazione del movimento alla nascita del PdL. Il 13 maggio 2009 costituisce con i colleghi Giorgio La Malfa e Francesco Nucara la componente del Gruppo misto "Repubblicani Regionalisti Popolari". Il 26 maggio 2010 lascia il Gruppo misto per entrare nel gruppo parlamentare del Popolo della Libertà. Membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera[8]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è nel PdL romano e, decimo della lista, non è stato eletto[9]. Nel dicembre 2013 aderisce al neonato partito del Nuovo Centrodestra.[10]

In occasione delle elezioni amministrative del 2018 si candida alla carica di sindaco di Fiumicino, alla guida di una coalizione di centro-destra formata da: Forza Italia, da Energie per l'Italia e da cinque liste civiche, ma viene sconfitto con il 42,73% dei voti dal sindaco uscente Esterino Montino.[11]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato una prima volta e rimasto vedovo. Due i figli dal matrimonio: Alan e Roberta. Si è quindi risposato con Diana Battaggia. La coppia ha avuto una figlia, Zoe.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Curriculum Vitae Mario Baccini (PDF), su microcredito.gov.it.
  2. ^ Ente nazionale per il microcredito, Emolumenti degli organi, su microcreditoitalia.org.
  3. ^ Sergio Rizzo, L'irresistibile resistenza del re del mediocredito, Affari & Finanza di Repubblica, 3 giugno 2019, p. 8
  4. ^ Tabacci e Baccini lasciano l'Udc, in Corriere della Sera, 30 gennaio 2008.
  5. ^ Baccini e Tabacci lasciano l'Udc. Al Centro nasce la Rosa Bianca, in la Repubblica, 30 gennaio 2008.
  6. ^ Baccini: "voterò Alemanno" Adnkronos, 18 aprile 2008
  7. ^ Federazione dei Cristiano Popolari, su fdcp.it. URL consultato il 10 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2012).
  8. ^ http://www.mariobaccini.it/dettaglio.asp?t=2&id=2197[collegamento interrotto]
  9. ^ BACCINI Mario - biografia
  10. ^ “Addio Pdl, io guardo all'Europa”. Baccini, una spinta al Nuovo Centrodestra, Affaritaliani.it, 2 dicembre 2013. URL consultato il 27 dicembre 2013.
  11. ^ Fiumicino sceglie il mare, riconferma a Montino, su ilmessaggero.it, 25 giugno 2018. URL consultato il 5 giugno 2019.
  12. ^ Valentina Renzopaoli, Diana sfida il dragone per scalare l'Onu, l'Italia ci prova, su affaritaliani.it, 4 aprile 2013. URL consultato il 22 marzo 2021.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Roma Fiumicino Successore
nuova legge elettorale 1994 - 2006 nuova legge elettorale
Controllo di autoritàVIAF (EN273688100 · ISNI (EN0000 0003 8409 996X · SBN RMRV004804 · LCCN (ENno2012138211 · BNE (ESXX1785887 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2012138211