Mario Baccini

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Mario Baccini
Mario Baccini deputato.jpg

Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 11 giugno 2001 –
2 dicembre 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Umberto Ranieri
Successore Donato Di Santo

Ministro per la funzione pubblica
Durata mandato 2 dicembre 2004 –
4 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Mazzella
Successore Luigi Nicolais

Vicepresidente del
Senato della Repubblica
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Franco Marini

Segretario della
Camera dei deputati
Durata mandato 16 aprile 1994 –
7 maggio 1996
Presidente Irene Pivetti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII, XIV, XVI
Gruppo
parlamentare
UDC, Misto (2001-2006), Misto (2008-2013), PdL
Coalizione PdL (1994), PpL (1996), CdL (2001), Popolo della Libertà (2008)
Circoscrizione Lazio 1
Incarichi parlamentari
  • XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
UDC (2006-2007), Misto (2007-2008)
Coalizione CdL (2006)
Circoscrizione Lazio
Incarichi parlamentari
  • Vice-presidenza del Senato della Repubblica;
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico NCD (2013-presente)
precedenti:
DC (1980-1994)
CCD (1994-2002)
UDC (2002-2008)
FCP (2008-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio laurea in Lettere
Professione Libero professionista

Mario Baccini (Roma, 14 dicembre 1957) è un politico italiano, Ministro per la funzione pubblica dal 2004 al 2006.

Già esponente della Democrazia Cristiana, ha aderito al CCD e all'UDC, dalla quale è successivamente fuoriuscito per aderire alla Rosa per l'Italia; ha poi promosso la costituzione della Federazione dei Cristiano Popolari e nel 2013 è entrato nel Nuovo Centrodestra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Baccini inizia la sua carriera politica in qualità di consigliere comunale di Roma, come esponente della DC. Nel 1994, allo scioglimento della DC, decide di aderire al Centro Cristiano Democratico (CCD). Viene eletto, in quello stesso anno, deputato alla Camera, ricoprendo l'incarico di capogruppo del CCD nella IX commissione e di segretario di Presidenza della Camera. Successivamente è stato segretario del gruppo e coordinatore nazionale del CCD.

Alle elezioni politiche del 2001 viene riconfermato deputato nel collegio uninominale di Roma-Fiumicino, come candidato della coalizione di centrodestra, la Casa delle Libertà. Dal 2002 aderisce all'UDC. Nella formazione del governo guidato da Silvio Berlusconi viene nominato sottosegretario al Ministero degli Affari esteri, carica che ricopre anche durante i fatti criminosi commessi dalle forze di Polizia durante il G8 di Genova, il 21 luglio 2001, per i quali la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia perché il fatto "deve essere qualificato come tortura"[1].

Dal 3 dicembre 2004 ha assunto, invece, l'incarico di Ministro per la funzione pubblica, riconfermato dal terzo governo Berlusconi. Sul finire del 2005, il suo nome viene lanciato fra le candidature a sindaco di Roma: a fare la proposta furono i vertici dell'UDC che avevano indicato nella figura di Baccini il proprio candidato per le amministrative della primavera 2006.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto al Senato della Repubblica, di cui è stato uno dei vicepresidenti. Il 30 gennaio 2008, insieme a Bruno Tabacci, ha lasciato l'UDC,[2][3] dissentendo rispetto alla posizione del partito in occasione del conferimento di un mandato esplorativo di governo a Franco Marini e al riavvicinamento di Pier Ferdinando Casini alle posizioni di Berlusconi in tale circostanza, all'indomani della caduta del Governo Prodi II. Nella stessa data crea con Bruno Tabacci il movimento politico "Rosa per l'Italia", per conto della quale si presenta come candidato sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 13 e 14 aprile, dove ottiene lo 0,8% dei consensi.

Alle elezioni politiche del 2008 la Rosa per l'Italia si presenta nell'alleanza dell'Unione di Centro: Baccini viene eletto deputato. Al ballottaggio per il Comune di Roma decide personalmente di appoggiare il candidato di centro-destra Gianni Alemanno[4]. Il 14 maggio 2008, durante la discussione in aula sulla mozione di fiducia al Berlusconi IV ha annunciato di votare a favore, dimettendosi contestualmente da tutti gli incarichi del suo partito ed iscrivendosi al gruppo misto della Camera.

Il 20 giugno presenta il simbolo del suo nuovo movimento politico[5], che si dichiara interessato al percorso costituente del Popolo della Libertà. A metà ottobre 2008, questo percorso viene intrapreso definitivamente, annunciando la partecipazione del movimento alla nascita del PdL. Il 13 maggio 2009 costituisce con i colleghi Giorgio La Malfa e Francesco Nucara la componente del Gruppo Misto "Repubblicani Regionalisti Popolari". Il 26 maggio 2010 lascia il Gruppo Misto per entrare nel gruppo parlamentare del Popolo della Libertà. Membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera[6]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è nel PdL romano e, decimo della lista, non è stato eletto[7]. Nel dicembre 2013 aderisce al neonato partito del Nuovo Centrodestra.[8]

Nel 2005, in qualità di sottosegretario al Ministero degli Affari esteri, costituisce il Comitato nazionale per il microcredito, di cui si proclama presidente. Il Comitato diviene poi Ente nazionale. Mario Baccini percepisce dall'Ente che lui stesso ha istituito un emolumento pari a € 108.000,00 (netto mensile € 5.100,00), con decorrenza 2009 dunque anche con sovrapposizione con lo stipendio da parlamentare (di cui ha beneficiato fino al 2013)[9].

In occasione delle elezioni comunali del 2018 si candida alla carica di sindaco di Fiumicino sostenuto da Forza Italia, da Energie per l'Italia e da cinque liste civiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica, G8 Genova, Corte Strasburgo condanna l'Italia, su repubblica.it.
  2. ^ http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_30/tabacci_baccini_lasciano_udc_7946a214-cf7c-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml Corriere della Sera, 30 gennaio 2008: "Tabacci e Baccini lasciano l'Udc"
  3. ^ http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-4/baccini-tabacci/baccini-tabacci.html La Repubblica, 30 gennaio 2008: "Baccini e Tabacci lasciano l'Udc. Al Centro nasce la Rosa Bianca"
  4. ^ Baccini: "voterò Alemanno" Adnkronos, 18 aprile 2008
  5. ^ Federazione dei Cristiano Popolari
  6. ^ http://www.mariobaccini.it/dettaglio.asp?t=2&id=2197[collegamento interrotto]
  7. ^ BACCINI Mario - biografia
  8. ^ “Addio Pdl, io guardo all'Europa”. Baccini, una spinta al Nuovo Centrodestra, Affaritaliani.it, 2 dicembre 2013. URL consultato il 27 dicembre 2013.
  9. ^ Ente nazionale per il microcredito, Emolumenti degli organi, su microcreditoitalia.org.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN273688100 · ISNI (EN0000 0003 8409 996X · SBN IT\ICCU\RMRV\004804