Slax

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Slax
Logo
Slax Linux 9.2.1.png
Desktop di Slax 9.2.1, con le applicazioni preinstallate
SviluppatoreTomas Matejicek
Famiglia SODebian (GNU/Linux)
Release corrente9.2.1 (16 novembre 2017)
Tipo di kernelLinux 4.9 (monolitico)
Tipologia licenzaSoftware libero
LicenzaGNU GPL
Stadio di sviluppoSviluppo continuo.
Sito web e

Slax è una distribuzione derivata da Debian (fino alla versione 7.0.6 era basata su Slackware)[1] utilizzabile via live CD. Supporta il completo caricamento del sistema in RAM, lasciando libero il drive CD/DVD, permettendo per esempio di leggere il contenuto di un altro disco o scrivere file su un CD-R/CD-RW. La distribuzione si caratterizza per il fatto di essere leggera, stabile, veloce. Slax utilizza Fluxbox come ambiente desktop.

La versione attuale è la 9.2.1, rilasciata il 16 novembre 2017: è disponibile nelle versioni a 32 e 64 bit.[2]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Le prime versioni erano indicate come Slackware Live, ad indicare la diretta discendenza dalla distribuzione Slackware. La distribuzione era basata sul desktop environment KDE.[3]

Il 1º gennaio 2004 viene rilasciata la versione 3.0.24, che segna un primo cambio di nome: essa infatti diventa SLAX.[3]

La versione 4 debutta il 25 febbraio 2004: la novità più importante è la possibilità di aggiungere/rimuovere i moduli (il nome assegnato ai pacchetti dei programmi) durante l'esecuzione del sistema.[3]

La versione 5 viene rilasciata il 5 aprile 2005. La versione standard viene successivamente affiancata da alcune versioni particolari:

Il 13 febbraio 2008 viene presentata la versione 6. La distribuzione viene rilasciata sotto forma di un'immagine ISO scrivibile su un CD/DVD oppure sotto forma di un archivio TAR usabile nel caso di installazioni su USB oppure anche su disco rigido. È ampiamente configurabile dal momento che adotta un approccio modulare ed è pertanto adattabile alle esigenze del singolo utente. I moduli hanno estensione .Izm e quelli presenti di base in Slax 6.1.2 sono solo 7 (e si possono trovare digitando da terminale /mnt/hda/slax/base):

  • 001-core.Izm
  • 002-xorg.Izm
  • 003-desktop.Izm
  • 004-kdeapps.Izm
  • 005-koffice.Izm
  • 006-devel.Izm
  • 007-firefox.Izm

Qualora si volessero caricarne all'avvio di personali vanno salvati nella directory /slax/modules/ del CD o della USB contenente Slax. Al momento del boot è possibile scegliere l'opzione che consente di eseguire Slax tramite RAM, mantenendo libero il lettore CD/DVD. Con il rilascio della versione 6.0.1 la distribuzione cambia nome da "SLAX" a Slax.[8]

La versione 7 viene presentata il 10 dicembre 2012. Indicata dal suo autore con il nome in codice di "Green Horn", presenta il nuovo KDE 4 e la localizzazione in più di 50 lingue.[9]

A distanza di circa 3 anni e mezzo dal precedente rilascio, il 16 novembre 2017 viene rilasciata Slax 9.2.1, che segna una svolta nella distribuzione: questa versione, infatti, vede il passaggio da Slackware a Debian come base del sistema e, conseguentemente, l'adozione di apt come strumento di installazione e rimozione dei pacchetti software, che adesso sono nel formato deb.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Slax 6.1.2 con alcune applicazioni da Konsole

Slax è offerta in un'unica versione Live scrivibile su CD/DVD oppure su una chiave USB. Nel caso in cui si scelga un supporto non riscrivibile (come un disco ottico), tutte le modifiche verranno salvate in memoria per cui ogni cosa verrà persa al momento del termine della sessione di lavoro; se si installa invece su un supporto riscrivibile (come la chiave USB) le modifiche possono essere salvate: in questo caso viene detto che la distribuzione opera in modalità "Persistent Changes".[10] Quest'ultima modalità salva le modifiche al sistema in un singolo file di massimo 4 GB di capacità nel caso in cui il supporto fisico sia formattato con il file system FAT oppure all'interno di una specifica cartella nel caso di supporti formattati con file system di tipo Linux come ext4. Il sistema può essere comunque avviato senza supporto alla modalità Persisten Changes semplicemente scegliendo un'apposita voce dal menu di boot.

Slax di default utilizza Fluxbox come interfaccia grafica. La caratteristica principale di Slax è la possibilità, dalla versione 9.2.1, di poter accedere ai repository di Debian e quindi al parco software disponibile per questa distribuzione. L'installazione dei programmi si fa mediante l'uso dello strumento Advanced Packaging Tool (apt).[1][11] La versione standard di Slax 9.2.1 è basata sul kernel Linux 4.9.0, sul server grafico X Window System 7.7, sul desktop manager Fluxbox, sul gestore di pacchetti apt, e presente solo poche applicazioni preinstallate: il browser Chromium, l'editor di testi Leafpad, una calcolatrice ed un riproduttore multimediale.[2]

Attenzione: con la versione 10 di Windows, da questo sistema operativo non è più normalmente possibile esaminare il contenuto della pendrive di bootstrap SLAX da USB. Al suo inserimento la pendrive sarà vista come corrotta da Windows. Il sistema operativo, pur invitando istantaneamente l'utente a provvedere alla sua riparazione con gli strumenti di Windows, interverrà però immediatamente anche in modo automatico, e ne renderà illeggibile il contenuto.[senza fonte]

Non è noto se il problema sia stato risolto nella più recente versione SLAX 9.2.1.

Configurare un client PPPoE[modifica | modifica wikitesto]

file pppoe.conf visualizzato con Kwrite

Nel momento in cui si collega il computer ad un modem/router mediante cavetto ethernet, se la rete offre un servizio DHCP, la connessione dovrebbe essere stabilita immediatamente (sul pannello delle applicazioni compare una icona raffigurante due computer con schermi blu). A questo punto il comando pppoe-setup impartito da terminale (Konsole) permette di configurare un client PPPoE. Occorre specificare

  • username
  • interfaccia di rete (eth0 di default)
  • avtivate-on-demand (mettere no se si adopera una connessione ADSL di tipo flat)
  • password
  • primary & secondary DNS (dipendono dall'ISP che si utilizza)
  • firewalling

la connessione viene lanciata con il comando pppoe-start ed interrotta con pppoe-stop. Dopo aver impostato la connessione digitando da terminale kwrite /etc/ppp/pppoe.conf si possono vedere le impostazioni inserite ed eventualmente modificarle. Volendo si possono utilizzare i DNS di OpenDNS digitando da terminale kwrite /etc/resolv.conf e copiando le due righe successive

nameserver 208.67.222.222
nameserver 208.67.220.220

Dopo aver apportato tali modifiche, ricordarsi di salvare e chiudere la finestra di kwrite. Per riavviare la connessione dopo aver apportato qualche modifica digitare da terminale /etc/rc.d/rc.inet1 restart.

Galleria d'immagini di Konsole (terminale)[modifica | modifica wikitesto]

Autori[modifica | modifica wikitesto]

Slax, contrariamente a quanto succede nel mondo dell'open source, dove i progetti sono mantenuti da comunità di sviluppatori, è stata creata da una singola persona, Tomas Matejicek, usando i Linux Live script e Slackware.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dettagli su SLAX, DistroWatch.com. URL consultato il 23 novembre 2017.
  2. ^ a b c Slax 9.2.1, Slax.org, 16 novembre 2017. URL consultato il 24 novembre 2017.
  3. ^ a b c Elenco versioni di Slax, DistroWatch.com. URL consultato il 24 novembre 2017.
  4. ^ SLAX KillBill Edition, Softpedia. URL consultato il 24 novembre 2017.
  5. ^ SLAX Popcorn Edition, Softpedia. URL consultato il 24 novembre 2017.
  6. ^ SLAX Server Edition, Softpedia. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ SLAX Frodo Edition, Softpedia. URL consultato il 24 novembre 2017.
  8. ^ Slax 6.0.1, DistroWatch.com. URL consultato il 24 novembre 2017.
  9. ^ Slax 7.0, Slax.org, 10 dicembre 2007. URL consultato il 24 novembre 2017.
  10. ^ Introduzione a Slax, Slax.org. URL consultato il 24 novembre 2017.
  11. ^ Elenco dei principali pacchetti preinstallati in Slax, DistroWatch.com. URL consultato il 23 novembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]