Ubuntu Touch

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ubuntu Touch
Logo
Ubuntuphone.png
Ubuntu Phone su Galaxy Nexus
SviluppatoreCanonical Ltd
Famiglia SOUbuntu (GNU/Linux)
Release inizialeUbuntu Touch Developer Preview (21 febbraio 2013)
Release correnteUbuntu 16.04 (OTA 5) (12 Ottobre 2018)
Tipo di kernelLinux (monolitico modulare)
Piattaforme supportatex86 e ARM
Metodo di aggiornamentoOTA
Interfacce graficheUnity
Lingue disponibiliMultilingua
Tipologia licenzaSoftware libero
LicenzaPrincipalmente GNU GPL
Stadio di sviluppoIn sviluppo
Sito web

Ubuntu Touch è una versione di Ubuntu ottimizzata per gli smartphone[1] ed i tablet. Il progetto fu originariamente presentato da Canonical il 2 gennaio 2013 per gli smartphone, e il 19 febbraio 2013 per i tablet.[2] A seguito dell'abbandono da parte dell'azienda[3], lo sviluppo ora prosegue per mano della comunità di UBPorts[4]. Il progetto UBPorts è stato creato da Marius Gripsgard nel 2015 e il codice di programmazione è stato trasferito nella fondazione UBPorts dove è tuttora. La missione di UBPorts è quella di supportare lo sviluppo collaborativo di Ubuntu Touch e di promuovere la sua adozione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 febbraio 2013 Canonical dichiarò che il primo smartphone con Ubuntu Touch sarebbe stato pubblicato in ottobre 2013.[5]. È stato inoltre dichiarato che il sistema è progettato in modo da non fare completo affidamento sulla macchina virtuale Java, com'è invece per Android, anch'esso sviluppato a partire dal kernel Linux[5].

Il 17 ottobre 2013, in contemporanea con l'edizione desktop, esce Ubuntu Touch 13.10, la prima versione stabile.

Il 9 febbraio 2015 Canonical ha annunciato il lancio del primo smartphone ufficialmente equipaggiato con Ubuntu Touch, prodotto dall'azienda spagnola Bq e denominato Aquaris E4.5 Ubuntu Edition[6][7]. In seguito si sono aggiunti l'Aquaris E5 Ubuntu Edition[8], il Meizu M4 Ubuntu Edition[9][10], il Meizu Pro5 Ubuntu Edition.

Canonical ha dichiarato tramite il suo fondatore Mark Shuttleworth che dal 5 aprile 2017 non rilascerà più le major release (arrivata alla 16.04 dopo le precedenti 15.10, 15.04, 14.10, 14.04 e 13.10) ma solo i bug fix e le patch di sicurezza fino a giugno e al termine del 2017 l'Ubuntu app store verrà chiuso[11].

Nell'aprile 2017, il progetto è stato preso in mano dalla comunità UBPorts. Il supporto ai dispositivi originariamente distribuiti con Ubuntu Touch resta invariato. La disponibilità di Ubuntu Touch è stata tuttavia estesa ad ulteriori smartphone[12].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema operativo mantiene tutte le caratteristiche della controparte desktop. L'interfaccia grafica è una riscrittura di Unity, basata su Mir e Qt 5, concepita per adattarsi a diversi form factor. Il layout è il medesimo, caratterizzato da una barra verticale posta sul lato sinistro dello schermo (per l'accesso rapido alle applicazioni), ed una barra di stato superiore.

Disponibile in oltre 40 lingue, il sistema ha la particolarità di non presentare controlli di navigazione a schermo. Analogamente a SailfishOS, o come più recentemente visto su iPhone X, la navigazione avviene mediante gesture eseguite in prossimità dei bordi dello schermo. Per vedere le applicazioni in esecuzione è sufficiente far scorrere il dito dal bordo destro, mentre con un'azione di scorrimento dal bordo sinistro è possibile ritornare alla schermata principale.[13] Il bordo inferiore, infine, è dedicato ad azioni contestuali ed è personalizzabile a discrezione degli sviluppatori di terze parti[14].

Un ulteriore elemento distintivo della piattaforma è l'estrema adattabilità alle più diverse periferiche di input. L'interfaccia grafica è stata infatti progettata per essere utilizzabile sia attraverso il touch screen, sia con mouse e tastiera. È possibile inoltre, qualora il dispositivo supporti lo standard Miracast, il collegamento ad un monitor esterno, fornendo così una esperienza utente del tutto simile a quella disponibile sui più classici sistemi desktop. Questa funzione, denominata "convergenza", sarà resa disponibile con la prossima versione 16.04 ed è gia parzialmente funzionante[15].

Ubuntu Touch viene distribuito con 12 applicazioni preinstallate. Oltre ad alcuni link di accesso rapido a Facebook, Twitter, YouTube, sono disponibili un lettore musicale, una galleria immagini, un calendario per la sincronizzazione degli appuntamenti, un lettore RSS ed alcune utility, tra cui una calcolatrice e persino un terminale. È possibile installare applicazioni di terze parti: a seguito dell'interruzione da parte di Canonical di tutti i servizi precedentemente offerti sulla piattaforma, UBports ha provveduto a rilasciare un aggiornamento del sistema che supporta uno store di applicazioni sostitutivo[16].

È possibile per gli sviluppatori di terze parti scrivere applicazioni nel linguaggio nativo QML o in HTML5. È stata inoltre annunciata l'intenzione di supportare nativamente le applicazioni Android, mediante un layer di compatibilità denominato Anbox[17].

La versione 15.04 è la versione 1.0 di Ubuntu Touch dato che è la prima versione non beta e i miglioramenti si fanno vedere.

Dopo che UBports ha preso in mano il progetto, il conteggio degli aggiornamenti Over-the-air (OTA) si è azzerato. Ogni OTA viene rilasciata quando gli obiettivi che gli sono stati assegnati vengono completati, tutto questo può essere seguito sulla pagina di github.

Vengono comunque registrate dirette su youtube più o meno ogni due settimane per parlare degli aggiornamenti riguardanti lo sviluppo dell'os.

Dispositivi attualmente supportati[modifica | modifica wikitesto]

I dispositivi attualmente supportati dalla comunita UBPorts sono[18]:

Smartphone[modifica | modifica wikitesto]

One Plus One

Fairphone 2

Nexus 5

Nexus 4

Meizu Pro 5

Meizu MX 4

Bq E5

Bq E4.5

Tablet[modifica | modifica wikitesto]

BQ M10 HD

BQ M10 FHD

Requisiti minimi per smartphone[modifica | modifica wikitesto]

Versione senza modalità desktop convergence[modifica | modifica wikitesto]

  • CPU: Cortex A9 Single-Core 1 GHz
  • Memoria RAM: 512MB
  • Spazio su disco: 4GB

Versione con modalità desktop convergence[modifica | modifica wikitesto]

  • CPU: Cortex A9 Quad-Core o Intel Atom
  • Memoria RAM: 1GB
  • Spazio su disco: 32GB

Requisiti minimi per tablet[modifica | modifica wikitesto]

Versione senza modalità desktop convergence[modifica | modifica wikitesto]

  • CPU: Cortex A15 Dual-Core
  • Memoria RAM (consigliata): 2GB
  • Spazio su disco: 8GB
  • Schermo: 7 pollici

Versione con modalità desktop convergence[modifica | modifica wikitesto]

  • CPU: Cortex A15 Quad-Core o Intel x86
  • Memoria RAM (consigliata): 4GB
  • Spazio su disco: 8GB
  • Schermo: 10 pollici

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joey Sneddon, Ubuntu Phone OS Unveiled by Canonical, in OMG! Ubuntu!. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) It’s official: Ubuntu now fits phones, su blog.canonical.com, 2 gennaio 2013. URL consultato il 10 dicembre 2016.
  3. ^ (EN) Growing Ubuntu for cloud and IoT, rather than phone and convergence, su insights.ubuntu.com. URL consultato l'11 maggio 2018.
  4. ^ (EN) Aditya Tiwari, Unity 8 And Ubuntu Touch Aren't Going Away Completely, UBports Team Will Keep Them Alive, in Fossbytes, 6 aprile 2017. URL consultato il 6 novembre 2017.
  5. ^ a b First Ubuntu Phone OS Powered Devices Will Hit Shelves This October, RedmondPie, 7 febbraio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  6. ^ BQ’s new Aquaris E4.5 Ubuntu Edition – the smartphone that puts content and services at your fingertips, su insights.ubuntu.com.
  7. ^ Aquaris E4.5 Ubuntu Edition, su bq.com.
  8. ^ Aquaris E5 Ubuntu Edition, su bq.com.
  9. ^ meizu.it blog, su blog.meizu.it.
  10. ^ Meizu M4 Ubuntu Edition, su meizu.com (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2015).
  11. ^ Ubuntu Phone security updates end in June, app store closing
  12. ^ Ubuntu Touch Devices, su devices.ubuntu-touch.io.
  13. ^ Features | Ubuntu for phones | Ubuntu Archiviato il 25 marzo 2013 in Internet Archive.
  14. ^ (EN) | Ubuntu Phone documentation, su docs.ubuntu.com. URL consultato l'11 maggio 2018.
  15. ^ UBports Community Update 15, in https://www.youtube.com/watch?v=O307UePqokY&t=1575s, 28 ott 2017.
  16. ^ OpenStore, su open-store.io. URL consultato l'11 maggio 2018.
  17. ^ (EN) UBPorts bringing Android app support to Ubuntu phones (via Anbox) - Liliputing, in Liliputing, 26 dicembre 2017. URL consultato l'11 maggio 2018.
  18. ^ Dispositivi UBPorts, su devices.ubports.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]