Sandro Gozi

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Sandro Gozi
Sandro Gozi daticamera.jpg

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega agli affari europei
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
1º giugno 2018
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Enzo Moavero Milanesi (ministro)
Successore Paolo Savona (ministro)

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
22 marzo 2018
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo (XV), PD (XV, XVI, XVII)
Coalizione L'Unione (XV), PD-IdV (XVI), Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione Lombardia 2 (XVII)
Incarichi parlamentari
  • Capogruppo XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea)
  • Commissione speciale per l'esame di Disegni di Legge di conversione di Decreti-Legge
  • Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen,
    di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di Immigrazione.
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia Viva (dal 2019)
La République En Marche (dal 2019)
In precedenza:
MSI (1990)
PD (2007-2019)
Tendenza politica Europeismo
Titolo di studio Dottorato di ricerca in Diritto pubblico

Sandro Gozi (Sogliano al Rubicone, 25 marzo 1968) è un politico italiano, già sottosegretario agli affari europei nel governo Renzi e nel governo Gentiloni.

In Francia è stato nominato consulente agli Affari Europei dal governo Philippe II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e docenze[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la maturità classica al Liceo Statale Vincenzo Monti di Cesena, Sandro Gozi si laurea nel 1992 all'Università di Bologna. Ottiene quindi un Diplôme d'études approfondies a SciencesPo Parigi nel 1994. Nel 1996 difende un dottorato di ricerca in diritto pubblico a Bologna con una tesi sulla comitologia europea.[1] Consegue inoltre un master in politiche internazionali a Bruxelles nel 1998.[senza fonte]

Docente di Istituzioni Europee presso il Collegio europeo di Parma e il Collegio d'Europa di Bruges dal 1996, dal 1998 al 2000 è stato professore presso la Drew University di Madison nel New Jersey. Direttore Scientifico dal 1999 al 2008 dell'ISMaPP di Bruxelles.[senza fonte]

Incarichi diplomatici e politici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 vince il concorso per la carriera diplomatica, iniziando a lavorare al Ministero affari esteri Italiano, come Segretariato del direttore generale Affari economici, alle relazioni economiche con gli Stati dell'ex Iugoslavia, la Turchia, Cipro, l'Albania e la Grecia. Nel 1996 lavora, presso il Segretariato generale della Commissione europea, alle relazioni con il Parlamento europeo e negoziazione per l'adozione dell'euro. Nel 1997 partecipa ai negoziati sul Trattato di Amsterdam. Nel 2001 è nominato Coordinatore per il "Patto di Stabilità", e le iniziative di cooperazione regionale dei Balcani. Tra il 2000 ed il 2004 è Assistente politico e Membro del Gabinetto del Presidente della Commissione europea Romano Prodi. Dal 2004 al 2005 è consigliere politico del Presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso, nel 2005 consigliere diplomatico del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, nel 2006 membro del comitato elettorale campagna elezioni politiche di Romano Prodi, e vicesegretario generale del Partito Democratico Europeo.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Ricevuta di tesseramento nel Fronte della Gioventù, 1990

Durante l'università, Gozi è vicino al MSI di Giorgio Almirante, con cui è ritratto in una foto.[2] Nel 1990 è tesserato del Fronte della Gioventù di Forlì[3], circostanza da lui smentita[4].

Ha affermato di aver votato per la prima volta per il Partito Repubblicano Italiano.[2]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Eletto deputato nella XV legislatura della Repubblica Italiana nella lista dell'Ulivo per la Regione Umbria nel 2006. Nel 2007 ha partecipato alla fase nascente del Partito Democratico, come membro della direzione nazionale, ed eletto all'assemblea nazionale del partito nelle liste "Democratici per Veltroni".

Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stato rieletto deputato per la regione Umbria, tra le file del PD nella XV legislatura. È stato nominato Capogruppo PD in Commissione per le politiche dell'Unione Europea. Nelle primarie del 2009 per la Segreteria PD è stato Responsabile nazionale e coordinatore politico per l'Emilia-Romagna della Mozione Marino. Presidente del Forum Europa del Partito Democratico dal 2009 con il neo Segretario Pier Luigi Bersani in rappresentanza della mozione Marino. Dal 2009 è Responsabile politico dell'Area "Insieme per il PD". Dal 2010 è Responsabile nazionale Europa del Partito Democratico nella Segreteria nazionale di Pier Luigi Bersani.

Dal 2011 al 2013 è ambasciatore della candidatura olimpica di Roma 2020.[5] Il 22 settembre 2012 si candida ufficialmente alle primarie del centrosinistra per la carica di Presidente del Consiglio[6], ma il 15 ottobre dello stesso anno è costretto a ritirare la sua candidatura poiché non raggiunge le 95 firme utili tra i delegati dell'assemblea nazionale del PD[7].

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 è candidato alla Camera dei deputati nella posizione numero sedici della lista PD nella circoscrizione Lombardia II ed eletto per la XVII legislatura. Il 5 agosto 2013 diventa Presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Il 30 settembre 2013 è eletto a Strasburgo Vicepresidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, e dal 30 gennaio 2014 viene eletto Vicepresidente del Gruppo Socialista.

Il 28 febbraio 2014 entra a far parte del governo Renzi, venendo nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee e al coordinamento, con il ministro degli Affari Esteri, delle attività inerenti al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea. Da tempo vicino al movimento radicale, risulta iscritto a Radicali Italiani per l'anno 2014 e membro di diritto del Comitato Nazionale 2014 di tale associazione[8]; risulta iscritto e attivo in Radicali Italiani anche nell'anno 2015[9][10].

Alle Elezioni politiche italiane del 2018 Gozi è candidato alla Camera nel collegio plurinominale Emilia-Romagna 01, dove arriva terzo tra i candidati PD e non è eletto.[11] Il 24 novembre 2018 a Vienna viene eletto nuovo presidente dell'Unione dei Federalisti Europei.[12] Nel dicembre 2018 afferma di star lavorando per Matteo Renzi a un partito diverso e separato dal PD, che raccolga voti moderati in uscita da Forza Italia e i delusi grillini, assieme a Carlo Calenda e a +Europa.[13]

Il 20 settembre 2019 annuncia il suo passaggio a Italia Viva, nuovo partito centrista di Matteo Renzi.

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019 è candidato alle elezioni europee in Francia al 22º posto della lista Renaissance (Renew Europe/ALDE) sostenuta da La République En Marche e dai centristi di MoDem.[14][15] Partecipa alle elezioni pur rimanendo iscritto al Partito Democratico (PSE) in Italia.[16]

Gozi è eletto tra i cinque eurodeputati francesi che prenderanno il posto degli eurodeputati britannici post-Brexit.[17] Nel frattempo, a fine luglio è nominato dal governo di Édouard Philippe come responsabile agli affari europei (chargé de mission).[17] Per tale scelta viene criticato da politici italiani, sia da esponenti del governo (Luigi Di Maio e Matteo Salvini) sia da esponenti del suo stesso partito (Carlo Calenda).[18][19]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 2019 viene indagato dal tribunale unico della Repubblica di San Marino per "amministrazione infedele" nell'ambito di una consulenza «fantasma» con la Banca Centrale Sammarinese sull'"adeguamento normativo per armonizzare i rapporti con l'Ue".[20] Insieme a lui è iscritta nel registro degli indagati anche la presidente della BCSM, Catia Tomasetti.[21]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'onore
— Parigi, Presidente François Hollande, gennaio 2014[22][23]
Cavaliere delle Palme Accademiche - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere delle Palme Accademiche
— 2007
Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Nazionale al Merito (Malta)
«Per il suo contributo all'integrazione europea e il suo lavoro dedicato allo sviluppo del progetto europeo»
— La Valletta
— 13 dicembre 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CV ufficiale Archiviato il 26 gennaio 2016 in Internet Archive.
  2. ^ a b Spunta foto di Gozi nel Fronte della Gioventù. Ma lui: "Avevo 16 anni", su Adnkronos. URL consultato il 17 agosto 2019.
  3. ^ Pd, spunta una foto di Gozi con Almirante e l'iscrizione ai giovani dell'Msi. Lui conferma: "Avevo 16 anni, fu atto di ribellione: finì subito", su Il Fatto Quotidiano, 16 agosto 2019. URL consultato il 17 agosto 2019.
  4. ^ (FR) Quentin Raverdy, Le trouble passé d'extrême droite d'un conseiller italien d'Édouard Philippe, su Le Point, 21 agosto 2019. URL consultato il 23 agosto 2019.
  5. ^ Dario Ricci, L’ambasciatore di Roma 2020 e i campioni dell’ultratriathlon, su A bordo campo, Radio24, 25 settembre 2011. URL consultato il 18 agosto 2019.
  6. ^ Scende in campo il quarto candidato Pd: è Sandro Gozi, capogruppo in Commissione Ue alla Camera
  7. ^ Gozi: 'Rinuncio a candidarmi per una ventina di firme'
  8. ^ Radicali Italiani - Comitato Nazionale 2014 - I membri di diritto del Comitato
  9. ^ Audio intervista di Giovanna Reanda che introduce un Filodiretto di Sandro Gozi su Radio Radicale
  10. ^ Audio intervista del 31 ottobre 2015 a Sandro Gozi a margine del XIV Congresso di Radicali Italiani
  11. ^ Assegnati gli ultimi seggi del proporzionale: ecco gli 11 parlamentari romagnoli, manca Gozi, su CesenaToday, 6 marzo 2018. URL consultato il 18 agosto 2019.
  12. ^ Sandro Gozi eletto come nuovo presidente dei Federalisti europei, su CesenaToday, 24 novembre 2018. URL consultato il 18 agosto 2019.
  13. ^ "Alleanza, sondaggi e simbolo. La difficile scissione di Renzi", La Repubblica, 27 dicembre 2018
  14. ^ Sandro Gozi si candida in Francia con Macron, su linkiesta.it, 28 marzo 2019. URL consultato il 16 aprile 2019.
  15. ^ Arrêté du 3 mai 2019 fixant les listes candidates à l'élection des représentants au Parlement européen des 25 et 26 mai 2019. URL consultato il 31 luglio 2019.
  16. ^ Europee: Gozi, 'coalizione anti-nazionalista, voto al Pd contro gilet gialloverdi'/Adnkronos, su OlbiaNotizie.it. URL consultato il 1º agosto 2019.
  17. ^ a b RFI
  18. ^ Sandro Gozi nel governo di Parigi diventa un caso. Lega e M5S all'attacco: "Traditore dell'Italia", su L'HuffPost, 29 luglio 2019. URL consultato il 31 luglio 2019.
  19. ^ (FR) Un ex-ministre italien au cabinet d'Édouard Philippe : une “trahison” pour Rome, su Valeurs actuelles. URL consultato il 17 agosto 2019.
  20. ^ Consulenza fantasma, Gozi indagato, su ansa.it, 15 aprile 2019. URL consultato il 16 aprile 2019.
  21. ^ Consulenza fantasma, indagati Catia Tomasetti e Sandro Gozi, su sanmarinortv.sm, 15 aprile 2019. URL consultato il 16 aprile 2019.
  22. ^ CesenaToday
  23. ^ Il Tempo

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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