Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York

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Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York
Rosemary's Baby (1968) Roman Polanski.png
Mia Farrow in una delle scene finali
Titolo originaleRosemary's Baby
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti
Anno1968
Durata136 min
Genereorrore
RegiaRoman Polanski
SoggettoIra Levin (omonimo romanzo)
SceneggiaturaRoman Polanski
ProduttoreWilliam Castle
FotografiaWilliam Fraker
MontaggioSam O'Steen, Bob Wyman
MusicheKrzysztof Komeda
ScenografiaRichard Sylbert
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (Rosemary's Baby) è un film del 1968 diretto da Roman Polanski. Tratto dall'omonimo romanzo di Ira Levin, a cui è estremamente fedele[1], è considerato l'opera migliore del regista polacco[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A New York una giovane coppia cerca casa. Lui, Guy Woodhouse, è un attore a inizio carriera; lei, Rosemary, è una ragazza di campagna. I due trovano un ampio appartamento in un elegante palazzo: quasi tutti gli altri inquilini sono anziani. Una sera i coniugi Roman e Minnie Castevet, vicini di appartamento, invitano la coppia a cena.

La sera seguente Guy decide di tornare da solo a casa dei Castevet, che cominciano ad essere molto presenti nella vita dei coniugi Woodhouse. Minnie regala a Rosemary una catenina da portare al collo. Ha una pallina che contiene una radice che emana uno strano e sgradevole odore, ma Minnie la rassicura: è un amuleto, contenente una "radice di Tannis", che porta fortuna.

La carriera di Guy riceve una svolta positiva il giorno in cui gli viene assegnata una parte importante, ma Guy non può gioire fino in fondo: gli era stato preferito un altro attore, ma quest'ultimo improvvisamente è diventato cieco. Pochi giorni dopo Guy comunica a Rosemary che vuole avere un bambino da lei. Ha già deciso la data del concepimento: fine settembre. La notte in cui la coppia deve concepire il bambino comincia con una cena a lume di candela, quando Minnie Castevet bussa alla porta: ha fatto un dolce per loro. I due lo mangiano ma a Rosemary non piace e di nascosto ne getta via gran parte. Dopo cena ha uno svenimento e Guy la mette a letto. Quella notte Rosemary vive un incubo: si vede coinvolta in uno strano festino durante il quale un essere mostruoso la possiede dopo che Guy e i Castevet gliel'hanno consegnata.

La mattina dopo Guy le confessa di aver fatto l'amore con lei anche se era svenuta. Voleva metterla incinta proprio quella notte. Rosemary s'accorge di avere graffi sulla schiena, ma il marito si scusa giustificandosi con le unghie lunghe. Un mese dopo, gli esiti degli esami sono positivi: il ginecologo, dottor Hill, comunica a Rosemary che è rimasta incinta. Il bambino nascerà intorno al 28 giugno. Guy, colmo di felicità, corre subito a dirlo ai Castevet, che si precipitano in casa sua per festeggiare. Con premura, Minnie consiglia a Rosemary di cambiare ginecologo e di rivolgersi al miglior specialista della zona, il dottor Sapirstein, amico personale dei Castevet. Rosemary accetta.

I primi mesi di gravidanza sono difficili: Rosemary ha un calo di peso e prova forti dolori al ventre. Un altro fatto aggrava la situazione: Edward Hutchins, uno scrittore amico di Rosemary, viene a trovarla e la trova molto deperita. Poco tempo dopo "Hutch" chiede un appuntamento a Rosemary, ma non si presenta. Rosemary scopre che Hutch è caduto in coma e comprende che non è una coincidenza, e che qualcuno che ha un enorme potere sta tramando su di lei e il suo bambino. Rosemary intuisce che la ragione del proprio malessere sono Sapirstein e i Castevet.

Nel giro di pochi mesi Hutch muore. Al funerale un'amica di Hutch consegna a Rosemary un libro che l'amico le avrebbe voluto dare all'appuntamento. Parla di stregoneria e racconta la storia di Adrian Marcato, il padre di Roman Castevet, un noto satanista di fine ottocento. Rosemary lo legge avidamente e poi racconta tutto quello che ha scoperto al marito. Guy però minimizza e poco tempo dopo, senza dirglielo, butta via il volume. Rosemary non demorde, anzi decide di saperne di più e legge altri libri di stregoneria; apprende cosa sono le congreghe e quali metodi usano. Ormai convinta di essere vittima di una congiura decide di andarsene dal palazzo, non senza prima passare dal ginecologo. In sala d'attesa apprende dalla segretaria che talvolta anch'egli porta indosso lo sgradevole odore della "radice di Tannis" che le ha regalato Minnie. Allarmata, esce in cerca d'aiuto. Chiede appuntamento al dottor Hill, che la riceve e sembra assecondarla, e la convince a rilassarsi prima di farla ricoverare in clinica. Sono invece il dottor Sapirstein e Guy a presentarsi e a portarla via.

Giunti a casa, Rosemary ha le doglie. Sapirstein la fa partorire. Poche ore dopo Sapirstein e Guy le comunicano che purtroppo il loro figlio, un maschio, ha avuto una crisi e non è sopravvissuto. Poi Guy annuncia che il suo lavoro sta avendo grande successo e le promette che presto si trasferiranno in California, dove avranno altri figli.

Rosemary rimane a letto alcuni giorni in convalescenza. Non crede più al marito ed è fermamente convinta che suo figlio sia vivo e in mano alla congrega. Si ricorda che la vecchia proprietaria dell'appartamento aveva chiuso con un armadio un vano. Decide di andare a vedere cosa c'è dall'altra parte. Per precauzione prende con sé un enorme ed affilato coltello da cucina. Scopre un passaggio verso l'appartamento dei Castevet e lo attraversa. In salotto trova tutti i condòmini, più altre persone, che stanno amabilmente conversando tra loro. Alla vista, sua e del coltellaccio, non si scompongono più di tanto. In un angolo della sala Rosemary nota una culla nera. Si avvicina. Guarda e nota un particolare che la sconvolge; in quel momento Roman Castevet le rivela compiaciuto che il bambino "ha gli occhi di suo padre", ossia Satana, e che Guy gliel'ha donato in cambio del successo[3].

Guy si avvicina a Rosemary e la rassicura: ha chiesto e ottenuto dalla congrega che a lei non venisse fatto del male. Disgustata, lei gli sputa in faccia. Intanto il neonato ha cominciato a piangere. Rosemary, incoraggiata da Roman Castevet, torna vicino alla culla e la dondola dolcemente.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu fra i primi grandi successi del produttore esecutivo Robert Evans, futuro produttore di Chinatown, dello stesso Polanski. Le riprese esterne vennero realizzate nello stabile Dakota di New York[4].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di Rosemary fu offerto inizialmente a Jane Fonda, la quale dovette rifiutare perché già impegnata in Europa con il film Barbarella. La seconda scelta fu l'attrice Tuesday Weld, che però rifiutò il ruolo. Per il ruolo di Guy (John Cassavetes), Polanski voleva inizialmente Robert Redford, che però era impegnato. Tra gli altri attori pensati per il ruolo vanno ricordati Jack Nicholson, Warren Beatty, Richard Chamberlain, Robert Wagner e Burt Reynolds.

Frank Sinatra fece recapitare all'allora moglie Mia Farrow tutti i documenti per il divorzio sul set del film. Il cantante-attore aveva in programma di iniziare a novembre le riprese di Inchiesta pericolosa (The Detective), ma il lavoro di Polanski non sarebbe finito prima del febbraio successivo. Visto che Mia non poteva abbandonare il film prima della sua conclusione, Sinatra decise di divorziare a distanza e di sostituirla con Jacqueline Bisset.

La normopeso Ruth Gordon vinse l'Oscar alla miglior attrice non protagonista interpretando la diabolica e asfissiante Minnie Castevet, immaginata da Ira Levin nel romanzo come una donna obesa, una delle pochissime differenze tra libro e film.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Per favore, non mordermi sul collo!, Polanski prosegue nella sua opera registica con un altro film fantastico, non più incentrato sui toni grotteschi e parodistici del lungometraggio precedente, ma pensato in chiave di cupa e amara riflessione sulla società contemporanea, vista come portatrice di profonde e angoscianti contraddizioni[5]. Nella crisi di valori del capitalismo avanzato[6], la borghesia americana rovescia i propri principi morali dandosi al Demonio e procurandogli un discendente per mezzo di una giovane coppia di sposi non ancora ben introdotta nella classe media nuovayorchese. La vicenda di Rosemary’s Baby può dunque essere vista come il lungo incubo della protagonista, che deve affrontare “le dolorose tappe dell’integrazione (…) in una società nuova, a cui si sente estranea ma che è costretta ad accettare”[7].

Messi da parte gli effetti tipici del cinema dell’orrore, e privilegiando una messa in scena sobria e pervasa da “un senso di ambiguità diffusa e persistente”[4], Polanski descrive con uno stile accurato e talvolta beffardo personaggi e ambienti realistici calati in una vicenda soprannaturale, metafora dell’arrivismo senza scrupoli incarnato da Guy, della ristretta mentalità piccolo-borghese rappresentata da Rosemary[8] e del potere che i membri ormai invecchiati della loro classe sociale non rinunciano ad esercitare (i coniugi Castevet).

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto un seguito fatto esclusivamente per la televisione, Guardate cosa è successo al figlio di Rosemary (1976), di Sam O'Steen, nel quale Ruth Gordon riprende il suo ruolo da Oscar, accompagnata da un altro cast[9].

Remake[modifica | modifica wikitesto]

L'11 e il 15 maggio 2014 è andata in onda sulla NBC una miniserie in due episodi con Zoe Saldana nel ruolo di Rosemary.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Rosemary's Baby di Ira Levin. Un horror urbano a New York, in Duecento pagine. URL consultato il 04 luglio 2017.
  2. ^ Dizionario dei Film 1996, a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi, Milano, 1996.
  3. ^ Probabilmente Rosemary vede che il bambino ha gli occhi di gatto. È stata messa incinta dal diavolo, che secondo un'iconografia ha proprio questo tipo di occhi.
  4. ^ a b Dizionario dei Film 1996, cit.
  5. ^ Gianni Rondolino, Storia del cinema, vol. III, pag. 372, UTET, Torino, 1988.
  6. ^ Gianni Rondolino, Storia del cinema, cit.
  7. ^ S. Rulli, citato in Fernaldo di Giammatteo, Dizionario del cinema americano, con la collaborazione di Cristina Bragaglia, Editori Riuniti, Roma, 1996.
  8. ^ Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano, cit.
  9. ^ Look What's Happened to Rosemary's Baby (TV Movie 1976). URL consultato il 04 luglio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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