Parlamento del Friuli

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Patria del Friuli.

Il Parlamento del Friuli (Parlament de Patrie dal Friûl) è stato il principale organo di governo del Patriarcato di Aquileia[senza fonte], ha operato tra il 1231 ed il 1805.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era un istituto di tipo romano-germanico, le sue origini risalgono agli incontri fra i nobili ed il patriarca che si cominciarono a tenere già dal XII secolo. La data di inizio ufficiale dell'attività del Parlamento si fa risalire al 1231, data della prima delibera; inizialmente tale istituzione era unicamente consultiva e rappresentata unicamente dalla nobiltà e dal clero e in seguito dalla comunità. Nel XIV secolo divenne un'assemblea legislativa a tutti gli effetti e pure tribunale supremo; il parlamento continuò a riunirsi (anche se privato di quasi tutti i suoi poteri) anche dopo l'invasione veneta, avvenuta nel 1420, tra il 1516 e il 1586 fu istituita la Contadinanza, organismo rappresentativo eletto dai contadini per difendere i propri interessi specialmente dopo gli avvenimenti del giovedì Grasso 27 febbraio 1511. La Contadinanza costituiva un quarto corpo mentre nel Parlamento erano rappresentati gli altri tre: nobili, clero, comunità. Poteva proporre le leggi al Parlamento e porre il veto a quelle altre proposte dagli altri. Il Parlamento si riunì per l'ultima volta nel 1805, fu infatti ufficialmente sciolto da Napoleone Bonaparte. Questo ne fa uno dei parlamenti più antichi e longevi di tutta Europa.

Il Parlamento era solito riunirsi a Udine e Cividale del Friuli oppure a Campoformido (luogo in cui veniva fatta la rassegna dell'esercito dello stato patriarcale), si tennero diverse riunioni anche ad Aquileia, San Daniele del Friuli, Gemona, Sacile ed altri svariati luoghi del Friuli. Dopo l'occupazione veneta le riunioni si tennero solo nel castello di Udine.

I compiti del Parlamento erano vari: la difesa del Patriarcato (ogni rappresentante era tenuto a corrispondere un preciso numero di uomini ed armi in caso di necessità), la tassazione, la politica estera, l'emanazione di leggi (raccolte dal patriarca Marquardo di Randeck nelle Constitutiones Patriae Foriiulii), l'amministrazione della giustizia e la pubblica amministrazione erano i più importanti.

L'organo esecutivo del parlamento era il Consiglio.

Esercito patriarcale[modifica | modifica wikitesto]

In caso di necessità un'apposita commissione stabiliva a quanto doveva ammontare la 'taglia' (il numero di elmi e balestre da rendere disponibili) per ogni membro del Parlamento; veniva inoltre stabilita l'imposizione dei pedoni: ogni territorio era diviso in 'decime', ovvero gruppi di dieci uomini atti alle armi, a seconda del bisogno ogni decima doveva fornire uno, due o più uomini. Per quanto riguarda le città, esse dovevano fornire un pedone per ogni 'focolare', ovvero per ogni famiglia. L'esercito della Patria utilizzava per gli addestramenti e le parate il territorio sulla riva destra del torrente Cormôr (nell'attuale comune di Campoformido), fra la chiesetta di Santa Caterina di Alessandria e quella di San Canciano.

Elenco dei rappresentanti[modifica | modifica wikitesto]

I seggi del parlamento erano divisi in tre gruppi: prelati, nobili, borghesia comunale.

È necessario ricordare che non tutti i rappresentanti sono contemporanei: alcune famiglie si estinsero o persero il seggio ed altre lo ottennero solo in un secondo tempo.

Castellani[modifica | modifica wikitesto]

Ecclesiastici[modifica | modifica wikitesto]

Comunità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ellero G.: Patria del Friuli, un lungo percorso identitario, Arti Grafiche Friulane, Udine, 2009.
  • Leicht, Prof. Pietro Silverio: Parlamento Friullano. Per la R. Accademia dei Lincei, Nicola Zanichelli, Bologna, 1917.