Oltre (Claudio Baglioni)

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Oltre
ArtistaClaudio Baglioni
Tipo albumStudio
Pubblicazione17 novembre 1990
Dischi2
Tracce20
GenereWorld music
Pop
EtichettaCBS
ProduttoreClaudio Baglioni
ArrangiamentiCelso Valli
Registrazione
  • Real World Bath Westside, Londra
  • The Town House, Londra
  • Grande Armée, Parigi
  • Forum, Roma
  • Pick Up, Reggio Emilia
  • Studio Emme, Firenze
  • Easy Records, Roma
  • Great Linford Milton, Keynes
  • Fonico : Maurizio Maggi
Claudio Baglioni - cronologia
Album precedente
(1986)
Album successivo
(1992)

Oltre è l'undicesimo album da studio del cantautore Claudio Baglioni, pubblicato il 17 novembre 1990 dalla CBS. L'album contiene sperimentazioni con la world music, e fu registrato e prodotto nel giro di tre anni. In molte interviste Baglioni lo definì come l'inizio di una trilogia del tempo, in cui Oltre rappresenta il passato, Io sono qui il presente e Viaggiatore sulla coda del tempo il futuro. L'album spaccò la critica musicale[1]. L’album inizialmente doveva chiamarsi “A presto” come citato nel giornaletto mensile di Topolino del Luglio 1989, nell’ultimo anno Baglioni riscrisse tutti i testi dei brani e di conseguenza cambiò il nome in “Un mondo uomo sotto un cielo mago” che infine diventò il sottotitolo di Oltre.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1
  1. Dagli il via - 5:46
  2. Io dal mare (con Pino Daniele ai cori e all'assolo di chitarra) - 5:28
  3. Naso di falco - 5:16
  4. Io lui e la cana femmina - 4:16
  5. Stelle di stelle (duetto con Mia Martini) - 3:23
  6. Vivi - 4:21
  7. Le donne sono - 4:40
  8. Domani mai (con Paco de Lucía alle chitarre) - 5:09
  9. Acqua dalla luna - 4:31
  10. Tamburi lontani - 5:49
Disco 2
  1. Noi no - 5:14
  2. Signora delle ore scure - 4:50
  3. Navigando - 4:03
  4. Le mani e l'anima (con Youssou N'dour ai cori) - 5:22
  5. Mille giorni di te e di me - 5:38
  6. Dov'è dov'è (introduzione di Oreste Lionello) - 4:55
  7. Tieniamente - 3:44
  8. Qui Dio non c'è - 5:38
  9. La piana dei cavalli bradi - 4:56
  10. Pace - 5:41

Significato brani[modifica | modifica wikitesto]

  • Dagli il via: In questo primo brano Baglioni simboleggia la vita e la ricerca di se stesso come una corsa ("l'uomo che corre l'ora del gallo..."), in seguito racconta episodi della sua vita ("bruciai una macchina e il mio passato..."). Questa canzone, che da il via al racconto della sua vita, accenna vari fatti per poi raccontare canzone per canzone degli episodi.
  • Io dal mare: Il primo episodio che decide di raccontarci Claudio è la nascita, il titolo e di conseguenza il significato della canzone è una citazione al fatto che il cantautore sia nato su degli scogli in riva al mare ("i miei si amarono la giù...") .
  • Naso di falco: Subito dopo la nascita arriva l'infanzia, naso di falco è il suo soprannome datogli dai parenti da piccolo per via del suo naso grande, così Claudio decide di raffigurarsi come un supereroe ("Naso Di Falco, a becco in su, sull'albero più alto, guarda laggiù...").
  • Io lui e la cana femmina: In questo brano racconta il suo rapporto con i cani che ha sempre amato, in particolare prende in esame gli ultimi due cani che ha posseduto i due pastori tedeschi presenti sulla copertina di "E tu come stai?" ("Ce ne andiamo a spasso felici nella coda, il cuore suona da contrabbasso, e andiamo con la vita addosso e addosso a questa vita come un osso da rosicchiare").
  • Stelle di stelle: Baglioni in questa canzone accosta gli artisti (“stelle” dello spettacolo) alle stelle del cielo. Ciò che accomuna i due termini della metafora è appunto l’effetto illusorio di continuare ad essere vivi anche dopo la morte: gli artisti attraverso le loro opere, e le stelle attraverso la loro luce che continua ad irradiarsi nello spazio ("io sperai di esser tra quelli che camminano le vie ribelli...").
  • Vivi: in questa canzone si crea una situazione di benessere: “Cosa vuoi di più che avere il solo guaio delle nubi…”. Subito dopo, vengono chiariti il contesto ambientale (la spiaggia), quello temporale (mattino presto, tarda primavera), e il soggetto: il noi di una coppia che si bacia. Una cosa importante da notare è il modo in cui la scena viene descritta: sappiamo che è mattina presto, che è tarda primavera, ma non sappiamo se l’azione si svolge nel passato, nel presente o nel futuro. La canzone infatti inizia con quel verbo avere all'infinito (“Cosa vuoi di più che avere”) che rende tutto molto vago.
  • Le donne sono: In questo brano Baglioni parla delle sue esperienze con le donne ("io ne ho avuta una che era un danno più delle cambiali, piangeva alle feste, rideva ai funerali...") in una parte rappresenta le donne come un oceano enorme e gli uomini dei marinai che mai potranno capire ("Marinai questi uomini, e le femmine sono lontani oceani...").
  • Domani mai: In questo caso si ricorre alla convenzione drammaturgica per illustrare una situazione che è, in effetti, dolorosa, in quanto il testo nega qualsiasi possibilità di un domani per la coppia ("io sarò con te, sia insieme a te, sia senza te, tu mai sarai né senza me, né insieme a me") qua Baglioni potrebbe raccontarci situazioni sentimentali nella sua vita in cui ha vissuto questo tipo di dolore.
  • Acqua dalla luna: dopo aver parlato per 3 brani consecutivi dei tipi di amore nella sua vita arriva al momento del suo sogno di diventare un cantante paragonandosi ad un mago che realizza il suo spettacolo stupendo la gente, come i cantastorie ("e stupire tutti quelli che non sanno la fortuna, che non hanno mai una festa, i tristi e i picchiatelli..").
  • Tamburi lontani: Le prime due strofe presentano i due elementi attorno a cui ruota l’intera canzone: il tamburo e il tempo. Più nello specifico, la prima strofa sostiene l’idea che ogni persona abbia il proprio tamburo, e un proprio ritmo e canto con cui interagisce con gli altri uomini. La seconda strofa, invece, introduce l’elemento dell’implacabile scorrere del tempo, che è padrone di tutto, e da cui dipendono gli incontri della vita con altre persone-suoni ("Ognuno ha il suo tamburo, un solo ritmo e un canto, della comune solitudine [...] il tempo vince sempre, il tempo lui soltanto si muove e noi restiamo immobili...")
  • Noi no: Questa canzone rappresenta il rinnegare di cose che Claudio ha studiato o ha imparato nel tempo, in particolare in questa canzone il tema è la mafia (" come sarà, spezzare il mondo in due, sputarne il nocciolo, con quell'ingenuità..."). Signora delle ore scure: Questo brano è un evidente poesia all'amante Rossella ("piccolo chicco di caffè, tu non mi devi sempre credere, ma credi sempre in me...").
  • Navigando: In questa canzone Baglioni ci racconta un incontro con una donna in una strana nottata ("fiutai che notte era, una notte bucaniera...").
  • Le mani e l'anima: In questa canzone il cantautore ci racconta dal suo punto di vista la vita degli immigrati costretti a scappare dalla propria terra dove lasciarono la loro anima ("Salvatemi e liberatemi, ridatemi le mani e l'anima...").
  • Mille giorni di te e di me: Una delle canzoni più famose uscite da questo album e seconda canzone dedicata all'amante.
  • Dov'è Dov'è: In questo brano Claudio paragona la sua vita da star a quella che faceva da piccolo, che vengono accomunate dal fatto che viene cercato, cosa molto fastidiosa per lui dato la sua riservatezza, da piccolo veniva cercato da parenti e genitori ("Dai un bacetto a mamma zia, dì la poesia") e da star viene cercato dai fan e paparazzi ("Dacci oggi il nostro disco quotidiano") poi c'è il ritornello dove la situazione può valere come Claudio star e come Claudio piccolo ("Dov'è, Dov'è, sta in buco di affittacamere, è sfollato non c'è, non c'è, forse è chiuso in bagno a leggere") infine la citazione al Claudio star degli anni 70 ("Dov'è, Dov'è [...] l'hanno messo in porta a respingere) chiaro riferimento ai giornalisti e fan che lo vedevano in porta durante le partite della Nazionale Cantanti.
  • Tieniamente: Una poesia fatta solo di suono e una sola parola "Tieniamente", un brano forse ispirato e suonato per la gente che lui ha conosciuto nella sua vita e che lo ha poi abbandonato, come a dire ricordati di tutto e tieni a mente.
  • Qui dio non c'è: In questo brano Baglioni racconta le brutte cose che ha vissuto e visto nella vita e che lo hanno portato a dire che dio almeno in quei momenti non c'era.
  • La piana dei cavalli bradi: La similitudine tra l'Uomo ed il cavallo sta nella capacità dell'Uomo di farsi domare per intraprendere un percorso di "dolci compromessi" ma al contempo l'imprevedibilità e la follia dell'Uomo stesso e del sentimento che esprime.
  • Pace: La ventesima ed ultima canzone che chiude l'album, qui Claudio parla con Cucaio, se stesso da piccolo, ("Pace a noi che abbiamo avuto tanto da smarrire la luce della semplicità") come a rassicurare il piccolo Claudio per tutto quello che ha perso e che perderà, poi il cantautore parla di come è lui adesso dopo tutta la vita che ha vissuto ("Pace a me che non so amare ancora...") poi ritorna a parlare delle disavventure ("Fermo sull'abisso tra il rischio e la paura, ciò che non mi uccise mi lasciò la forza di vivere [...] e così da solo un cuore l'ho trovato...") alla fine della canzone nonché dell'album Baglioni è libero, un uomo oltre.

Altre Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1990 e il 1992 Baglioni rilasciò una versione di Oltre e altri canzoni in vari paesi tra cui Spagna, Canada, Germania, Nord America e Sud America

Crediti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baglioni alla ricerca della libertà, Corriere della Sera, 17 novembre 1990. URL consultato il 20 maggio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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