Oltre (Claudio Baglioni)
| Oltre album in studio | |
|---|---|
| Artista | Claudio Baglioni |
| Pubblicazione | 17 novembre 1990 |
| Dischi | 2 |
| Tracce | 20 |
| Genere | World music Pop |
| Etichetta | CBS |
| Produttore | Claudio Baglioni |
| Arrangiamenti | Celso Valli |
| Registrazione |
Fonico : Maurizio Maggi |
| Formati | LP, CD, Musicassetta |
| Certificazioni | |
| Dischi di platino | (vendite: 900 000+) |
| Claudio Baglioni - cronologia | |
| Album in studio - cronologia | |
| Singoli | |
Un uomo
Oltre»
Oltre, sottotitolato: un mondo uomo sotto un cielo mago, è l'undicesimo album da studio del cantautore Claudio Baglioni, pubblicato il 17 novembre 1990 dalla CBS.
L'album contiene sperimentazioni con la world music, e fu registrato e prodotto nel giro di tre anni. Rappresenta il progetto più ambizioso e monumentale della carriera di Baglioni ed è considerato dalla critica specializzata il suo «capolavoro».[2][3] In molte interviste Baglioni lo definì come l'inizio di una trilogia del tempo, in cui Oltre rappresenta il passato, Io sono qui il presente e Viaggiatore sulla coda del tempo il futuro. L'album divise la critica musicale e segna uno spartiacque nella carriera di Baglioni e nella storia della musica popolare italiana; è inoltre l’album doppio di maggior successo della discografia italiana.[4][5][6][7][8]
Il disco si basa su una lunga storia ispirata a un poema epico scritto dallo stesso Claudio Baglioni, intitolato Guscio. Questo poema è incluso nel cofanetto dell'album, distribuito ai 500 000 fan che lo avevano prenotato l'anno precedente. Descritto come un album "magico", Baglioni lo ha presentato come un viaggio dall'origine verso l'origine, in cui il protagonista, senza conoscere la sua destinazione, è alla ricerca delle proprie radici: l'uomo in cerca del proprio destino. L'opera è una sorta di monologo interiore basato sul flusso di coscienza, con protagonista Cucaio, alter ego di Claudio, di cui viene tracciata una biografia a ritroso.
L'album è suddiviso in quattro parti, ciascuna rappresentata da uno dei quattro elementi della natura: acqua, fuoco, terra e aria. Il filo conduttore che attraversa tutto il processo creativo è la vicenda di Cucaio, una sorta di alter ego "fantastico" dell'autore. Il nome Cucaio deriva dalla storpiatura che il piccolo Baglioni faceva del proprio nome.[9] La storia di Cucaio è narrata attraverso un onirico flusso di consapevolezza, che anima il booklet all'interno della copertina. Quest'ultima è adornata da segni, tratti, simboli e colori ispirati all'arte aborigena, creando un collegamento visivo e simbolico con l'intero progetto.[10][11]
Registrazione
[modifica | modifica wikitesto]Nell'estate del 1988, Baglioni iniziò a comporre la musica per un nuovo album dopo tre anni dalla pubblicazione de La vita è adesso.[12] Le prime sessioni di registrazione furono effettuate ai Real World Studios di proprietà di Peter Gabriel a Bath, sotto la direzione di Celso Valli e Pasquale Minieri,[12][13] nello stesso periodo in cui Gabriel stava registrandovi la colonna sonora per L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese.[14]
In una breve intervista pubblicata sul n. 1703 di Topolino, Baglioni rivelò in maniera implicita che il titolo del nuovo album sarebbe stato A presto.[12] Riguardo al processo creativo nella realizzazione delle canzoni, Minieri disse:[15]
Per quanto riguardava il titolo provvisorio, Minieri affermò:[15]
L'8 settembre 1988 allo Stadio Comunale di Torino si tenne la tappa italiana del tour Human Rights Now! di Bruce Springsteen, Sting, Peter Gabriel, Youssou N'Dour e Tracy Chapman. Baglioni fu scelto come rappresentante per l'Italia, presentando canzoni inerenti al tema dell'evento (come la sua versione della Ninna nanna della guerra o Uomini persi) e dichiarando la sua decisione di prendere parte al concerto per la causa dei diritti umani.[16]
Durante l'esibizione, un gruppo di persone incominciò a fischiare e lanciargli contro oggetti, reputandolo insensibile alle tematiche del concerto e fuori posto in un evento da loro ritenuto come esclusivamente rock.[12][17][18] L'incidente ebbe un forte impatto su Baglioni, il quale decise di non apparire più in pubblico e di concentrarsi soltanto sull'album.
Nell'ottobre del 1989, iniziarono le prevendite del disco con il titolo provvisorio: Un mondo più uomo sotto un cielo mago [19]. La CBS tuttavia rinviò la pubblicazione dell'album al 1990[12], il che alimentò voci secondo le quali Baglioni non sarebbe stato soddisfatto del lavoro svolto fino a quel momento e avesse perciò deciso di riscrivere completamente l'album, rimandandone la data di uscita.[20]
Intanto, le sessioni di registrazione si spostarono in differenti studi in Europa e coinvolsero artisti internazionali come Paco de Lucía, John Giblin, Youssou N'Dour, Pino Palladino, Steve Ferrone, Danny Thompson, gli italiani Pino Daniele e Mia Martini, nonché i componenti della band di Peter Gabriel di allora (Tony Levin, David Rhodes, David Sancious, Manu Katché) sebbene mai tutti su uno stesso brano.[21]
Concept
[modifica | modifica wikitesto]Oltre è il poema dell’uomo moderno: un viaggio interiore dove mito e memoria, infanzia e destino si intrecciano. Il protagonista è Cucaio, l’alter ego dell’autore, nato dal nome che Baglioni si dava da bambino. Non è un eroe: è un uomo che cerca se stesso “sotto un cielo mago”, perduto nel labirinto del tempo.[22]
Come un Ulisse contemporaneo, Cucaio attraversa un mare che non è soltanto acqua ma coscienza liquida: ogni brano è una tappa di ritorno verso l’origine, non verso un luogo, ma verso ciò che siamo stati e che continuiamo a essere. È un percorso che tocca la nascita, l’amore, la colpa, la perdita e finalmente la pace — non come fine, ma come comprensione.[23]
L’intero album respira come una spirale: non procede in linea retta, ma ritorna continuamente su se stesso, come fa la memoria quando ricuce il passato al presente. Nel booklet interno — un flusso di pensieri, simboli e colori ispirati all’arte primitiva — Cucaio si trasforma in un archetipo: il bambino, il poeta, l’uomo, il doppio. Il linguaggio di Baglioni segue questo movimento, fondendo mitologia, quotidiano, invenzioni linguistiche e immagini visionarie: una lingua dell’anima, dove le parole si fanno suono. Oltre non è solo un album: è un rito, una mappa dell’identità. È la storia di un uomo che, per ritrovarsi, torna dove tutto è cominciato.[24]
Un poema moderno in cui l’essere umano — attraversando acqua, fuoco, terra e aria — impara a guardare la propria vita senza paura e a trasformare il dolore in consapevolezza. Alla fine, Cucaio non trova una risposta, ma una condizione: diventare “un uomo, oltre”.[25]
Copertina e artwork
[modifica | modifica wikitesto]La copertina di Oltre rappresenta uno degli esempi più complessi e concettuali della grafica discografica italiana degli anni novanta. Il progetto visivo, ideato da Claudio Baglioni, fotografato da Guido Harari e curato nel progetto d'immagine e illustrazione dalla Venezia Projects sotto gestione di Vittorio Venezia, traduce in immagini l’idea di un viaggio interiore e cosmico che attraversa tutto l’album.
Sul fronte dell’album è visibile un ritratto di Baglioni nudo a mezzo busto, immerso in una luce rossa e rivolto verso l’alto, quasi accecato da un bagliore solare che allude alla rivelazione e al superamento del limite umano – tema cardine dell’opera. Il corpo del cantautore, proiettato contro un fondale astratto composto da trame policrome e texture organiche, sembra fondersi con il paesaggio, divenendo parte della materia stessa del mondo rappresentato. Sopra l’immagine campeggia il titolo OLTRE, scritto in un carattere maiuscolo monumentale caratterizzato dalla lettera centrale sostituita dalla sagoma di Baglioni intento a volare come un funambolo nel vuoto simboleggiando l’oltre-uomo, simbolo del concept e del passaggio a un’altra dimensione. È la prima volta che un album musicale con una copertina così complessa e adornata non cita il nome dell'artista, infatti né sul fronte, né sul retro compare il nome di Claudio Baglioni.[26]
Il retro copertina prosegue lo stesso universo visivo, riprendendo le tonalità rosso-arancio e le linee sinuose che si intrecciano in forme solari e galattiche. Sullo sfondo, accanto alla lista dei brani, appaiono quattro miniature che raffigurano i differenti “quadri” cromatici del libretto interno, a loro volta collegati alle quattro sezioni narrative del concept rappresentative dei quattro elementi della natura. In basso tutto in minuscolo il sottotitolo un mondo uomo sotto un cielo mago.
All’interno del disco è presente un ampio artwork orizzontale, concepito come un unico grande affresco visivo suddiviso in quattro sezioni cromatiche consecutive. L’opera accompagna idealmente il percorso narrativo dell’album e ne traduce in immagini i temi centrali del viaggio, della memoria e dell’evoluzione umana.[27]
Le quattro tavole, pur distinte per tono e atmosfera, sono unite da una linea sinuosa che attraversa orizzontalmente l’intero sviluppo grafico, rappresentando il filo conduttore della vita e dell’esperienza. Essa si presenta come un’onda luminosa o un sentiero che collega le diverse scene, intorno al quale si dispongono figure, simboli e motivi ricorrenti — cerchi concentrici, spirali, sagome umane e animali — a evocare il trascorrere del tempo e il legame fra natura e cosmo.
La prima sezione, dominata dai toni blu e violetti, raffigura il volto di Baglioni immerso in un’atmosfera lunare e acquatica, simbolo dell’introspezione e del sogno. La seconda, nei colori rossi e aranciati, mostra il cantautore in diversi frame a comporre un movimento — come un urlo che lo tormenta — rappresentando la nascita, la materia e l’energia vitale. Segue la terza parte, dai toni terrosi e ocra, dove compaiono immagini dell'artista, prima in volo con un vestito che prende i colori del cielo riflettendosi nell'ombra di un falco, poi sulla destra in cammino su una linea come se fosse un funambolo nel tempo, all’interno di un paesaggio primordiale, a richiamare l’esperienza del vivere e il rapporto dell’uomo con la terra e con il tempo. Chiude la quarta sezione, caratterizzata da sfumature chiare e dorate, un Baglioni seduto con la chitarra accanto a un corso d’acqua popolato da pesci colorati, metafora della serenità e della riconciliazione finale.
Nel suo insieme, l’artwork di Oltre è concepito come un viaggio visivo continuo, un percorso simbolico che accompagna quello musicale dell’album. La fusione tra fotografia, pittura e grafica digitale, insieme all’uso narrativo del colore e del movimento, rende questo apparato visivo una delle realizzazioni più elaborate e rappresentative della carriera di Baglioni e dell’intera produzione discografica italiana del periodo.[28]
I brani
[modifica | modifica wikitesto]Oltre è un concept album che segue la storia e l'evoluzione di Cucaio, nome ispirato dal modo in cui Baglioni pronunciava il suo nome da bambino.[29] Riguardo al personaggio, l'autore disse:[30]
Un libretto allegato al disco contiene un testo scritto con la tecnica del flusso di coscienza, nel quale il cantautore nasconde il significato di tutte le canzoni.[31][32]
Disco 1
[modifica | modifica wikitesto]Dagli il via
[modifica | modifica wikitesto]In questo primo brano Baglioni ripercorre brevemente il suo passato con aneddoti, domande, opportunità perse e amori perduti.[33][34] Nel ritornello dà il via a una corsa per la libertà e alla voglia di cercare il destino, rivolgendosi anche all'ascoltatore.[34][35] L'uomo che si sente correre all'inizio della canzone è Walter Savelli, pianista e collaboratore di Baglioni.[33]
Dagli il via è il brano di partenza, l'introduzione di questo viaggio, del viaggio dell'uomo dalla sua origine. Con una serie di immagini legate alla vita autobiografica del cantautore; "mi ubbriacai di una città Polacca", "bruciai una macchina e il mio passato", "sorpresi donne a sciogliersi i capelli". Immagini della vita personale ma della quale Cucaio diventa il simbolo di tutta l'umanità.
Io dal mare
[modifica | modifica wikitesto]Il mare viene ritratto come la madre di Cucaio e dell'intera umanità.[36] L'arpeggio iniziale fu improvvisato da David Sancious durante una pausa dal lavoro con Peter Gabriel per L'ultima tentazione di Cristo;[37] Pino Daniele contribuisce nel finale con un solo di chitarra acustica e vocalizzi scat all'unisono. Minieri ha raccontato che Pino voleva fare «quella cosa con Claudio» prima di un suo intervento al cuore e che il gruppo di lavoro si trasferì momentaneamente a Formia per registrare la canzone.[37] In un'intervista rilasciata per il mensile Chitarre, Baglioni disse:[38]
Il testo descrive con immagini suggestive l'alba dell'uomo e della vita sulla terra, viene considerata una vera e propria poesia con una ricerca stilistica e tematica che non appare in nessun artista della musica italiana. Nel ritornello di questo brano è uno dei primi brani dell'artista dove viene fuori una caratteristica letteraria fondamentale che lo accompagnerà per tutta la sua produzione da qui in avanti che è il gioco parole e la capacità di accostare le parole in un senso combinatorio, c'è quindi una ricerca di musicalità nel verso prima ancora che nella musica.
Naso di falco
[modifica | modifica wikitesto]Il tema principale è la presa di coscienza da parte dell'uomo di avere un sogno, mentre è alla ricerca di sé stesso.[39] La canzone inizia con la descrizione di un falco appena nato che si pone le stesse domande ingenue che il cantautore si faceva da bambino.[39] A queste se ne alternano altre più mature e rimaste senza risposta, relative a eventi come la strage di Ustica, la discussa repressione di Timișoara del 1989, il conflitto armato colombiano, disastro di Černobyl' e la strage dell'Heysel. Alla fine, il falco si libra nel cielo e vola via sull’albero più alto “laddove un sogno è ancora libero e l’aria non è cenere”.
Dopo essere venuto dal mare, l'uomo che va, adesso alza la testa e vede le cose per la prima volta con l'innocenza della sua condizione, non sapendosi spiegare tutto quello che gli sta intorno, ponendosi domande. Ma guardando dall'alto di un albero, come un falco che guarda lontano, cerca di darsi risposta a tutti perchè, raffigurando la capacità di analisi di un uomo che cerca la verità.
Io lui e la cana femmina
[modifica | modifica wikitesto]In questo brano, Baglioni descrive i suoi due cani da pastore tedesco e le passeggiate con loro, come se uscisse con degli amici a bere qualcosa insieme, sognando di essere libero e privo di inibizione come un animale e sottolineando come in fondo animali e uomini possano essere uguali.[40] La canzone ospita Richard Galliano alla fisarmonica.[21]
Stelle di stelle
[modifica | modifica wikitesto]Baglioni parla delle stelle dello spettacolo scomparse, la cui arte continua a vivere come la luce delle stelle che raggiunge la Terra nonostante esse siano morte milioni o miliardi di anni fa.[41]
Al brano partecipa Mia Martini; in un'intervista del 1992 per RadioVerdeRai, la cantante dichiarò:[42][43]
Ho trovato bellissima questa cosa, oltretutto anche molto nuova, perché è un pezzo veramente all’avanguardia, non era mai stato scritto in questa maniera, sia per quanto riguarda il lato melodico che il lato armonico. Addirittura ha aggiunto una parte di testo, mentre prima dovevamo cantare le stesse parole, improvvisamente, la mia è diventata come una specie di voce della coscienza.
Con il mio intervento, il pessimismo dell’artista che fa questo cammino all’indietro e poi smette di brillare e sparisce dalle scene, viene un attimino illuminato da un po’ di speranza. E allora io gli dico queste cose che cercano di risollevare il suo pessimismo: ‘ma può il cielo finire qui, può il mare finire prima dell’orizzonte…’ Gli offro questa speranza che poi in fondo è la forza che vuole ricevere un artista per riuscire ad andare avanti, perché è molto difficoltosa la strada da percorrere.
Melodicamente ha aggiunto dopo una parte, che è quella mia cantata, che non è conseguente alla melodia che canta lui ma è scritta come se fosse una partitura di basso, addirittura un contrabbasso, nel brano ci sono pochissimi strumenti, c’è un pianoforte, la batteria - sono soltanto delle spazzole, molto raffinate e leggere - e c’è questo contrabbasso meraviglioso registrato con tre sovrapposizioni e tre bassi diversi, per cui diventa tutto molto avvolgente e coinvolgente, la mia parte musicalmente è un po’ più intesa come una batteria tra la ritmica e il supporto del contrabbasso, è anche divertente per me entrare in questa melodia in maniera completamente diversa dalle mie normali interpretazioni.»
Vivi
[modifica | modifica wikitesto]Il racconto di un amore finito e non più vivo come una volta ma con la voglia di tornare come prima. Il testo ha un marcato tono erotico ed esalta la vita e la passione sensuale paragonandole alle relazioni tra i quattro elementi (terra, aria, acqua e in particolare fuoco) concepiti dai filosofi presocratici, nonché al ciclo della vita.[44] La canzone finisce con la successione di gruppi etnici: Ainu, Akha, Lacandón, Tasaday, Nambikwara, Gond, Maori, Masai, Kuna, Hopi, Yanomani, Semang, Onge, Kogi, Waorani, Penan, Caingua, Vedda, Sammi, Caraja, Inuit, Abbos, Tuareg e Jurana. La traccia presenta la successione melakarta tipica della musica carnatica indiana.[45]
Le donne sono
[modifica | modifica wikitesto]Baglioni descrive la relazione tra gli uomini e le donne, con ironia e paragoni, affermando alla fine che gli uomini sono dei marinai in un oceano di donne che non capiranno mai.[46]
Domani mai
[modifica | modifica wikitesto]Torna il tema dell'amore fisico, ma questa volta la canzone descrive il lamento per la futura rottura di una coppia a causa di una relazione impossibile.[47] Paco de Lucía è ospite nel brano: durante la preparazione dell'album, il chitarrista andaluso studiò lo spartito del brano per una settimana e quando presentò le sue idee in fase di registrazione, nonostante fossero state molto apprezzate, disse: «Mah, non so se potevo suonare ancora meglio».[48] Baglioni dirà nel 1992:[38]
Acqua dalla luna
[modifica | modifica wikitesto]La canzone parla del desiderio di Baglioni/Cucaio di incantare il pubblico come un mago o un circense e di stupire in particolare chi è triste, poco fortunato o emarginato per una presunta stranezza.[49] Con un'amara riflessione finale, il cantautore afferma che sarebbe bello se gli artisti potessero alleviare ogni sorta di tristezza o dolore, ma che ciò è impossibile come trovare acqua sulla Luna.[49]
Tamburi lontani
[modifica | modifica wikitesto]Ogni persona ha il proprio tamburo, un proprio ritmo e canto con cui interagisce con gli altri uomini.[50] Il ritmo in particolare ha stretti legami con le pulsioni vitali, come il battito cardiaco, e i cicli della Terra, come l'alternanza delle stagioni.[51] Baglioni chiede conferma al suo interlocutore sul fatto che il tempo, nonostante tutto, non abbia provocato un allontanamento tra loro due, molto probabilmente un riferimento alla separazione dalla moglie Paola Massari e dal figlio Giovanni.[51] Alla fine il tempo si mostra nuovamente potente, nonché indifferente all'infelicità dell'uomo, ma in quest'ultimo al contempo c'è la pulsione a ribellarsi a tale condizione esistenziale.[51]
Disco 2
[modifica | modifica wikitesto]Noi no
[modifica | modifica wikitesto]Canzone scritta per essere cantata in coro durante un concerto e per coinvolgere il pubblico.[52] È un inno dedicato ai ribelli che lottano contro le ingiustizie, la mafia, la guerra e le scelte cattive, un inno a chiunque voglia un futuro migliore per sé, per le generazioni successive e per il mondo intero.[34][52]
Signora delle ore scure
[modifica | modifica wikitesto]La donna descritta è una figura sconosciuta: una giovane ragazza che vive nella notte, proveniente forse da un distante Paese tropicale, e il desiderio di averla con sé è peccaminoso.[53] Secondo alcuni è la descrizione della compagna incontrata nel 1987.[senza fonte]
Navigando
[modifica | modifica wikitesto]Il racconto di una nottata folle passata con una donna, paragonando il navigare i mari alla navigazione di un amore:[54] il marinaio della canzone naufraga tra bellezze provenienti da tutto il mondo, riflettendo sul fatto che alla fine ogni donna racchiude la bellezza di tutte le altre presenti sul pianeta.[54] Baglioni, nel descrivere le caratteristiche somatiche di donne esotiche, riprende il melakarta di Vivi.[54] Alla fine Baglioni si rende conto di essere stato come “Ulisse, Simbad e Gilgameš”, tre famosi personaggi epici che navigarono i mari e che si persero da soli, proprio come lui che al termine di questo amore si ritrova solo “come un lupo nella tana”.[54] È l'altro brano del disco con Richard Galliano alla fisarmonica.[21]
Le mani e l’anima
[modifica | modifica wikitesto]Il brano è dedicato al dramma di chi è costretti a lasciare la propria terra natia per cercare la redenzione in un altro Paese,[34] descrivendo in particolare le radici africane dell'uomo e con parallelismo tra le parti del corpo e gli elementi naturali tipici dell'ambiente africano.[55] L'io lirico rivuole indietro le sue mani (sineddoche del corpo) e la sua anima, la sua "Africanima", poiché l'Africa è lo spirito del mondo intero.[55] Alla fine, delle frasi di rassegnazione vengono pronunciate con l'accento usato dallo stereotipo negativo del venditore ambulante africano ("Che vù campà", "Che vù parlà" e "Che vù tornà") ma sono sovraesposte da un ritmo africano, significando che gli Africani devono reclamare il proprio diritto di non essere considerati inferiori o culturalmente sottosviluppati e il diritto di considerare l'Africa come la madre e l'anima dell'umanità.[55] La base strumentale fu realizzata ai Real World Studios, mentre le voci furono registrate a Roma.[56] Il cantautore senegalese ed esponente della mbalax Youssou N'Dour collaborò con la sua voce e il suo stile, raccontando nel 2009:[56]
Mille giorni di te e di me
[modifica | modifica wikitesto]La storia di un amore finito, dove ognuno va via incontro a chi insegnerà ciò che ha imparato assieme all’altro, sognando quell’attimo di eterno che però non c’è mai stato tra due amanti.[57] Le motivazioni della separazione non sono chiarite; l'io lirico aveva considerato l'amore come un riparo dal mondo e cerca di immaginare una nuova relazione che tuttavia avrà le cicatrici di quella appena finita.[58] Nel saluto finale tra i due, l'io lirico consegna il ricordo di se stesso a colui che lo sostituirà come fidanzato di lei.[58]
In un'intervista al giornalista Vincenzo Mollica, Baglioni disse:[59]
È una canzone che nasce dall’idea che l’innamoramento, il vero amore, nasca spesso quando l’amore è finito. È una canzone che nella sua fase ultima diventò più completa e che nacque proprio dal fatto che secondo me un uomo, quando incontra una donna e s’innamora veramente, cerca di nascondersi in lei e poi di nascondere lei stessa – quindi il suo involucro – agli occhi del mondo. Quello secondo me è il momento in cui un uomo s’innamora veramente. [...] Praticamente tutta la canzone è autobiografica, ma con quel gusto dell’autobiografia che gli artisti hanno di mettere insieme diverse biografie, cioè di creare una rete attraverso la quale sia anche misterioso entrare. C’è un verso, in particolare, che dice “Chi ci sarà dopo di te respirerà il tuo odore pensando che sia il mio”: e questo è un verso a cui sono particolarmente affezionato perché penso che la memoria abbia un odore, l’assenza delle persone si misura ancora con il loro profumo.»
Dov’è dov’è
[modifica | modifica wikitesto]Dopo un'introduzione parlata in cui l'attore Oreste Lionello descrive il declino morale della società, Baglioni paragona il sé stesso da piccolo che scappava dalle attenzioni dei parenti al sé stesso grande che scappa dai paparazzi, dai fan e dal mondo.[34][60] Tutti lo cercano disperatamente come se inseguissero un criminale evaso dal carcere.[60] La canzone contiene intermezzi cantati dai genitori del cantautore, Riccardo Baglioni e SIlvia Saleppico, dal suo ex insegnante Mario Pescetelli e della domestica di casa sua quando era piccolo, Teresita Lastoria: ciascuno descrive un aspetto del carattere di Baglioni da ragazzino.[60] Alla fine del testo, il "ricercato" viene catturato e portato a processo, dove eventi della sua vita privata diventano accuse di persone impiccione e invadenti.[60]
Tieniamente
[modifica | modifica wikitesto]La canzone è dedicata agli eventi della Protesta di piazza Tienanmen del 1989, e il titolo è un gioco di parole tra "Tienanmen" e la frase “tieni a mente” per invitare a non dimenticare ciò che successe.[61]
Qui dio non c’è
[modifica | modifica wikitesto]Il brano ritrae la rabbia e la sofferenza (sia personale sia collettiva) provocate dai mali e dalle ingiustizie presenti nel mondo, dove probabilmente non esiste alcun Dio nonostante quest'ultimo avrebbe dovuto essersi realizzato nella natura.[62]
La piana dei cavalli bradi
[modifica | modifica wikitesto]La canzone inizia con l'immagine di cavalli che corrono liberi nelle praterie, e successivamente descrive la distanza tra due amanti: probabilmente è un riferimento ai due anni di ritiro di Baglioni ad Ansedonia per comporre la musica dell'album, isolato da tutti.[63] L'Io lirico accetta e attende il proprio futuro, come i cavalli nelle stalle aspettano di correre.[64] Alla fine, l'uomo riesce a trovare la pace interiore in quell'attesa e inizia a correre verso "la piana dei cavalli bradi".[63]
In un'intervista per Rai Radio 2, Baglioni affermò di essersi ispirato al paesaggio dei Piani di Castelluccio, in Umbria[63]:
Pace
[modifica | modifica wikitesto]Nel brano che chiude l'album, l'Io lirico riesce a fare pace con sé stesso, col sé bambino e col mondo: adesso è un adulto e ha ritrovato da solo quel cuore in un mondo così simile agli esseri umani, sotto un cielo che ci inganna come un mago.[65] Salutato Cucaio, l'Io lirico dichiara di esser finalmente diventato libero, un uomo, "oltre" quasi come lo Übermensch di Nietzsche.[65]
Pubblicazione e accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic[66] |
Nell'ottobre 1990, RaiStereoDue trasmise le prime due tracce dell'album un mese prima della pubblicazione ufficiale.[12]
Il successivo 4 novembre Baglioni subì un incidente automobilistico a Roma con la sua Porsche, riportando lacerazioni alla mano, al volto e alla lingua. I bollettini medici specificarono che gli interventi chirurgici non avrebbero costretto il cantautore a interrompere la sua carriera.[31][67][68] Il 15 novembre, Baglioni fu unico ospite in una puntata del Maurizio Costanzo Show di Canale 5, la sua prima apparizione pubblica dopo l'incidente.[69]

Il 17 novembre 1990, dopo tre anni dal suo annuncio, l'album di inediti fu pubblicato in Italia con il titolo Oltre - un mondo uomo sotto un cielo mago. Nel 1991 venne rilasciata una versione di Oltre in vari paesi tra cui Spagna, Canada, Germania, Francia, Nord e Sud America. Oltre è l’unico album di Claudio Baglioni pubblicato in tutta l’Europa,[70] a differenza di quegli degli anni settanta pubblicati solo in Spagna e Francia, e quelli degli anni ottanta pubblicati in Germania. Nel febbraio 1991, la CBS dichiarò che l'album in Italia aveva venduto più di 900 000 copie.[71]
Oltre sorprese i critici musicali e i giornalisti italiani.[7][72][73] In un articolo scritto assieme ad Enzo Biagi per TV Sorrisi e Canzoni, il compositore Ennio Morricone affermò:[13]
Il critico musicale Gino Castaldo su La Repubblica scrisse:[8]
Roberto Giallo su l'Unità scrisse invece:[74][75]
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]Testi e musiche di Claudio Baglioni.
- Lato A
- Dagli il via – 5:46
- Io dal mare (feat. Pino Daniele) – 5:28
- Naso di falco – 5:16
- Io lui e la cana femmina (feat. Richard Galliano) – 4:16
- Stelle di stelle (feat. Mia Martini) – 3:23
- Lato B
- Vivi – 4:21
- Le donne sono – 5:40
- Domani mai (feat. Paco de Lucía) – 5:09
- Acqua dalla luna – 4:31
- Tamburi lontani – 5:49
- Lato C
- Noi no – 5:14
- Signora delle ore scure – 4:50
- Navigando (feat. Richard Galliano) – 4:03
- Le mani e l'anima (feat. Youssou N'Dour) – 5:22
- Mille giorni di te e di me – 5:38
- Lato D
- Dov'è dov'è (feat. Oreste Lionello) – 4:55
- Tieniamente – 3:44
- Qui Dio non c'è (feat. Didier Lockwood) – 5:38
- La piana dei cavalli bradi – 4:56
- Pace – 5:41
Crediti
[modifica | modifica wikitesto]- Claudio Baglioni – voce, pianoforte e tastiere
- Riccardo Baglioni – voce (traccia: D1)
- Marcello Bono – ghironda (traccia: A3)
- Simon Clark – pianoforte (traccia: A1)
- Danny Cummings – percussioni (tracce: B2, B5, C4, D4)
- Pino Daniele – chitarra, cori (traccia: A2)
- Paco de Lucía – chitarra (traccia: B3)
- Pierre Dutour – tromba (traccia: A4)
- Steve Ferrone – batteria (tracce: B4, C3, C5)
- Richard Galliano – fisarmonica (tracce: A4, C3)
- Michael Gaucher – sassofono (traccia: A4)
- Paolo Gianolio – chitarra (tracce: A2, A3, A4, B2, C1, C2, C5, D1, D3, D4, D5)
- John Giblin – basso (tracce: C4)
- Nick Glennie-Smith – tastiere (tracce: B1, C3, C4)
- Isobel Griffiths – ottoni, legni (traccia: B5)
- Manu Katché – batteria (eccetto tracce: B4, C3, C4, C5, D1 D2)
- Teresita Lastoria – voce (traccia: D1)
- Tony Levin – basso (tracce: B4, C2, C3, C5)
- Oreste Lionello – voce recitante (traccia: D1)
- Didier Lockwood – violino (traccia: D3)
- Mia Martini – voce (traccia: A5)
- Charlie Morgan – batteria (traccia: C4)
- Youssou N'Dour – voce (traccia: C4)
- Phil Palmer – chitarra (tracce: A1, B1, D1)
- Pino Palladino – basso (tracce: A1, A2, A3, A5, B1, B2, B3, C1, D3, D4, D5)
- Mario Pescetelli – voce (traccia: D1)
- Hossam Ramzy – percussioni (tracce: C3, D3)
- Danilo Rea – pianoforte (traccia: A5), cori (traccia: B2)
- David Rhodes – chitarra (traccia: A1)
- Frank Ricotti – percussioni (tracce: A3, C1, D3, D5)
- Walter Savelli – pianoforte (traccia: C5), cori (traccia: B2 )
- Silvia Saleppico – voce (traccia: D1)
- David Sancious – tastiera (traccia: A2)
- Danny Thompson – contrabbasso (traccia: B5)
- Celso Valli – tastiere (eccetto tracce: A5, B2, D2), arrangiamenti, direzione d'orchestra
- Ida Baldi, Rossella Corsi, Cesare De Natale, Susan Duncan-Smith, Roberta Longhi, Livio Macoratti, Paola Massari, Claudio Mattone, Matteo Montanari, Piero Montanari, Franco Novaro, Massimiliano Savaiano – coro (traccia: B2)
- London Symphony Orchestra – legni (traccia: D3)
- Unione dei Musicisti di Roma – archi (tracce: B3, D4), mandolini (traccia: B3), legni (traccia: D4)
- Pasquale Minieri – realizzazione e missaggio
- Registrato da Stuart Bruce, Mark Chamberlain, Graham Dickson, Claude Grilles, Maurizio Maggi, Paul Mortimer, Eddie Offord
- Trasferito su disco da Tim Young
Classifiche
[modifica | modifica wikitesto]| Classifica (1990) | Posizione massima |
|---|---|
| Europa[76] | 36 |
| Italia[77] | 1 |
Classifiche di fine anno
[modifica | modifica wikitesto]| Classifica (1990) | Posizione |
|---|---|
| Italia[78] | 3 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Baglioni Signs In Exclusive Management Pact With Zard (PDF), in Music & Media, vol. 8, n. 23, 17 agosto 1991, p. 8. URL consultato il 6 febbraio 2020.
- ↑ Il miglior album di Claudio Baglioni arriva dopo il più grande successo commerciale della storia della musica italiana (La vita è adesso), album con cui non condivide assolutamente niente. Oltre è un concept album, su rollingstone.it.
- ↑ Oltre - storia e analisi del capolavoro di Claudio Baglioni (PDF), su baglioni.paroledimusica.com.
- ↑ Claudio Baglioni, su Claudio Baglioni, 23 maggio 2025. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ Oltre, su Claudio Baglioni - Un Solo Mondo Noi -, 6 giugno 2011. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ Oltre - Storia del Capovaloro (PDF), su baglioni.paroledimusica.com.
- 1 2 Baglioni alla ricerca della libertà, su baglioni.paroledimusica.com, Corriere della Sera, 17 novembre 1990. URL consultato il 20 maggio 2013.
- 1 2 Gino Castaldo, Dove corre Baglioni? Cerca il senso della vita, su la Repubblica, 17 novembre 1990. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Il filo rosso che lega in filigrana tutto il percorso creativo è la vicenda di “Cucaio”, una sorta di alter ego “fantastico” dell’autore, il cui nome non è altro che il modo nel quale Baglioni bambino storpiava il proprio, su unsolomondonoi.wordpress.com.
- ↑ box set Vinile Oltre, su discogs.com.
- ↑ box set CD Oltre, su discogs.com.
- 1 2 3 4 5 6 Caggiani, p. 15.
- 1 2 Da riscoprire: la storia di 'Oltre' di Claudio Baglioni, su Rockol, 23 aprile 2015. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Caggiani, p. 19.
- 1 2 Caggiani, p. 18.
- ↑
Claudio Baglioni - amnesty international (1988), su YouTube. URL consultato il 14 agosto 2020. - ↑ Salvatore Tropea, I magnifici 6 contro i dittatori, su la Repubblica, 8 settembre 1988. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Walter Savelli, Un assoluto desiderio di giustizia, su waltersavelli.blogspot.com, 14 aprile 2012. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Un mondo più uomo sotto un cielo mago. Brochure (JPG), su i.pinimg.com.
- ↑ Luca Tempini, Oltre, su Reginella. URL consultato il 13 agosto 2020.
- 1 2 3 Claudio Baglioni - Oltre, su Discogs. URL consultato l'11 agosto 2020.
- ↑ Oltre – il Capolavoro di Baglioni, su Claudio Baglioni, 8 novembre 2025. URL consultato il 13 novembre 2025.
- ↑ Oltre – il Capolavoro di Baglioni, su Claudio Baglioni, 8 novembre 2025. URL consultato il 13 novembre 2025.
- ↑ Oltre, su Claudio Baglioni - Un Solo Mondo Noi -, 6 giugno 2011. URL consultato il 13 novembre 2025.
- ↑ Concept e concetti: l’album per Baglioni tra ieri e oggi, su doremifasol.org, 15 novembre 2018. URL consultato il 13 novembre 2025.«Oltre (1990). Concept autobiografico, l’unico veramente così tanto autobiografico di Baglioni. Protagonista è Cucaio, alter-ego di Claudio, di cui si traccia una sorta di biografia a ritroso, scatenata dalla corsa e dell’affanno di quella fase della vita, che costringerà Claudio a ritornare a Cucaio, alla nascita e al concepimento (Io dal mare), per arrivare fino alla fine della sua catarsi, della liberazione dai suoi pesi interiori (Pace). Un disco la cui complessità è stata più volte rimarcata. Un disco specchio della vita di Claudio, dei suoi pensieri e delle sue emozioni (come forse nessun altro)»
- ↑ https://www.discogs.com/it/release/11900239-Claudio-Baglioni-Oltre?srsltid=AfmBOorbzP22cDcvz2tuTDVZpmaYnotWd9x8sMIpN5b99V7JNg0VHNWi
- ↑ https://www.discogs.com/it/release/11900239-Claudio-Baglioni-Oltre/image/SW1hZ2U6MzM5MDQ3NzM=?srsltid=AfmBOorbzP22cDcvz2tuTDVZpmaYnotWd9x8sMIpN5b99V7JNg0VHNWi
- ↑ https://claudiobaglionihistory.wordpress.com/2025/11/08/oltre-il-capolavoro-di-baglioni/
- ↑ Caggiani, p. 81.
- ↑ Stefano Bianchi, Claudio Baglioni, in Tutto, vol. 21, dicembre 1990.
- 1 2 Caggiani, p. 16.
- ↑ Cucaio viene dal mare, su Claudio Baglioni Fansite, 3 gennaio 2006. URL consultato il 15 agosto 2020.
- 1 2 Caggiani, pp. 36-37.
- 1 2 3 4 5 Oltre, su Sony Legacy. URL consultato il 14 agosto 2020.
- ↑ Caggiani, pp. 38-39.
- ↑ Caggiani, pp. 42-44.
- 1 2 Caggiani, pp. 26-27.
- 1 2 Giuseppe Cesaro, Oltre... tutto, Ancorassieme, in Chitarre, vol. 81, dicembre 1992, p. 48.
- 1 2 Caggiani, pp. 49-50.
- ↑ Caggiani, pp. 54-55.
- ↑ Caggiani, pp. 58-61.
- ↑ Come nasce una canzone. Mia Martini racconta come è nato il duetto con Claudio Baglioni "Stelle di stelle", su Carpe diem - Dedicato alla grande arte di Mia Martini, 2 gennaio 2011. URL consultato il 16 agosto 2020.
- ↑ Mia Martini nell'Universo, su Unione Astrofili Italiani (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2006).
- ↑ Caggiani, pp. 64-65.
- ↑ Caggiani, pp. 66-67.
- ↑ Caggiani, pp. 70-71.
- ↑ Caggiani, pp. 74-75.
- ↑ Caggiani, p. 22.
- 1 2 Caggiani, pp. 79-81.
- ↑ Tamburi Lontani (Testo) di Claudio Baglioni tratto da Oltre, su Rockol. URL consultato il 17 agosto 2020.
- 1 2 3 Caggiani, pp. 84-86.
- 1 2 Caggiani, pp. 89-91.
- ↑ Caggiani, pp. 94-97.
- 1 2 3 4 Caggiani, pp. 101-103.
- 1 2 3 Caggiani, pp. 107-109.
- 1 2 Caggiani, p. 106.
- ↑ Mille giorni di te e di me (Testo) di Claudio Baglioni tratto da Oltre, su Rockol. URL consultato il 22 agosto 2020.
- 1 2 Caggiani, pp. 113-115.
- ↑ Vincenzo Mollica, Intervista a Claudio Baglioni, su Molliche istantanee, RaiNet (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2010).
- 1 2 3 4 Caggiani, pp. 118-121.
- ↑ Caggiani, pp. 125-127.
- ↑ Caggiani, pp. 130-133.
- 1 2 3 Caggiani, p. 136.
- ↑ Caggiani, pp. 137-139.
- 1 2 Caggiani, pp. 142-147.
- ↑ (EN) Oltre - Claudio Baglioni, su allmusic.com, All Music Guide. URL consultato il 17 giugno 2011.
- ↑
Claudio Baglioni - TG dell'incidente (1990), su YouTube. - ↑ Baglioni ferito in un incidente stradale, su la Repubblica, 4 novembre 1990. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Baglioni da Costanzo, su la Repubblica, 15 novembre 1990. URL consultato il 13 agosto 2020.
- ↑ Claudio Baglioni - Oltre - Europan edition, su Discogs. URL consultato l'11 agosto 2020.
- ↑ Ernesto Assante, Lucio Dalla è il re di denari, su la Repubblica, 19 febbraio 1991. URL consultato il 13 agosto 2020.«[...] Il caso più interessante è certamente quello di Claudio Baglioni e del suo doppio album Oltre: la casa discografica dichiara vendute ben novecentomila copie del disco [...]»
- ↑ Rassegna stampa – “Il Giornale”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, su Oltre, 23 dicembre 2011. URL consultato il 3 settembre 2020.
- ↑ Rassegna stampa – “Avvenire”, “Il Mattino”, su Oltre, 23 dicembre 2011. URL consultato il 3 settembre 2020.
- ↑ Rassegna stampa - "Il Giorno", "L'Unità", su baglioni.paroledimusica.com. URL consultato il 21 maggio 2021.
- ↑ Roberto Giallo, Così parlò Baglioni - Kolossal senz'anima (PDF), in l'Unità, 17 novembre 1991, p. 19.
- ↑ (EN) European top 100 albums (PDF), su worldradiohistory.com, Music & Media (Pag.77). URL consultato il 3 novembre 2020.
- ↑ Top 3 albums in Europe (PDF), su worldradiohistory.com, Music & Media, p. 13. URL consultato il 25 maggio 2021.
- ↑ Ernesto Assante, LUCIO DALLA E' IL RE DI DENARI, in la Repubblica, 19 febbraio 1991. URL consultato il 25 maggio 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Filippo Maria Caggiani, Oltre: Storia e analisi del capolavoro di Claudio Baglioni (PDF), Lulu.com, 2010, ISBN 978-1-4467-4308-9.
- AAVV, Trent'anni di oltre. Oltre per Claudio Baglioni, Oltre per i fan, a cura di Marilena Brassotti Ziello, Santelli, 2021, ISBN 9788892920019.