Liberace

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Liberace
Liberace Colour Allan Warren.jpg
Liberace fotografato nel 1974
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Pop
Periodo di attività 1936-1986
Strumento pianoforte

Liberace, all'anagrafe Władziu Valentino Liberace[1]; pronuncia in lingua inglese [ˌlɪbəˈrɑːtʃi] (Milwaukee, 16 maggio 1919Palm Springs, 4 febbraio 1987), è stato un attore, pianista, personaggio televisivo, nonché artista di music-hall statunitense, di origini polacche, per parte di madre, e italiane, per parte di padre.

Fra gli anni cinquanta e gli anni settanta è stato l'artista con il più alto cachet al mondo[2]. Musiche da lui eseguite al pianoforte sono state utilizzate in colonne sonore di molti film, e una delle sue canzoni più conosciute è il brano natalizio Here Comes Santa Claus. Come attore è apparso in due episodi della serie televisiva degli anni sessanta Batman, ed il suo nome è iscritto fra quello delle celebrità della Hollywood Walk of Fame.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo Liberace con un orsacchiotto in una fotografia del 1922

Nato nel sobborgo di West Allis, era chiamato semplicemente Lee dagli amici, mentre in famiglia lo chiamavano Walter.[3] Nacque da padre italiano, emigrato da Formia, Salvatore "Sam" Liberace (9 dicembre 1885 – 1º aprile 1977) e madre polacca, Frances Zuchowska (31 agosto 1892 – 1º novembre 1980).[1] Aveva un gemello, che però morì alla nascita. Liberace nacque, secondo un detto popolare, "con la camicia", ovvero con il sacco amniotico avvolto attorno al corpo, segno di buon augurio secondo molte culture.[4]

Da bambino, Liberace soffrì di problematiche relative al parlato e molti dei suoi compagni lo sbeffeggiavano per la sua personalità effeminata che già iniziava precocemente ad emergere, oltre al fatto che rifuggiva gli sport che tradizionalmente i bambini della sua età praticavano, preferendo la cucina ed il pianoforte.

Musica in famiglia e l'inizio della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anche suo padre era un musicista ed aveva suonato il corno francese in diverse bande musicali. Talvolta accompagnava i film del cinema muto. Di mestiere, tuttavia, continuò a fare l'operaio o l'artigiano. Se il padre era favorevole a che Liberace si avvicinasse alla musica, la madre considerò sempre questa passione come un lusso che la famiglia stentava a concedersi.[5] Liberace stesso, in tempi successivi, ricordò come fosse intenzione del padre lasciare al mondo una famiglia di musicisti, che potesse far progredire l'arte musicale.[6]

Liberace iniziò a suonare il pianoforte all'età di quattro anni. Il prodigioso talento di Liberace fu da subito molto evidente e già a sette anni appariva capace di memorizzare pezzi difficili. Studiò tecnica col pianista polacco Ignacy Paderewski. All'età di otto anni, incontro per la prima volta il grande maestro dopo un suo concerto al Pabst Theater a Milwaukee. "Ero quasi senza fiato dalla gioia di conoscere un così grande virtuoso. I miei sogni erano pieni di fantasie nel voler seguire i suoi passi... Ispirato e infiammato di ambizione, iniziai a fare pratica con fervore rendendo ogni mio sforzo precedente col pianoforte come se fosse stato inutile". Paderewski divenne in seguito amico anche dell'intera famiglia di Liberace.

La Grande Depressione fu finanziariamente difficile per la famiglia Liberaci. Le prime esperienze musicali di Liberaci iniziarono nei teatri, nelle radio locali, nei clubs, durante i matrimoni. Nel 1934 suonava già il pianoforte in un gruppo jazz chiamato "The Mixers" per poi passare ad altri gruppi. Adottò per qualche tempo il nome d'arte di "Walter Busterkeys". Contemporaneamente iniziò ad interessarsi al disegno ed alla pittura ed anche in questo si dimostrò talentuoso, iniziando a muovere i primi passi anche nel campo della moda e mostrandosi subito per i tratti caratteristici della sua stravaganza con abiti vistosi che saranno il preludio delle auto dorate che mostrerà negli anni d'oro della sua carriera.

Dopo aver studiato al conservatorio musicale del Wisconsin, Liberace intraprese definitivamente la carriera nel mondo dello spettacolo, durante la quale ha usato diversi nomi d'arte, fra i quali: Walter Busterkeys, Walter Liberace, Lee Liberace, Liberace Chefroach, The Glitter Man, Mr Showmanship.

Partecipante ad una esibizione di musica classica nel 1937, Liberace venne apprezzato per le sue doti di showman oltre che per lo straordinario talento musicale. Al termine di un tradizionale concerto classico a La Crosse nel 1939, Liberace suonò su richiesta per la prima volta, il brano popolare "Three Little Fishies". Il 15 gennaio 1940 la sua bravura, appena ventenne, lo portò a debuttare con la Chicago Symphony Orchestra al Pabst Theater di Milwaukee, suonando il Concerto per pianoforte n.2 di Liszt sotto la direzione di Hans Lange, dal quale ricevette un'accurata preparazione per l'evento. Iniziò quindi un tour nel Midwest.

Il cambiamento e la carriera[modifica | modifica wikitesto]

Liberace e l'attrice Maureen O'Hara nel 1957

Tra il 1942 ed il 1944, Liberace si allontanò progressivamente dalla musica classica per abbracciare un nuovo modo tutto suo di fare musica, un "pop con un po' di classica" o come lui stesso amava definire il suo genere musicale in maniera colorita "la musica classica senza le parti noiose". Nei primi anni Quaranta si esibì a New York City, ma durante il medesimo periodo iniziò ad esebirsi anche nei principali night clubs delle città degli Stati Uniti. Egli passò così progressivamente dal composto pianista allo stravagante intrattenitore e showman, mischiando inaspettatamente ma armonicamente ad esempio Chopin col brano popolare "Home on the Range". Per qualche tempo, si esibì suonando sul palco con un fonografo. Iniziò anche ad intrattenere un rapporto col pubblico, racogliendone al momento le richieste, facendo degli scherzi musicali e dando lezioni e spunti musicali agli ascoltatori, curando personalmente molti aspetti delle sue esibizioni, dai dettagli del palcoscenico, alle luci sino allo stile delle presentazioni. Questa trasformazione è stata dettata sia dal desiderio personale di Liberaci di entrare in contatto diretto col suo pubblico e poi anche dall'oggettiva difficoltà nel competere nel mondo del piano classico di quegli anni.

Nel 1943, iniziò ad apparire in alcuni Soundies (precursori dei video musicali, popolari negli anni '40), esibendosi nella "Tiger Rag" e nella "Twelfth Street Rag". In questi piccoli filmati, venne indicato come Walter Liberace. Questi "Soundies" vennero poi diffusi anche per il mercato popolare dalla Castle Films. Nel 1944 si esibì per la prima volta a Las Vegas, che poi diverrà la sua principale sede di esibizioni. Dopo aver suonato in diversi clubs, nel 1945 suonò al Persian Room, fatto che fece esclamare alla rivista Variety: "Liberace è come un ponte tra Cary Grant e Robert Alda. Ha modi gentili, mani bellissime che muove propriamente, e con tutto ciò fa suonare le campane dei cuori con una presentazione impeccabile, come uno showman di routine. Sbancherà i botteghini". The Chicago Times fu impressionato a sua volta: "suona Chopin per un minuto e quindi passa a Chico Marx subito dopo".

Un costume di scena di Liberace per uno spettacolo natalizio

Durante questi anni Liberace lavorò moltissimo al suo personaggio dato che poteva dire la sua tecnica ormai quasi completamente perfetta. A tutti i suoi spettacoli iniziò a portare un candelabro che divenne il suo segno distintivo, ispirato in questo dal biopic A Song to Remember (1945).[7] Adottò definitivamente il nome d'arte di "Liberace", non mancando di puntualizzare alla stanza come si pronunciasse correttamente: "Liber-Ah-chee". Iniziò ad indossare una cravatta bianca e degli smoking per essere maggiormente visibile nelle grandi sale. Liberace iniziò anche a suonare per delle feste private, tra cui quella divenuta famosa a Park Avenue per il milionario petroliere J. Paul Getty. Dal 1947, iniziò a referenziarsi come "Liberace — il più strabiliante virtuoso del piano odierno". Per migliorare ulteriormente la sua spettacolarità sul palcoscenico e accrescere ancor di più la sua presenza, iniziò col comprare un Grand Blüthner che fece ricoprire in foglia d'oro (nulla se considerato ai pianoforti con cui si esibirà in seguito, riccamente decorati e talvolta decorati con specchi e pietre preziose). Si spostò quindi da Los Angeles a North Hollywood nel 1947 e anche qui si esibì nei clubs locali come il Ciro's ed il Mocambo, con stars come Rosalind Russell, Clark Gable, Gloria Swanson e Shirley Temple.

Liberace creò una vera e propria macchina della pubblicità che lo aiutò a divenire una star. Malgrado il suo successo, la sua stravaganza non accennò a fermarsi con costumi sempre più elaborati e scene sempre più impressionanti il che richiedeva ovviamente uno staff che lo seguisse in ogni concerto. Las Vegas coi suoi grandi spazi divenne il luogo ideale per le sue esibizioni, espandendo la ciurma dei suoi fan, ma anche rendendolo per la prima volta ricco da quando era nato. Nel 1950 si esibì davanti al presidente Harry S. Truman nella East Room della Casa Bianca.

La sua esibizione a New York presso il Madison Square Garden nel 1954, gli portò un guadagno di 138.000, superando quindi il suo idolo e maestro Paderewski vent'anni prima. Il suo nome venne monzionato nel brano del popolarissimo gruppo The Chordettes del 1954, "Mr. Sandman". dal 1955, guadagnava 50.000 dollari a settimana con le sue esibizioni al Riviera Hotel and Casino di Las Vegas ed iniziò a costituire alcuni dei 200 fan club che ricopriranno la sua carriera con un quarto di milione di membri. Con 1 milione di dollari dai suoi spettacoli ed un altro milione dalle sue apparizioni televisive, Liberace era spesso messo a copertina di diverse riviste e divenne una superstar della cultura pop, divenendo nel contempo però anche il bersaglio preferito di comici e intrattenitori.

Liberace e Elvis Presley nel 1956

Liberace apparve l'8 marzo 1956 nell'episodio del quiz TV You Bet Your Life ospite di Groucho Marx.[8]

I critici musicali iniziarono ad interessarsi al "fenomeno Liberace" ma furono spesso particolarmente critici nei suoi confronti. Lewis Funke scrisse, dopo un concerto alla Carnegie Hall, che la musica di Liberace "dev'essere servita con tutti i trucchetti di spettacolo disponibili, forte più che mai, dolce più che mai, e sentimentale soprattutto. Egli è soprattutto uno showman ricoperto di crema e ciliegie". Ancora più aspra fu la critica mossa alla sua mancanza di fedeltà nei confronti dei grandi compositori. "Liberace ricrea - se si può usare questa parola - ogni composizione a sua immagine. Quando è troppo difficile, la semplifica. Quando è troppo semplice, la complica". La sua tecnica venne definita "senza ritmi, con tempi sbagliati, fasi distorte, eccessi di sentimentalismo ed imbellettature, un totale fallimento nell'aderenza a quanto scritto sullo spartito".

Liberace disse a tal proposito "Io non do concerti, metto in piedi uno spettacolo". A differenza dei pianisti classici che normalmente terminavano le loro esibizioni tra gli applausi ed il ritiro nel retro del palcoscenico, Liberace invitava alla fine del concerto il pubblico a salire sul palco, a toccare i suoi vestiti, il suo piano, i suoi gioielli, le sue mani. Baci, strette di mano, abbracci e carezze erano spesso il premio più ambito.

Un aspetto spesso poco noto della vita di Liberace fu la sua tendenza politica al conservatorismo, il che lo rese un fervente capitalista con un fascino particolare per la regalità, i cerimoniali, il lusso. Se amava snobbare i ricchi ed i famosi mostrando ciò che egli era riuscito a realizzare, si presentava come una vera star a presidenti e re.

Nella fase successiva della sua vita, Liberace abbracciò anche il materialismo che lo portò nel 1953 a progettare e far costruire la sua prima casa avente per tema il pianoforte, persino nella piscina che era ovviamente a forma di piano: era la casa dei suoi sogni, con un mobilio ricco ed antico, pannelli elaborati e raffinatezze uniche nel loro genere. Divenne un personaggio pubblicitario senza eguali per la sua capacità di entrare facilmente nelle case degli americani e venne scelto come sponsor della Cadillac per le sue limousines ed egli rispose sarcasticamente: "Se sto vendendo del tonno, devo credere nel tonno".

I primi lavori in TV ed il The Liberace Show[modifica | modifica wikitesto]

Liberace nel 1983

Liberace cercò quanto pima di bypassare la radio per gettarsi appieno nella carriera televisiva, dal momento che la prima oltre alla sua musica non gli consentiva di trasmettere tutto il resto degli apparati dei suoi spettacoli. Malgrado l'entusiasmo per le apparizioni televisive, Liberace rimase deluso dalla sua prima apparizione come ospite alla CBS al programma The Kate Smith Show, e poi alla DuMont in Cavalcade of Stars, con Jackie Gleason. Liberace fu particolarmente dispiaciuto dal lavoro frenetico della telecamera e dal poco tempo dedicatogli. Fece quindi di tutto per impegnarsi per ottenere un proprio spazio televisivo dove egli potesse come regista controllare la sua presentazione, come era solito fare nei clubs.

Il suo primo show in una televisione locale di Los Angeles fu un vero successo e preparò il tutto esaurito per la sua esibizione al Hollywood Bowl.

Il programma televisivo di soli 15 minuti dal titolo The Liberace Show, iniziò il 1 luglio 1952, ma non venne trasmesso con regolarità. Il grande lavoro lo fece invece il produttore Duke Goldstone che montò una versione cinematografica con spezzoni delle audience live di Liberace nel 1953 e ne ricavò uno show televisivo di successo. Nei primi due anni di TV, Liberace guadagnò 7 milioni di dollari.

Anche in televisione, Liberace non perse la sua verve di scherzare e parlare col pubblico della telecamera come se stesse esibendosi nel salotto di casa e si può dire che con la televisione la sua passione per i particolari sgargianti e glitterati crebbe ancora di più, divertendo e creando attesa ed entusiasmo. La sua "domesticità ritualistica" già usata da grandi della TV come Jack Benny e Lucille Ball, lo portarono a far comparire spesso suo fratello George come violinista o direttore dell'orchestra d'accompagnamento, mostrando spesso sua madre in prima fila nei suoi spettacoli, col fratello Rudy e la sorella Angelina spesso menzionai on plen air come la "family". Liberace iniziava i suoi show cantando dolcemente la canzone "I'll Be Seeing You" che ben presto divenne il suo inno. Le musiche da lui suonate includevano un panorama vastissimo tra cui pezzi di musica classica, stacchetti musicali di spettacoli, melodie di film, ritmi latinoamericani, canzoni etniche e boogie-woogie.

Lo show divenne popolarissimo con quasi 30.000.000 di spettatori e 10.000 lettere di fan a settimana e fu anche uno dei primi show transatlantici ad essere trasmessi in Inghilterra dalla Associated TeleVision di Lew Grade, consentendo così di farsi conoscere anche al di fuori dei confini degli Stati Uniti. Iniziò così ad emergere Liberace come icona gay anche se non dichiarato. L'autore Darden Asbury Pyron scrisse a tal proposito: "Liberace fu la prima persona gay che Elton John vide in TV; divenne il suo eroe".

Dopo il The Liberace Show[modifica | modifica wikitesto]

Liberace nel 1968

Nel 1956, Liberace ottenne il suo primo ingaggio internazionale, suonando con successo a L'Avana a Cuba e sul finire dell'anno tenne un tour in Europa. Da sempre un devoto cattolico, Liberace considerava il poter incontrare papa Pio XII come l'apice della sua carriera. Nel 1960, Liberace si esibì al London Palladium con Nat King Cole e Sammy Davis, Jr. in quella che divenne nota come la Royal Variety Performance, per la regina Elisabetta II.

Il 19 luglio 1957, alcune ore dopo che Liberace aveva depositato una denuncia per diffamazione di 25.000.000 di dollari contro il settimanale Confidential, due uomini mascherati fecero irruzione in casa sua in sua assenza e picchiarono sua madre nel garage della casa di Liberace a Sherman Oaks. La donna fu ripetutamente picchiata ma il pesante corsetto che indossava la protesse da ulteriori ferite. Liberace venne informato dell'evento solo alla fine dello spettacolo che si stava tenendo al Moulin Rouge di Parigi. Da allora delle guardie vennero quindi poste davanti alla sua abitazione ed a quelle dei suoi due fratelli.

Malgrado il successo dei tours europei, la carriera di Liberace stava declinando dal 1957, ma il musicista trovò nuovamente il modo di tirarsi su tramite i clubs, tramite la televisione e le apparizioni promozionali che lo fecero ritornare alla popolarità. Il 22 novembre 1963 soffrì di problemi ai reni dovuti probabilmente all'inalazione eccessiva di prodotti per la pulizia dei costumi a Pittsburgh, rimanendo quasi sul punto di morire dal momento che era svenuto a terra e ciò che lo salvò fu, come lui stesso disse, il suo entourage che accorse a svegliarlo per dargli la notizia della tragica morte di John F. Kennedy. Si riprese nel giro di un mese.

Rienergizzato, Liberace tornò a Las Vegas col soprannome di "Mr. Showmanship", amando definirsi "Sono un uomo-Disneyland". I suoi costumi iniziarono a divenire ancora più esotici e stravaganti (piume di struzzo, cappelli e anelli enormi), con entrate ad effetto (arrivò sul palcoscenico a bordo di una Rolls-Royce), coreografie sempre più complesse (con cori, macchine e animali), spesso con partecipazione di giovani musicisti come il cantante australiano Jamie Redfern ed il suonatore di banjo canadese Scotty Plummer o con la cantante Barbra Streisand agli inizi della sua carriera.

L'energia di Liberace ed il suo spirito commerciale iniziarono a dirigersi in diverse direzioni. Acquistò diversi negozi di antiquari a Beverly Hills e diversi ristoranti a Las Vegas. Pubblicò anche diversi libri di cucina di cui il più famoso fu il Liberace Cooks, scritto con la guru dei libri di cucina dell'epoca, Carol Truax, con l'esclusiva ricetta della "Liberace Lasagna" e dei "Liberace Sticky Buns".

Gli shows live di Liberace durante gli anni '70 e '80 si tennero perlopiù al Las Vegas Hilton ed a Lake Tahoe, dove arrivò a guadagnare 300.000 dollari a settimana.

Nel 1970, Liberace guerreggiò con l'attore irlandese Richard Harris per l'acquisto di The Tower House, ad Holland Park, West London. Harris decise di comprare la casa quando seppe che anche Liberace era interessato, ma ancora non aveva depositato la caparra. L'inglese Danny La Rue visitò The Tower House con Liberace, e poi raccontò nella sua autobiografia delle esperienze paranormali che qui ebbe con lui.

Gli ultimi lavori in TV[modifica | modifica wikitesto]

Liberace nel salotto della sua abitazione

Liberace apparve anche in altri show per la televisione come The Ed Sullivan Show, The Ford Show, Starring Tennessee Ernie Ford, Person to Person di Edward R. Murrow, ed agli shows di Jack Benny e Red Skelton, spesso parodiando il suo personaggio. Un nuovo Liberace Show promosso dalla ABC venne previsto nel 1958, meno fiammeggiante del primo, ma venne chiuso dopo sei mesi per un crollo degli ascolti. Liberace ricevette una stella sull'Hollywood Walk of Fame nel 1960 per i suoi contributi all'industria televisiva. Continuò ad apparire in TV come ospite al The Tonight Show con Jack Paar negli anni '60, con interviste memorabili assieme a Zsa Zsa Gabor e Muhammad Ali, e poi con Johnny Carson. Apparve in un cameo nel film The Monkees dell'omonimo gruppo musicale nei panni di un gallerista avant garde mentre rompe a mazzate un pianoforte.

Nella serie televisiva Batman nel 1966 assieme ad Adam West ed a Burt Ward, Liberace recitò il doppio ruolo del concertista per pianoforte Chandell e del suo gemello gangster Harry, il quale passa la vita a ricattare Chandell, negli episodi "The Devil's Fingers" e "The Dead Ringers", entrambi scritti da Lorenzo Semple Jr., vero sviluppatore di Batman per la televisione. Gli episodi di questa storia in due parti, secondo The Official Batman Batbook di Joel Eisner, furono i picchi di massimo spettacolo di tutti gli episodi. Altre apparizioni televisive furono a Here's Lucy (1970), in Kojak e nel The Muppet Show (entrambi nel 1978), sempre impersonando sé stesso. In queste due ultime apparizioni si dilettò in "Concerto for the Birds", "Misty", "Five Foot Two" ed in una riedizione di "Chopsticks".

Negli anni '80 prese parte al Saturday Night Live (in un episodio con Hulk Hogan e Mr. T), e nel 1984 nel film Special People. Nel 1985, apparve a WrestleMania come segnatempo per l'evento ufficiale.[9]

Ultima esibizione e morte[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Liberace al Forest Lawn Cemetery

L'ultima esibizione dal vivo di Liberace si tenne alla Radio City Music Hall di New York il 2 novembre 1986, mentre la sua ultima apparizione in televisione risale al giorno di Natale dello stesso anno, quando fu ospite del talk-show Oprah Winfrey Show.

Morì all'età di 67 anni nella sua casa invernale di Palm Springs per complicazioni dovute all'AIDS di cui soffriva almeno dall'agosto del 1985 quando la malattia gli venne diagnosticata da una medico privato di Las Vegas. Da due anni soffriva anche di enfisema e problemi cardiocircolatori che ovviamente avevano minato il suo stato di salute, accompagnata da una dieta quasi esclusivamente a base di melone che lo aveva portato ad avere una anemia. La sua condizione di sieropositivo venne tenuta celata al pubblico fino a dopo la sua morte. Nonostante circolasse la voce che l'artista fosse omosessuale, egli rifiutò sempre di fare coming out.

Sepolto al Forest Lawn Memorial Park di Hollywood Hills, Los Angeles, una statua in cera lo ricorda nel museo di Madame Tussauds a Las Vegas.

La sessualità[modifica | modifica wikitesto]

La fama di Liberace non fu solo negli Stati Uniti e non solo per la sua musica. Nel 1956 in un suo articolo sul Daily Mirror il colonnista Cassandra (William Connor)[10] descrisse Liberace come "…l'incontro di sessi, pinnacolo di mascolinità, femminilità e neutralità. Qualunque cosa egli, ella o esso faccia è ok… ammiccante, gioioso, coccoloso, cromato, impregnato di profumo, luminoso, tremante, ridacchiante, coperto di frutta, affettato, coperto di ghiaccio e da tanto amore materno", una descrizione che diceva molto della sua natura omosessuale.[11]

Liberace inviò al giornale un telegramma che così recitava: "Ciò che avete detto mi ha colpito molto negativamente. Ho pianto durante tutta la strada verso la banca." [12] Questo velato riferimento era alla causa che intentò poco dopo,[13] testimoniando alla corte di Londra la sua non omosessualità ed il fatto che egli non avesse mai preso parte ad atti omosessuali, cosa all'epoca reputata illegale. Vinse la causa, in parte perché Connor utilizzò l'espressione denigratoria "coperto di frutta" che lasciava chiaramente intuire la sua volontà di provocare sull'effeminatezza di Liberace, e poi perché in slang americano "fruit" è la parola per indicare una persona omosessuale.[14] Le 8.000 sterline di danni ricevuti dal Daily Mirror permisero a Liberace di riportare poi la sua versione ai giornali.[15] La popolarità della frase del telegramma inviato da Liberace ad ogni modo fece il giro del mondo al punto da ispirare il titolo Crying All the Way to the Bank, per un report dettagliato dei processi del giorno e delle interviste condotte dal giornalista Revel Barker proprio del Daily Mirror.

Confidential copertina del 2 luglio 1957, "Why Liberace's Theme Song Should Be 'Mad About the Boy!'" (Ecco perché la canzone tema di Liberace dovrebbe essere 'Pazzo per un ragazzo!')

Liberace dovette difendersi da un caso simile contro il settimanale statunitense Confidential e contro le continue asserzioni sulla sua omosessualità. Confidential sulla sua copertina del 1957 scrisse, "Why Liberace's Theme Song Should Be 'Mad About the Boy!'" (Ecco perché la canzone tema di Liberace dovrebbe essere 'Pazzo per un ragazzo!').

Nel 1982, Scott Thorson, l'ex chauffer di Liberace, di appena 22 anni, e amante degli ultimi suoi cinque anni, citò in giudizio il pianista con 113 milioni di dollari di danni per essere stato ingiustamente cacciato e licenziato, a sua detta a causa della fine della loro storia.[16] Liberace continuò a negare la sua omosessualità, e durante le deposizioni del 1984, insistendo sul fatto che Thorson non era mai stato suo amante. Il caso si risolse ben presto col pagamento di 75.000 dollari a Thorson oltre a tre macchine e tre cani da compagnia.[16] Thorson, dopo la morte di Liberace, disse che egli fu un "ragazzo noioso" per quanto riguarda la sua vita privata, preferendo trascorrere le sue giornate a cucinare, decorare e giocare coi suoi cani, evitando di suonare il piano per il quale già si esibiva a sua detta troppo col pubblico. Secondo Thorson: "Lui (Liberace) aveva decorato molti pianoforti ornamentali nelle varie stanze della sua casa, ma senza mai averli toccati nemmeno una volta". Thorson inoltre rimarcò di non essere stato a conoscenza di problematiche di salute che affliggessero Liberace prima di contrarre l'AIDS un anno prima della sua morte: "Era sempre in forma eccellente per la sua età; forte e strabiliante."[17] Alla fine del 1986, durante una delle sue ultime interviste, Liberace indirettamente diede notizia della sua malattia dichiarando: "Come puoi goderti la vita se non hai la salute?"

Liberace non parlò mai in pubblico della propria omosessualità e spesso si fece vedere in compagnia di donne, fatto che aumentò ulteriormente la confusione sulla sua vera natura sessuale.[18] Oscurò le sue tendenze anche nell'articolo "Mature Women Are Best: TV's Top Pianist Reveals What Kind of Woman He'd Marry."[19]

In un'intervista del 2011, l'attrice ed amica Betty White disse che Liberace era tutt'altro che gay e che ella personalmente era stata più volte con lui.[20]

L'eredità[modifica | modifica wikitesto]

Liberace vantava un patrimonio di più di 110.000.000 di dollari al momento della sua morte e pertanto prima di morire lasciò le pratiche per l'istituzione di una fondazione che si preoccupasse coi suoi fondi di tutelare gli studenti di musica più svantaggiati.

Nel dicembre del 2014 la fondazione stessa ha annunciato un nuovo tour di Liberace nel mondo attraverso un ologramma. Una versione simulata del musicista avrebbe fatto rivivere agli spettatori il piacere di incontrare o rincontrare Liberace, il tutto sotto la supervisione del responsabile della Coachella holographic, Tupac Shakur. Il debutto dell'evento si tenne propri a Las Vegas, per anni palcoscenico d'onore del grande musicista. Jonathan Warren, presidente della Liberace Foundation, ha spiegato a tal proposito: "Si sente il calore del suo cuore, si vede il luccicare dei suoi occhi, e la luce che emanano le sue dita."[21]

Il Liberace Museum ed il Tivoli Gardens Restaurant[modifica | modifica wikitesto]

Il Liberace Museum a Las Vegas nel 2003

Nel 1979, Liberace decise che il modo migliore per ricompensare i suo numerosissimi fan di tutto l'affetto regalatogli in anni di carriera, fosse quello di aprire un museo, un'istituzione che raccogliesse tutti gli oggetti di scena e gli abiti stravaganti da lui utilizzati nel corso degli anni durante i suoi spettacoli. Il museo divenne noto come Liberace Museum con sede a Las Vegas, il quale ha chiuso i battenti nell'ottobre del 2010 dopo 31 anni di apertura al pubblico. Liberace stesso, a fianco al museo, aveva aperto il Tivoli Gardens Restaurant, un ristorante di cucina italiana che doveva essere la sua soddisfazione personale in quel campo e che, dopo la sua morte, era stato passato in gestione alla catena italo-americana Carluccio's, ma che dopo la chiusura del museo nel giugno del 2011 ha deciso anch'esso di abbandonare la location spostandosi altrove.[22] Secondo il presidente della Liberace Foundation che si è occupata di amministrare il patrimonio del musicista dopo la sua morte, il museo è stato oggetto di numerose negoziazioni a Las Vegas mirate a riaprire il museo, ma tutte conclusesi senza che fosse trovato un accordo. Malgrado la chiusura del museo, ad ogni modo Liberace Foundation, continua a provvedere ancora oggi delle borse di studio coi fondi del cantante ed a promuovere i nuovi musicisti in difficoltà.[23] Nel gennaio del 2013, la Liberace Foundation ha annunciato i piani per ricollocare il museo a Las Vegas, con conseguente riapertura nel 2014.[24] Nel 2014, ad ogni modo, il presidente della Liberace Foundation, Jonathan Warren, ha annunciato che anche questo progetto è fallito.[25]

Il 7 aprile 2016, le automobili usate da Liberace sono in mostra, assieme ai suoi pianoforti e ad altri oggetti di scena, al "Liberace Garage", sempre a Las Vegas.[26]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Liberace nel 1968

Già prima del suo arrivo a Hollywood nel 1947, Liberace si sentiva portato per il mondo del cinema ma fu solo con l'essere notato nel mondo di Hollywood che venne scritturato per la prima volta dalla Universal nel suo South Sea Sinner (1950) a fianco di Macdonald Carey e Shelley Winters. Liberace apparve come guest star in due compilations della RKO Radio Pictures. Footlight Varieties (1951) ed il suo sequel, Merry Mirthquakes (1953), videro ancora Liberace come maestro delle cerimonie.

Nel 1955, Liberace era al picco massimo della sua carriera e venne pertanto contattato dalla Warner Bros per prendere parte al suo primo motion picture, Sincerely Yours (1955), un remake di The Man Who Played God (1932), nella parte di un concertista. Nell'aprile del 1955 è la volta di Modern Screen con Doris Day. Quando Sincerely Yours uscì nelle sale di quell'anno, la figura di Liberace venne largamente utilizzata nella campagna pubblicitaria del film, col suo nome sui cartelloni con dei caratteri stravaganti e più grandi dello stesso titolo del film. Il film fu un fallimento critico e commerciale dal momento che Liberace non si dimostrò in grado di trasposizionare sul grande schermo ciò che riusciva miracolosamente a fare negli spettacoli a teatro ed in TV e questo portò ad una drammatica revisione anche dei cartelloni con un "with Liberace at the piano" indicato sotto il titolo.

Questa esperienza scioccò a tal punto Liberace che egli abbandonò perlopiù le proprie aspirazioni alla filmografia, relegando le sue apparizioni successive a semplici cameo come nel caso di When the Boys Meet the Girls (1965) con Connie Francis e The Loved One (1966).

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Il grande successo di Liberace in televisione segnò d'altro canto un'impennata delle vendite dei suoi dischi. Dal 1947 al 51, incise 10 dischi. Dal 1951 al 1954, passò a quasi 70. Le principali registrazioni le svolse con la Columbia Records tra cui Liberace by Candlelight, vendendo più di 400.000 albums dal 1954. Il suo singolo più popolare fu "Ave Maria" che da solo vendette 300.000 copie.

I suoi albums includevano pezzi pop dell'epoca come "Hello, Dolly!", e interpretazioni classiche del repertorio di Chopin e Liszt. In vita ricevette sei dischi d'oro.

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Liberace venne riconosciuto durante la sua carriera con due Emmy Awards, sei dischi d'oro e due stelle nella Hollywood Walk of Fame. Liberace pubblicò inoltre una sua autobiografia, e totalizzò ben 56 sold-out shows alla Radio City Music Hall.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Benni ha reso omaggio al musicista chiamando Liberace una nave che appare nel romanzo Elianto.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Ancestry of Liberace, su wargs.com.
  2. ^ Revel Barker, 2009, p. 367
  3. ^ Revel Barker, 2009, p. 12
  4. ^ Darden Asbury Pyron, 2000, p. 1
  5. ^ Darden Asbury Pyron, 2000, p. 12
  6. ^ Darden Asbury Pyron, 2000, p. 17
  7. ^ Kart, Larry, Liberace, 67, Pianist Turned One-man Musical Circus`, Chicago Tribune, 5 febbraio 1987. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  8. ^ Template:Cite av media
  9. ^ WrestleMania I: Celebrities, wwe.com, 31 marzo 1985. URL consultato il 9 aprile 2013.
  10. ^ "Yearn-Strength Five", Daily Mirror, 26 settembre 1956, p. 6.
  11. ^ High Court Of Justice; Queen's Bench Division, "I Don't Care What My Readers Think", Liberace V. Daily Mirror Newspapers Ltd, in The Times, 12 giugno 1959, p. 16.
    «They all say that this deadly, winking, sniggering, snuggling, chromium-plated, scent-impregnated, luminous, quivering, giggling, fruit-flavoured, mincing, ice-covered heap of mother love has had the biggest reception and impact on London since Charlie Chaplin arrived at the same station, Waterloo, on September 12, 1921.».
  12. ^ Chrysti M. Smith, Verbivore's Feast: Second Course: More Word & Phrase Origins, Farcountry Press, 2006, p. 84, ISBN 1-56037-402-0. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  13. ^ Barker, 2009.
  14. ^ Hodgkinson, Liz (May 25, 2009) "Dispatches: Publishing: Libel show stopper", The Guardian
  15. ^ Cry all the way to the bank, World Wide Words. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  16. ^ a b Liberace had last laugh on critics by 'crying all the way to the bank' The Pittsburgh Press, February 5, 1987
  17. ^ CNN LARRY KING LIVE: Interview With Scott Thorson CNN, August 12, 2002
  18. ^ Jon Kelly, BBC News – What Liberace reveals about the march of gay rights, Bbc.co.uk, 16 aprile 2013.
  19. ^ Pyron, 2000, p. 210.
  20. ^ CNN Official Interview: Betty White: Bea Arthur was not fond of me, YouTube. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  21. ^ Sean Michaels, Liberace to tour world as hologram, su the Guardian.
  22. ^ Tell the USPS to Recognize Liberace with a Stamp!, Liberace’s Tivoli Gardens Restaurant Now Closed « Tell the USPS to Recognize Liberace with a Stamp!, Liberacedeservesastamp.wordpress.com, 7 luglio 2011. URL consultato il 10 aprile 2012.
  23. ^ Welch, Chris (October 16, 2010) Show's over for Liberace Museum in Vegas. CNN
  24. ^ Katsilometes, John (January 28, 2013) Liberace Museum is planning a move downtown — to Neonopolis. Las Vegas Sun
  25. ^ Liberace Museum Back From the Dead?. outtraveler.com
  26. ^ Lissa Townsend Rodgers, Liberace Garage Showcases Mr. Showmanship's Rides, VegasSeven. URL consultato il 21 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Scott Thorson e Alex Thorleifson, Dietro i candelabri. La scandalosa vita di Valentino Liberace il più grande showman di tutti i tempi, Newton Compton, 2013.
  • (EN) Revel Barker, Crying All The Way To The Bank, 2009.
  • (EN) Darden Asbury Pyron, Liberace: An American Boy, University of Chicago Press, 2000.
  • The Liberace Story, by Chester Whitehorn (editor). Screen Publications Inc, New York, 1955 (softcover – #4 in the Candid Profile series)
  • Liberace: On Stage and Off, di Anthony Monahan. GRT Music Productions, Sunnyvale California, 1976
  • Liberace: The True Story, di Bob Thomas. St. Martins Press, New York, 1987 (hardcover)
  • Behind the Candelabra: My Life with Liberace, di Scott Thorson con Alex Thorleifson. E.P. Dutton, New York, 1988
  • Liberace: A Bio-Bibliography, di Jocelyn Faris. Greenwood Press, Westport CT, 1995
  • Liberace (Lives of Notable Gay Men and Lesbians), di Ray Mungo e Martin B. Duberman. Chelsea House Publications
  • (EN) Ricky Ethelbah. "Liberace". In Italian Americans of the Twentieth Century, ed. George Carpetto and Diane M. Evanac (Tampa, FL: Loggia Press, 1999), pp. 208-209.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN56796793 · LCCN: (ENn50050377 · ISNI: (EN0000 0001 0904 5238 · GND: (DE119002027 · BNF: (FRcb138966405 (data)