Fryderyk Chopin

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Ritratto di Fryderyk Chopin, dipinto di Maria Wodzińska del 1835

Fryderyk Franciszek Chopin, anche noto con il nome francesizzato di Frédéric François[1] Chopin[2] (Żelazowa Wola, 22 febbraio 1810[3]Parigi, 17 ottobre 1849), è stato un compositore e pianista polacco.

Firma di Chopin

Fu uno dei più importanti compositori del periodo romantico, talvolta definito «poeta del pianoforte»,[4] il cui "genio poetico" è basato su una tecnica professionale che è stata definita "senza eguali nella sua generazione."[5]

Bambino prodigio, crebbe in quello che fu l'allora Ducato di Varsavia, dove ebbe modo di completare la sua formazione musicale. A seguito della repressione russa della Rivolta di Novembre (1830), all'età di 20 anni si trasferì a Parigi nel contesto della cosiddetta Grande Emigrazione polacca.

Durante gli ultimi diciannove anni della sua vita si esibì pubblicamente solo trenta volte, preferendo l'atmosfera più intima dei salotti. Visse e si mantenne grazie alla vendita delle sue composizioni e con l'insegnamento del pianoforte, per il quale la domanda era consistente. Chopin fu in amicizia con Franz Liszt e fu ammirato da molti dei suoi contemporanei, tra cui Robert Schumann. Nel 1835 ottenne la cittadinanza francese. Dopo il fallimento della relazione con Maria Wodzińska, che durò tra il 1835 e il 1837, intraprese un rapporto spesso controverso con la scrittrice francese George Sand. Un breve ed infelice soggiorno a Maiorca con la Sand, avvenuto tra il 1838 e il 1839, coincise con uno dei suoi periodi più produttivi per quanto riguarda la composizione. Nei suoi ultimi anni, fu sostenuto finanziariamente dalla sua mecenate Jane Stirling, che gli organizzò anche un viaggio in Scozia nel 1848. Per la maggior parte della sua vita, Chopin soffrì di una cattiva salute. Morì a Parigi nel 1849, di tubercolosi.

Gran parte delle composizioni di Chopin vennero scritte per pianoforte solo; le sole significative eccezioni sono i due concerti, quattro ulteriori composizioni per pianoforte e orchestra, e la Sonata op. 65 per pianoforte e violoncello. Scrisse anche alcune composizioni di musica da camera e diverse canzoni su testi polacchi. Il suo stile pianistico fu altamente individuale e spesso tecnicamente impegnativo, ma mantenendo sempre le giuste sfumature e una profondità espressiva. Egli inventò la forma musicale nota come ballata strumentale e addusse innovazioni ragguardevoli alla sonata per pianoforte, alla mazurca, al valzer, al notturno, alla polonaise, allo studio, all'improvviso, allo scherzo e al preludio. Le influenze sul suo stile compositivo includono la musica popolare polacca, la tradizione classica di Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven e Franz Schubert, come quella dei salotti parigini dove era ospite frequente. Le sue innovazioni nello stile, nella forma musicale e nell'armonia e la sua associazione della musica con il nazionalismo, sono stati influenti in tutto il periodo romantico e anche successivamente.

Il suo successo universale come compositore, la sua associazione (anche se solo indiretta) con l'insurrezione polacca, la sua vita sentimentale e la morte precoce hanno fatto diventare Chopin "il musicista romantico per eccellenza".[6] È stato soggetto di numerosi film e biografie con diversi livelli di accuratezza storica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Chopin, Nicolas Chopin, dipinto da Ambroży Mieroszewski, 1829

Chopin nacque a Żelazowa Wola,[7] (una frazione di Sochaczew, comune rurale situato a 60 chilometri a ovest di Varsavia) in quello che allora era il Ducato di Varsavia, uno stato polacco istituito da Napoleone Bonaparte. Il registro parrocchiale dei battesimi della chiesa di Brochow indica la sua data di nascita il 22 febbraio 1810 e cita i suoi nomi nella forma latina Fridericus Franciscus[7] (in polacco, Fryderyk Franciszek).[7] Quando tre settimane dopo la sua morte Liszt, dichiarando che avrebbe voluto pubblicare qualche pagina in onore "di una delle glorie più nobili dell'arte", richiese alla sorella di Chopin, signora Jedrzeiewicz, alcuni dati biografici ne ebbe in risposta che solo i ricordi della madre avrebbero potuto stabilirlo. La madre, in buona fede, ricordava stranamente il giorno 1° di marzo. Quello che era un lapsus memoriae finì col diventare la data di nascita ufficiale, avvalorata dalle lettere di famiglia in cui si cita sempre erroneamente. Il compositore e la sua famiglia utilizzarono come data di nascita il 1º marzo[7][8] e, anche se la Chopin Society celebra il 22 febbraio, generalmente il 1º marzo è più spesso considerato corretto.[9]

Il padre di Fryderyk, Nicolas Chopin, fu un francese originario della Lorena emigrato in Polonia nel 1787, all'età di sedici anni.[10] Nicolas fu insegnante per i figli dell'aristocrazia polacca e, nel 1806, sposò Justyna Krzyżanowska, imparentata con gli Skarbeks, una delle famiglie per i quali egli lavorò.[11] Fryderyk fu battezzato il giorno di Pasqua, domenica 23 aprile 1810, nella stessa chiesa dove i suoi genitori si erano sposati, presso Brochów.[7] Il padrino diciottenne – dal quale prese il nome – fu Fryderyk Skarbek, allievo di Nicolas Chopin.[7] Fryderyk fu il secondo figlio della coppia e unico figlio maschio; ebbe una sorella maggiore, Ludwika (1807-1855) e due sorelle più piccole, Izabella (1811-1881) ed Emilia (1812-1827).[12] Nicolas fu devoto alla sua patria adottiva e insistette affinché, in famiglia, si facesse uso della lingua polacca.[7]

Nel mese di ottobre 1810, sei mesi dopo la nascita di Fryderyk, la famiglia si trasferì a Varsavia, dove al padre venne affidato il posto di insegnante di francese al Liceo di Varsavia. Il padre suonava il flauto e il violino;[13] la madre il pianoforte e impartiva lezioni.[14] Il giovane Chopin fu di esile corporatura e, anche nella prima infanzia, si dimostrò di salute cagionevole.[15] Intorno ai 9-10 anni, Fryderyk cominciò a soffrire di una tosse incessante che lo accompagnò fino alla morte. L'interpretazione più accettata oggi è che questa tosse fosse espressione di una tubercolosi polmonare. Fra i fautori di questa interpretazione ci fu Jean Cruveilhier, patologo francese che assistette Chopin negli ultimi mesi di vita.[16]

Fryderyk potrebbe aver avuto una qualche istruzione di pianoforte da sua madre, tuttavia il suo primo insegnante professionale fu, tra il 1816 e il 1821, il pianista ceco Wojciech Żywny.[17] Anche sua sorella maggiore Ludwika prese lezioni da Żywny e, occasionalmente, si esibì in duetti con il fratello.[18] Fin da subito si capì che era un bambino prodigio. All'età di sette anni Fryderyk iniziò a dare concerti pubblici e, nel 1817, compose due polacche, in sol minore e in si bemolle maggiore.[19] Il suo lavoro successivo, una polacca in la bemolle maggiore del 1821 e dedicata a Żywny, fu il suo primo manoscritto musicale sopravvissuto.[17]

Nel 1817 il liceo dove il padre di Fryderyk insegnava fu trasferito nel Palazzo Kazimierz (oggi facente parte del rettorato dell'Università di Varsavia). La famiglia di Chopin si trasferì in un edificio adiacente, che ancora sopravvive. Durante questo periodo, Fryderyk fu a volte invitato al Palazzo del Belweder come compagno di giochi per il figlio del sovrano del Regno della Polonia, il granduca Konstantin; in queste circostanze suonò il pianoforte e compose una marcia per il granduca. Julian Niemcewicz, nella sua drammatica egloga, Nasze Przebiegi (I nostri discorsi, 1818), attestò al piccolo Chopin una certa popolarità.[20]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Józef Elsner dopo il 1853

Tra il 1823 e il 1826, Chopin frequentò il Liceo di Varsavia, dove ricevette lezioni di organo dal musicista ceco Wilhelm Würfel durante il primo anno. Nell'autunno del 1826, iniziò un corso di tre anni guidato dal compositore della Slesia Józef Elsner presso il Conservatorio di Varsavia, dove studiò la teoria musicale, il basso continuo e la composizione.[21] Elsner ebbe a dargli questo giudizio (1829): "Frédéric Chopin, allievo di terzo anno. Capacità incredibili, un genio della musica".[21] In questo periodo studiò assiduamente Il clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach. Gli anni degli studi furono caratterizzati anche dall'interesse del giovane Chopin per la musica popolare; compose tra l'altro le Mazurche per pianoforte da ballo e il Rondò in Do minore. Durante tutto questo periodo continuò a comporre e ad esibirsi nei teatri e nei salotti di Varsavia. Fu ingaggiato dagli inventori di un organo meccanico, l'eolomelodicon, e su questo strumento, nel maggio 1825, eseguì una sua improvvisazione e parte di un concerto di Ignaz Moscheles. A seguito del successo di questo concerto gli arrivò un invito per una simile esibizione davanti allo Zar Alessandro I, in visita a Varsavia; lo zar lo premiò con un anello di diamanti. In un successivo concerto, tenutosi il 10 giugno 1825, Chopin eseguì il suo Rondò n. 1 in Do minore. Questa fu la prima delle sue opere commercialmente pubblicata e gli valse la prima menzione nella stampa estera, quando il prestigioso periodico tedesco Allgemeine musikalische Zeitung elogiò il suo "patrimonio di idee musicali".[22]

Tra il 1824 e il 1828, Chopin trascorse le sue vacanze lontano da Varsavia. Nel 1824 e 1825, a Szafarnia fu ospite di Dominik Dziewanowski, il padre di un suo compagno di scuola. Qui per la prima volta ebbe modo di venire a contatto con la musica popolare polacca.[23] Nelle sue lettere scritte da Szafarnia a casa (a cui diede il titolo di Il Corriere di Szafarnia), scrisse in un polacco molto moderno e vivace, divertendo la sua famiglia con la parodia dei giornali di Varsavia e dimostrando le doti letterarie del ragazzo.[24]

Chopin ritratto da Eugène Delacroix, 1838

Nel 1827, subito dopo la morte della più giovane sorella Emilia, la famiglia si trasferì dal palazzo dell'Università di Varsavia, adiacente al Palazzo Kazimierz, a un alloggio situato sulla strada dell'università, in cui Chopin visse fino alla sua partenza, che sarebbe avvenuta tre anni dopo. Nel 1829 l'artista Ambroży Mieroszewski eseguì una serie di ritratti dei membri della famiglia Chopin, tra cui il primo ritratto noto del compositore.

Quattro convittori ospitati negli appartamenti dei suoi genitori, divennero intimi di Frédéric: Tytus Woyciechowski, Jan Nepomuceno Białobłocki, Jan Matuszyński e Julian Fontana; gli ultimi due sarebbero diventati parte della sua compagnia parigina. Il giovane compositore aveva relazioni amichevoli con i membri del mondo artistico e intellettuale di Varsavia, tra cui Fontana, Józef Bohdan Zaleski e Stefan Witwicki.[25] Fu anche attratto dalla studentessa di canto Konstancja Gladkowska. Nella corrispondenza a Woyciechowski, indicò che alcune sue opere furono influenzate dal fascino della ragazza; nelle sue lettere del 3 ottobre e 14 novembre 1829 egli rivelò che il movimento lento (Larghetto) del suo Concerto per pianoforte in Fa minore era segretamente dedicato a lei.[26]

Viaggi e successo nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Chopin suona per i Radziwiłł nel 1829 (dipinto di Henryk Siemiradzki, 1887)

Dal 1827 al 1829 Chopin studiò nella scuola superiore di musica, nel dipartimento di arti e scienze dell'Università di Varsavia. Ebbe modo di ascoltare Niccolò Paganini suonare il violino e compose una serie di variazioni, i Souvenir de Paganini. Potrebbe essere stata questa esperienza a incoraggiarlo a iniziare i suoi primi Études, (1829-32), in cui esplorò le potenzialità del proprio strumento.[27] In questo periodo conobbe anche la musica di Joseph Christoph Kessler, che aveva composto i suoi 24 Études, Op. 20, uno per ogni tonalità[28] e che lo ispirò per i propri Études. Inoltre frequentò il Teatro Nazionale per assistere alle opere presentate da Karol Kurpiński, tra le quali Don Giovanni di Mozart e Il barbiere di Siviglia di Rossini; di quest'autore, prima di emigrare in Francia, conobbe tredici opere. Talvolta Chopin accompagnava al pianoforte i cantanti. In questo periodo scrisse le Variazioni per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, basate su un'aria del Don Giovanni, e i rondeaux virtuosistici, basati sulle musiche popolari.

Nel settembre 1828 Chopin, ancora studente, visitò Berlino con un amico di famiglia, lo zoologo Feliks Jarocki, godendo delle opere dirette da Gaspare Spontini e frequentando i concerti di Carl Friedrich Zelter, Felix Mendelssohn e altre celebrità del tempo. Nel 1829, di ritorno da Berlino, fu ospite del principe Antoni Radziwiłł, il governatore del Granducato di Posen, egli stesso un compositore compiuto e aspirante violoncellista. Per il principe e per sua figlia, la pianista Wanda, Chopin compose l'Introduzione e polacca brillante per violoncello e pianoforte op. 3.[29]

Tornato quell'anno a Varsavia, l'11 agosto, tre settimane dopo aver completato i suoi studi presso il Conservatorio di Varsavia, fece il suo debutto a Vienna, dove diede due concerti per pianoforte, ricevendo molte recensioni favorevoli. In uno di questi concerti debuttarono le sue Variazioni per pianoforte e orchestra su "Là ci darem la mano" op. 2 (su un'aria dell'opera Don Giovanni di Mozart, che furono entusiasticamente recensite da Schumann sulla Neue Zeitschrift für Musik) per pianoforte e orchestra.[30] Fece ritorno a Varsavia nel settembre 1829,[31] dove debuttò con il suo Concerto per pianoforte n. 2 in Fa minore op. 21, il 17 marzo 1830.[21]

I successi di Chopin come compositore ed esecutore gli aprirono la porta verso l'Europa occidentale e il 2 novembre 1830 partì, secondo le parole di Zdzisław Jachimecki, "nel vasto mondo, senza un scopo molto ben definito, per sempre".[32] Con Woyciechowski, si diresse verso l'Austria, con l'intenzione di recarsi in Italia. In quello stesso mese, a Varsavia, scoppiò la rivolta di Novembre e Woyciechowski ritornò in Polonia per arruolarsi. Chopin si trovò ora solo a Vienna con la nostalgia per la sua terra; in una lettera a un amico scrisse: "io maledico il momento della mia partenza". Le composizioni di questo periodo sono per lo più drammatiche e liriche, caratteristiche che sostituiscono piano piano la spensieratezza popolaresca e il sentimentalismo dei lavori precedenti.[33] Nel settembre 1831, durante il viaggio da Vienna a Parigi, mentre era a Stoccarda, apprese che la rivolta era stata soffocata nel sangue dallo zar russo Nicola I. Secondo Maurycy Karasowski, l'episodio storico ispirò Chopin a scrivere lo Studio op. 10 n. 12, quell'Allegro con fuoco a cui poi fu attribuito il titolo La caduta di Varsavia.[34]

Gli anni della maturità artistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 1831, a ventun anni, Chopin giunse a Parigi, dove condusse una vita da concertista virtuoso, componendo brani (ad esempio alcuni studi dell'op. 10 e 25) che riscossero successo specialmente nei salotti. Tra i più eseguiti la Polacca op. 53, lo Studio op. 25 n. 12. Frequentò i teatri d'opera e conobbe vari musicisti (Friedrich Kalkbrenner, Franz Liszt, che diventò poi suo grande amico, Ferdinand Hiller, Vincenzo Bellini, Hector Berlioz). Era invitato prevalentemente a esibirsi nei salotti privati dove si trovava più a suo agio, mentre rari furono i suoi concerti pubblici. Il trasferimento a Parigi fu una scelta molto dura per il giovane compositore, che era infatti partito lasciando la famiglia in Polonia. Anche se non poté ritornare mai più nell'amata patria, l'influenza musicale polacca – di derivazione principalmente popolare – non lo abbandonò, ma giocò un ruolo fondamentale nelle sue composizioni (come nelle polacche o nelle mazurche). D'altra parte invece, la preoccupazione di Chopin per i cari e per la patria (sotto attacco dei Russi) era motivo di rabbia, tristezza e malinconia, sentimenti che espresse sia nella musica che in alcune lettere scritte agli amici più stretti.

George Sand ritratta da Auguste Charpentier

Principale fonte dei suoi guadagni furono le molte lezioni di musica che impartiva. Quando nel 1835 si fidanzò con la contessa Maria Wodzińska, la famiglia di lei, che in un primo momento si dimostrava a favore del matrimonio, si rivelò poi contraria. Fu questo rifiuto forse a pregiudicare la già cagionevole salute di Chopin: di aspetto emaciato, aveva scarsissima resistenza fisica, soffriva di frequenti attacchi di bronchite, laringite e molte volte soffriva di emottisi.[16] Tuttavia secondo la maggior parte dei biografi furono i problemi economici a gravare in maniera particolare sulle sue condizioni; Chopin guadagnava molto denaro con le sue lezioni, ma altrettanto ne spendeva per assicurarsi una vita agiata. Questo fu anche l'anno dell'ultimo incontro con i suoi genitori, che si recarono a Karlsbad e in cui Chopin giunse nel mese di agosto.[35] Durante il viaggio di rientro a Parigi ebbe modo a Lipsia di incontrare Felix Mendelssohn e di conoscere Robert Schumann e la moglie Clara Wieck.[36]

Nel 1836 incontrò per la prima volta George Sand a una serata musicale, grazie alla mediazione di Franz Liszt; la scrittrice, più grande di lui di sei anni, non risultò simpatica a Chopin a questo primo incontro, soprattutto per via della sua fama di donna chiacchierata e spregiudicata.[37] La Sand, che era stata in precedenza amante di Alfred de Musset e del geloso Félicien Mallefille, istitutore del figlio Maurice, cercò in ogni modo di avvicinarsi ancora al musicista e nella primavera del 1838 si fece invitare a delle serate musicali quando Chopin suonava. Il compositore, ancora depresso per la fine della storia con Maria Wodzińska, si lasciò infine coinvolgere e si gettò nelle braccia dell'"amore compiuto" (parole di George Sand). La loro relazione iniziò nel giugno del 1838 come testimoniano numerosi biglietti del musicista all'amico Wojciech Grzymała.[38]

Chopin, persona riservata e, da buon polacco, legato ai principi religiosi, cercò in ogni modo di mantenere la relazione il più nascosta possibile, anche per non addolorare la famiglia che non avrebbe approvato.[39] Quando nel mese di ottobre il compositore, George e i due figli di lei, Maurice e Solange, decisero di partire per Palma di Maiorca lo fecero separatamente, ritrovandosi solo a Perpignan per ripartire insieme alla volta di Barcellona da dove raggiunsero poi la certosa di Valldemossa, nel nord-ovest dell'isola; qui trascorsero l'inverno in tre stanze con giardinetto. Maiorca all'epoca era un'isola selvaggia, defilata rispetto al resto del paese; mentre in Spagna continuava la guerra civile era un'oasi di tranquillità.[40] Il clima, inizialmente buono, peggiorò dopo poco tempo con piogge incessanti e la malattia di Chopin si aggravò notevolmente.[41] Tornati a Marsiglia nel febbraio del 1839, vi rimasero per tre mesi, per ripartire in giugno per Nohant.[42][43] La loro convivenza si stabilì con la presenza costante dei due figli di George sia a Nohant che a Parigi. Nella capitale non vissero mai nello stesso appartamento, ma sempre in due contigui e durante l'estate a Nohant risiedevano con la presenza di alcuni ospiti, tra cui spesso Delacroix e Pauline Viardot con il marito. Chopin però non si trovava a suo agio con gli altri amici frequentati dalla Sand in quel periodo, quasi tutti repubblicani e socialisti, e la sua salute delicata lo rendeva instabile e apparentemente capriccioso. Si è detto che il protagonista del romanzo pubblicato dalla Sand nel 1847 Lucrezia Floriani, il principe Karol, "esclusivo nei suoi sentimenti e nelle sue esigenze", celasse la figura del musicista, ma la scrittrice smentì la circostanza.[44]

I segni della malattia diventarono intanto sempre più evidenti: a trent'anni pesava meno di 45 chilogrammi per una statura di circa 170 centimetri. Quando ebbe la notizia della morte del padre, nel 1844, le condizioni di Chopin si aggravarono, colpito nell'animo dal profondo dolore della perdita subita.

Trascorsi insieme circa nove anni, l'incompatibilità dei due amanti emerse inequivocabilmente quando fu evidente la difficoltà del musicista di convivere con Maurice; la causa era la gelosia del giovane che vedeva Chopin come un estraneo che gli impediva un buon rapporto con la madre.[45] Fryderyk inoltre prese posizione sul matrimonio di Solange, la figlia di George, con lo scultore Jean-Baptiste Clésinger, ritenendolo un errore considerando l'uomo una persona infida. Chopin provava una grande simpatia e affetto per Solange soprattutto a causa delle sue sofferenze, dal momento che la ragazza non era mai stata amata dalla madre ed era sempre stata considerata inferiore al fratello. La scrittrice lo accusò di esserle nemico e lo lasciò. Chopin e l'autrice si rividero per l'ultima volta nel marzo del 1848 sul pianerottolo dell'abitazione di un'amica comune, la contessa Marliani, salutandosi con freddezza.[46]Il periodo precedente alla rottura con George lasciò un'impronta importante sulla creatività e sulla vita sociale di Chopin.

Ultimo periodo della vita[modifica | modifica wikitesto]

Fryderyk Chopin nel 1849, dagherrotipo di Louis-Auguste Bisson. È la prima fotografia conosciuta di Chopin. Sono visibili i segni della malattia

Dopo la fine della relazione con George Sand e l'aggravarsi della malattia, Chopin cadde in una depressione che probabilmente accelerò la sua morte. Dopo aver lasciato Nohant compose sempre meno, l'ultima sua opera è una mazurca in Fa minore, terminata nell'agosto del 1849, tracciata con mano malferma e quasi illeggibile.

Durante l'ultimo periodo della sua vita, Chopin fu assistito da una sua allieva scozzese, Jane Stirling, che insieme alla sorella Mrs. Erskine convinse Chopin a trasferirsi in Inghilterra. Tuttavia il rigido clima inglese e la vita mondana in cui vollero trascinarlo le due scozzesi peggiorò notevolmente la salute del compositore.

Rientrato a Parigi, la sua salute si aggravò improvvisamente; si trasferì prima in un luminoso appartamento sulla collina di Chaillot, poi al n. 12 di Place Vendôme e qui, il 17 ottobre del 1849, alle 2 del mattino, venne dichiarato morto; al suo fianco, negli ultimi momenti di vita, gli intimi, tra cui la sua più amata sorella, Ludwika, Eugène Delacroix, Delfina Potocka – alla quale aveva dedicato uno dei suoi valzer più famosi. Occorsero 13 giorni per organizzare il funerale che si svolse il 30 ottobre nella Chiesa della Madeleine alla presenza di una grande folla e di molti grandi del mondo musicale tra cui Franz Liszt, Meyerbeer, Berlioz; l'orchestra del Conservatorio eseguì il Requiem di Mozart e l'organista Lefébure-Wély eseguì due preludi, op. 28 n. 4 e n. 6. La bara fu trasportata in mezzo alla folla al suono della celebre Marcia Funebre orchestrata da Reber e venne seppellito a Parigi nel cimitero di Père-Lachaise[47]. Il suo cuore è conservato a Varsavia, nella Chiesa di Santa Croce.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Durante la breve vita del musicista, tre furono le figure femminili che fecero parte della sua sfera affettiva. Nell'aprile del 1830 Chopin conobbe, a un saggio di allievi del Conservatorio, una giovane cantante, Konstancja Gładkowska; la bellezza della ragazza faceva dimenticare al compositore l'intonazione non proprio perfetta nei suoi acuti[48] ed egli volle accompagnarla al pianoforte, cercando di aiutarla nel canto e dimostrandosi ammiratore sollecito e presente; non ebbe però mai il coraggio di farle una dichiarazione ufficiale.[49] A Konstancja però interessavano più gli applausi del pubblico che il giovane musicista e ben presto lo dimenticò. Chopin, che le aveva dedicato il Valzer op. 70 n. 3, e che era stato ispirato da lei per scrivere il Larghetto del suo Concerto in Fa minore, come confidò all'amico Tytus,[50] deluso dal suo comportamento, dedicò il Concerto a Delphina Potocka. Ancora nel 1832, però, Chopin scrisse di Konstancja nel suo diario: "La sua immagine è continuamente davanti ai miei occhi... a volte penso di non amarla più, eppure non riesco a togliermela dalla testa."[51]

In gioventù Chopin aveva frequentato la casa dei conti Wodziński diventando amico dei figli, in particolare di Maria, di otto anni più piccola. Ritrovò la giovane a Dresda nel 1835; Maria, non particolarmente bella, ma dotata di un fascino particolare, fece innamorare il musicista. Prima di rientrare a Parigi, Chopin si dichiarò e le dedicò un Valzer, Maria gli regalò una rosa; del fidanzamento fu messa a conoscenza solo la madre della ragazza che era favorevole all'unione, in attesa del consenso paterno.[48] La fitta corrispondenza fra Chopin, la madre della giovane e Maria stessa durò per un po' di tempo, poi andò pian piano esaurendosi, senza che nessuno confermasse la fine del rapporto. Probabilmente i Wodziński pensarono che le precarie condizioni di salute del musicista non fossero una prospettiva ideale per Maria, ma molto più probabilmente pensarono che, avendo finalmente risolti i problemi economici che li affliggevano, non avessero più bisogno di un genero celebre che poteva sì portare molte entrate, ma che non era nobile.[52] Per distrarsi il compositore accolse l'invito dell'amico Camille Pleyel per un viaggio in Inghilterra; al suo ritorno a Parigi raccolse tutta la corrispondenza con Maria in un pacchetto a cui unì la rosa che lei gli aveva regalato, legò tutto con un nastro e vi scrisse sopra Moja bieda (La mia sventura).

Quando nel 1836 Chopin incontrò George Sand per la prima volta ne ebbe un'impressione totalmente negativa. Non sopportava il suo atteggiamento provocatorio, l'abbigliamento maschile, il voler fumare il sigaro. I due erano in tutto diversi; tanto Chopin era riservato, pudico, raffinato, tanto lei ostentava le sue idee avanzate e parlava delle sue avventure ritenute all'epoca scandalose. Tuttavia il carattere intrigante, l'intelligenza e le capacità di attenzioni materne della Sand riuscirono a scalfire la diffidenza iniziale del musicista; ancora affranto per la fine della storia con Maria Wodzińska, Chopin si lasciò poco a poco coinvolgere e la loro relazione durò quasi dieci anni.[48]

Nonostante tutto, però, "la vita sessuale di Chopin non ha mai mancato di risvegliare la curiosità degli amanti della musica e di generare discussioni tra gli esperti", menzionando in particolare quello che poteva essere stato "uno stretto rapporto con Tytus Woyciechowski", il suo compagno di scuola più anziano.[53][54] La musicologa Erinn Knyt scrive: "Nel diciannovesimo secolo Chopin e la sua musica erano comunemente visti come effeminati, androgini, infantili, malati e etnicamente diversi",[55] visto che ai tempi di Chopin "gli ascoltatori del genere del notturno per pianoforte spesso esprimevano le loro reazioni in immagini femminili", e cita molti esempi di tali reazioni ai notturni di Chopin.[56] Una ragione di ciò potrebbe essere "demografica": c'erano più pianiste che pianisti, e suonare pezzi così "romantici" era visto dai critici maschi come un passatempo domestico femminile. Tale generalizzazione non era comunemente applicata ad altre forme pianistiche come lo scherzo o la polonaise.[56] Essere associati al femminile voleva anche dire essere spesso "svalorizzato",[56] e tali associazioni della musica di Chopin con il "femminile" non iniziarono a cambiare fino al ventesimo secolo, quando pianisti come Artur Rubinstein iniziarono a suonare queste opere in un modo meno sentimentale, lontano dallo "stile da salotto", e quando cominciarono ad affermarsi analisi musicali di carattere più rigoroso (come quella di Heinrich Schenker).[56]

Tali atteggiamenti possono anche aver influenzato l'opinione sulla sessualità del compositore; il dibattito su questo argomento iniziò a diffondersi verso la fine del XX secolo. La ricerca in quest'area ha anche considerato le opinioni sugli altri contatti affettivi di Chopin. Il musicista si era innamorato di Maria Wodzińska e la rottura del fidanzamento lo addolorò profondamente. La relazione di Chopin con George Sand era certamente fisica nelle sue prime fasi. Sand affermò (ma in modo non del tutto affidabile) che cessò di esserlo dopo il giugno 1839 fino alla fine della loro relazione nel 1847.[57] Kallberg riconosce infine "l'impossibilità di 'scoprire' la verità" di ciò che questo può sottintendere.[56]

Anche se alcune lettere del 1829-30 a Tytus contengono brevi espressioni di affetto che sono state interpretate da alcuni, tra cui il giornalista Weber,[58][59][60] come omoerotiche, il biografo di Chopin Zamoyski scrive per chiarire che tali espressioni "erano, e in una certa misura lo sono ancora, modi di dire comuni in polacco e non hanno implicazioni maggiori delle lettere che si chiudono oggi con ‘’con affetto’’.[61]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1810: nasce a Żelazowa Wola.
  2. 1817: prime prove di composizione.
  3. 1818: prima esibizione pubblica.
  4. 1823: inizio degli studi di composizione con Elsner.
  5. 1826: studi nella scuola superiore di musica.
  6. 1829: primo viaggio a Vienna.
  7. 1830: secondo viaggio a Vienna; conosce Konstancja Gładkowska.
  8. 1831: arrivo a Parigi.
  9. 1835: fidanzamento con Maria Wodzińska.
  10. 1836: rottura con Maria Wodzińska e incontro con George Sand.
  11. 1838: rapporto con George Sand, partenza per Maiorca e lavoro sui 24 Preludi.
  12. 1839: ritorno in Francia, compone la Sonata in Si bemolle minore.
  13. 1842: compone la Polacca op. 53 Eroica
  14. 1844: muore Nicolas Chopin, il padre.
  15. 1845: i litigi con Sand aumentano e la malattia si aggrava.
  16. 1846: ultima estate a Nohant
  17. 1847: rottura con Sand.
  18. 1848: viaggio con Jane Stirling in Inghilterra e Scozia.
  19. 1849: scrive la Mazurca in Fa minore, ultima composizione. Morte il 17 ottobre.

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Composizioni di Fryderyk Chopin.
La tomba di Chopin al cimitero di Père-Lachaise di Parigi

Chopin ha composto quasi esclusivamente per pianoforte solista, ma il catalogo delle sue opere comprende anche alcune composizioni per pianoforte e orchestra quali i due concerti, le Variazioni su "La ci darem la mano", la Fantasia su arie polacche, il Krakowiak. Gran Rondò da concerto e l'Andante spianato e Grande Polacca brillante. Scrisse inoltre 19 romanze per voce e pianoforte, cinque composizioni di musica da camera per pianoforte e violoncello; pianoforte, violoncello e violino; pianoforte e flauto (quest'ultima di incerta attribuzione). Le composizioni per pianoforte solo a noi pervenute includono:

Questo catalogo (incompleto) rivela chiaramente come Chopin si sia cimentato in composizioni quasi sempre pianistiche ma di vario tipo, risolvendo brillantemente le problematiche connesse con le forme musicali utilizzate; egli non si preoccupò di rifarsi a consolidate forme classiche, anche in quelle più tradizionale da lui affrontate, quali le Sonate e i Concerti, i contenuti tendono sempre a venir prima delle strutture:[63] le sue sono composizioni dal respiro ampio e libero. Già dalle opere giovanili rivelò una grande e indiscussa originalità; i primi lavori si rifanno a modelli quali Hummel, Field e anche Moscheles.[64] La sua vena creativa più grande si trova nelle forme brevi, ben costruite ma estremamente libere, quali i preludi, i notturni, i valzer.[65] Composizioni di più ampio respiro, in cui portò innovazioni e originalità, furono gli improvvisi, gli scherzi e soprattutto le ballate di cui reinventò il genere.

Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia. Tra questi si trovano le mazurche, le polacche, il Krakowiak. Gran Rondò da concerto e la Fantasia su arie polacche (questi ultimi due per pianoforte ed orchestra). È evidente in queste composizioni l'interesse per il materiale popolare, ma questi aspetti non sono mai trattati semplicemente, bensì superati nell'elaborazione di un'armonia e di un linguaggio fortemente innovativo.

  • Le Mazurche anche se sembrano essere piccole e intime rievocazioni del folclore musicale polacco, pervase da ricordi di canti ascoltati quando l'autore era fanciullo nelle campagne della sua terra,[65] rivelano tuttavia una profonda espressione artistica e una grande raffinatezza nelle risoluzioni armoniche. Esse, scritte dal musicista per tutto il corso della sua vita (la sua ultima composizione nel 1849 fu una mazurca in Fa minore) sono state definite il suo "Journal intime".
  • Le Polacche e in particolare quella in Fa diesis minore op. 44, quella in La bemolle maggiore op. 53 (Eroica), la Polacca-Fantasia in La bem. magg. op. 61 o la Grande fantasia su arie polacche sono l'ambito ideale dove il compositore poté con più personalità riprendere idee o ricordi della lontana patria. In questo gruppo spicca la Grande fantasia op. 13, dove il pianoforte rielabora con estrema personalità i temi originali polacchi suonati dall'orchestra. Le polacche composte nella maturità sono opere di grande invenzione per il nuovo carattere che il musicista conferisce ai suoi brani che assumono l'aspetto di veri poemi epici rievocatori di glorie e vicende militari della tanto amata patria.[66]
  • I 24 studi per pianoforte op. 10 e op. 25, più i tre scritti per il Grande metodo di Moscheles e Fétis, rappresentano un caposaldo della musica in quanto Chopin trasforma lo studio, da genere essenzialmente didattico a vera e propria composizione artistica. Inizialmente Chopin li scrisse per sé stesso, per compensare una formazione pianistica per certi versi non sufficientemente compiuta; in seguito l'incontro con Paganini gli fece scoprire nei Capricci l'esempio a cui ispirarsi.[67] Ogni studio è espressamente dedicato a una particolare tecnica pianistica; agli esecutori è nota la grande difficoltà di questi brani, alcuni sono considerati fra le composizioni più ostiche di tutta la scrittura per pianoforte.[48] Non solo negli studi, ma anche nelle mazurche, nei preludi e nei notturni, Chopin affronta con efficacia le strutture piccole (non più di 5 o 6 pagine). Queste composizioni sono generalmente costruite su un'idea principale talvolta alternata a una sezione centrale di carattere contrastante, come nello studio op. 25 n. 5.
  • I preludi, ispirati a Il clavicembalo ben temperato poiché strutturati su tutte le tonalità, maggiori e minori, sono composizioni brevi e con esposizioni essenziali, talvolta racchiusi in poche battute come per esempio quello in La maggiore, di sole sedici battute, o quello in Do maggiore. Sono composizioni reinventate da Chopin che sfuggono a ogni forma classificata, momenti di grande ispirazione "che hanno la freschezza di appunti",[65] considerati alla stregua di aforismi musicali per l'efficacia con cui dipingono sensazioni o creano atmosfere.
  • I notturni sono considerati tra le composizioni più emblematiche del romanticismo chopiniano, ispirate liberamente a quelli ben più ingenui dell'irlandese John Field, che ne inventò il genere, e caratterizzati da piccoli momenti lirici dalla melodia generalmente cantabile ed espressiva. Solo le composizioni che diedero grande fama a Chopin nell'ambiente culturale di Parigi.[68] Il musicista ne scrisse di vari tipi che si possono dividere in due gruppi comprendenti quelli più semplici e sognanti quali il celebre Notturno op. 9 n. 2 in Mi bemolle maggiore, e altri più vasti di dimensioni con aspetti movimentati e drammatici di cui fanno parte il cupo e intenso op. 48 n. 1 in Do minore e il Notturno in Famaggiore op. 15 n. 1.[48] Secondo il pianista Maurizio Pollini, essi sono come un riflesso "compositivo ed esistenziale", una sorta di "diario intimo, che attraversa la sua vita".[69] Il celebre Lento con grande espressione fu un brano scritto per la sorella Ludwika come un Lento, ma mai considerato dall'autore un notturno; il titolo fu dato abusivamente da alcuni editori alla fine dell'ottocento.
  • I Valzer sono le opere che, con i Notturni, diedero grande fama al musicista nei salotti parigini, ma mentre i primi rivelano soprattutto la parte intima del compositore, i secondi si legano di più all'esteriorità.[70] Questi brani presentano forme svariate e si lasciano ammirare per la raffinatezza dei temi e la ricercatezza della scrittura. Sappiamo che Chopin li pensò come brani puramente musicali, non perché fossero ballati dai membri di quella buona società parigina della quale faceva parte egli stesso (e che non amava particolarmente). Tra i momenti più efficaci dei valzer maggiori vi sono sicuramente le code, in cui Chopin condensa le idee tematiche della composizione.
  • Gli improvvisi sono opere più estese e sono a struttura tripartita A-B-A. Generalmente la prima e l'ultima parte sono più veloci e vituosistiche, con temi a terzine in forma di moto perpetuo, mentre la sezione centrale è più lenta e melodica; sono composizioni raffinate che hanno ben poco, a parte il titolo, dell'improvvisato. Celebre è in particolare l'ultimo, l'improvviso in Do diesis minore scritto nel 1835 e pubblicato postumo.[71]

Composizioni ancora più elaborate sono gli scherzi e le ballate:

  • Gli Scherzi, nonostante le ampie dimensioni, conservano una struttura che ci permette di ricondurli alla costruzione tripartita dello Scherzo beethoveniano, anche se molteplici sono le differenze musicali. Queste composizioni con Chopin diventano opere del tutto autonome, fuori da ogni schema definito; i contenuti sono infatti totalmente diversi da quelli di uno scherzo tradizionale, diventano ricchi di significati drammatici e appassionati.[72] Lo Scherzo più famoso è il n. 2 in Si bemolle minore e, considerando la varietà di registri stilistici toccati in questa composizione, ci si può rendere conto della sua complessità. Si va dall'incisivo tema iniziale di terzine alla successiva ampia melodia, mentre nella sezione centrale si passa da momenti di recitativo a fioriti arabeschi e a passaggi modulanti d'intonazione drammatica;
  • Le quattro ballate per pianoforte sono una novità assoluta nella storia della musica. Esse non hanno infatti niente a che fare con le ballate medievali o con opere composte da altri autori quali Schubert e Schumann; secondo alcuni studiosi furono probabilmente ispirate a quelle letterarie di Mickiewicz, ma in realtà non vi è stato trovato nessun riferimento. Scritte in 6/4 o in 6/8, in esse Chopin crea una forma ampia, adattata alle sue necessità espressive, costruita spesso su contrasti tra il versante sognante e quello drammatico della sua personalità (per esempio la celebre ballata op. 23 in Sol minore). Più di qualche studioso ha tentato di ricostruire gli aspetti di alternanza tematica, scovandovi gli stili della sonata, dello scherzo, del rondeau, ma questi si presentano sempre in indecifrabile mescolanza, supportati da una costante invenzione tematica senza pari nel repertorio chopiniano; notevole è la parte dedicata allo sviluppo che in questi brani diventa liberissimo, svincolato da qualsiasi conseguenza della linea melodica o ritmica del tema da cui prende avvio.[73] Si pensi alla mirabile e particolarmente complessa quarta ballata in Fa minore.

Le sonate e i concerti sono stati considerati per molto tempo dalla critica come pezzi nei quali la libera fantasia musicale di Chopin si adattò con più fatica alla rigida struttura formale imposta dalla convenzione. In particolare le tre sonate non possono in alcun modo essere paragonate a quelle classiche; sono composizioni che si legano a una nuova epoca e a una nuova concezione in cui i contenuti prevalgono sulla struttura. Ai temi nettamente disegnati e alle necessarie successioni delle modulazioni della sonata tradizionale Chopin sostituisce gli slanci lirici, le melodie cantabili oltrepassando qualsiasi costruzione tradizionale.[63] La Sonata n. 2 in Si bemolle minore la più celebre per il terzo movimento "Marcia Funebre", contiene momenti musicali di grande impatto e di inaspettato e acceso sperimentalismo (come il quarto tempo, privo di melodia, in cui entrambe le mani suonano un vorticoso tema all'unisono).

Ai Concerti è stata spesso rimproverata la poca consistenza della parte orchestrale; altri critici sottolineano invece che il supporto dell'orchestra è stato scritto così per adattarsi alla sonorità del pianoforte di Chopin, delicata e leggera, e che la semplicità dell'arrangiamento è in deliberato contrasto con la complessità dell'armonia.

Tutte queste composizioni mostrano le due anime di Chopin: quella limpida, sognante, malinconica, cantabile dello Studio op. 10 in Mi maggiore o del Notturno op. 9 in Mi bemolle maggiore e quella più cupa e a tratti disperata di alcune tra le composizioni più enigmatiche, come il finale della quarta ballata, lo Studio op. 25 n. 12 in Do minore o il terzo tempo della Sonata n. 2. Chopin lascia un testamento musicale di grandi proporzioni che mostra un compositore attento a ogni minimo dettaglio, dotato di una creatività esplosiva e insieme di un inesorabile senso degli equilibri formali, oltre che di una espressività musicale che raramente ha trovato pari nella storia della musica.

Ha scritto Franz Liszt: "È impossibile cimentarsi a fare un'analisi intelligente dei lavori di Chopin senza trovarvi bellezze di un ordine molto elevato, di un'espressione perfettamente nuova e di una struttura armonica tanto originale quanto sapiente. In lui l'arditezza si giustifica sempre; la ricchezza, l'esuberanza non esclude la chiarezza; la singolarità non degenera mai in stravaganza; le cesellature non sono mai disordinate e il lusso dell'ornamento non sovraccarica l'eleganza delle linee principali."[74]

L'amata Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento a Fryderyk Chopin a Żelazowa Wola (progettato da Józef Gosławski)

Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia.

Tra questi si trovano le mazurche, le polonaise, il Krakowiak. Gran Rondò da concerto e la Fantasia su arie polacche (questi ultimi due per pianoforte ed orchestra).

Se le mazurche sembrano essere piccole e intime rievocazioni del folclore musicale polacco, altre composizioni più strutturate come le polacche op. 44, op. 53, op. 61 o la fantasia su arie polacche sono l'ambiente ideale dove il compositore può con più personalità rielaborare idee o ricordi della lontana patria, che possono essere ritmi, incisi melodici o altro. In questo gruppo spicca la fantasia, dove il pianoforte rielabora con estrema personalità i temi originali polacchi suonati dall'orchestra.

A lui sono state dedicate banconote, l'aeroporto di Varsavia-Chopin, monumenti (famosa la statua eretta a Varsavia nel 1926, distrutta dai nazisti durante l'occupazione nella seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita), vie e svariati premi.

Nella capitale Varsavia esiste inoltre un teatro dedicato solo ed esclusivamente alle sue composizioni, in cui tutto l'anno si alternano svariati esecutori.

Dal 1927 viene organizzato in Polonia il concorso pianistico internazionale Frédéric Chopin, tra i più prestigiosi e primo concorso monografico del mondo, fondato da Jerzy Żurawlew e che lanciò, tra gli altri, anche Maurizio Pollini.[69]

Tra i più celebri studiosi del musicista polacco figurano Gastone Belotti e Jarosław Iwaszkiewicz.

"In genere era sulla mezzanotte che lui si abbandonava, quando i grandi cravattoni se n'erano andati, quando l'argomento politico del movimento era stato esaurientemente dibattuto, quando tutti i maldicenti avevano dato fondo ai loro aneddoti, tutte le insidie erano state tese, tutte le perfidie consumate, solo allora, obbedendo alla muta richiesta di due occhi intelligenti, diveniva poeta e cantava gli ossianici amori degli eroi dei suoi sogni... i dolori della patria lontana, la sua cara Polonia, sempre pronta a vincere e sempre battuta", dal necrologio scritto da Berlioz il 27 ottobre 1849.[75]

Strumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il pianoforte Pleyel appartenuto a Chopin (Museo Chopin, Parigi, quai d'Orléans)

Quando viveva a Varsavia, Chopin componeva e suonava su un pianoforte Buchholtz, regalo dei genitori.[76] Più tardi, quando si trasferì a Parigi, il musicista utilizzò sia un pianoforte Érard sia uno Pleyel. Egli predilesse però sempre quest'ultimo che considerava il "non plus ultra”.[77] Questo pianoforte, dal suono limpido e argentino negli acuti e più velato nelle note centrali, permetteva a Chopin di suonare con grande leggerezza.[78] Quando Liszt conobbe Chopin a Parigi, legandosi a lui di sincera amicizia, descrisse il suono del Pleyel di Chopin come "il matrimonio tra cristallo e acqua".[79] Durante il suo periodo londinese del 1848 Chopin ebbe a disposizione tre pianoforti, che menziona nelle sue lettere: “Ho un grande soggiorno con tre pianoforti, un Pleyel, un Broadwood e un Érard.”[80]

Dopo che uno strumento costruito da Fryderyk Buchholtz fu ritrovato in Ucraina in parziali condizioni di suono, l'Istituto Chopin di Varsavia incaricò il pianista Paul McNulty, esperto in ricostruzioni di pianoforti d'epoca, di realizzarne una copia.[81] Il 17 marzo 2018 questa copia del pianoforte Buchholtz di Chopin, è stata ascoltata per la prima volta in pubblico al Teatr Wielki - Opera Nazionale Polacca[82] lo stesso giorno in cui a Varsavia nel 1830 Chopin eseguì per la prima volta il suo Concerto per pianoforte e orchestra n. 2; la copia è stata in seguito usata dall'Istituto Chopin di Varsavia per il primo Concorso Internazionale di Chopin su strumenti d'epoca.[83] Questo strumento, insieme ad altri tra cui un Pleyel, un Érard e un Broadwood, sono stai esposti nel 2018 nelle Sale Redutowe dell'Opera Nazionale Polacca.

Registrazioni su strumenti d'epoca[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexei Lubimov. Chopin, Bach, Mozart, Beethoven. At Chopin’s Home Piano. Fortepiano 1843 Pleyel
  • Krzysztof Książek. Fryderyk Chopin, Karol Kurpiński. Piano Concerto No.2 f-moll (solo version), Mazurkas, Ballade; Fugue & Coda B-dur. Fortepiano Buchholtz (Paul McNulty)
  • Viviana Sofronitsky, Sergei Istomin. Fryderyk Chopin. Complete works for cello and piano. Fortepiani 1830 Pleyel, 1819 Graf (Paul McNulty)
  • Dina Yoffe. Fryderyk Chopin. Piano Concertos No. 1 & 2, version for one piano. Fortepiani 1848 Pleyel, 1838 Erard
  • Riko Fukuda, Tomias Koch. Chopin, Mendelssohn, Moscheles, Hiller, Liszt. Grand duo Œuvres pour duo de pianofortes. Fortepiani 1830,1845 Graf
  • Tomasz Ritter. Fryderyk Chopin. Sonata in B Minor, Ballade in F minor, Polonaises, Mazurkas. Karol Kurpinski. Polonaise in D minor. Fortepiani 1842 Pleyel, 1837 Erard, Buchholtz 1825-1826 (Paul McNulty)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

La vita breve e tormentata del musicista polacco, vero archetipo dell'artista romantico, si è ben prestata a varie trasposizioni filmiche.

Luoghi e monumenti dedicati a Chopin[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome in polacco è Fryderyk Franciszek. Chopin adottò la variante francese Frédéric François, che ancora oggi è largamente utilizzata in alternativa al nome polacco originale, quando a vent'anni lasciò la Polonia per non tornarvi mai più.
  2. ^ Il cognome era in passato trascritto anche come Szopen in Polonia, secondo la pronuncia e l'ortografia polacca. Ora anche in Polonia l'ortografia usata nel cognome è quella francese (Chopin) (cfr. Corso di polacco per italiani, Wiedza edizioni).
  3. ^ Nonostante il certificato di battesimo riporti come data di nascita il 22 febbraio, la famiglia festeggiava il compleanno il 1º marzo. Pietro Rattalino, Cronologia della vita di Fryderyk Franciszek Chopin, in Chopin racconta Chopin, Giuseppe Laterza, 2011, ISBN 8858101774.
  4. ^ Renato Di Benedetto, Romanticismo e scuole nazionali nell'Ottocento, Storia della musica, vol. 8, Torino, EDT, 1991, pp. 126-135.
  5. ^ Rosen (1995), p. 284.
  6. ^ Belotti, Chopin, p. 61.
  7. ^ a b c d e f g Zamoyski (2010), pp. 4–5 (locs. 115–130).
  8. ^ Chopin (1962), p. 116.
  9. ^ Rose Cholmondeley, "The Mystery of Chopin's Birthday", Chopin Society UK website, accessed 21 December 2013.
  10. ^ Zamoyski (2010), p. 3 (loc. 100).
  11. ^ Michałowski and Samson (n.d), §1, para. 1.
  12. ^ Zamoyski (2010) p. 7 (loc. 158).
  13. ^ Zamoyski (2010), pp. 5–6 (locs. 130–144)
  14. ^ Szulc (1998), pp. 41–42.
  15. ^ Zamoyski (2010), 6 (loc. 144)
  16. ^ a b Matteo Valerio: Malattie in musica: la storia clinica di Chopin in M.D, anno XVII n. 31-32, pag. 47 (10 novembre 2010)
  17. ^ a b Michałowski and Samson (n.d), §1, para. 3.
  18. ^ Samson (1996), p. 8.
  19. ^ "The Complete Keyboard Works", Chopin Project website, accessed 21 December 2013.
  20. ^ Zamoyski (2010), pp. 11–12 (locs. 231–248).
  21. ^ a b c Michałowski and Samson (n.d.), §1, para. 5.
  22. ^ Zamoyski (2010), pp. 21–2 (locs. 365–387).
  23. ^ Michałowski and Samson (n.d.), §1 para. 2.
  24. ^ Zamoyski (2010), pp. 19–20 (locs. 334–352).
  25. ^ Zamoyski (2010), p. 43 (loc. 696).
  26. ^ Zamoyski (2010), pp. 50–52 (locs. 801–838).
  27. ^ Zamoyski (2010), p. 35 (loc. 569).
  28. ^ Music and musicians in Poland before and in Chopin's Time, su globusz.com. URL consultato il 31 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2012).
  29. ^ Zamoyski (2010), p. 45 (loc. 731).
  30. ^ Zamoyski (2010), pp. 37–39 (locs. 599-632).
  31. ^ Zamoyski (2010), p. 43 (loc. 689).
  32. ^ Jachimecki (1937), p. 422.
  33. ^ Michałowski and Samson (n.d), §2, para. 1.
  34. ^ Maurycy Karasowski, Fryderyk Chopin. Sein leben, seine werke und seine briefe, Dresda, Ries, 1877
  35. ^ Belotti, Chopin, pp. 22-23.
  36. ^ Belotti, Chopin, p. 24.
  37. ^ Belotti, Chopin, p. 27.
  38. ^ Belotti, Chopin, p. 28.
  39. ^ De Martini, p. 38.
  40. ^ Belotti, Chopin, p. 30.
  41. ^ George Sand, su letteraturadimenticata.it. URL consultato il 24 agosto 2011.
  42. ^ Lettera a Charlotte Marliani, 20 maggio 1839, in Sand, 1964-1991, Vol. IV, p. 655.
  43. ^ Szulc, 1998, pp. 160, 165, 194–95.
  44. ^ Sand, 1970, Vol II, p. 444.
  45. ^ De Martini, p. 158.
  46. ^ De Martini, p. 190.
  47. ^ Guy De Pourtalès, Chopin ou le poète, Parigi, Gallimard (trad. italiana di Ebe Colciaghi, Nuova Accademia, Milano, 1961).
  48. ^ a b c d e André Lavagne, Chopin, Parigi, Hachette, 1969
  49. ^ Belotti, Chopin, p. 11.
  50. ^ Lettera di Fryderyk Chopin a Tytus Woyciechowski, da Varsavia, del 3 ottobre 1829, in Correspondance de Frédéric Chopin, Richard Masse, Parigi, 1953-1960
  51. ^ Alan Walker, Fryderyk Chopin: A Life and Times, Farrar, Straus and Giroux, 2018, ISBN 9780374714376
  52. ^ Belotti, Chopin, p. 26.
  53. ^ (ES) Antoni Pizà, OVERTURE Love Love is a Pink Cake or Queering Chopin in Times of Homophobia, in Itamar. Revista de investigación musical: territorios para el arte, 13 gennaio 2022. URL consultato il 19 aprile 2022.
  54. ^ Antoni Pizà, La vida sexual de Chopin. Itamar. Revista de investigación musical: territorios para el arte, Valencia, 2010
  55. ^ Erinn E. Knyt, Ferruccio Busoni and the "Halfness" of Frédéric Chopin, Journal of Musicology Vol. 34, The Regents of the University of California, Berkeley, 2017, ISSN 0277-9269
  56. ^ a b c d e Jeffrey Kallberg, Small fairy voices: sex, history and meaning in Chopin, in Chopin Studies 2, ed. John Rink and Jim Samson, Cambridge University Press, 2006, ISBN 9780521034333
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  59. ^ (DE) Moritz Weber, AKT I / ACTO I / ACT I Männer / Hombres / Men Chopins Männer / Los hombres de Chopin / Chopin’s Men, in Itamar. Revista de investigación musical: territorios para el arte, 13 gennaio 2022. URL consultato il 19 aprile 2022.
  60. ^ (DE) Manuel Brug, Frédéric Chopin: „Der schmutzige Traum, den ich von Dir hatte“, in DIE WELT, 23 novembre 2020. URL consultato il 19 aprile 2022.
  61. ^ Zamoyski (2010), (locs. 850–86).
  62. ^ Belotti, Chopin, p. 596-611.
  63. ^ a b Belotti, Chopin, p. 148.
  64. ^ La Nuova Enciclopedia della Musica, Milano, Garzanti, 1983
  65. ^ a b c Massimo Mila, Breve storia della musica, Torino, Einaudi,1963
  66. ^ Belotti, Chopin, p. 165.
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  68. ^ Belotti, Chopin, p. 356.
  69. ^ a b Leonetta Bentivoglio, Maurizio Pollini: Perché prediligo Chopin, un mago del pianoforte, in La Repubblica, 11 ottobre 2005, p. 46. URL consultato il 13 gennaio 2009.
  70. ^ Belotti, Chopin, p. 435.
  71. ^ Belotti, Chopin, p. 406.
  72. ^ Belotti, Chopin, p. 257.
  73. ^ Belotti, Chopin, p. 273.
  74. ^ Franz Liszt, Chopin, Lipsia, Breitkopf & Härtel, 1879
  75. ^ Hector Berlioz, Mort de Chopin in Journal des Débats, Parigi, 27 ottobre 1849
  76. ^ Vogel, “Fortepiany i idiofony klawiszowe w Królestwie Polskim w latach młodości Chopina,” 64.
  77. ^ Lettera di Fryderyk Chopin a Tytus Woyciechowski, Parigi, del 12 dicembre 1831, in Correspondance de Frédéric Chopin, Richard Masse, Parigi, 1953-1960
  78. ^ Belotti, Chopin, p. 122.
  79. ^ Franz Liszt. Life of Chopin. Tradotto da Martha Walker Cook. Dover Publications Inc., 2005.
  80. ^ Chopin's letters. By Chopin, Frédéric, 1810-1849; Voynich, E. L. (Ethel Lillian), 1864-1960; Opienski, Henryk, 1870-1942
  81. ^ (EN) Chopin’s Pianos, su Teatr Wielki Opera Narodowa. URL consultato il 18 giugno 2021.
  82. ^ Fortepiany Chopina. Wyjątkowa wystawa instrumentów z kolekcji Narodowego Instytutu Fryderyka Chopina
  83. ^ (EN) Michael Moran, 1st International Chopin Competition on Period Instruments. 2–14 September 2018, su Classical Music Festivals and Competitions in Poland and Germany - with occasional unrelated detours, 31 gennaio 2018. URL consultato il 18 giugno 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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