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Esercito egizio

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Paletta di Narmer, I dinastia

In tutto il lungo arco della storia dell'antico Egitto l'esercito ricoprì un ruolo rilevante nella struttura della società, pur non essendo quella egizia una cultura fortemente militarista, adattandosi all'evoluzione del concetto di stato che caratterizzò quella cultura.

Uno dei primi documenti che possediamo sulla storia dell'Egitto, la paletta di Narmer, descrive, pittograficamente, le guerre condotte dall'omonimo sovrano che portarono all'unione dell'Alto e Basso Egitto ed alla fase storica conosciuta come Antico Regno.

Le fonti[modifica | modifica wikitesto]

Placchetta d'avorio raffigurante Den (I dinastia) che sconfigge i nemici
Rilievo di Ramses III.

Le fonti su cui possiamo basarci per ricostruire l'evoluzione e la struttura dell'esercito egizio sono, a parte oggetti come la paletta di Narmer con rappresentazione di singole azioni belliche, testi biografici provenienti dalle tombe di militari, o dei funzionari preposti a compiti di comando, stele confinarie poste a ricordare i punti di massima penetrazione in territori stranieri durante le fasi di espansione (Sesostris III, Thutmose III e, nel Nuovo Regno, i rilievi posti dai sovrani nei templi recanti veri e propri bollettini di guerra (Ramesse II, Merenptah) .
Le fonti classiche, principalmente lo storico greco Erodoto, sono invece scarsamente descrittive soprattutto della situazione più antica, e comunque scarsamente affidabili.

Struttura ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'Antico Regno l'esercito egizio fu una struttura di tipo feudale, i vari contingenti, provenienti dai distretti, erano forniti al sovrano, in tutta la storia egizia capo supremo dell'esercito, dai governanti locali che ne mantenevano sostanzialmente il controllo.

Fanteria egizia. Tomba di Mesehti. XI dinastia

Questi eserciti distrettuali erano composti da contadini che avevano tra le loro corvée anche il servizio militare che di norma svolgevano durante la stagione dell'inondazione, periodo in cui il lavoro nei campi era interrotto.
La fedeltà ed affidabilità dell'esercito dipendeva direttamente dall'effettivo controllo che il re aveva dello stato ed in effetti non appena il potere regio diminuì i vari governatori locali iniziarono ad usare le proprie truppe per aumentare il proprio potere (Primo periodo intermedio).

Con il sorgere del Medio Regno comparvero, in ambito militare, due nuove figure: il militare di carriera (ufficiale) ed il mercenario (sempre non egizio). Il militare di carriera[1] era un funzionario che risiedeva nelle città e che riceveva come soldo per il suo incarico l'usufrutto di un appezzamento di terra e schiavi per coltivarlo. L'incarico fu spesso ereditario.

I mercenari furono elementi di popoli confinanti: palestinesi, nubiani, libici talvolta prigionieri di guerra che spesso vennero insediati in particolari territori, colonie militari e fortezze, insieme alle loro famiglie.

Durante il Medio Regno popolazioni semite provenienti dalla Palestina vennero insediate nell'area del delta del Nilo, si trattò delle popolazioni che gli egizi dicevano essere comandate dai ḥq 3w ḫ3swt (heka kasut) - Principi dei paesi stranieri. Con il venire meno del potere centrale tali popolazioni prima iniziarono a governarsi da sole e poi estesero il loro controllo a buona parte dell'Egitto (periodo hyksos).

Una analoga situazione si ripresentò al termine del Nuovo Regno quando le popolazioni libiche dei Mashuash da prigionieri di guerra divennero prima mercenari e poi dominatori dell'Egitto (XXII dinastia, Terzo periodo intermedio).

Durante il Periodo Tardo ancora una volta sono i mercenari, questa volta greci, a costituire l'ossatura dell'esercito egizio. Rispetto al passato i mercenari greci si differenziano per non essere più ricompensati con l'assegnazione di terre e schiavi, questi soldati combattono per l'oro e non trasferiscono le loro famiglie nella valle del Nilo. Ciò li rende molto più soggetti ai cambiamenti di schieramento.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Carro da guerra egizio. Disegno del XIX secolo
Spada khopesh
Daga bronzea recante il nome di Ahmose, XVIII dinastia

Nelle fasi più antiche l'esercito egizio fu composto principalmente da fanti armati in modo leggero: spada, ascia, lancia e talvolta scudo, e da arcieri e frombolieri. Praticamente sconosciute furono le armature anzi i guerrieri combattevano quasi nudi, indossando solamente un gonnellino.

Intorno al 1500 a.C. i popoli semiti insediatisi nel delta del Nilo[2] importarono dal Medio Oriente il carro da guerra trainato da cavalli, arma che per un certo tempo costituì la fonte della loro superiorità militare.

L'assedio di Dapur. Ramesseum
battaglia navale

Con l'avvento del Nuovo Regno il carro da guerra divenne l'arma di élite dell'esercito egizio, al punto che il re, di norma, venne rappresentato combattere dal carro.
Malgrado questo uso del cavallo non si sviluppò mai una vera e propria cavalleria.

A fianco dell'armamento per le battaglie in campo aperto esisteva anche un armamento d'assedio costituito da scudi di grandi dimensioni e ripari collettivi, scale e arieti per sfondare le mura delle fortezze nemiche.

Anche l'uso militare della nave, in un primo tempo vista unicamente come mezzo di trasporto lungo il Nilo, ebbe una svolta con il Nuovo Regno. Una delle tattiche vincenti dei sovrani della XVIII dinastia fu quella di attaccare, nel delta, gli hyksos con le navi[3] Anche Ramesse III affrontò i popoli del mare in una battaglia navale usando navi che, in base alle immagini pervenuteci, avevano un solo albero ed una sola fila di rematori.

Fanti armati di giavellotto, ascia e scudo. Rilievo proveniente dal Tempio funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari.

Organizzazione ed effettivi[modifica | modifica wikitesto]

Valutare l'effettiva consistenza numerica dell'esercito egizio è arduo. Sul finire del Regno Antico alcuni testi riportano ...alcune decine di migliaia... frase che potrebbe essere interpretata come 20000/30000 effettivi numero compatibile con la popolazione stimata.
Un dato abbastanza preciso lo possediamo per un evento particolare: la battaglia di Kadesh dove Ramesse II schierò quattro divisioni ciascuna composta di 5000 soldati, per metà circa mercenari, e dotata di 500 carri da guerra.
A questo esercito di campagna andrebbero aggiunti gli effettivi, difficilmente valutabili, delle truppe delle fortezze di frontiere e quelle destinate all'interno del paese[4]

Unico altro dato numerico è quello riferito dallo storico greco Erodoto che riporta la presenza di due caste militari, i Calasiri e gli Ermobibi, aventi una consistenza numerica complessiva di 410000 unità, un dato che gli storici moderni ritengono non realistico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recentemente è stata ritrovata la sepoltura di Iker, militare di carriera
  2. ^ conosciuti in seguito come hyksos
  3. ^ Biografia di Ahmes di Nekhedo
  4. ^ In tutta la storia egizia l'esercito svolse anche i compiti di polizia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harmand, Jacques - L'arte della guerra nel mondo antico - 1978, Newton Compton editori (ed originale 1973, Presses Universitares de France)

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