Alessandro de' Medici, duca di Firenze
| Alessandro de' Medici | |
|---|---|
| Duca di Firenze | |
| In carica | 1532[2] – 6 gennaio 1537 |
| Predecessore | Se stesso come Signore di Firenze |
| Successore | Cosimo I |
| Signore di Firenze | |
| In carica | 19 novembre 1523 – 16 maggio 1527 (con Ippolito de' Medici) (I) 12 agosto 1530 – 1532 (II) |
| Predecessore | Giulio de' Medici (I) Niccolò Capponi (come Gonfaloniere di Giustizia) (II) |
| Successore | Niccolò Capponi (come Gonfaloniere di Giustizia) (I) Se stesso come Duca di Firenze (II) |
| Altri titoli | Duca di Penne[2] |
| Nascita | Firenze, Repubblica di Firenze, 22 luglio 1510 |
| Morte | Firenze, Ducato di Firenze, 6 gennaio 1537 (26 anni)[2] |
| Sepoltura | Tomba di Lorenzo de' Medici duca di Urbino (nella stessa sepoltura del presunto padre)[3] |
| Luogo di sepoltura | Sagrestia Nuova[3], Cappelle medicee nella Basilica di San Lorenzo, Firenze |
| Dinastia | Medici |
| Padre | Lorenzo de' Medici, duca di Urbino[2][N 1] |
| Madre | Simonetta da Collevecchio |
| Consorte | Margherita d'Asburgo-Austria[2] |
| Figli | illegittimi Giulio[2] Giulia[2] Porzia[2] |
| Religione | Cattolicesimo |
| Motto | Non vuelvo sin vencer[N 2] |

Alessandro de' Medici, detto il Moro (Firenze, 22 luglio 1510 – Firenze, 6 gennaio 1537), fu duca di Penne dal 1522[2], poi signore di Firenze dal 1523 al 1527 e dal 1530 al 1532, e infine primo duca di Firenze dal 1532 alla morte.
Figlio illegittimo di Lorenzo de' Medici, duca di Urbino, Alessandro era pronipote di Lorenzo il Magnifico e fratellastro della regina di Francia Caterina de' Medici. Venne assassinato nel 1537 dal cugino Lorenzino de' Medici e da un suo sicario.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Infanzia e gioventù
[modifica | modifica wikitesto]Fu riconosciuto figlio illegittimo di Lorenzo II de' Medici, duca di Urbino e nipote abiatico di Lorenzo il Magnifico (quindi fratellastro della regina Caterina de' Medici), ma alcuni avanzarono invece l'ipotesi che fosse in effetti figlio naturale del cardinale Giulio de' Medici, futuro papa Clemente VII.[4]

Secondo una versione che risale al Cinquecento, riportata per la prima volta dall'autore francese Jean Nestor nel 1564[5] (che tuttavia sostiene che l'ascendenza moresca era una voce diffusa dai nemici di Alessandro in esilio a Napoli), riferita anche da Christopher Hibbert e data per vera da diversi storici anglosassoni come Caroline Murphy e altri[6][7], si tratterebbe del figlio nato dalla relazione tra Lorenzo II e una serva o schiava di origine africana, descritta a volte come mulatta, altre volte come saracena e originaria forse del Marocco, domestica di casa Medici identificata nei documenti[8] come Simonetta da Collevecchio,[4][9][10] già al servizio di Alfonsina Orsini (moglie di Piero il Fatuo) a Roma.[10][6][11] Questa versione fu poi sfatata da Giorgio Spini che nel 1960 la definì infondata, in quanto egli riteneva che Simonetta fosse più verosimilmente una contadina della campagna romana, ed una donna libera.[2]
Per via della sua carnagione olivastra e del suo aspetto fu soprannominato comunque "il Moro". L'ipotesi dell'afrodiscendenza di Alessandro, sebbene non confermata dalla documentazione primaria coeva, è spesso riproposta, facendo riferimento al duca come al primo Capo di Stato europeo di origine etnicamente africana dai tempi dei Severi.[7][12][11] È stato fatto anche notare che, come risulta dai ritratti, sia il bisnonno Lorenzo il Magnifico, che il fratello e il figlio di questi, Giuliano di Piero e Giuliano di Lorenzo, avevano la pelle di un colore simile e i capelli neri, al contrario del biondo Piero, altro figlio di Lorenzo e nonno del duca.[13]
Anche le voci che volevano che il vero padre di Alessandro fosse il cardinale Giulio de' Medici, poi eletto papa con il nome di Clemente VII, che lo ebbe con una serva mulatta, sono rifiutati dai contemporanei che dagli storici, ritenendole un mero pettegolezzo.[10][6] Simonetta fu poi maritata a uno staffiere che lavorava per i Medici a Roma e rimase sotto la protezione familiare dei Medici, sebbene avesse umili origini, per essere stata comunque la madre di un Medici. Il Pieraccini ha pubblicato una lettera di Simonetta al figlio Alessandro, nella quale ella fa menzione di due ulteriori suoi figli, nati dal proprio matrimonio. La lettera risale al 1529 e altri riferimenti fanno collocare la sua scomparsa almeno dopo il 1534 e dimostra che Simonetta era la madre di Alessandro.[14]
Fu candidato a succedere al potere in città insieme al cugino Ippolito de' Medici quando lo zio Giulio divenne papa Clemente VII (1523) sotto la tutela del cardinale Silvio Passerini, dato che entrambi erano appena dodicenni, essendo deceduti i due discendenti legittimi di Lorenzo il Magnifico, il padre di Alessandro Lorenzo duca di Urbino e Giuliano duca di Nemours, padre di Ippolito. Quando i lanzichenecchi di Carlo V espugnarono Roma con il famoso "sacco" (1527), tutta la famiglia scappò dalla città nella cosiddetta "terza cacciata dei Medici", ponendo fine al governo dei due giovani.
Con la capitolazione della Repubblica fiorentina al termine dell'assedio di Firenze del 1530, per l'accordo di Barcellona tra l'imperatore Carlo V e il papa Clemente VII, appoggiato dalle armi spagnole divenne il nuovo signore di Firenze; mentre Ippolito divenne cardinale, Alessandro fu nominato Duca due anni dopo dal papa e dall'imperatore.
Signoria su Firenze
[modifica | modifica wikitesto]Una volta assunto il potere a Firenze, Alessandro cominciò quella trasformazione delle istituzioni repubblicane fiorentine, che invece il trattato di resa della città gli imponeva di rispettare e che sarebbe poi stata portata a termine da Cosimo I, suo lontano cugino e suo successore al governo. Ad esempio Alessandro, avendo vissuto sempre alla corte imperiale di Carlo V, ne portò a Firenze gli usi, come quello di circondarsi di una guardia di Lanzi armata di alabarde, che spaventarono e sconcertarono i fiorentini, usi a vedere anche i più autoritari tra i Medici, comportarsi con ben altra discrezione.

Alessandro dunque cominciò a imprimere un tipico carattere sempre più "principesco" al proprio governo e a eliminare i simboli, cari ai fiorentini, delle istituzioni repubblicane e comunali. Tra queste iniziative la più significativa fu certamente quella di incaricare Benvenuto Cellini (che ne riferisce nella sua autobiografia) di preparare monete di taglio diverso dal fiorino, con la propria immagine.
Con il suo governo, le istituzioni fiorentine conservavano una parvenza di democrazia solo attraverso un simbolico Consiglio dei Duecento e un simbolico Senato, composto dal 1532 di quarantotto membri nominati a vita con un blando potere decisionale, più che altro consultivo. La carica di senatore rimase un'alta onorificenza anche per tutto il successivo periodo del Granducato di Toscana.
Nel 1535 Ippolito morì, e Alessandro fu sospettato di averlo fatto avvelenare con la complicità del nuovo papa Paolo III.
Nel 1536 Alessandro convolò a fastose nozze con la figlia naturale dell'imperatore Carlo V, Margherita; poco tempo dopo, alla fine di una battuta di caccia sul Montalbano insieme all'imperatore Carlo V, suo suocero, si fermò a riposare a Villa La Magia, che diverrà possedimento dei Medici nel 1581 su interessamento di Francesco I, secondo Granduca di Toscana.
Assassinio
[modifica | modifica wikitesto]Alessandro pretese (di nuovo contro i trattati) la consegna di tutte le armi possedute da privati cittadini, il che non gli impedì di morire, poco dopo, trafitto da un suo parente, Lorenzino de' Medici, soprannominato Lorenzaccio, con il quale aveva un rapporto poco chiaro, che alcuni accenni (celebre la descrizione di Benvenuto Cellini[15]) vorrebbero addirittura omoerotico.


Il duca venne infatti assassinato in una congiura ordita da Lorenzino (suo lontano parente, nonché esponente del ramo Popolano della famiglia), senza un apparente motivo, forse spinto da un oscuro risentimento (Lorenzino era abituato ad essergli alla pari e mal sopportava la nomina a duca) o dai gloriosi ideali umanistici del tirannicidio, come sostenne.[2]
Lorenzino e Alessandro erano stati in confidenza a partire dalla loro permanenza a Roma. I due instaurarono un legame molto stretto, ma l'autenticità della loro amicizia è stata spesso messa in discussione e il loro rapporto non fu privo di punti oscuri. Secondo lo storico Iacopo Nardi, amico di Lorenzino, questi fu «grandemente amato» da Alessandro, che «lo faceva partecipe di tutti i suoi ... poco onesti segreti di amore».[16]
Lo storico filomediceo cinquecentesco Scipione Ammirato sostiene che Lorenzino odiava il cugino, e cominciò a pianificarne l'omicidio in seguito al decesso del cardinale Ippolito, forse avvelenato per ordine dello stesso duca, ad Itri, il 10 agosto 1535.[17]
Altri commentatori e storici coevi ritengono che il progetto delittuoso fosse maturato nella mente del giovane già l'anno prima, quando morì papa Clemente VII de' Medici, da lui odiato. Nella Vita, Benvenuto Cellini narra che, avendo chiesto a Lorenzino il rovescio di una medaglia in cui doveva effigiare il volto di Alessandro, il giovane promettesse di procurarlo al più presto, anche perché sperava «di far qualche cosa da far meravigliare il mondo».[15]
Nel 1536, il duca si schierò contro Lorenzino nell'ambito di un'annosa lite patrimoniale venutasi a creare tra i discendenti di Pierfrancesco il Vecchio, bisnonno di Lorenzino, procurando un forte danno economico al cugino.
La sera del 6 gennaio 1537 Lorenzino attirò Alessandro nei propri appartamenti con il pretesto di fargli incontrare una donna in casa propria, prospettandogli una notte d'amore[2], e lo lasciò solo con la promessa di tornare presto con la donna con cui aveva precedentemente preso accordi. Secondo la maggior parte degli storici si trattava di Caterina Soderini, moglie di Leonardo Ginori, ma stando a Bernardo Segni, la donna era Laudomia, sorella di Lorenzino. Alessandro nel frattempo si addormentò e, avendo congedato i suoi uomini, era del tutto inerme e indifeso quando Lorenzino tornò assieme al suo servitore Piero di Giovannabate, detto Scoronconcolo. I due lo aggredirono a colpi di spada e pugnale, e a nulla valse la feroce reazione del duca che combatté con tutte le sue forze prima di essere ucciso.[18]

Molte ipotesi sono state avanzate per spiegare le ragioni dell'omicidio, dal risentimento personale per gelosia o per le questioni ereditarie, alla volontà di Lorenzino di compiere un gesto eclatante che immortalasse la sua gloria. Secondo gli esuli repubblicani antimedicei Lorenzino fu mosso da ragioni politiche, e uccise il duca per liberare Firenze da quello che molti ritenevano un tiranno e consentire il ritorno della Repubblica, che era stata sostituita dal Principato soltanto pochi anni prima. Questa spiegazione converge con quella data da Lorenzino stesso nella sua celebre Apologia, scritta pochi giorni dopo il delitto, la quale è una giustificazione della teoria del tirannicidio.
Dopo l'assassinio di Alessandro, a Firenze si affrettarono a dare alla città un nuovo successore, un altro rampollo del ramo collaterale "popolano" della casata, Cosimo, cugino di secondo grado di Lorenzino in quanto figlio di Giovanni delle Bande Nere, per prevenire moti popolari o mosse da parte di Carlo V d'Asburgo. Cosimo era inoltre discendente per via materna del ramo di Cafaggiolo, e riunificò i due rami principali divisi in quello detto "granducale".[2]
Lorenzino non riuscì quindi né a imporre una propria signoria né a restaurare la repubblica, fuggendo poco dopo l'omicidio da Firenze, profugo per l'Italia per sfuggire agli agenti di Cosimo I, fino al 1548, quando i sicari dell'imperatore lo uccisero a sua volta.

Alessandro chiudeva, però, la storia del ramo primogenito dei Medici, in quanto egli non aveva altri figli se non illegittimi, dei quali il primogenito, Giulio, era troppo piccolo per potere governare.[2] Del resto, né costui né le sue due sorelle minori, Giulia e Porzia, fecero in seguito parlare di sé.[2] Solo anni dopo Giulia sposò Bernardetto de' Medici di Ottajano, figlio di Ottaviano de' Medici (lontano cugino che aveva a sua volta declinato il titolo ducale) e dovette allontanarsi dalla corte medicea a causa del suo carattere altezzoso che la portava a voler essere trattata alla pari della granduchessa Eleonora di Toledo. Giulio fu invece nominato ambasciatore da Cosimo I ed ebbe anch'egli una numerosa discendenza.
Alessandro venne sepolto assieme al padre Lorenzo de' Medici, duca d'Urbino, nella sepoltura realizzata da Michelangelo della sagrestia Nuova di San Lorenzo, nelle cappelle medicee. Per una certa scomodità della sua memoria, non è ricordato da alcuna lapide o indicazione, ma tutte le ricognizioni sulle spoglie nella tomba ne hanno riportato la presenza. Solo nella lapide dietro l'altare compare il suo nome assieme a quello degli altri sepolti. Il duca fu sepolto frettolosamente con addosso ancora gli abiti insanguinati; nel 1875, al momento della ricognizione dei resti, furono asportati alcuni denti dal suo cranio e da quello del padre, nonché una ciocca di capelli e un brandello della veste del Moro, poi esposto e per lungo tempo attribuito erroneamente a Giuliano de' Medici assassinato nella congiura dei Pazzi.[3]
Matrimonio e discendenza
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Alessandro sposò a Firenze la figlia naturale (poi legittimata) dell'imperatore Carlo V, Margherita d'Asburgo, il 13 giugno 1536[19], ma il loro breve matrimonio non ebbe alcuna discendenza.
Da Taddea Malaspina (1505-1559), figlia del marchese di Massa e signore di Carrara Antonio Alberico II Malaspina e di sua moglie Lucrezia d'Este, e sorella della marchesa Ricciarda Malaspina, si presume abbia avuto i due figli illegittimi:
- Giulio (1527 o 1532-1600), legittimato dopo la morte del padre, divenne Cavaliere di Santo Stefano; ebbe un figlio, Cosimo di Giulio de' Medici, la cui figlia Angelica de' Medici sposò Giovanni Pietro d'Altemps, III duca di Gallese, da cui ebbe quattro figlie, di cui due con discendenza; la figlia di Angelica, Maria Cristina d'Altemps, sposò Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, I duca di Bomarzo
- Giulia[20] (1535-1588), allevata nel monastero di San Clemente a Firenze, sposò in prime nozze il duca di Popoli Francesco Cantelmo (1550) e in seconde nozze Bernardetto de' Medici, del ramo dei signori e poi Principi di Ottajano[21].
Da una donna ignota, ebbe una terza figlia naturale, Porzia (1538-1565), nata postuma, che divenne badessa nel monastero di San Clemente a Firenze.
Discendenti da Alessandro il Moro sono le famiglie Medici di Ottajano, Lante Montefeltro della Rovere e Borghese. Tra i discendenti del duca, l'attrice Lucrezia Lante della Rovere, Maria Cristina d'Asburgo-Teschen (principessa di Salm-Salm), Camillo II Borghese marito di Paolina Bonaparte, e il principe nero Junio Valerio Borghese.
Nella cultura
[modifica | modifica wikitesto]La lunga ode di Vittorio Alfieri L'Etruria vendicata ha per protagonisti Alessandro e Lorenzino de' Medici; quest'ultimo viene celebrato come l'eroe della libertà che uccise il tirannico duca.
La vicenda di Alessandro e Lorenzino è protagonista di un'opera teatrale di Alfred de Musset, Lorenzaccio (1834), del melodramma Lorenzino de' Medici (1845) di Giovanni Pacini e del dramma Lorenzaccio (1918) di Dietrich Eckart.[22]
Dall'opera di Musset è tratto anche il dramma Lorenzaccio di Carmelo Bene e diversi film.
Filmografia
[modifica | modifica wikitesto]- Lorenzaccio (1918)
- Lorenzino de' Medici (1935)
- Lorenzaccio (1951)
- Il Moro - The Moor (2021), cortometraggio che sostiene l'ipotesi dell'origine afrodiscendente di Alessandro
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]| Genitori | Nonni | Bisnonni | Trisnonni | ||||||||||
| Lorenzo de' Medici il Magnifico | Piero de' Medici il Gottoso | ||||||||||||
| Lucrezia Tornabuoni | |||||||||||||
| Piero de' Medici il Fatuo | |||||||||||||
| Clarice Orsini | Jacopo Orsini | ||||||||||||
| Maddalena Orsini | |||||||||||||
| Lorenzo de' Medici, duca di Urbino (?) | |||||||||||||
| Roberto Orsini | Carlo Orsini | ||||||||||||
| Paola Orsini | |||||||||||||
| Alfonsina Orsini | |||||||||||||
| Caterina Sanseverino | Amerigo Sanseverino | ||||||||||||
| Margherita Sanseverino | |||||||||||||
| Alessandro de' Medici | |||||||||||||
| … | … | ||||||||||||
| … | |||||||||||||
| … | |||||||||||||
| … | … | ||||||||||||
| … | |||||||||||||
| Simonetta da Collevecchio (?) | |||||||||||||
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| … | |||||||||||||
| … | … | ||||||||||||
| … | |||||||||||||
Note
[modifica | modifica wikitesto]Annotazioni
- ↑ A Lorenzo viene attribuita la paternità di Alessandro de' Medici, primo duca di Firenze, nato nel 1510 dalla relazione con una serva di sua madre Alfonsina Orsini, Simonetta da Collevecchio. Tuttavia, si è talvolta speculato che il vero padre fosse piuttosto il cardinale Giulio de' Medici, in seguito divenuto papa Clemente VII.
- ↑ Locuzione in spagnolo antico, in italiano: non ritorno senza vincere.
Fonti
- ↑ philamuseum.org, https://www.philamuseum.org/collection/object/102656.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Giorgio Spini, ALESSANDRO de' Medici, primo duca di Firenze, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 22 giugno 2018.
- 1 2 3 La tomba segreta del Moro, in danielacavini.eu. URL consultato il 22 giugno 2018.
- 1 2 (EN) Catherine Fletcher, The Black Prince of Florence. The Spectacular Life and Treacherous World of Alessandro de' Medici, Oxford, Oxford University Press, 2016, pp. 14-18, ISBN 9780190612726.
- ↑ Jean Nestor, Histoire des hommes illustres de la maison de Medici, 1564, p. 187.
- 1 2 3 (EN) Caroline P. Murphy, Murder of a Medici Princess, Oxford, Oxford University Press, 2008, p. 9.«Alessandro, made Duke of Florence in 1531 by the Holy Roman Emperor Charles V, was Pope Clement VII's illegitimate son, whom he fathered when he was still Cardinal Giulio de' Medici. Alessandro's mother was a Moroccan slave girl, and portraits of him show he was unquestionably black.»
- 1 2 (EN) Christopher Hibbert, The House of Medici Its Rise and Fall, HarperCollins Publishers, 2012 [1974], p. 471, ISBN 978-0-06-222819-2.«and Alessandro, presented as the son of Lorenzo, Duke of Urbino, but rumoured to be Cardinal Giulio's son either by a Moorish slave from Naples or by a peasant woman from the Roman Campagna.»
- ↑ Il cognome da Collevecchio le fu dato ad hoc in seguito in quanto proveniente da Collevecchio
- ↑ (EN) John K. Brackett, Race and Rulership: Alessandro de' Medici, First Medici Duke of Florence, 1529-1537, in T.F. Earle e K.J.P. Lowe (a cura di), Black Africans in Renaissance Europe, Cambridge, Cambridge University Press, 2005, ISBN 978-0521176606.
- 1 2 3 Ippolita Douglas Scotti, 100 personaggi che hanno fatto la storia di Firenze, Roma, Newton Compton Editori, 2020, p. 144, ISBN 978-88-227-4358-9.«Anche Giulio, nel 1510, ebbe un figlio illegittimo, Alessandro il Moro, concepito con una mulatta probabilmente di origini saracene, riconosciuta dai documenti storici come Simonetta da Collevecchio, serva di Alfonsina Orsini, moglie di Piero il Fatuo.»
- 1 2 (EN) Lilian H. Zirpolo, Michelangelo: A Reference Guide to His Life and Works, Lanham, Rowman & Littlefield, 2020, p. 111.«Alessandro's mother may have been a servant of African descent named Simonetta Collevecchio, working in the Medici household. This would explain Alessandro's dark complexion.»
- ↑ (EN) Lilian H. Zirpolo, Michelangelo: A Reference Guide to His Life and Works, Lanham, USA, Rowman & Littlefield, 2020, p. 111.
- ↑ Alessandro, il Medici scuro di pelle che ha qualcosa da insegnare ai Windsor, su agoramagazine.it.
- ↑ Gaetano Pieraccini, La stirpe de' Medici di Cafaggiolo, I, Firenze, Vallecchi editore, 1924, p. 398.
- 1 2 Benvenuto Cellini, La vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze, Libro primo, capitolo LXXXI, Firenze, Barbera, 1890
- ↑ I. Nardi, Istorie della città di Firenze, 2 vol., a cura di A. Gelli, Firenze, Le Monnier, 1858, II, p. 281.
- ↑ S. Ammirato, Istorie fiorentine, Firenze, Marchini e Becherini, 1826, vol. X, lib. XXXI, p. 228
- ↑ S.Dall'Aglio, L'assassino del duca. Esilio e morte di Lorenzino de' Medici, Firenze, Olschki, 2011, pp. 3-14
- ↑ Silvia Mantini, L'Aquila Spagnola, Aracne, 2008.
- ↑ (EN) Medici Women: Portraits of Power, Love and Betrayal from the Court of Duke ..., su books.google.it.
- ↑ Carlo De Lellis, Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli, vol. 1, Napoli, Onofrio Savio, 1654, p. 144.
- ↑ Bruna Foglia, Michelangelo nel Teatro, collana La Ricerca Umanistica, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2009, pp. 184-195.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) John K. Brackett, Race and Rulership: Alessandro de' Medici, First Medici Duke of Florence, 1529-1537, in T.F. Earle e K.J.P. Lowe (a cura di), Black Africans in Renaissance Europe, Cambridge, Cambridge University Press, 2005,
- M. Rastrelli, Storia d'Alessandro de' Medici primo duca di Firenze, 2 voll., Firenze, Benucci, 1781
- (EN) Catherine Fletcher, The Black Prince of Florence. The Spectacular Life and Treacherous World of Alessandro de' Medici, Oxford, Oxford University Press, 2016, ISBN 9780190612726. (edizione italiana tradotta da Mariacristina Cesa: Il principe maledetto di Firenze. La spettacolare vita e l'infido mondo di Alessandro de' Medici, Roma, Newton Compton, 2016)
- A. Lo Bartolo, Il tiranno fiorentino. Vita e leggenda nera di Alessandro de' Medici, Roma-Bari, Laterza, 2025
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alessandro de' Medici
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandro de' Medici primo duca di Firenze, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Carlo Capasso, ALESSANDRO de' Medici, primo duca di Firenze, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
- Alessandro de' Medici, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- Alessandro de' Mèdici, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Alessandro, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Giorgio Spini, ALESSANDRO de' Medici, primo duca di Firenze, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
- Black Presence - Il Medici nero - Video sulla storia di Alessandro de Medici sul portale della Galleria degli Uffizi, su uffizi.it.
- Alessandro de Medici: articolo sul sito web CBS in cui si discute la sua discendenza e i suoi eredi (Nota: l'articolo in questione contiene almeno un errore elementare riguardo alle note tombe). Aggiornato in A View on Race and the Art World.
- [1] articolo del sito web del Victoria & Albert Museum di Londra in cui si discute Alessandro de' Medici nel contesto della rappresentazione di africani nell'arte medievale e rinascimentale.
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