Nannina de' Medici

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Nannina de' Medici, battezzata come Lucrezia (Firenze, 14 febbraio 144814 maggio 1493), era la figlia secondogenita di Piero di Cosimo de' Medici e Lucrezia Tornabuoni e sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nannina de' Medici, presunto ritratto come angelo reggicorona di destra, Madonna del Magnificat (1481), Sandro Botticelli, Uffizi[senza fonte]

Ebbe un'educazione colta e raffinata, ma comunque meno approfondita rispetto a quella dei fratelli maschi Lorenzo e Giuliano. Nannina era il nome familiare della bisnonna Piccarda Bueri.

Di lei sono stati attribuiti due ritratti legati alla commitenza del padre: uno, piuttosto improbabile, nella Cappella dei Magi nel gruppo di cavalieri nella parete di Giovanni VII Paleologo (probabilmente di tratta di tre fanciulli)[1], e un altro, idealizzato, nella Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, dove è raffigurata come l'angelo di destra che sorregge la corona della Madonna.

Tenuta in grande conto dai fratelli, fu anche grazie al loro prestigio che si sposò, l' 8 giugno 1466, con il letterato umanista Bernardo Rucellai. Il loro matrimonio rimase negli annali per la magnificenza e la profusione di festeggiamenti e banchetti: celebrato nella Loggia Rucellai, costruita su progetto di Leon Battista Alberti, dal puntuale rendiconto di spesa che ci è pervenuto si conosce l'elenco enorme di viveri consumati.

Insieme al marito comprò gli Orti Oricellari, un famoso giardino dove si riunì l'Accademia neoplatonica.[2]

Ebbe due figli maschi, Palla e Giovanni. Morì nel maggio 1493.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La scena delle tre sorelle Medici, Cappella dei Magi, Benozzo Gozzoli.
  2. ^ Mariella Zoppi, Guida ai giardini di Firenze, Gardens of Florence, Alinea Editrice, Firenze 2001. ISBN 88-8125-450-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, (rist.2006) ISBN 88-541-0526-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]