Giulio di Alessandro de' Medici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giulio de' Medici
Giulio di alessandro de' medici, xvii century print.jpg
NascitaPrato, 1527 o 1532
MortePisa, 1598
Luogo di sepolturaChiesa di San Frediano, Pisa
Religionecattolica
Dati militari
Paese servitoBandiera del granducato di Toscana (1562-1737 ).png Granducato di Toscana
Forza armataMarina
CorpoCross Order of Saint Stephanus.svgOrdine dei cavalieri di Santo Stefano
GradoAmmiraglio
CampagneAssedio di Malta (in difesa di Malta)
voci di militari presenti su Wikipedia

Giulio de' Medici (Prato, 1527 o 1532Pisa, 25 marzo 1598) è stato un ambasciatore e ammiraglio italiano, figlio illegittimo di Alessandro de' Medici e di una suora.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiaro se la sua nascita risalga al 1527 o al 1532. Il padre, il duca Alessandro de' Medici, morì nel 1537 quando egli era appena un bambino e fu affidato alle cure di Alessandro Vitelli e del cardinale Innocenzo Cybo. A tre anni venne escluso da qualsiasi ipotesi di successione in favore di Cosimo I de' Medici, che all'epoca aveva diciassette anni. Vi erano dei pregiudizi troppo forti su Giulio infatti: figlio illegittimo di un figlio illegittimo, quale Alessandro, troppo piccolo (si sarebbe comunque aperto il problema della reggenza) e dopo la pessima condotta politica del padre si preferì cercare qualcuno altrove a succedergli come duca di Firenze.

Dopo aver scoperto che i tutori allevavano Giulio come futuro pretendente al Ducato fiorentino, Cosimo decise di prendere sotto la sua diretta protezione il fanciullo, tenendo sempre sott'occhio questo scomodo, lontano cugino, almeno fin quando non ottenne dall'imperatore Carlo V la dichiarazione di esclusione di tutti gli altri rami della famiglia Medici, come borghesi o non capaci, comprendendo anche tutti i rami per via femminile.

Quando fu chiaro che il giovane Giulio riconosceva l'autorità di Cosimo, egli lo nominò primo cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano (dal 30 marzo 1562[1]), fondato dal granduca per combattere i pirati e i Mori nel mar Mediterraneo. In qualità di primo Ammiraglio comandante la flotta dell'Ordine (dal 1563 al 1566), venne inviato ad aiutare i Cavalieri Ospitalieri durante l'Assedio di Malta (1565).

Ricoprì anche il ruolo di ambasciatore: a Mantova nel 1565, a Roma nel 1571, quando accompagnò Cosimo all'incoronazione come granduca, e di nuovo nel 1573.

Si sposò con Angelica Malaspina ed ebbe una figlia, Caterina (m. 1634), monaca benedettina nel monastero delle Murate di Firenze.

Ebbe inoltre due figli illegittimi: Cosimo, a sua volta Cavaliere di Santo Stefano, e Giuliano. Fu sepolto nella chiesa di San Frediano a Pisa, che apparteneva ai cavalieri.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giuliano de' Medici Piero de' Medici  
 
Lucrezia Tornabuoni  
Papa Clemente VII  
Fioretta Gorini Antonio Gorini  
 
 
Alessandro de' Medici  
 
 
 
Simonetta da Collevecchio  
 
 
 
Giulio de' Medici  
Giacomo I Malaspina Antonio Alberico I Malaspina  
 
Giovanna Malaspina  
Antonio Alberico II Malaspina  
Taddea Pico della Mirandola Francesco III Pico della Mirandola  
 
Pietra Pio  
Taddea Malaspina  
Sigismondo d'Este Niccolò III d'Este  
 
Ricciarda di Saluzzo  
Lucrezia d'Este  
Pizzocara  
 
 
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze toscane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fulvio Fontana - della Compagnia di Gesù, I Pregj della Toscana nell'Imprese più segnalate de' Cavalieri di Santo Stefano, Firenze MDCCI

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]