Cappelle medicee

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Cappelle medicee
Medicibib.jpg
Veduta aerea del complesso di San Lorenzo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàFirenze
IndirizzoPiazza Madonna degli Aldobrandini
Caratteristiche
TipoArte, Architettura
DirettoreMonica Bietti
Visitatori321 043 (2015)[1]
Sito web

Coordinate: 43°46′29.76″N 11°15′12.32″E / 43.774933°N 11.253422°E43.774933; 11.253422

Le cappelle medicee, costruite quale luogo di sepoltura della famiglia Medici, sono oggi un museo statale di Firenze, ricavato da alcune aree della basilica di San Lorenzo[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli ambienti ai nostri giorni conosciuti collettivamente come "cappelle medicee" sono stati costruiti, tra il XVI e il XVII secolo, quale estensione della basilica brunelleschiana allo scopo di celebrare la famiglia de' Medici.

Già nel 1429, nella sagrestia di San Lorenzo (oggi nota come "sagrestia Vecchia") si celebrarono le esequie solenni di Giovanni de' Medici, banchiere e benefattore del sacro edificio, le cui case si trovavano a pochi passi, all'incrocio fra la Via Larga (l'attuale via Cavour) e via de' Gori (nello stesso luogo sorse successivamente il palazzo Medici opera del Michelozzo). Nel 1464, Cosimo de' Medici, figlio di Giovanni, primo signore de facto di Firenze, moriva e veniva sepolto in una cripta sotterranea, posta in un pilastro esattamente al di sotto dell'altare centrale della basilica.

Da allora San Lorenzo divenne il luogo di sepoltura dei componenti della famiglia Medici, tradizione proseguita, salvo alcune eccezioni, fino ai granduchi e all'estinzione della casata. Tale usanza venne anche ripresa, per analogia, dai successivi membri della dinastia Lorena, usando i sotterranei della basilica per le proprie sepolture.

Veduta esterna della cappella dei Principi

Musealizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Le cappelle medicee sono oggi un museo, al quale si accede dal retro della basilica, in piazza Madonna degli Aldobrandini.

Le due parti principali che si visitano sono prolungamenti dell'abside della basilica: la Sagrestia Nuova, edificata da Michelangelo dal 1519 in un decennio circa, e la grande cappella dei Principi, del secolo successivo, completamente ricoperta da marmi e pietre semi-preziose dove sono sepolti i granduchi di Toscana e i loro familiari; inoltre fanno parte del percorso alcune sale della cripta (ideata dal Buontalenti) sotto la cappella dei Principi, dove sono situate la biglietteria e la libreria e talvolta sono realizzate esibizioni temporanee.

A partire dal 2004 si stanno svolgendo degli esami sulle spoglie dei Medici per far luce su alcuni punti oscuri della loro storia familiare. Fra i primi ritrovamenti ancora inspiegati, la salma di un neonato sconosciuto, forse il figlio illegittimo di un personaggio di famiglia.

A quattrocento anni dalla morte di Ferdinando I de' Medici (7 febbraio 1609), il Museo delle cappelle medicee ha a lui dedicato una mostra curata dalla direttrice Monica Bietti e da A. Giusti. L'esposizione ha toccato due momenti importanti della vita del granduca: le nozze con Cristina di Lorena nel 1589 e la costruzione del ciborio della cappella dei Principi per onorare i suoi predecessori.

Targa del museo.

Il Museo delle cappelle medicee ha celebrato nel 2012 il primo papa di casa Medici, Leone X, a cinquecento anni dalla sua elezione al soglio pontificio. La mostra, curata da Nicoletta Baldini e Monica Bietti, ha esaminato l'intera vita di Giovanni - secondo figlio di Lorenzo il Magnifico - dalla nascita fino all'elezione a nuovo papa con il nome di Leone X, comprendendo anche l'incontro con Michelangelo. Vennero esposti anche capolavori del Ghirlandaio, dei Della Robbia, di Perugino, Raffaello, Michelangelo, Sansovino ma anche opere d'oreficeria e codici miniati.

Nel 2014 è stato il diciassettesimo sito statale italiano più visitato, con 317.135 visitatori e un introito lordo totale di 737.800 Euro[3].

La cripta[modifica | modifica wikitesto]

La cripta è il primo ambiente al quale si accede dall'ingresso del museo. In questo ambiente, sorretto da basse volte, si trovano sul pavimento le lastre tombali dei granduchi, delle loro consorti e dei familiari stretti. Ad esempio, è stata qui collocata anche la tomba di Giovanni dalle Bande Nere e di sua moglie Maria Salviati.[4]

Recentemente[non chiaro] vi è stata sistemata, in numerose teche, una ricca collezione di reliquiari Sei-Settecenteschi legati alla sfarzosa committenza granducale. Tali manufatti si inseriscono, all'interno del Museo, nel più ampio percorso espositivo denominato “Nel segno dei Medici. Tesori sacri della devozione granducale” che celebra la figura di Ferdinando I de' Medici e della consorte Cristina di Lorena e la loro ricca collezione di reliquie e sontuosi arredi devozionali. Si tratta di lavori preziosi prodotti da orafi attivi alla corte fiorentina, come Odoardo Vallet e Jonas Flack.

Da questo ambiente si accede, attraverso due scalinate, alla soprastante cappella dei Principi.

Esiste anche un'altra cripta sotto la basilica, dove si trovano le tombe di Cosimo il Vecchio e di Donatello, ma non è accessibile da qui.

La cappella dei Principi[modifica | modifica wikitesto]

Giacomo Brogi (1822-1881), Cappella dei Principi, foto degli anni 1870.

Lo sfarzoso ambiente ottagonale è largo 28 metri ed è sormontato dalla cupola di San Lorenzo, che raggiunge un'altezza di 59 metri, la seconda per maestosità in città dopo quella del Brunelleschi.

Fu ideata da Cosimo I, ma la sua realizzazione si deve al suo successore Ferdinando I, che incaricò, quale responsabile della fabbrica,, l'architetto Matteo Nigetti, 1604 su disegno di Don Giovanni de' Medici, fratello dello stesso granduca. Lo stesso Buontalenti intervenne modificando in parte il progetto.

Mosaico dello stemma di Firenze, dalla cappella dei Principi.

Lo sfarzo abbagliante è dato dai ricchissimi intarsi in commesso fiorentino, per la realizzazione dei quali fu creato l'Opificio delle pietre dure. Questa arte, tuttora praticata soprattutto nella decorazione di mobili e vasi, trovò qui il suo apice, anche se il tono funebre dell'opera fece scegliere i colori più smorzati e cupi con porfidi e graniti. Nella zoccolatura invece si usarono pietre dure più colorate, nonché la madreperla, i lapislazzuli e il corallo per riprodurre gli stemmi delle sedici città toscane fedeli alla famiglia dei Medici.

Nelle nicchie sarebbero dovute entrare le statue dei granduchi, anche se furono poi realizzate soltanto quelle per Ferdinando I e Cosimo II, opere entrambe di Pietro Tacca eseguite tra il 1626 ed il 1642.

Gli altri sepolcri granducali appartengono a Cosimo I (1519-1574), Francesco I (1541-1587) e Cosimo III (succeduto a Ferdinando II, 1643-1723). Al centro dell'atrio, nelle intenzioni dei committenti, doveva trovarsi il santo Sepolcro, sebbene i vari tentativi di comprarlo o rubarlo a Gerusalemme fallirono.

I sarcofagi sono in realtà vuoti e le vere spoglie dei granduchi e dei loro familiari (una cinquantina fra maggiori e minori) fino a Anna Maria Luisa de' Medici (ultima erede della dinastia, 1667-1743), sono conservate in semplici ambienti nascosti dietro le mura, nella cripta del Buontalenti.

Da dietro l'altare si accede ad un piccolo vano dove sono esposti altri preziosi reliquiari, alcuni dei quali donati alla città da Leone X.

La Sagrestia Nuova[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sagrestia Nuova.

Edificata da Michelangelo a più riprese tra il 1521 ed il 1534, vi si accede da un corridoio dalla Cappella dei Principi, mentre la porta che permette di entrare nella basilica oggi è chiusa.

Commissionata da Papa Leone X e dal cardinale Giulio de' Medici (futuro Clemente VII), Michelangelo Buonarroti la realizzò partendo dalla stessa pianta della Sagrestia Vecchia del Brunelleschi e divise lo spazio in forme più complesse, con archi trionfali che si aprono su delle specie di absidi. Incassati nelle due pareti laterali realizzò i sepolcri monumentali dedicati a Giuliano de' Medici duca di Nemours e suo nipote Lorenzo de' Medici duca di Urbino, per i quali scolpì tre sculture ciascuno: le Allegorie del Tempo, adagiate sopra i sepolcri, e i ritratti soprastanti dei Duchi. Per la tomba di Giuliano de' Medici, seduto in fiera postura, scelse il Giorno e la Notte; per quella di Lorenzo, in posa malinconica e pensierosa, il Crepuscolo e l'Aurora.

Entrambe le statue guardano verso il centro della cappella dove Michelangelo realizzò e pose una Madonna con Gesù in grembo. Volgendo il loro sguardo alla rappresentazione sacra i duchi esprimono le inclinazioni religiose dell'artista, secondo il quale, quando le glorie terrene passano, solo la spiritualità e la religione riescono a dare sollievo alle inquietudini degli uomini. Completano il corredo le statue dei Santi Cosma e Damiano, di seguaci di Michelangelo.

Sotto l'altare sono sepolti anche Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de' Medici, per i quali non ci fu mai il tempo per costruire una sepoltura monumentale: nel 1534, infatti, Michelangelo partì definitivamente da Firenze e lasciò l'opera incompiuta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei
  2. ^ Museo delle Cappelle Medicee – Firenze, su Inexhibit. URL consultato il 25 novembre 2017.
  3. ^ Visitatori e introiti dei musei (PDF), su statistica.beniculturali.it. URL consultato il 15 novembre 2015.
  4. ^ Turismo Toscana. Le tombe medicee raccontano. Archiviato il 7 aprile 2014 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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