Corona del Granducato di Toscana

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Cosimo III con la vecchia corona granducale, ancora priva degli archetti.

La corona del Granducato di Toscana era una corona realizzata per i granduchi di Toscana della famiglia de' Medici.

La vecchia corona[modifica | modifica wikitesto]

Scipione Pulzone, ritratto ufficiale della granduchessa Cristina di Lorena per la "serie aulica" (dettaglio), firmato e datato 1590. Si tratta della raffigurazione più precisa della corona granducale forgiata da Jaques Bylivelt per Francesco I ed utilizzata da tutti i successivi granduchi medicei.

Cosimo I de' Medici, duca di Firenze, si adoperò per ricevere un titolo che lo togliesse dalla condizione di semplice feudatario dell'imperatore e che gli desse quindi maggiore indipendenza politica. Non trovando alcun appoggio da parte imperiale si rivolse al papato. Già con Paolo IV aveva cercato di ottenere il titolo di re o di arciduca, ma invano. Finalmente, Nel 1569, dopo molti favori e maneggi più o meno legittimi, papa Pio V emanò una bolla che gli conferiva il trattamento di Altezza Serenissima ed il titolo di granduca, inserendolo nella gerarchia nobiliare come posto intermedio fra duca e principe.

Nel gennaio del 1570 Cosimo I venne incoronato da Pio V stesso a Roma, anche se tale diritto sarebbe spettato all'imperatore. Per questo motivo Spagna ed Austria rifiutarono di riconoscere il nuovo titolo, mentre Francia ed Inghilterra lo ritennero subito valido. Col passare del tempo, comunque, tutti gli stati europei finirono per riconoscerlo.

La corona del granduca di Toscana era ovviamente diversa da quella principesca e da quella ducale. Era caratterizzata da un circolo d'oro ornato di smeraldi, rubini e perle, dal quale partivano punte triangolari d'oro verso l'alto.

La corona, priva del berretto di velluto interno, aveva la particolarità unica di avere, al centro nella parte anteriore, un grosso giglio fiorentino.

La nuova corona[modifica | modifica wikitesto]

Gian Gastone con la nuova corona granducale modificata rispetto alla precedente.

Cosimo III, granduca di Toscana dal 1670 al 1723, quando ricevette da Vienna il "diritto al trattamento regio" aggiunse sopra la corona granducale gli archetti ed il globo, elementi tipici della corona regale. Il nuovo status del granduca includeva inoltre, fra le varie cose, anche il cambio del trattamento d'onore da altezza serenissima (S.A.S.) ad altezza reale (S.A.R.).

La corona granducale, della quale restano comunque disegni e dipinti, venne portata a Vienna dopo la morte dell'elettrice palatina, Anna Maria Luisa de' Medici, ultima rappresentante del ramo granducale dei Medici (benché fosse esplicitamente inclusa – nel "Patto di famiglia" che obbligava i Lorena a non traslare le opere d'arte fiorentine in Austria – tra le «gioie» di Casa Medici che dovevano restare a Firenze). Probabilmente fu smontata per rivendere e/o riutilizzare le pietre preziose e recuperare l'oro. Una copia della corona – in ottone e rame, senza pietre preziose né cristalli – veniva posta, il giorno del funerale, nella bara insieme al granduca defunto. Una di queste, quella appartenuta a Gian Gastone de' Medici, granduca dal 1723 al 1737, è stata recuperata durante una ricognizione della salma nel 2004 ed è attualmente conservata a Firenze, nei depositi del museo delle Cappelle medicee.

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