162173 Ryugu

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Ryugu
(162173 Ryugu)
Ryugu-orbit2018.png
Orbita di Ryugu
Stella madreSole
Scoperta10 maggio 1999
ScopritoreLINEAR
ClassificazioneNEA,
asteroide Apollo,
PHA
Classe spettraleC[1]
Designazioni
alternative
1999 JU3
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458600,5
27 aprile 2019)
Semiasse maggiore177 956 456 km
1,1895485 UA
Perielio144 080 523 km
0,9631051 UA
Afelio211 832 388 km
1,4159919 UA
Periodo orbitale473,88 giorni
(1,3 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
5,88422°
Eccentricità0,1903608
Longitudine del
nodo ascendente
251,58763°
Argom. del perielio211,45718°
Anomalia media249,80719°
Par. Tisserand (TJ)5,308 (calcolato)
Ultimo perielio31 maggio 2018
Prossimo perielio17 settembre 2019
MOID da Terra0,000638309 UA[2]
0,00063817 UA[3]
Dati fisici
Diametro medio0,87 km[1]
Periodo di rotazione7,627 ore[2]
Albedo0,047[1]
Dati osservativi
Magnitudine ass.19,3

162173 Ryugu è un asteroide Apollo. Scoperto nel 1999[4], presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,1895338 UA e da un'eccentricità di 0,1902593, inclinata di 5,88405° rispetto all'eclittica.

Le sue caratteristiche orbitali lo qualificano come asteroide Apollo ed è un oggetto potenzialmente pericoloso.[2]

È stato selezionato come obiettivo della missione Hayabusa 2 della JAXA, l'agenzia spaziale giapponese, che prevede di recuperare alcuni campioni dall'asteroide e riportarli sulla Terra.

L'asteroide è dedicato al palazzo Ryūgū-jō dove risiede il dio drago del mare della mitologia giapponese e dove è custodito un inestimabile tesoro.

Missione Hayabusa 2[modifica | modifica wikitesto]

La sonda Hayabusa 2 dell'agenzia spaziale giapponese, lanciata il 3 dicembre 2014, acquisì le prime immagini dell'asteroide il 13 giugno 2018, mentre era in avvicinamento a una distanza di 920 chilometri[5] ed entrò in orbita attorno a Ryugu il successivo 27 giugno 2018.

Il 21 settembre 2018 una coppia di piccoli rover sganciati con successo sull'asteroide permise, per la prima volta nella storia, la trasmissione di immagini dalla superficie di un asteroide.[6]

Al termine di un periodo di circa un anno e mezzo di osservazione e campionamento dell'asteroide, è previsto (verso la fine del 2020) il rientro sulla Terra del materiale prelevato sull'asteroide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gerhard Hahn, European Asteroid Research Node (EARN)
  2. ^ a b c Jet Propulsion Laboratory
  3. ^ NEODyS
  4. ^ (EN) Gareth V. Williams, MPEC 1999-J33, Minor Planet Center (MPC), 13 maggio 1999. URL consultato il 24 agosto 2014.
  5. ^ Eleonora Ferroni, Hayabusa2 si avvicina all'asteroide Ryugu, MEDIA INAF, 14 giugno 2018. URL consultato il 14 giugno 2018.
  6. ^ Primi scatti dall'asteroide Ryugu, ANSA, 24 settembre 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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