162173 Ryugu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ryugu
(162173 Ryugu)
Ryugu rotation.gif
Immagine in rotazione di Ryugu ottenuta con gli scatti realizzati dalla sonda Hayabusa 2.
Stella madreSole
Scoperta10 maggio 1999
ScopritoreLINEAR
ClassificazioneNEA,
asteroide Apollo,
PHA
Classe spettraleC[1]
Designazioni
alternative
1999 JU3
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458600,5
27 aprile 2019)
Semiasse maggiore177956456 km
1,1895485 au
Perielio144080523 km
0,9631051 au
Afelio211832388 km
1,4159919 au
Periodo orbitale473,88 giorni
(1,3 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
5,88422°
Eccentricità0,1903608
Longitudine del
nodo ascendente
251,58763°
Argom. del perielio211,45718°
Anomalia media249,80719°
Par. Tisserand (TJ)5,308 (calcolato)
Ultimo perielio17 settembre 2019
Prossimo perielio5 gennaio 2021
MOID da Terra0,000638309 au[2]
0,00063817 au[3]
Dati fisici
Diametro medio0,87 km[1]
Periodo di rotazione7,627 ore[2]
Albedo0,047[1]
Dati osservativi
Magnitudine ass.19,3

162173 Ryugu è un asteroide Apollo. Scoperto nel 1999[4], presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,1895338 au e da un'eccentricità di 0,1902593, inclinata di 5,88405° rispetto all'eclittica.

Le sue caratteristiche orbitali lo qualificano come asteroide Apollo ed è un oggetto potenzialmente pericoloso.[2]

Tra gennaio 2013 e dicembre 2100, l'avvicinamento più vicino alla Terra dell'asteroide avverrà il 6 dicembre 2076 a una distanza di 0,010460 unità astronomiche (ovvero di 1564799 chilometri).

È stato selezionato come obiettivo della missione Hayabusa 2 della JAXA, l'agenzia spaziale giapponese, che nel 2018 ha raggiunto l'asteroide e ne ha raccolto alcuni campioni per portarli sulla Terra.

L'asteroide è dedicato al palazzo Ryūgū-jō dove le leggende narrano che risieda il dio drago del mare della mitologia giapponese e dove sarebbe custodito un inestimabile tesoro.

Missione Hayabusa 2[modifica | modifica wikitesto]

La sonda Hayabusa 2 dell'agenzia spaziale giapponese, lanciata il 3 dicembre 2014, ha acquisito le prime immagini dell'asteroide il 13 giugno 2018, mentre era in avvicinamento a una distanza di 920 chilometri[5] ed è entrata in orbita attorno a Ryugu il successivo 27 giugno.

Il 21 settembre 2018 una coppia di piccoli rover sganciati con successo sull'asteroide ha permesso, per la prima volta nella storia, la trasmissione di immagini dalla superficie di un asteroide.[6]

Il progetto iniziale prevedeva il prelievo di tre campioni di materiale, ma, a causa della natura accidentata della superficie che rendeva più difficoltose del previsto le manovre di atterraggio, ne furono prelevati solo due: uno di materiale superficiale e uno di materiale interno. I campioni prelevati sono stati riportati sulla Terra durante un sorvolo ravvicinato di Hayabusa alla Terra nel dicembre 2020. La capsula con il prezioso carico ha toccato il suolo all'interno della Woomera Prohibited Area in Australia il 5 dicembre 2020 (6 dicembre per il fuso locale). Si è subito provveduto a suggere la componente gassosa eventualmente rilasciata dal campione prima di custodire il campione stesso in un'atmosfera di azoto. Il campione prelevato sarà utilizzato al 60% nel biennio 2021-2022 da JAXA, NASA e altri isitituti internazionali, mentre il rimanente 40% verrà custodito intatto per future necessità di studio. La prima serie di analisi, condotte su un 15% del materiale, verrà avviata da giugno 2021.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gerhard Hahn, European Asteroid Research Node (EARN)
  2. ^ a b c Jet Propulsion Laboratory
  3. ^ NEODyS
  4. ^ (EN) Gareth V. Williams, MPEC 1999-J33, su minorplanetcenter.org, Minor Planet Center (MPC), 13 maggio 1999. URL consultato il 24 agosto 2014.
  5. ^ Eleonora Ferroni, Hayabusa2 si avvicina all'asteroide Ryugu, su media.inaf.it, MEDIA INAF, 14 giugno 2018. URL consultato il 14 giugno 2018.
  6. ^ Primi scatti dall'asteroide Ryugu, ANSA, 24 settembre 2018.
  7. ^ (EN) JAXA Hayabusa2 Project, Asteroid explorer, Hayabusa2, reporter briefing (PDF), 16 novembre 2020. URL consultato il 13 marzo 2021 (archiviato il 24 novembre 2020).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


V · D · M
L'asteroide 4 Vesta
Gruppi principali NEAFascia principaleTroianiCentauriTNO (Fascia di Kuiper) • Pianeti nani
Vedi anche Asteroidi principaliLista completaFamiglie asteroidaliClassi spettrali
Sistema solare Portale Sistema solare: accedi alle voci di Wikipedia sugli oggetti del Sistema solare