Missione spaziale Cassini-Huygens

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Cassini–Huygens
Immagine del veicolo
Cassini Saturn Orbit Insertion.jpg
Dati della missione
Operatore Italia ASI
Unione europea ESA
Stati Uniti NASA
NSSDC ID 1997-061A
SCN 25008
Destinazione Saturno
Esito successo (distruzione programmata della sonda Cassini nell'atmosfera di Saturno, spegnimento programmato del lander Huygens sulla superficie di Titano)
Vettore Titan IV-B/Centaur
Lancio 15 ottobre 1997 da Cape Canaveral (USA)
Luogo lancio complesso di lancio 40 della Air Force Station di Cape Canaveral
Fine operatività 15 settembre 2017, 11:55:46 UTC - ricezione ultimo segnale e fine missione
Proprietà veicolo spaziale
Potenza 640 W
Massa 2 523 kg
Sito ufficiale, Sito ufficiale e Sito ufficiale

Cassini–Huygens è stata una missione robotica interplanetaria congiunta NASA/ESA/ASI, lanciata il 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. La sonda si componeva di due elementi: l'orbiter Cassini della NASA e il lander Huygens dell'ESA. La sonda ha concluso la sua missione con il suo "gran finale" il 15 settembre 2017 dopo che, come programmato, è stata fatta rientrare nell'atmosfera di Saturno e così disintegrata. La sonda è andata distrutta circa alle 10:31 UTC e l'ultimo segnale è stato ricevuto alle 11:55 UTC.[1]

Cassini è stata la prima sonda ad essere entrata nell'orbita di Saturno, il 1º luglio 2004 (ore 04:12 GMT), e solo la quarta ad averlo visitato (prima della Cassini erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2). Il 25 dicembre 2004 la sonda Huygens si è separata dalla nave madre e si è diretta verso la principale luna di Saturno, Titano. Il 14 gennaio 2005 Huygens è scesa nell'atmosfera del satellite e durante la corsa ha raccolto dati sull'atmosfera, immagini della superficie, rumori dall'ambiente circostante. Ha toccato il suolo dopo una discesa di 2 h e 30 m ed ha poi continuato a trasmettere il suo segnale per altri 90 minuti.

L'orbiter Cassini prende il nome dall'astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli. Il lander Huygens prende il nome dall'astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che, utilizzando il proprio telescopio, scoprì Titano.

Cronologia del programma[modifica | modifica wikitesto]

Cassini a Saturno
  • 1982 La Fondazione Europea delle Scienze e l'Accademia Americana delle Scienze identificano l'idea di un orbiter di Saturno dotato di una sonda verso Titano come possibile cooperazione USA-Europa con valenze scientifiche, tecnologiche, industriali.
  • 1983 Raccomandazione della missione da parte del comitato USA per lo spazio alla NASA.
  • 1983-1984 Valutazione congiunta NASA/ESA.
  • 1985-1988 Studi NASA per la piattaforma ed ESA per la sonda.
  • 1989 Approvazione della missione da parte del Congresso degli Stati Uniti ed inizio del processo di selezione del carico utile scientifico.
  • 1990-1997 Sviluppo di Cassini e Huygens.

Piano di volo e cronologia missione[modifica | modifica wikitesto]

La partenza, dal Complesso di Lancio 40, di Cape Canaveral
Traiettoria interplanetaria della sonda Cassini
  • 15 ottobre 1997: il vettore di lancio statunitense Titan IVB/Centaur parte per lo spazio dal complesso di lancio 40 del John F. Kennedy Space Center (Florida) con a bordo la sonda Cassini-Huygens. Il vettore è composto da un razzo Titan IV a due stadi e da uno stadio superiore chiamato Centaur, che alloggia al suo interno il carico utile. Il sistema di volo completo della sonda Cassini è dunque composto da un veicolo di lancio e dalla navicella contenente la sonda.
  • 25 aprile 1998: primo sorvolo ravvicinato di Venere. L'antenna viene sfruttata per proteggere il satellite dalla radiazione termica.
  • dicembre 1998: manovre correttive nello spazio profondo.
  • 24 giugno 1999: secondo sorvolo ravvicinato di Venere.
  • 17 agosto 1999: sorvolo ravvicinato della Terra.
  • dicembre 1999-aprile 2000: attraversamento della fascia degli asteroidi, flyby dell'asteroide 2685 Masursky
  • 29 dicembre 2000: sorvolo ravvicinato Giove. Grazie alle prestazioni della modalità radiometrica del radar, avviene per la prima volta la misura in banda Ku della radiazione di sincrotrone attorno al pianeta.
  • 2002: verifica della teoria della relatività generale con un'accuratezza 50 volte migliore di ogni precedente risultato.
  • 7 aprile 2004: osservazione dell'unione di due tempeste saturniane. È la seconda volta in assoluto che questo fenomeno viene documentato.
  • 31 maggio 2004: scoperta di due nuove lune di Saturno, Metone e Pallene.
  • 11 giugno 2004: passaggio ravvicinato a Febe, satellite di Saturno. Prima attivazione del radar in modalità scatterometrica.
  • 1º luglio 2004, ore 21:12 UTC: La sonda effettua con successo la manovra di inserimento nell'orbita di Saturno, dopo un viaggio di 3 miliardi e mezzo di chilometri durato 7 anni. Si trova a circa 24000 km dalla superficie del pianeta, pari a circa un sesto del suo diametro. Ancora una volta l'antenna viene sfruttata a protezione del satellite da eventuali urti da materiale negli spazi tra gli anelli.
  • 24 ottobre 2004: primo passaggio ravvicinato su Titano, la maggiore luna del pianeta. Prima immagine radar della superficie della luna: sono state osservate quelle che sembrerebbero nubi di metano, e un gigantesco cratere da impatto. La navetta compie da qusto momento 40 orbite intorno al satellite fino al 2008, passando ad ottobre 2004 a soli 1200 km di quota.
  • 23 dicembre 2004: dopo sette anni attraverso il sistema solare a bordo dell'orbiter Cassini, la sonda Huygens si separa dalla nave madre per affrontare altri 20 giorni di viaggio e 4 milioni di chilometri verso Titano.
  • 30 dicebre 2004: osservazione e scoperta di una cresta equatoriale sul satellite Giapeto lunga 20 km e alta 13.
  • 14 gennaio 2005: la sonda Huygens inizia la discesa nell'atmosfera del satellite e durante la corsa scatta circa 350 fotografie (solo metà di quelle previste in quanto, per un guasto, uno dei due canali di comunicazione tra la sonda e Cassini non si è aperto). In base alle immagini inviate a Terra, l'ESA ha confermato la presenza di fiumi con relativi affluenti in cui scorrerebbero fluidi di idrocarburi. Questi fiumi si divincolerebbero tra formazioni rocciose simili alle montagne terrestri e sfocerebbero in un mare o lago.
  • 14 gennaio 2005, ore 13:34 CET: la Huygens atterra e scatta nuove fotografie direttamente dalla superficie del satellite. Il panorama è molto simile a quello visto in precedenza su Marte, una vasta pianura cosparsa di sassi, probabilmente composti di ghiaccio. Cassini prosegue nella sua orbita per effettuare voli ravvicinati degli altri corpi del sistema saturniano, ed esplorare le regioni polari ed equatoriali del gigante gassoso.
  • 15 febbraio 2005: sorvolo ravvicinato di Titano e scansione di nuove regioni. Ripreso un grande cratere da impatto con un diametro stimato in 440 km.[2]
  • 16 febbraio 2005: rilevazioni trovano una perturbazione nel campo magnetico di Saturno date da una grande nube neutra nelle prossime vicinanze della luna Encelado.
  • 17 febbraio 2005: primo sorvolo ravvicinato di Encelado ad una distanza di 1180 km e prime immagini inviate a terra
  • 9 marzo 2005: secondo sorvolo ravvicinato di Encelado, con passaggio ad una distanza minima di 500 km
  • 17 marzo 2005: scoperta un'atmosfera su Encelado
  • 31 marzo 2005: quarto sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza minima di 2400 km.
  • 16 aprile 2005: quinto sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza minima di 1025 km, il più vicino fino a quel momento. Raccolta di dati sulla sua atmosfera superiore, con scoperta di un'ampia gamma di molecole complesse a base di carbonio.
  • 3 maggio 2005: inizio degli esperimenti sugli occultamenti radio degli anelli di Saturno per determinarne la distribuzione delle particelle
  • 10 maggio 2005: inizio di un periodo dedicato all'osservazione del sistema di anelli di Saturno, fino a settembre. Gli scienziati annunciano la scoperta di una nuova luna all'interno dell'Anello A, chiamata temporaneamente S/2005 S 1 e in seguito Dafni.
  • 13 luglio 2005: sorvolo ravvicinato di Encelado ad una distanza di 175 km. Pubblicate le prime immagini, rilevazione al polo sud del satellite tracce di una tettonica unica e soprattutto temperature molto più calde di quanto ipotizzato.
  • 22 agosto 2005: sorvolo ravvicinato di Titano con una distanza minima di 3669 km.[3]
  • 7 settembre 2005: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 1075 km, i dati raccolti sono andati parzialmente perduti a causa di un problema software.
  • 24 settembre 2005: sorvolo ravvicinato di Teti ad una distanza di 1500 km.
  • 26 settembre 2005: sorvolo ravvicinato di Iperione ad una distanza di 1010 km, l'unica visita a questa luna durante la missione primaria.
  • 11 ottobre 2005: sorvolo ravvicinato di Dione ad una distanza di 500 km.
  • 28 ottobre 2005: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 1400 km.
  • 26 novembre 2005: sorvolo ravvicinato di Rea ad una distanza di 500 km
  • 26 dicembre 2005: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 10410 km[4].
  • 15 gennaio 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 2040 km[5].
  • 27 febbraio 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 4390 km[6].
  • 8 marzo 2006: dai dati raccolti in precedenza dalla Cassini, si arriva alla scoperta acqua liquida su Encelado.
  • 18 marzo 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 1950 km[7].
  • 20 maggio 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 1880 km[8].
  • 2 luglio 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 1910 km[9].
  • 21 luglio 2006: NASA conferma la presenza di laghi di idrocarburi nella regione artica di Titano.
  • 23 settembre 2006: sorvolo ravvicinato di Titano ad una distanza di 960 km[10].
  • 10 settembre 2007: sorvolo ravvicinato di Giapeto ad una distanza di 1600 km.
  • 12 marzo 2008: sorvolo ravvicinato di Encelado ad una distanza di 52 km. Durante la manovra la sonda ha attraversato il materiale eiettato dai geyser della luna rilevando che sia composto da acqua e composti organici. Inoltre è stata rilevata la temperatura superficiale delle bocche: superiore di 93 °C alle regioni circostanti[11].
  • 31 maggio 2008: fine prevista della missione nominale.
  • 8 ottobre 2008: passaggio più vicino dalla superficie di Encelado, a soli 25 km di altitudine, nella regione dei pennacchi del satellite.
  • 2009: ulteriore finanziamento ed estensione della missione, ribattezzata Cassini Equinox.
  • 2010: Bob Mitchell, Cassini Program Manager al JPL, dichiara che la sonda è ancora perfettamente funzionante e che si stimano almeno altri sette anni di operatività.
  • 2 febbraio 2010: la missione viene ribattezzata Cassini Solstice ed estesa di altri sette anni. La Cassini Soltice inizia ufficialmente il 26 settembre dello stesso anno.
  • 28 novembre 2010: Cassini rileva una tenue esosfera sulla luna Rea, composta in gran parte di ossigeno e anidride carbonica.
  • 4 dicembre 2010: documentazione fotografica durante la primavera saturniana di una delle più grandi tempeste mai registrate sul pianeta
  • 21 giugno 2011: analisi del materiale espulso dai pennacchi di Encelado porta ad una prova di una possibile riserva di acqua salata sotto la crosta di ghiaccio del satellite.
  • 1º marzo 2012: rilevamento di una tenue atmosfera su Dione, composta di ioni di ossigeno. L'atmosfera è però estremamente rarefatta, solo uno ione ogni 11 centimetri cubi.
  • 2 ottobre 2013: annunciata la scoperta di propilene nella bassa atmosfera di Titano.
  • 3 dicembre 2013: la Cassini scatta le miglior foto mai fatte della gigantesca tempesta esagonale che domina la calotta polare settentrionale di Saturno.
  • 5 marzo 2014: centesimo sorvolo di Titano.
  • 30 maggio 2015: ultimo sorvolo di Iperione.
  • 16 agosto 2015: ultimo sorvolo di Dione.
  • 18 dicembre 2015: ventiduesimo ed ultimo sorvolo di Encelado.
  • 28 ottobre 2015: Sorvolo ravvicinato di Encelado ad una distanza di 48 km. L'obiettivo è di studiare la composizione dei getti emessi dai geyser.
  • 26 aprile 2016: nuovi studi dati dalle rilevazioni della Cassini rivelano che Titano è coperto di mari composti da metano liquido.
  • 29 novebre 2016: inizio di ventidue orbite polari che portano la Cassini molto vicina all'Anello F.
  • 26 aprile 2017 - Gran Finale: avvio procedura per il completamento della missione, inizio dei sorvoli (i "tuffi") tra Saturno e gli anelli più interni. Primo tuffo tra gli anelli di Saturno.[12][13]
  • 2 maggio 2017 - Gran Finale: secondo tuffo tra gli anelli.
  • 9 maggio 2017 - Gran Finale: terzo tuffo tra gli anelli.[14]
  • 15 maggio 2017 - Gran Finale: quarto tuffo tra gli anelli.
  • 22 maggio 2017 - Gran Finale: quinto tuffo tra gli anelli.
  • 28 maggio 2017 - Gran Finale: sesto tuffo tra gli anelli.
  • 4 giugno 2017 - Gran Finale: settimo tuffo tra gli anelli.
  • 10 giugno 2017 - Gran Finale: ottavo tuffo tra gli anelli.
  • 16 giugno 2017 - Gran Finale: nono tuffo tra gli anelli.
  • 23 giugno 2017 - Gran Finale: decimo tuffo tra gli anelli.
  • 29 giugno 2017 - Gran Finale: undicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 6 luglio 2017 - Gran Finale: dodicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 12 luglio 2017 - Gran Finale: tredicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 19 luglio 2017 - Gran Finale: quattordicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 25 luglio 2017 - Gran Finale: quindicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 1 agosto 2017 - Gran Finale: sedicesimo tuffo tra gli anelli.
  • 7 agosto 2017 - Gran Finale: diciassettesimo tuffo tra gli anelli.
  • 14 agosto 2017 - Gran Finale: diciottesimo tuffo tra gli anelli. Durante le ultime 5 orbite lo spettrometro di bordo (INMS) raccoglie campioni diretti dei gas presenti nell’atmosfera di Saturno.[15]
  • 20 agosto 2017 - Gran Finale: diciannovesimo tuffo tra gli anelli.
  • 27 agosto 2017 - Gran Finale: ventesimo tuffo tra gli anelli.
  • 2 settembre 2017 - Gran Finale: ventunesimo tuffo tra gli anelli.
  • 9 settembre 2017 - Gran Finale: ventiduesimo ed ultimo tuffo tra gli anelli.
  • 15 settembre 2017: fine programmata della missione, rientro nell'atmosfera di Saturno con conseguente distruzione della sonda.[16]

La navicella[modifica | modifica wikitesto]

Sonda Cassini

Sviluppata dalla NASA in collaborazione con l'ESA (l'Agenzia spaziale europea) e con l'ASI (l'Agenzia spaziale italiana), la sonda Cassini è un prodigio della tecnologia spaziale del XX secolo, costituita da due componenti distinte: un orbiter e una sonda secondaria (Huygens).

Alta 7 metri e larga 4, questa sonda da 6 tonnellate (orbiter, sonda Huygens e propellente compreso) era dotata di un'antenna parabolica larga poco meno di 4 metri, un'asta-magnetometro lunga 13 metri, 22.000 connessioni elettriche, 12 chilometri di cavi elettrici, 82 unità di riscaldamento a radioisotopi, 16 motori di assetto ("thrusters") a idrazina, e la maggior parte dei sistemi era "ridondata", ovvero affiancata da un analogo sistema di riserva, per minimizzare le probabilità di guasti, che non avrebbero avuto possibilità di essere riparati: la sonda si trovava nel 2007 a più di un miliardo di chilometri dalla Terra e i suoi segnali radio, pur viaggiando alla velocità della luce (299792,458 km/s) impiegarono circa 60 minuti per raggiungere la Terra.

Cassini è stata l'ultima delle grandi missioni spaziali della NASA. Ne ha tutte le caratteristiche tipiche: grandi dimensioni, grande abbondanza di apparecchiature, lungo tempo di sviluppo e costo elevatissimo: circa 5 miliardi di dollari, comprensivi delle operazioni durante la vita della sonda. Dopo lo sviluppo della sonda Cassini, la NASA passò alla filosofia faster, better, cheaper (più veloce, migliore, più economico), con alterni risultati.

Fonte di energia[modifica | modifica wikitesto]

Considerando la distanza di Saturno dal Sole i raggi solari non potevano essere sfruttati come fonte di energia. Per generare abbastanza energia i pannelli solari avrebbero dovuto essere molto grandi e di conseguenza pesanti[17]. Per questo motivo l'orbiter è stato alimentato da tre generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG).

Il pellet di plutonio, la fonte di energia della sonda.

Al momento del lancio i generatori atomici della sonda Cassini provocarono numerose polemiche da parte di ambientalisti che sottolineavano il rischio di contaminazione ambientale in caso di incidente. I generatori atomici della sonda Cassini erano unità RTG passive: non avevano reattori atomici, ma sfruttavano semplicemente il calore prodotto dal decadimento radioattivo di una piccola quantità di plutonio per produrre corrente elettrica. In termini semplici, è stato usato un piccolo contenitore di scorie nucleari per produrre energia. Nel peggiore dei casi un incidente avrebbe potuto comportare lo spargimento del plutonio nell'atmosfera. La NASA sottolineò come le unità RTG fossero rinchiuse in un contenitore progettato appositamente per sopravvivere anche all'esplosione totale del razzo e, se pure esso si fosse rotto, la quantità di plutonio sarebbe stata così piccola da fare aumentare a malapena il livello di radioattività rispetto al fondo di radioattività naturale già presente nella zona. La questione venne messa a tacere dal lancio, che risultò perfetto.

È da notare che, in una missione precedente, un'unità RTG simile a quella della sonda Cassini uscì effettivamente intatta dall'esplosione del razzo che la conteneva. L'unità fu recuperata e le sue condizioni erano talmente buone da essere imbarcata in una missione successiva.

Alla fine degli undici anni nominali della missione gli RTG saranno ancora in grado di produrre fra i 600 e i 700 Watt di potenza elettrica.[17]

L'orbiter[modifica | modifica wikitesto]

L'orbiter viene alimentato da tre generatori atomici, ed è la parte principale della sonda, quella, cioè, che è stata messa in orbita attorno a Saturno e che ha compiuto il viaggio dalla Terra. Ha un peso di oltre 2 tonnellate ed è dotato di 12 differenti strumenti scientifici, due registratori digitali di dati, due computer primari e 50 computer secondari. La sua strumentazione di bordo comprende camere per immagini operanti sia in luce visibile, che nell'infrarosso e nell'ultravioletto. Le immagini ottenute da questi strumenti sono fondamentali per fornire un'esatta morfologia dei corpi osservati e saranno integrate anche dai dati raccolti dai radar di bordo per costruire una mappa dettagliata della superficie di Titano. La sonda possiede inoltre alcuni spettrografi utili per lo studio della temperatura e della composizione chimica della superficie di Saturno, della sua atmosfera, nonché dei suoi celebri anelli. Altri strumenti, infine, permettono di analizzare le proprietà e il comportamento del gas ionizzato all'interno della magnetosfera del pianeta e di risalire, quindi, alle sue caratteristiche e all'intensità del campo magnetico.

Cassini comunica con la Terra principalmente tramite una grande antenna parabolica, costruita per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana dall'azienda italiana Alenia Spazio; con un diametro di quattro metri e assistita da un complesso sistema elettronico di bordo, essa gestisce quattro bande di frequenze: X, Ka, S, Ku.

Huygens[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Huygens (sonda spaziale).
La sonda Huygens durante le ultime fasi di preparazione prima del lancio
Un'immagine che illustra, con un parallelismo uomo-macchina, la dotazione di Cassini
Replica in scala della sonda

Montata all'interno dell'orbiter è presente una sonda secondaria (le sue dimensioni non superano i 3 metri di diametro per 350 kg di peso), Huygens. Prende il nome dall'astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens, che utilizzando il proprio telescopio scoprì Titano. Si è staccata dalla sonda principale il 25 dicembre 2004, ed è atterrata su Titano il 14 gennaio 2005.

Dopo la fase di avvicinamento è entrata nel campo gravitazionale di Titano e ha iniziato la discesa guidata attraverso la sua atmosfera rallentata da un paracadute (solo nella prima fase) e da razzi frenanti. In questa fase (della durata di circa due ore) una speciale telecamera ha effettuato una prima ripresa della superficie di Titano, fondamentale per poterne studiare la geologia. Parallelamente i sensori di bordo hanno provveduto ad una costante misurazione della temperatura delle nubi, mentre gli spettrografi hanno misurato la loro composizione chimica e le caratteristiche fisico-chimiche delle particelle di polvere in sospensione nell'atmosfera. Un ulteriore esperimento condotto durante la fase di discesa è stata la misurazione della velocità dei venti sulla superficie di Titano (attraverso tecniche Doppler). Al momento dell'atterraggio (in una zona di Titano denominata Xanadu - ma era stato previsto anche l'ammaraggio in un eventuale oceano di Titano) la sonda aveva energia appena sufficiente per effettuare una seconda volta tutte queste misure. Mezz'ora dopo si è spenta definitivamente.

Nella più ottimistica delle previsioni il piccolo robot della capsula Huygens avrebbe dovuto inviare informazioni per quindici minuti al massimo, invece ha continuato a fare sentire la sua voce per altre due ore, fino a che Cassini non è tramontato dietro al pianeta. Tramite i radiotelescopi di tutto il mondo il suo segnale è stato raccolto per un'altra ora.

Rivelazioni e scoperte[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 17 marzo 2005 scoperta un'atmosfera su Encelado
  • Il 27 marzo 2012 la dottoressa Emma Bunce e il proprio team di lavoro ottengono misurazioni simultanee dell'aurora sul lato notturno di Saturno, insieme a quelle del campo magnetico e le particelle cariche presenti[18].
  • Il 2 ottobre 2013 è stata annunciata la scoperta di propilene nella bassa atmosfera di Titano[19], il più grande dei satelliti che orbitano attorno a Saturno.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La NASA ha pubblicato nel 1999 2 file PDF in inglese per costruire il proprio modello di navicella Cassini-Huygens con dei semplici pezzi di carta. I due PDF sono reperibili qui (versione semplice) o qui (versione completa).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Cassini: Mission to Saturn: Where is Cassini Now?, in Cassini: The Grand Finale. URL consultato il 15 settembre 2017.
  2. ^ PIA07365: Circus Maximus, photojournal.jpl.nasa.gov. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  3. ^ (EN) Titan's surface seen from fly-by on 22 August 2005, in European Space Agency, 31 agosto 2005. URL consultato il 15 settembre 2017.
  4. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20051226/index.cfm.
  5. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060115/index.cfm.
  6. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060227/index.cfm.
  7. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060318/index.cfm.
  8. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060520/index.cfm.
  9. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060702/index.cfm.
  10. ^ http://saturn.jpl.nasa.gov/news/events/titan20060923/index.cfm.
  11. ^ Cassini 'tastes' organic brew at Saturn's geyser moon, esa.int. URL consultato il 7 maggio 2013.
  12. ^ JPL: The Grand Finale Toolkit, saturn.jpl.nasa.gov.
  13. ^ La sonda Cassini si tuffa negli anelli di saturno, ansa.it. URL consultato il 26 aprile 2017.
  14. ^ Eliche degli anelli di Saturno, focus.it.
  15. ^ Le Scienze (a cura di), Gli ultimi giorni di Cassini intorno a Saturno, lescienze.it, 30 agosto 2017. URL consultato il 12 settembre 2017.
  16. ^ L’addio spettacolare di Cassini, ANSA, 15 settembre 2017. URL consultato il 15 settembre 2017.
  17. ^ a b Why cassini cannot use solar arrays (PDF), saturn.jpl.nasa.gov. (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2015).
  18. ^ Cassini Ottiene Misurazioni Simultanee Dell'Aurora e delle Correnti Elettriche su Saturno.
  19. ^ "Plastica su Titano, luna di Saturno", Ansa.it, ansa.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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