Esplorazione di Plutone

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Plutone (astronomia).

L'esplorazione di Plutone rappresenta una sfida astronautica non indifferente dato che è molto piccolo e molto lontano. Ogni missione deve essere dotata di un sistema di alimentazione in grado di fornire energia alla sonda senza la possibilità di conversione dell'energia solare attraverso l'uso di pannelli fotovoltaici. Attualmente, l'unica fonte praticabile di energia è un generatore termoelettrico a radioisotopi.
La prima, e sinora unica, sonda ad aver visitato il pianeta nano è stata New Horizons il 14 luglio 2015. La sonda NASA ha compiuto un sorvolo ravvicinato (fly-by) del corpo celeste ad una quota di circa 12500 km e a una velocità di oltre 13 km/s. New Horizons era partita il 19 gennaio del 2006 e dopo aver sorvolato Giove nel febbraio 2007 ha raggiunto l'orbita di Urano nel marzo 2011 e quella di Nettuno nell'agosto 2014.

Prima della New Horizons[modifica | modifica wikitesto]

La Voyager 1 avrebbe potuto visitare Plutone, ma i controllori della missione hanno optato per un sorvolo di Titano, la più grande luna di Saturno, di cui hanno indagato l'atmosfera. A seguito di questo sorvolo ravvicinato la traiettoria della sonda è risultata incompatibile con Plutone.

La Voyager 2 invece non è mai stata su una traiettoria compatibile per un passaggio ravvicinato a Plutone.[1]

Nessun altro serio tentativo è stato fatto per l'esplorazione spaziale di Plutone fino agli ultimi decenni del XX secolo, quando l'idea di visitare quello che allora era il nono pianeta del sistema solare ha cominciato a prendere forma. Nell'agosto del 1992, lo scienziato del JPL Robert Staehle telefonò allo scopritore di Plutone, Clyde Tombaugh, chiedendogli il permesso di visitare il suo pianeta.[2]"Gli dissi che era il benvenuto" ricordò Tombaugh in seguito.[3]

Nonostante l'interesse, nel 2000 la NASA cancellò la missione Pluto Kuiper Express, per motivi di bilancio e dei ritardi accumulati.[4]

La New Horizons[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: New Horizons.
Le prime immagini di Plutone scattate dalla New Horizons

Nel 2003, dopo un'intensa battaglia politica, una nuova missione per Plutone è stata approvata: la New Horizons. La sonda è stata lanciata il 19 gennaio 2006 e il capo missione S. Alan Stern ha confermato che a bordo c'è una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, che è deceduto nel 1997. [5]

Agli inizi del 2007 la sonda ha sfruttato la gravità di Giove per accelerare e dirigersi verso il pianeta nano. Il suo maggior avvicinamento al pianeta è avvenuto il 14 luglio 2015. Tuttavia le osservazioni scientifiche di Plutone sono iniziate cinque mesi prima e continueranno per almeno un mese dopo l'incontro.
Nel settembre del 2006, la New Horizons ha scattato la prima immagine di Plutone, da grande distanza, durante un test del Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) [6]. Le immagini ottenute da 4,2 miliardi di chilometri hanno potuto confermare la capacità della sonda di rintracciare obiettivi distanti, una capacità fondamentale per le manovre verso Plutone e verso gli altri oggetti della fascia di Kuiper.

La sonda ha analizzato e fotografato la superficie di Plutone e del suo satellite più grande Caronte. La scoperta dei piccoli satelliti Notte e Idra avrebbe potuto rappresentare una sfida imprevista per la sonda. I detriti derivanti dalle collisioni tra i piccoli oggetti della fascia di Kuiper e le piccole lune potrebbero produrre sottili e temporanei anelli di polveri. La New Horizons, trovandosi a passare attraverso un simile sistema, avrebbe potuto subire danni tali, da parte di micrometeoriti, da metterla fuori uso. [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voyager Frequently Asked Questions, Jet Propulsion Laboratory, 14 gennaio 2003. URL consultato l'8 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  2. ^ Dava Sobel, The last world, su Discover magazine, 1993. URL consultato il 13 aprile 2007.
  3. ^ The Last World, Discover Magazine. URL consultato il 14 giugno 2014.
  4. ^ Dr. David R. Williams, Pluto Kuiper Express, su NASA Goddard Space Flight Center, 2005. URL consultato il 26 marzo 2007.
  5. ^ Dr. Alan Stern, Happy 100th Birthday, Clyde Tombaugh, su Southwest Research Institute, 2006. URL consultato il 13 aprile 2007.
  6. ^ New Horizons, Not Quite to Jupiter, Makes First Pluto Sighting, The Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, 28 novembre 2006. URL consultato il 20 marzo 2007.
  7. ^ Andrew J. Steffl, S. Alan Stern, First Constraints on Rings in the Pluto System, astro-ph/0608036.